I giochi della vergogna

Domani si inaugurano i giochi olimpici di Pechino… Intanto

in Darfur,
Darfur 4

 

in Birmania,

 

 

in Tibet

e nella stessa Cina

fremono nell’attesa spasmodica dell’ora di inzio delle gare, trasmesse in mondovisione.

Rimane solo un piccolo rammarico, particolarmente sentito in Darfur, dove sono estremamente dispiaciuti per il mezzo milione di spettatori che mancano all’appello per completare il target planetario, coi relativi indici di ascolto e gradimento.

Ma via, li perdoniamo, si mettano pure l’animo in pace: tanto, cosa può mai rappresentare il genocidio di un intero popolo, realizzato con capitali e armamenti cinesi, se non un increscioso effetto collaterale, di fronte alle prospettive e ai guadagni, a medio e lungo termine, offerti da un mercato di un miliardo e mezzo di possibili consumatori?

E i diritti umani, e le libertà fondamentali dell’uomo? Ma chi se ne frega! L’importante sono le commesse, gli affari, i contratti: anche se li stipuli con l’oligarchia più reazionaria e fascista del mondo globalizzato.

E gli atleti? Gli utili idioti di turno… Non uno che abbia espresso dubbi, opposto un rifiuto alla partecipazione: e infatti, più grande è la luminaria che si contribuisce ad accendere (e più occultata ne risulta la maceria, cancellata per un mese da ogni cronaca), più laute le prebende, il prestigio e l’effimera gloria di una medaglia chimica. Gonfi di orgoglio nazionalistico, di soldi, di steroidi e anabolizzanti, sono tutti ai blocchi di partenza: per assicurare lo spettacolo tanto atteso, soprattutto dalle platee televisive di un occidente già morto e sepolto da tempo.

***

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5 pensieri riguardo “I giochi della vergogna”

  1. …ma le Olimpiadi hanno il pregio di portare alla ribalta i problemi di questa povera gente, Francesco! Altrimenti non se ne parlerebbe neppure!Una delle idiozie, fra le tante, che circolano intorno a questa vergogna.

    Ciao
    liliana

  2. Non credo che le Olimpiadi di Pechino porteranno alla ribalta i problemi di questa povera gente. Una volta terminate le Olimpiadi, credo che tutto ritornerà come prima. Non bisogna sottovalutare il controllo dell’informazioni e di conseguenza la propaganda cinese. In questi mesi le proteste in favore del tibet sono passate in secondo piano, soffocate in chissà quale silenzio mediatico internazionale.
    C’è da rilevare inoltre che durante le antiche Olimpiadi le guerre si fermavano per permettere lo svolgimento dei giochi. Il giorno stesso dell’inaugurazione lo zar Putin ha iniziato una guerra contro la Georgia.
    è tutta facciata. La Cina aveva bisogno delle Olimpiadi, quando i riflettori si spegneranno, il regime potrà sempre rispondere: non ficcate il naso negli affari interni della Cina. L’ha già fatto, rispondendo all’appello di Bush sui diritti umani – da che pulpito! Forse bisognerebbe ricordare lui Guantanamo, Abu Ghraib, Iraq, Afghanistan, pena di morte, sanità privata etc etc…
    C’è troppa ipocrisia!

  3. Cara Liliana, magari fosse così.

    Credo che Antao abbia ragione.

    Il boia di Mosca (pardon: “l’amico Vladimir”) è in piena azione; il boia di Washington (pardon: “l’amico George”) lo è già da tempo: e dobbiamo solo al fatto che è a scadenza di mandato, se non ha “esportato” un po’ di “democrazia” anche in Iran o in Siria.

    Sentire parlare di “diritti umani” lui e, rimanendo in Italia, alcuni impresentabili esponenti governativi (c’è solo l’imbarazzo della scelta, in merito alla “impresentabilità”), fa veramente senso, e dice molto dell’orripilante opera di mistificazione in atto.

    A proposito: e il Darfur?

    fm

  4. Forse sono stata fraintesa… l’affermazione riportata, dalla quale mi dissocio completamente, era infatti da me definita un’idiozia.

    Il Darfur? Ma se alcuni nostri politici non sanno neppure cos’è!

    liliana

  5. Nessun problema, Liliana, avevo capito benissimo lo spirito della tua affermazione. Ero solo molto scettico (uso un eufemismo) sul fatto che, in linea generale, i giochi potessero in qualche modo portare alla ribalta, anche solo di poche coscienze, gli orrori da cui siamo sommersi.

    Se così fosse, di fronte all’ennesimo immane conflitto che si profila nell’ex impero sovietico, avrebbero già sospeso quella pagliacciata.

    fm

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