Allevando memorie di terra e sangue (I) – Tommaso DI CIAULA


(Maria Trentadue, La raccolta delle olive, s.a.)

“… un senso luminoso delle cose, delle memorie, delle pene; la solitudine che si apre in comunione con le cose, le cose che si aprono in simboli. Una poesia che ha ancora radici contadine, che ancora “legge” il mondo attraverso quel sentire, quei concetti, quelle immagini, che ancora istituisce con il mondo un rapporto magico”.
(Leonardo Sciascia, Corriere della sera, 4-11-1971)

(Da: Tomaso Di Ciaula, Ogni poesia è un mistero, prefazione di Vito Intini, con riproduzioni di opere di Maria Trentadue, Bari, Vito Radio Editore, 2007)

Mi fermerò a queste fonti

Fanciulle scalze
leggeri movimenti
del capo
si passano
anfore
agli altari delle fonti,
fruste di nebbia
fuga dai capanni.
Ci dormono
antiche
spudorate lune
specchi di polvere
la vecchia brontolante
merletti sbiaditi
infiniti pettini consumati.

Mi fermerò a queste fonti.
Nei capanni
già svuotano anfore di luna
fanciulle-arance sussurrano
indecise
alle radici della cornucopia l’amante
nascosto
tra gli ulivi.

*

Sera

Vacca grassa
sera lenta
afrore di letame
la gente mente
un pazzo indugia
il moschetto sul petto
una cane ci scansa
il tramonto tinge
gli occhi di sangue
il vento è vento di cimitero
una scala sudicia
una strega mesce
ultimi sudori serali
chi ha sputato sul mio cuore.

*

Vini
(a Peppino Strippoli)

Tutti i venti le pietre del Sud
luna rossa sporca
d’insetti l’uva
che matura.

Strani
riti notturni
cavalieri verderame e zolfo
custodi terribili
s’alternano agli occhi
cisposi del giorno,
sole tra torri sbrecciate
l’uva che matura.

S’alzano tende alla rinfusa,
fasci di paglia
ruote di canapa
premono e ripremono sui chicchi.

Frenetici uomini di mosto
chiudono bagliori nei vetri
selvaggi umori
che ci addolciranno gli inverni
quando la vigna
imputridirà
di nebbia e di pioggia
nelle midolla.

*

Tu sei una donna

Tu sei una donna
e da donna ti voglio trattare
abile
quando ti guizza dentro la femmina
maldestro la provo
succhio folli sapori
tra le cosce di seta
nemmeno un tratto di pelle
voglio scordare
ed è proprio lì che voglio
essere
più ardito
dell’aria e del sole.
Mi sei accanto
in te si agita la donna
puntigliosa avara decisa.
Cerco un riparo:
più antico del temporale
del respiro del mare
del fiato grosso dell’afa
in un giorno di luglio
ecco, lo trovo
le tue gambe stringono le mie
ed accetti il mio dono di sangue
stringiamo nelle mani disperate
la terra.

*

Il Sole

Il sole
lo conto
a centimetri
sul mio terrazzo
quando l’equinozio
d’inverno
tuffa
e piega la testa

…..

Imputridiscono stelle
sui viottoli polvere
tesse sui muri
senza pace fili di ragno lichene
premono i mei passi
su sassi umidi erba sterile
minacciosa all’erta
non ho più voglia di andare
anche se da anni
mi canta sperduto
un albero di mandarino al di là del pozzo
assetato
aggredito da spine blu
torno indietro
un’arista nei sandali
m’ingoiano e mi stritolano
i fantasmi innumerevoli
della notte che si avvicina
tossichianti
nel carrubo
dietro il muro.

…..

presto fanciulla
presto
fatti ammirare
i tuoi seni…
i tuoi fianchi…
presto prima che ti aggredisce
la polvere
i lombrichi laboriosi….
Fermiamoli con l’amore…

…..

salgono da un’orto
lentamente
ciuffi verdi
umide pareti
lamiscono
umide d’acqua e muschiose…
poi l’estate
sono frutti….

*

Per non dimenticare
(Non possiamo dimenticare – 23-11-1980 – ore 19,35)

Sono un sopravissuto
o meglio forse sarò un sopravissuto
se arriva qualcuno
a tirarmi fuori da queste pietre.
Ormai non distinguo più nulla
appena appena la notte dal giorno
il giorno dalla notte
per un debole chiarore che filtra tra queste macerie.
Qualcuno ha finito da poco di lamentarsi intorno a me
potrebbe essere mio padre come mio figlio
mia moglie come mio padre,
ma ormai che importanza ha
se non si sente più nulla!
Non so più a cosa pensare
ho pensato a tutto, a tutto,
ho bestemmiato tutto, ho urlato, ho pianto
e desidero al più presto tra queste pietre
di diventare anch’io pietra oppure un insetto o una formica…
Tutto è silenzio
(il torrente in fondo alla strada tace da molto tempo)
lo hanno seccato
non canta più)
tutto tace
all’infuori di uno spaurito canto di passero,
eppure qui d’intorno c’era movimento, nel paese, nelle strade:
le auto, sì le auto, gli stereo
racchiusi come gemme preziose nelle auto,
i bar luminosi con i giochi all’ultimo grido dall’AMERICA,
poi le chiacchiere della gente, i loro pettegolezzi,
e poi le insegne dei venditori di cianfrusaglie varie,
la pubblicità assordante di prodotti ad alta tecnologia,
tutta roba inutile se non sta servendo a farmi uscire
da questa tomba di fango e di pietre,
e poi ancora gli altoparlanti dei comizi;
si arrampicavano fin quassù pericolosamente
con le bandiere bianche rosse gialle verdi
a parlare di politica, di cose grosse, a chiedere un voto,
un piccolo segno sulla scheda,
appena un segnetto, un’inezia…
poi tornavano dopo qualche mese però non a chiedere voti
ma a chiedere la sopressata buona del SUDDD
o una balia dai seni grossi e generosi, sono famose le balie del SUDDD.]
Sono veramente solo, solo come si sentì solo il primo uomo
che mise il piede sulla luna
(ed io senz’altro debbo essere più lontano della luna
se nessuno, proprio nessuno è arrivato fin qui!)
sì, la luna che non è poi tanto lontana questa sera,
bastava che mettessi la testa dalla finestra
che la vedevo bella e tonda
e quest’anno a Natale si doveva fare un immenso falò
in piazza, per riscaldarle il faccione pallido.
Sento freddo, ormai sono un pezzo di ghiaccio
e oplà mentre accenno un piccolo movimento
mi è entrata una pietra in bocca
peccato perché mi usciva del sangue dalla gola
che mi riscaldava un po’.

(matricola 2145 – sq.73 – bari 27 /11/1980)

*

Tutti i frutti del mondo

sboccianofioriscono
fruttificano
tutti gli alberi del mondo
i loro profumi
mi scorticano
mi stordiscono
crollo bocconi
l’erba nelle narici
verde
quando sollevi le braccia candide
allarghi le coscie di seta
e precipito
in un precipizio
dove partoriscono
gli armenti
nel forte profumo
del sangue.

***

(Da: Chiodi e rose, 1970 – Le liriche comprese in questo volume risalgono alla fine degli anni Cinquanta.)

PER RABBIA

Poca paga
Ai raccoglitori di pietre
Poca paga
Molte pietre.
Il padrone calvo
Il camion
rosso e giallo
Poca paga
Ai raccoglitori di pietre.
Stasera
Per rabbia
Finiranno
Per rompere tutto il camion
A forza di caricar pietre.

Poca paga
Molta rabbia
Troppo sole
troppa polvere
nelle pietre.

*

IO SONO L’UOMO DEI FORNI

Io sono il dio vulcano
dell’officina
Quello che vi soffoca
Con sulfuree nubi
E vi spaventa
Coi fuochi coi lampi.
Io sono l’uomo
Dei trattamenti termici
Dalle larghe cicatrici.
Giorno per giorno
Tra questi olii
Tra questo fuoco rosso
La mia pelle
Si copre di piaghe
Facendomi somigliare
Ad un piccolo mostro.

Impazzisco di caldo
Fra i forni
L’estate
Meglio l’inverno.
Io sono l’uomo
Di questo piccolo inferno
Io sono l’uomo
Delle scottature
Queste
Sono le mie avventure.

*

IN PUNTA DI PIEDI

Stasera
Sono più sporco che mai
L’officina era un drago
Che faceva balenare
fiamme e fumo.
Ho bocca acre di fumo
E le parole acerbe.
Stasera
Sono più sporco che mai!
Vorrei lasciare
Le orme delle mie mani nere
Sul tuo abito bianco
Padrone che cammini tra i torni
In punta di piedi.

*

AL BRAVO OPERAIO

Oggi i capi
quelli della direzione
Quelli degli uffici
Si fermano da lui.
Guardano la sua maestria
D’amico del metallo
(Il metallo si slancia
Sibilando
Rosso e nero
Rabbioso e fumante).
Per quelli della direzione
Oggi vali tanto.
Anche una pacca
Sulle spalle
O una sigaretta
Di quelle
Che non puoi fumare tu.
Domani quando lo uccideranno
Lo cambieranno,
Con qualche altro
Dal volto triste
Le spalle stanche
La tuta blu.

**

SEGUENDO LE GOCCE DI SANGUE

Seguendo le gocce di sangue,
Potrete risalire
Sul luogo
Dove è accaduto l’infortunio.
Dove è accaduto!
Come una fiaba
Tragica/Moderna
Soltanto
Che un operaio
Vomiterà ad un angolo.
Stanotte
Caniguardianifoschia
Il padrone
Seguendo le gocce di sangue
Ormai coagulato
“E’ vero,
Ma è tutto pagato!”.

(Inedito, 2008)

***

Note sull’autore

Tommaso Di Ciaula è nato ad Adelfia (BA) nel 1941 e vive a Bitetto (BA). E’ autore di 12 opere letterarie: 6 romanzi, 4 opere di poesia, due piccoli saggi letterari. Tra i suoi editori: Laterza, Feltrinelli, Sellerio, Argo, Delphos, Zambon.

Chiodi e rose (1970), poesie.
(Ne scrivono: Quasimodo, Calvino, Fubini, Anceschi, Spagnoletti, Bevilacqua, Sciascia.)

Tuta Blu (romanzo), Milano, Feltrinelli Editore, “I Narratori”, 1978.
(Recentemente ristampato dall’editore Zambon; tradotto e pubblicato in Germania, Francia, Messico, Unione Sovietica, Spagna. Ridotto per il cinema col titolo Tommaso blu: produzione tedesca, attore protagonista Alessandro Haber, regia di Florian Furtwangler, nipote del grande direttore d’orchestra Whilhelm. Nove riduzioni teatrali europee dell’opera, nessuna italiana.)

L’Odore della Pioggia (poesie), Editori Laterza, 1980.

Prima l’amaro, poi il dolce (romanzo), Milano, Feltrinelli Ed., 1981.
(Tradotto e pubblicato in Germania;)

Fragmenta (racconti), Pescara Edp Walking, 1988.

Ali di Pietra (romanzo), Delphos Editore, 1991.

Il Cielo, le Spine, la Pietra (poesie), Lecce, Argo Editore, 1995.

Gratta e scopri la verità…sul divario Nord-Sud (saggio), Orizzonti Letterari Ed., 1996.

Acque Sante Acque marce (romanzo), Sellerio Editore, 1997.
(Tradotto a Cuba e in Germania.)

Archita di Taranto – 428 a. C. (saggio storico-letterario), 2000.

Il dio delle tarantate (romanzo), Frankfurt, Zambon Editore, 2003.

Ogni Poesia è un mistero (poesie), Vito Radio Editore, 2007, con riproduzioni di quadri naif della pittrice di Modugno Maria Trentadue.

Ha partecipato a conferenze e letture nazionali e internazionali. Nel gennaio 2006 è stata rappresentata la riduzione teatrale delle sue opere a Colombes (banlieu di Parigi). Nell’aprile 2006, conferenza e riduzione teatrale delle sue opere all’Università agli studi di Losanna.

Ha collaborato all’ “Europeo”, alla rivista satirica romana “Il Male”, e a riviste di Poesia europee.
Attualmente collabora a “La Gazzetta del Mezzogiorno” con dei racconti sulla Puglia, a “il Manifesto”, al “Corriere del Giorno” di Taranto ed a riviste di Poesia europee on line.

***

26 pensieri riguardo “Allevando memorie di terra e sangue (I) – Tommaso DI CIAULA”

  1. Non lascio commenti di giubilo, ché sarei tacciato di patriottismo.

    grazie Francesco

    E mi chiedo come fai a “catturare” così tanti poeti contemporanei “non ufficiali” del regno di sua maestà Letteratura.

    e un caro saluto all’amico Tommaso.

    f.s.

  2. testi forti, e decisi, e sicuri, “sera” direi la mia preferita per come scolpisce la vita e la morte, la stessa di chi finisce sotto le pietre il 23.11.80 (e dissanguati si muore “felici”, per un’ebbrezza fisiologica, mi “consolò” un amico quando venimmo a sapere che così era morto un altro di noi), Viola

  3. Caro Francesco, quello che riguarda l’opera di Tommaso è un vero e proprio inseguimento che dura esattamente da trent’anni: indossate una volta le pagine della “Tuta blu”, difficilmente poi si depone quel “vestiario”, che diventa uno dei propri “luoghi dell’anima”.

    Una sorta di fedeltà della memoria, un’arte sempre più negletta qui da noi, visto che Tommaso è forse uno degli autori più conosciuti e stimati all’estero, ma per la cultura ufficiale italiana praticamente non esiste, insieme a tanti scrittori e poeti letteralmente rimossi, perché non inquadrabili e, quindi, assolutamente non gestibili.

    Io cerco di coltivarla quest’arte, da sempre.

    Grazie a te e a Viola per il vostro intervento. Un caro saluto a voi.

    fm

  4. Caro Francesco,

    sono imbranato con il pc,molto imbranato,ma per fortuna:
    un’amico mi ha segnalato lo spazio che mi hai dedicato!
    Una cosa bellissima!
    Come ringraziarti?

    Sei riuscito a ricucire così bene,armonicamente tutto il magma poetico che ti ho inviato!Come hai fatto?
    La vera Poesia è musica,ritmo,tutto il resto a iniziare dalle tivvù e giornaletti servi dei mostri:
    disarmonia,menzogne,orrore per distruggerci l’anima!

    Grazie di cuore!

    A presto!

    Un’abbraccio.

    tommaso di ciaula

  5. Grazie a te, Tommaso, vedrai che il prossimo post che ti dedico sarà ancora più bello.

    Piuttosto, dovremmo pensare a qualcosa per festeggiare il trentennale di “Tuta blu”: io, appena posso, inizio a pubblicarne qualche pagina.

    Ti abbraccio, è un piacere grande averti qui.

    fm

  6. Caro Francesco,

    veramente una bella cosa hai fatto!
    Grazie infinite,poi …dulcis in fundo:
    segnalato da un sensibile,vigoroso e raffinato poeta come te!Doppio valore dunque!

    “Tuta Blu”,mio romanzo autobiografico,in effetti compie ben 30 anni,attualissimo,profetico…
    Ma non si è ricordato nessuno!Però usano sempre il termine”le tute blu”invece del prosaico metalmeccanici,xchè:
    quando uscì,tutti,dico TUTTI i giornali nel parlarono e anche al doppio:
    ALTRI TEMPI!
    Comunque,non sò se te l’ho detto,”Tuta Blu”,ripudiato da Feltrinelli,è ritornato nelle librerie italiane,dopo una lunga eclissi,nel 2002, con un’editore veneto,da 40 anni a…. Frankfurt:
    Giuseppe Zambon.
    Ho un’illustrissimo precendente:
    Tommaso Campanella pubblicò “La Città del Sole”clandestinamente proprio a Frankfurt.

    A presto!

    Grazie ancora e un caro saluto.

    tommaso di ciaula

  7. Grazie a te, ancora, Tommaso. Vedrai che qualcosa di valido, a livello di post, riusciamo a tirar fuori, per festeggiare uno dei più bei libri degli anni Settanta.

    A proposito del quale, nelle note bibliografiche in fondo all’articolo è data notizia della ristampa francofortese di Zambon, al quale va un plauso sincero.

    A presto. Ti abbraccio.

    fm

  8. Caro Francesco,

    un grande coraggio quello dell’editore Zambon di ristampare “Tuta Blu”!
    Fetrinelli,non ricordo precisamente chi,hanno detto che coi tempi che corrono,il manoscritto di “Tuta Blu” lo avrebbero rimandato al mittente!
    Un grande coraggio:
    un piccolo editore e libraio veneto da 40 anni a Francoforte!
    Adesso è un pò in crisi(pubblicare testi controcorrente è molto azzardato),e “Tuta Blu”non viene ristampato,almeno per ora!
    La sua e-mail è,putacaso qualcuno vuole scrivergli:
    zambon@zambon.net.
    Ha la casa editrice che è anche deposito,a 200 metri dalla GoetheUniversitat,e una grande libreria di fronte alla stazione(Hauptbanhof)in KaiserStrasse.
    Che poi ho saputo che Kaiser vuol dire CESARE,in onore a Giulio Cesare.
    Vabbè….

    Un grande abbraccio e….grazie!

    tommaso di ciaula

  9. Caro Tommaso, non mi meraviglio: né del “coraggio”, e delle difficoltà, di piccoli editori di cultura come Zambon, né del fatto che la Feltrinelli, ormai da più di vent’anni, sia un librificio, con annessa catena di supermercati sparsi per la penisola: l’editrice di “Tuta blu” è morta e sepolta per sempre.

    E poi “gli operai”, vuoi mettere: quelli se non vengono assassinati quotidianamente sui posti di lavoro, praticamente non esistono più, insieme alla cultura e agli ideali di cui sono portatori: rimossi, cancellati, in ossequio alle leggi della flessibilità (dell’invisibilità), e del “valore-merce”, che sul mercato vale più di una vita umana.

    A presto, con un abbraccio “resistente”. Ti aspetto alla prossima “puntata”…

    fm

  10. Caro Francesco,

    in verità la Feltrinelli mi ha dato moltissimo:
    cioè,farmi uscire dalla provincia accidiosa,odiosa,bigotta,ottusa…
    Poi, come uno cresce,lo abbandonano!
    Oltre a”Tuta Blu” F. mi pubblicò dopo 3 anni un’altro romanzetto “Prima l’amaro,poi il dolce”,parla di mestieri antichi perduti,mestieri ARTI-gianali e amori,poveri amori di paese,amori campestri.

    Boh!

    Un caro saluto.

    tommaso di ciaula

  11. Energica, intensa, vibrante la poesia di Tommaso Di Ciaula.
    Profumi, suoni, colori, suscitano in noi le emozioni provate dall’autore.
    Ogni poesia è un fiume in piena che trasporta elementi evocanti una sensorialità che ci coinvolge e ci mette in contatto con la vitalità dell’autore.
    Sebbene, guardando la difficile realtà, talvolta egli approdi a conclusioni amare, si percepiscono una combattività e una forza sempre pronte alla replica.
    Inoltre sono fortemente attuali le tematiche sociali affrontate.

  12. BUON COMPLEANNO, Tommaso!
    Ti auguro tanti giorni frizzanti e colorati, sereni e colmi di belle sorprese.
    Che tu possa realizzare tutti i tuoi sogni ancora nel cassetto.
    Un abbraccio.

  13. grazie Rosanna,dove ci siamo conosciuti?
    Anche tante cose belle belle belle e felicità!
    Grazie!

    baci

    tommaso di ciaula

  14. Cara Rosanna,

    qui il mondo va all’inverso:
    si inchinano davanti agli imbroglioni,ai truffatori ecc…e sputano in faccia ai Poeti.

    ciao

    tommaso di ciaula

    P.S.Comunque:W la POESIA!Quella vera!

  15. ciao Rosanna,

    da molto tempo che non ci si sente!

    Come va?
    Dove vai in ferie?

    Fatti sentire!

    Un caro saluto.

    tommaso di ciaula

  16. Bellissime Tommaso molte di queste le avevo lette tempo addietro su “Ali di Pietra” ma non mi stanco di farlo ancora. Non sarai stato tu a buttare semina in quel periodo e ad oggi a darmi motivo ed invogliarmi alla scrittura??? Un caro saluto. Anna.

  17. Girando in internet ho ritrovato l’amico dell’officina “Elli Zerboni & Figli” Ti ricordi di me? Chi sono? Tante belle cose a te. Ciao.

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