Cronache di domani (IV)

UN’ANTEPRIMA ASSOLUTA
I NUOVI LIBRI DI TESTO DELLA SCUOLA ELEMENTARE

Mentre nonno Licio e papà Silvio guardano ammirati e orgogliosi la piccola Gelmina, tutta intenta a giocare alla demolizione della scuola pubblica, noi siamo in grado di anticiparvi, insieme ad alcuni titoli dei nuovi testi per le elementari, il sommario del T.U.S. (Testo Unico di Storia) in adozione in tutte le scuole del Regno a partire dall’anno scolastico 2009-2010.

Il T.U.S., introdotto dal quarto anno della scuola dell’obbligo, sarà distribuito gratuitamente alle famiglie, e ai “maestri unici” appositamente individuati e selezionati su base regionale, in uno con gli allegati che vedete qui riprodotti.

Dal primo anno delle medie e per tutto il ciclo delle superiori, fermo restando l’obbligo della lettura commentata (due ore al giorno: con esercitazioni pratiche sul campo) dell’allegato “La difesa della razza“, il T.U.S. potra essere sostituito, nelle scuole private, e tassativamente integrato, in ciò che resterà delle pubbliche, dallo studio intensivo di quello che può essere considerato il prototipo della storiografia della nuova era, improntato a serietà, rigore metodologico, studio obiettivo delle fonti e ricerca della (unica e santa) verità:

Questo l’indice (che dobbiamo al minuzioso lavoro di ricostruzione di Antão Sacarolhas, al quale va il nostro ringraziamento):

TESTO UNICO DI STORIA

   1) La Creazione dell’Universo.
1.1) Il mito dell’evoluzione e la Verità sull’Universo e sull’origine
      della Vita.

   2) ”Babbilonia” la grande meretrice.
2.1) Il codice di Hammurabi (appositamente rivisto dal prof.
      Al Fano).
2.2) La Torre di Babele e la confusione delle lingue. Primi problemi
      di integrazione.

   3) Gli antichi egizi e gli alieni.
3.1) Le piramidi e le astronavi.
3.2) Gli Ebrei e la fuga dall’Egitto.

   4) L’impero Romano.
4.1) I sette Re di Roma (a cura del prof. G. Ale Manno).
4.2) La repubblica, un vero e proprio fallimento.
4.3) Cristo e Chiesa: la verità rivelata (a cura del noto studioso e
       bibliofilo prof. M. Del Lutri).
4.4) Laicità e persecuzione dei cristiani.
4.5) Le invasioni dei barbari: come l’immigrazione ha distrutto
      un impero.

   5) Il Medio Evo.
5.1) Vassalli, Valvassori e valvassini, servi della Gleba: la
       rotazione delle colture.
5.2) Monaci e monasteri: la Città di Dio.
5.3) La Chiesa nel Medio Evo: la salvezza delle anime.
      (Con un saggio inedito di Camilo De Ruinis dal titolo:
      “L’Inquisizione, storia di un’invenzione).
5.4) L’idea di Padania.

   6) La rivoluzione industriale.
6.1) La fuga dalle campagne alla città.
6.2) Il lavoro nobilita l’uomo. Doveri dei lavoratori.
6.3) Le grandi invenzioni di quei tempi.

   7) L’unità d’Italia: errore imperdonabile.
7.1) Le guerre di dipendenza.
7.2) Avanti Savoia!
7.3) La questione meridionale.
7.4) La destra storica.

   8) La Belle Epoque e l’avvento della Golden Age.
8.1) Una guerra divide L’Europa.
8.2) Il dopoguerra.
8.3) Il Rinnovamento.

   9) Mussolini. Esteta e statista.
9.1) L’ascesa al potere.
9.2) Strade e ponti. L’Italia rialza la testa.
9.3) L’alleanza con il führer, per una nuova idea di Europa.
9.4) La Repubblica di Salò e i Crimini dei partigiani.
9.5) Gli USA salvano l’Italia dall’Avvento del Comunismo.

   10) Storia moderna e contemporanea.
10.1) La Democrazia Cristiana e il buon governo.
10.2) Sulla corruzione dei costumi e della morale nel ’68.
10.3) La Fini-Invest e l’analfabetizzazione degli alfabetizzati.
10.4) La caduta del muro di Berlino e il crollo del Comunismo.
10.5) Bettino Craxi e le persecuzioni giudiziarie.
10.6) La discesa in campo del Cavaliere.
10.7) La nuova epoca d’oro dell’Italia. Campioni del mondo 2006 e
         la fine del comunismo in Italia.

***

Qualche noticina, en passant.

Se di fronte a questi scenari (che non sono affatto futuribili, ma già cronaca di oggi) vi girano le balle e siete incazzati come delle iene, beh, che dire, fate qualche considerazione, insieme a due conti facili facili. Ne verrà fuori, forse, qualcosa del genere.

1) I vostri “giramenti” e le vostre “incazzature” sono quanto di più ipocrita sia dato vedere e ascoltare, siete di quelli che sono capaci di prendersi per il culo da soli, anche in un’occasione come questa: li avete voluti e votati voi, no? E allora che cazzo sbraitate, adesso?

2) In un paese completamente velinato, ronaldinhizzato, suvvizzato, grandeaffratellato, defilippizzato, borgheziato, larussato, marzullato, veltronato, arcorizzato e ormai definitivamente bondizzato sul piano culturale; in un paese dove i ministri si puliscono il culo con la bandiera, mostrano il medio agli oppositori, incitano alla xenofobia da ogni pulpito, flirtano col fascismo montante e col clericalismo più ottuso, reazionario e retrogrado; in un paese per due terzi in mano alla criminalità organizzata, mai come oggi un vero stato nello stato; in un paese dove la costituzione è presa ogni giorno a calci in bocca e fatta letteralmente a pezzi; in un paese dove la scuola pubblica esiste solo e unicamente per permettere alle private di ottenere finanziamenti e benedizioni ecclesiastiche; in un paese dove… Beh, non lamentatevi troppo, né troppo forte: se ci pensate a mente sgombra, converrete che, in fondo, avete dato il vostro bel contributo, volenti o nolenti, alla costruzione di questo edificio. Siate contenti: del resto, non vi permettono ancora di “incazzarvi” e di raccontarvi, ai congressi e nelle sezioni, come siete “contro” e “alternativi”?

3) Non ci stavate prima, non ci state oggi e non ci starete mai: bene, allora è giunto il momento di darsi da fare sul serio, magari ricominciando a riempire le piazze, a tirare di nuovo le fila, disperse e scompaginate dalla “sindrome Genova 2001”, di un movimento dal basso, pacifico, pacifista e libertario, capace di pensare e cercare di realizzare un paese “altro” rispetto a questo ciarpame e a questa immondizia. O il futuro sarà davvero un mucchietto di segatura in una bacinella, dove i padroni del vapore di ieri e di oggi continueranno a sputare, come nei saloni dei barbieri di una volta.

***

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16 pensieri riguardo “Cronache di domani (IV)”

  1. Questa è la realtà che ogni giorno rimuoviamo e che ogni giorno ricordiamo: l’infiltrazione cellulare di un assenso silenzioso e sconfortato. L’arte deve essere violenta contro tutto questo, esistendo nelle forme che da questo stato e da questa barbarie saranno sempre negate. Holderlin, prima di essere un pazzo tranquillo nella torre di Tubinga, vegliato dal fedele Zimmer, è stato internato in asili psichiatrici tedeschi dove, in nome della cura e della medicina, la sua bocca veniva letteralmente compressa da una morsa di ferro per non farne uscire la voce. Marco Ercolani

  2. ..terrificante. Il diritto alla parola è uno dei diritti primari. Il confronto tra diverse voci può sfociare in assensi o dissensi, compromessi o scambi consapevoli. Comunque sia, ogni individuo deve rispetto alla propria dignità, e nella libertà di espressione trova il modo di considerarsi e di essere considerato persona.

    Saluti
    Rina Accardo

  3. Caro Francesco, questa è veramente un bell’esempio di “arte violenta” o per lo meno molto incazzata!
    Scherzi a parte, è la dura realtà, che si sta imponendo quasi senza colpo ferire. Non c’è più “opinione pubblica” nel nostro paese per dirla con le parole di un famoso regista.
    Riguardo alla scuola e ai testi per le classi, pensavo a come nel ventennio avessero fin dalla radice, bloccato la crescita di ogni libero pensiero. Adesso sembra che tutte le scempiaggini, le assurdità brutali, siano permesse e incoraggiate, ad eccezione di ciò che anche lontanamente può sembrare intelligente o critico, o “comunista”.
    Mussolini aveva capito che la scuola era importante ai fini del consolidamento del regime e dava qualcosa in cambio, anche se sappiamo a quale prezzo.
    Oggi non c’è nemmeno questo. I giovani sono abbandonati a se stessi e al nulla. Si salvi chi può, sembra essere il motto di questa nuova classe al potere.

  4. Ho letto questo post infinite volte. Le mie emozioni si sovrapponevano senza lasciere spazio alla parola. Rabbia, impotenza, speranza,voglia di credere ancora nonostante il buio che intravedevo nel domani delle nuove generazioni. Ma, sai Francesco, hai ragione tu. Quella segatura dovrà essere altro, cosa consegneremo,altrimenti, al futuro?

    abbracci
    jolanda

  5. Io invece sono fiero di vivere in un paese in cui il primo partito che governa il mio paese si chiama Popolo della Libertà. Mi sento sicuro, protetto e soprattutto sereno. Mi sento libero. Un po’ come quella ragazza che al provino affronta con tranquillità la ruota grazie al proteggi-slip più sottile al mondo. Niente più palloncini rossi disegnati sul diario di una qualsiasi ragazza intenta a giocare a pallavolo. Mi sento più sicuro perché in caso di guerra imminente o preventiva, l’esercito, posizionato davanti alle chiese, ai monumenti e alle ambasciate interverrà a salvarmi dall’invasione aliena. Sono orgoglioso dell’istruzione che riceveranno i miei figli – se Dio me li concederà – naturalmente privata, non pubblica. Troppi fannulloni nelle strutture pubbliche, fannulloni, comunisti, sessantottini insomma. Tutti dovrebbero prendere esempio dai nostri deputati, ligi al dovere, sempre presenti e fedeli alle istituzioni e soprattutto alle proprie idee. Non capisco tutte queste lamentele. Hanno risolto i problemi dei rifiuti a Napoli, stanno salvando l’Alitalia, hanno tagliato un casino di leggi che erano inutili. Ora siamo rispettati in tutto il mondo. Siamo gli amici di Putin, di Bush e anche di quella Miss rossetto della Palin – me la farei volentieri, solitamente quelle sono le più creative – poi c’è quella Carfagna, grande testa, quel visino dolce da maestrina morigerata nel suo tailleur. Non capisco per quale motivo abbia abbandonato la carriera da soubrette per un ruolo del genere: ministro delle pari opportunità. Un ruolo adatto a lei. La legge contro la prostituzione è un esempio di democrazia illuminata. Perché alcune possono battere in centro e alcune in periferia? No, non è possibile. Più pari opportunità per tutte. Poi se vogliono prostituirsi lo possono fare a casa loro. Chi non possiede una casa ora come ora? Ora non si paga neppure l’ICI.
    Mi rimetto alle parole del Santo Padre, il Pastore Tedesco che l’Europa stava aspettando.
    Abbiate Fede!

  6. A un giornalista inglese che parlava dell’Italia come di un paese in declino, papà Silvio ha obiettato con fierezza che, oltre ad avere la squadra di calcio campione del mondo, siamo al primo posto in Europa nell’acquisto di cellulari e apparecchi televisivi. L’ha detto sul serio, non per celia. Son convinto che ci crede, che questi siano per lui autentici segni di civiltà. Non credo che si prenderà la briga di riscrivere i programmi scolastici: lui la scuola l’ha già sostituita con la cosmetica dei palinsesti.

  7. L’assenso silenzioso e sconfortato è la catena invisibile che ci sta legando per sempre alla maceria. Parafrasando René Char, “contraddirla e spezzarla è un dovere”. A partire dalla scuola che, come giustamente dice Valter (mettendo non un dito, ma tutta la mano, nella piaga), è già stata “sostituita con la cosmetica dei palinsesti”: la diffusione inarrestabile della metastasi.

    Grazie a tutti, per il passaggio e i preziosi commenti.
    Grazie ancora, Antao.

    fm

  8. Ieri sera mentre me ne stavo uscendo per passeggiare in strade, ahime, deserte e fumarmi una sigaretta, mi sono fermato sulla scala. In televisione, questo l’ho visto di sfuggita, perchè ormai avevo già chiuso alle mie spalle la porta, c’era uno “skatch” anacronistico: una giovane annunciatrice vestiva i panni di un’annunciatrice televisiva degli anni 70 e presentava lo sceneggiato ” I fratelli Karamazov”. Mi sono fermato sulla scala, con l’intenzione di tornare sui miei passi e capire qualcosa di più. Mi illudevo: forse lo trasmetteranno in seconda o terza serata. Poi sento la voce della Clerici che con aria ipocrita rimpiange i tempi in cui questi sceneggiati erano trasmessi. Dico ipocrita perché non può essere altrimenti. “Tutti pazzi per la tele” è il nome del programma, più analizzo la situazione più mi rendo conto che ci prendono per il culo…
    Il fatto che alcuni personaggi se ne stiano lì, in televisione a rimpiangere i vecchi tempi o i tempi d’oro, quando sono fra i principali responsabili di questo sfacelo, la dice lunga sulla credibilità di un servizio che ora come ora non è nient’altro che un discount dove vendere apparenti felicità: quiz televisivi, giochi a premi, estrazioni, sogni di gloria, di successo, di fama…

  9. Ti è andata anche bene, Antao.

    L’altra sera ho visto mia moglie aggirarsi improvvisamente per casa con i capelli ritti sulla testa e gli occhi sbarrati, con la mano che mi indicava lo schermo televisivo. Le dico sempre, ogni giorno, di non fare uso di droghe pesanti, ma lei non mi ascolta e poi è costretta a fare sforzi disperati per trattenere i conati di vomito. dottorvespa e la piccola gelmina erano lì, davanti ai miei occhi, in tutto il loro fulgore; si gestivano siparietti da avanspettacolo provati e riprovati chi sa quante volte, in confronto ai quali il bagaglino sembra la messa in scena di un’opera di alta drammaturgia trascendentale.

    Non ti dico cosa ho provato nei dieci minuti in cui sono rimasto a guardare, sorbendomi, per giunta, l’oscena telefonata in diretta della maestraunica della gelmina… Hai presente la sensazione che deve pervadere chi, avendo gentilmente chiesto le ore, si sente rispondere che domani piove? Beh, più o meno. Tralasciamo il resto, non voglio affrettare i tempi di oscuramento del blog…

    Ho avuto, comunque, l’ennesima conferma della vera natura della de-generazione gen-etica che il berlucconismo rampante ha indotto negli ultimi trent’anni nel corpo vivo del paese: la sostituzione, ormai irreversibile, del reale col virtuale, del pensiero e dell’anima con veli di plastica porosi imbevuti di finzione, del più osceno vuoto.

    L’anno prossimo il più piccolo dei miei figli inizia il ciclo delle elementari. Lo guardo e penso al nostro personaggio preferito, Will Coyote: l’idea che quella immensa, geniale carica di fantasia e di immaginazione, che quella capacità di costruire mondi e colorare futuri sarà oscurata dal primo struzzo di merda che passa sibilando bip bip, o, ancora peggio, dall’osceno, violentissimo buonismo della coppia titti + nonnina (una maestraunica in pensione, sicuramente), mi fa star male davvero. Peggio della certezza, ormai irreversibile, che questo è, definitivamente, un paese di gelmini, di gelmine, di dottorvespi e dottorvespe…

    fm

  10. Forse è un OT, o forse no. Lascio qui la “comunicazione di servizio” perché l’argomento del post mi sembra proprio adatto alla bisogna.

    E’ un po’ di tempo che, svuotando la pattumiera dello spam, noto che stanno scemando le ingiurie e le minacce di vario tipo e natura e ritornando in auge, nell’ordine: sesso a volontà (con esseri e oggetti, animati e inanimati tra i più disparati), casini (sic!: ma è ancora in giro?) e casinò, e, dulcis in fundo, attrezzi e creme per allungare (!!!) e per rinvigorire (???) il pene…

    Sarà anche questo un segno dello spirito dei tempi?
    Guardando il quadro completo della mercanzia esposta, non so se essere più risollevato o preoccupato…

    fm

  11. La televisione che ero solito guardare si è fulminata. Sento le chiacchiere della TV solo perché sono di passaggio mentre qualcuno la sta guardando. Prima c’era il classico programma di storie “vere”, lacrime, sorrisi, abbracci e dolori…

    Tutte le volte che mi capita di vedere la D’Eusanio, la De Filippi, il Cucuzza e tanti altri tocco ferro, per non dire altro…

    Tragedie e dolori esistono in tutte le case, non riesco ancora a capire come la gente voglia a tutti i costi venire a conoscenza delle disgrazie altrui, raccontate poi dalla prima pettegola di turno…

    Torno allo studio, ma sono certo che non riuscirò a comprendere i meccanismi che stanno alla base di questa de-generazione gen-etica.

    Até logo!

  12. Hai ragione, Luca, magari fosse solo una parodia…

    Ciao, bello vederti qui di tanto in tanto.

    *

    Antao, la spettacolarizzazione del dolore e della morte rappresenta ormai un must nell’osceno processo di rimozione dell’umano nel quale siamo immersi quotidianamente…

    *

    A chi mi ha chiesto “perché” il coyote, rispondo con questi spendidi versi di Roberto Roversi musicati nel 1973 da Lucio Dalla

    Il coyote

    La gara è fra il coyote e una stella
    a chi sa e vuol raccontare
    il gruppo più fantastico di storie
    che si possa ricordare
    ma mentre il coyote è
    un mancatore di parola e un mentitore
    la stella che cadente è la più bella
    con la coda che si muove con splendore
    e su una pietra i due stan nel fuoco della notte
    a raccontarsi a turno con le voci calde o rotte
    la stella parla adagio e il coyote grida forte
    buttati in questo gioco, per chi perde c’è la morte.

    Ma col passar del tempo
    la stella fa fatica a raccontare
    e invece le parole del coyote corrono
    come acqua di un fiume verde verso il mare
    e mentre passa il vento o in alto o un’aquila si desta
    e carica di voci, luci è tutta la foresta
    la notte passa il cielo è rosso di mattina
    finisce questa gara incominciata dal destino.
    La stella allora si dichiara spenta e muore
    ed ora è un pugno di cenere il suo splendore.

    Perché vince il coyote
    il racconto non lo dice ma lo lascia immaginare
    la vita è fantasia, è coraggio,
    è lotta dura con la voglia di inventare
    e se la stella con la coda tante storie raccontava,
    la fantasia del coyote col suo fuoco la bruciava
    e poi faceva ascoltare l’erba crescere sulla mano
    e il grido della risacca di un prossimo uragano

    fm

  13. Oggi, il bibliofilo e storico Marcello Dell’Utri è intervenuto su alcune questioni di carattere prettamente culturale e storico.
    I conduttori del Tg3 con il loro pessimismo e con quelle presenze gotico-dark, sono l’esempio di una pessima qualità di televisione. Per fortuna c’è il cavaliere di Arcore, paladino del Sex Appeal che con il suo ottimismo risolleverà l’Italia…
    Sarà, ma io preferisco Bianca Berlinguer e non mi dispiace neppure la cultura dark.

    “Mussolini sbagliò, non c’è dubbio, ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato al paese, ed è stato l’unico, un senso di patria non c’era prima e non c’è stato dopo”.
    Dai diari del duce:
    “viene fuori l’immagine di un uomo di valore, dal punto di vista sia umano che culturale. Mussolini cita spesso le classi deboli e più bisognose. Molti provvedimenti in loro favore e diverse leggi sociali risalgono proprio al famigerato Ventennio”.

    Del resto: “C’è anche da dire che il concetto di antifascismo, di per sé obsoleto, torna puntualmente in auge perché mancano nuovi argomenti seri di discussione, e si finisce con il rivangare sempre gli stessi”.

    Parla anche di Mangano:
    “Era tra le tante persone assunte alle dipendenze di Berlusconi, io lo conoscevo e sapevo che era bravo nella conduzione degli animali, e lì c’erano cani e cavalli. Fu scelto per stare ad Arcore come stalliere e si comportò benissimo”

    Già che c’erano potevano assumere Giovanni Brusca come macellaio.

    Marcello Dell’Utri, senatore di tutto rispetto, bibliofilo eccellente, politico astuto, naturalmente a modo suo…
    Ormai i loro modi si conoscono, basta leggere dichirazioni e fatti riportati dai giornali – naturalmente edulcorati dalla sinistra – per capire la direzione che questo paese sta prendendo…

    P.s: autori, conduttori e giornalisti di Chi l’ha visto hanno ricevuto intimidazioni da gruppi destroidi che hanno rivendicato l’atto in nome di Forza Nuova. Naturalmente il capo di forza nuova, non ha condannato il gesto, ma ha criticato la sinistra…

  14. Proprio bei tempi, caro Antao! Come non applaudire al fatto che allora i figli dei medici ,degli avvocati, degli ingegneri e chi più ne ha,più ne metta, avrebbero ripercorso le orme dei padri, mentre la terra rimaneva comunque splendida prigione per contadini che guai ad azzardarsi a avere un sogno di lettere! Quasi mi viene da piangere!!!

    Non so perchè, per quale strana analogia dei miei pensieri sconnessi, ma mi torna in mente Fedro.

    Ciao caro Antao
    jolanda

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