Allevando memorie di terra e sangue (II) – Tommaso DI CIAULA


(Maria Trentadue, Paese di notte, 1973)

(Leggi qui la prima parte.)

“Una lirica turgida che contrae grossi debiti con l’asse realistico e nello stesso tempo se ne difende, è il risultato di queste poesie. L’operazione è molto meno “naive” di quanto si attenderebbe, vista l’anagrafe “selvaggia” dell’autore. Infatti accorti dosaggi ritmici, ripetizioni calcolate e persino vezzi chiaramente avanguardistici, dimostrano una volontà di presenza nella scrittura che non incoraggia certe letture “immediate” o spontanee”.

(“La Repubblica” del 28-12-198O)

(Da: Tomaso Di Ciaula, Ogni poesia è un mistero, prefazione di Vito Intini, con riproduzioni di opere di Maria Trentadue, Bari, Vito Radio Editore, 2007)

TI HO PORTATO

Ti ho portato un’oliva
un’oliva sola
chicco di grano
nel palmo della mano,
un acino d’uva
avanzando nella pietra
poi nell’acqua salata

adesso
si è alzato un forte vento
lo senti?
e tu
tutto
tutto
mi hai rifiutato.

o ingrata terra di Puglia

*

Lungomare di sera

… il problema
questa sera
un cane
sul viale
che come una saetta
non si lascia prendere
dal suo vecchio padrone
c/o il mare
blu-pece…
…via vai tra spelacchiati
lecci gufi
volano basso
bambole sla-niger-alba-
“30 con guanto
bocca figa”
in larghe pozzanghere salmastre
si tuffa la nebbia
con il peplo
….è che il cane
stavolta non trova
il vecchio padrone
riverso lontano
dietro i pittosfori
fioriti di preservativi
alle sciabolate
delle Alfa
della
Polizia.

*

la notte ti avvicina
arrivi come farfalla
notturna bianca
come quelle intorno ai lumi
dei nostri nonni
nelle stanze di pietra
nella magica notte
che ci avvicina
notte che aspetto
che mi fa fremere
notte che temo
sentirti a pochi passi da me
dalla mia solitudine
dal mio affanno
ma sono interminabili
quei pochi passi

*

Iniziare
fermarsi
sulle tue piccole labbra albe
di primavera
e più nulla
……

strade a ferro e fuoco
alle quattordici del meriggio
…….

fammi tornare sulle tue labbra albe…

*

Giochi con la menta
terrazzi strilli
sulla piazza salta
una bambina
sulle spalle dell’amica
salgono
salgono
le loro gonnelle

Forse un alito di vento tiepido
ed il balcone finalmente si apre
una donna
con una gonna
nera si china
sui gerani
le cosce massiccie…

*

Di fosso in fosso
il freddo se n’è andato
appassito
sul capo del viandante
dagli occhi di madreperla
mi potevi trovare all’osteria
goccia di sogno
mi potevi trovare nelle grotte
……………………………………………
poche gocce sul capo
nelle scarpe
mentre insegui tremando
il sentiero delle lumache
in processione su campi
ricamati di fiumi e di specchi…

*

S’infrangono sui bassi
scogli le onde
sempre più rinnovata
forza ed i gabbiani
si fanno cullare
un traghetto arranca
e i baresi banchettano senza memoria
di questo mare
il costume in naftalina
c’era una grotta
detta della tartaruga
dove bollivano l’acqua
nell’argilla

*

Conosci i tuoi sospiri
su terrazzi
menta
dispettosa con nuova
luna
o quando guardi
finestre scrosciare
pioggia
color limonata

tra queste pareti
amiche pietre
sentinelle della solitudine
del mistero
ne sono sicuro
ti conosco
da tantissimo tempo

quando assaggi
coi tuoi piedi divini
mare
d’agosto
orme leggere
sabbia barche arse
baci…. burrasche….

quando accarezzi tenere testoline
di velluto
e detesti quando lui
sbatte forte la porta
e lascia fuori le stelle

che ne sai di me
mi chiedi

*

Non avrò più paura

Non potevi nascere
che in un giorno
chiaro
d’estate
i tuoi occhi
profondi
misteriosi
come il nostro mare
quando solitario
gioca
con le sue stesse luci
nel momento
che la ciurmaglia
è lontana
in un nugolo di polvere
e nessuno può scoprire
i suoi segreti
mi farei guidare
nelle notti più quiete e buie
da te
perchè i tuoi
occhi intensi
sanno trovare la strada
pulviscoli di stelle
sbavature pallide di luna
ed io mano nella tua mano
non avrò più paura.
ti prego non abbandonarmi

*

so che non dormi

so
che
non dormi
so che non
dovrei
nell’ombra
accucciato
masturbo le calde
stelle
miagola
robusta brezza annuso
giardino
il mio
il seme il pesco!

*

UN ALTRO GIORNO

Un altro giorno
cani crescono
alle porte api
fischiano
alle orecchie
guidate
dalla luce
giù dalla finestra
fiori/bestie
bestie/fiori
strane bestie candele
nelle costole
e fiordalisi
un lungo bacio
di sale grosso
cavalli tirati
per il collo
il vento un bottino
di spine una damina
tra le alte erbacce
da secoli
dorme
nell’orto.

*

Sulle margherite

Sulle margherite
pioggia
acque-colori
un dito
d’acqua
trasparente grande
mosaico
componibile
scomponibile
quando
dalle spalle delle colline
inter/vengono
vento+sole
dolci
sulla terra
fermenti
schiumanti lumache fiori
violenti stampati
su irragiungibili
tron/
chi?

*

UN LARGO SORRISO

Un largo sorriso
chiedono
altri sorrisi…
LA SABBIA!
La sabbia,
dove affondano le orbite
arroventate una stellina
come se pittasse
trepidante
sotto la mezza/luna
mare instancabile
onde rumorose
gommose
insonnia di scogli
ancora sul lido
sedie a sdraio
si eclissano
bagnanti
in foglie amare
una barca
incubo di lampara
in un fondale d’acqua
colorata
aranciata.

*

AZZURRO E BLU

Nuotatori affannati
acqua spessa
bracciate faticose
sanguina il naso
straccetti multicolori
sugli scogli nubi
improvvise
pesanti
cane trafelato
onde
trafitte dalle fiocine
i limoni
saltellanti nel canestro
carretto in picchiata
giù giù
giùùùùùùùùùùùùùùùù
senza gelataio…

versa secchiate blu
il cielo scuro scuro
nello
iracondo mare.

*

Acqua

Acqua
acqua accesa festosa
sulla torre
il vento
non ha tempo
si dilatano le vene
della notte/nella notte
vanno e vengono
raccoglitori
di violette
panni umidicci
pesanti
martoriati di nebbia
di fango
succhi forti
asprigni
violetti
rossetti
esplodono gli astri
duole forte la gola
spina nelle fauci
del lupo
senza la gru
soltanto
canti di gallo
sempre più vicini
fra fango e cielo
bilance
che non segnano più
tutti questi sapori
dolori.

*

Dopo aver massacrato
un po’ di coppiette
su panchine di mentastro
salutata la parietaria
(pittata di fard o di sangue)
sale la luna
dondola.
Non dondola.

Appuntamenti
per la spiaggia
notte senza comete
piede sinistro nel buio
l’altro nella livida
calce dell’alba.

Russano nella cenere
i vecchi la porta
cigola come
sempre
il gallo alle stelle
due fichi maturi
nel piatto
fieri
del loro fitto
reticolo di rubini
“Arare seminare zappare
mietere raccogliere
vendemmiare con musiche
trombe e stendardi….”

dimmi Tommaso
dove si è smarrita
la tua
“Città del Sole?”.

*

Strada polverosa

Strada polverosa
un omaccione
arranca
un carretto stinto
polver/roso
gocce salate
da cesti di cozze
nerissime
nella polvere ansima
la sua donna
dietro il carretto
odoroso polveroso
al volo
strofina
la vecchia bilancia
d’ottone
con succo di limone
e sabbia

*

Se si scorge

Se si scorge
improvvisamente
il vento
il vento
le sue
ore profonde
scalpiccii della pioggia
pazza la terra
dalle pance rosse
aria rosa
segmenti abbarbicati
lievita
liane steli radici
semi folli
sulle guance
brezza che passa
con un guanto di velluto
e di crine
un pugnale
di germogli sul cuore.

*

Povera luna

Povera luna
sotto il peso degli anni
povero asino
sotto il peso dei sacchi
una boccata
delicato profumo
del glicine stagione
di corse violente
lunghe attese
verdi al rombo
del tamburo invernale
landa
penetrante di marcio
tremiamo di allegria
gli abiti di polline
la porta socchiusa
gli amici agitavano
le dita di torrone
e di vischio
al chiarore dei fuochi
le rane gracidavano
forte
e non ci furono abbracci
perchè gli amici
non ci aspettavano.
Amici mai conosciuti,
mai abbracciati
negati…

*

Paese, dai giardini

Dai giardini
corrosi
gas e acidi
sui balconi venti
di campi profanati
incendiati
schiaffeggiano la faccia
i pensieri
nessuna chitarra
mi si accorda più
nessuno
mi sorride più
e perdonare non voglio
nessuno
nemmeno voi
antichi
cari compagni del paese
perduti per sempre
per
un motore
di grossa cilindrata.

*

adelfia

finge di dormire
il paese
/paese
che finge di dormire
matura la vigna
alla luna acre
serpeggia nel cantone duella
la calce delle mura
castello sogna
l’ovatta fanciulle
tremano
(false bambole)
alle stanze
umide
di cloro
oscillanti sui giardini
urli di civette
i gatti/ con le unghie i gatti
alle pareti di tufo.
Amaro di fieno e di menta
vento fresco
sul piccolo ponte
ecco gli insonni
i disperati
incontri all’alba
il sole un gallo
cielo rosso d’uovo
giostra di vespe
lunghe guerre
veleni
cavalieri di verde/rame
accigliati
braccia di terracotta
alla vigna
che pian piano/la vigna
che imputridisce
di nebbia e pioggia
nelle midolla.

*

matera

Girotondo macabro
carta velina
carta assorbente
muco siero primo mestruo
tutti in cerchio
fila indiana
figurine dei santi
la maga occhi di vetro
infanzia allucinante
ammazzano porci
tutta la notte
famiglie riunite
s’usa così
le pazze
sagre
autunno
bambini giocando
tra i Sassi
scannano il cugino
(sangue fosforescente)
con un coltello.
Affilatissimo.

*

Corteo di api

Corteo di api
la collina il vento la
borraccia
miele
a tracolla
sole
medaglioni gialli
interferenze ottiche
scattano trappole
tranciano
mandibole giganti
fiorellini.

Urtando i fianchi
della notte
comete
un dolore gustosissimo
gola salata
si fa strada
una vocazione di lunaro.

Istantanee
sorrisi
congelati
gambe ed occhi in
cima alle scale
nel fogliame
papaveri
si riflettono
nelle stanze.

*

Le capre rodono

Le capre rodono
pietra
fatica la calura
con aguzzi denti di biscia
un limone fosforescente
non crede e non dice
che ti ho chiamata invano
dalla strada
dove ho pestato
i piedi furiosi nella polvere
alla vigna che sparla
al sole
che cede
una luna di sabbia

ritorno veloce al paese
notte fonda
targhette catarifrangenti
su olivi giganti
immobili ciclopi
ci indicano la strada giusta
di fronte alla luna
dietro ombre morse dalla nebbia
ai bordi della strada
un uomo armeggia
con una bicicletta
con la ruota a terra
un altro
che perso l’orientamento
interroga muretti

lei scaccia le mosche
sbattere di panni
le spinge per strada
oh, come ammazza le mosche
il sangue le pulsa alla gola
come le pulsa…

***

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21 pensieri riguardo “Allevando memorie di terra e sangue (II) – Tommaso DI CIAULA”

  1. Benvenuto, Abele. Mi sono permesso di cancellare il doppione del tuo commento.

    Grazie per l’apprezzamento di questo grande, autentico poeta.

    fm

  2. Grazie signor Abele LONGO,

    grazie infinite:un rigo,ma molto denso,straordinario!Lo citerò,se permette, nelle mie notizie bio-bliografiche.

    Grazie a Francesco Marotta:
    …un miracolo,rinasce la speranza perchè un grande Poeta fa conoscere
    un’altro poeta,messo prematuramente nel dimenticatoio!Chissà perchè?
    Forse sono anziano(67 anni);forse preferisco la campagna,spazi aperti ai salotti;forse perchè non mi sò vendere:
    se mi danno un bicchiere d’acqua nel deserto,la notte avanza ed io stò con il bicchiere d’acqua tra le mani,come un rimbambito;mentre c’è gente che vende acqua vicino alla fontana!
    Chissà,quizas quizas quizas…

    Grazie infinite.

    Un caro saluto.

    tommaso di ciaula

    “La creazione è più importante della conoscenza”.Albert EINSTEIN.

  3. Egregio Tommaso Di Ciaula,
    Concordo con lei quando dice che Francesco è un grande poeta e, da tale, con la generosità dei pochi, fa conoscere altri poeti di cui, probabilmente, non sapremmo nulla, altri poeti come lei, Tommaso.
    I suoi versi partono dalla terra fertile e,come un aquilone di sillabe, si stendono verso spazi infiniti dove la parola tende sempre la mano per ricongiungersi all’emozione-pensiero.

    Sia fiero di non sapersi vendere, quando la poesia è, prima o poi viene fuori.
    un caro saluto
    jolanda

  4. Jolanda, cerca di collegarti verso sera, ho un brano musicale da dedicarti…

    Ciao, e grazie di quello che scrivi sulla poesia di Tommaso.

    fm

  5. Guarda, non li metto mai per principio, ma faccio uno strappo alla “mia” regola e te ne regalo uno:

    :-)

    Ciao, vado a laura’…

    fm

  6. Gent.ma sig.na Jolanda,

    grazie per le cose straordinarie,profonde, che dici sulle mie poesie:
    arruffate,naif ecc……ma scritte con il cuore!
    In verità:
    permettetemi questa autosviolinata:
    anni 1980-1981:
    un geniale assessore alla Cultura al Comune di Roma,RENATO NICOLINI,organizza le ESTATI ROMANE,Festivals Internazionali della Poesia!
    Così,con in tasca un mucchio di poesie lessi insieme a:
    Ginsberg,Burroughs,Ferlinghetti,Brodskji,Le Roi Jones(Amin Baraka);Etvuschenko,Waldmann,Corso,Pacheco e tanti altri…

    Scrivo a REWIND della Rai che manda in onda molte mediocrità:
    lo erano tanti anni fa e lo sono anche adesso!Scrivo:
    perchè non mandate in onda i Festivals Internazionali della Poesia!
    Ve l’immaginate:
    vedere i più grandi poeti italiani e mondiali alla tivvù…..
    Mi scrivono che ci sono grandi problemi!
    Boh!

    Grazie infinite Jolanda!
    Grazie Francesco.

    Un caro saluto.

    tommaso di ciaula

  7. …..voglio dire:
    che nei tempi quando c’era il sogno,la solidarietà,l’amore,tutti uniti,studenti, operai nelle lotte……..ero molto in considerazione poi presero sopravvento i lupi i bugiardi gli assassini…così mi seppellirono vivo…
    addovvà questo poeta operaio,pussa via, e caddi nel dimenticatoio( anni ’80,anni del cosidetto riflusso),poi Francesco Marotta,mi ha fatto uscire dal tabernacolo….

    Grazie Francesco!
    Grazie a tutti!

    ciao

    tom

  8. Tommaso, anche in questo commento non ti smentisci e ora che Francesco, come tu dici, ti ha tolto dal tabernacolo, e chi ti ferma!
    Ho letto nell’altro post che ti riguarda che oggi è il tuo compleanno, quindi tanti cari auguri anche da parte mia.
    E’ difficile, oggi, attraverso la parola, regalare un sorriso. Io ti ringrazio perchè tu ci sei riuscito.

    un caro saluto
    jolanda

  9. ho avuto il “privilegio” di poter guardare le mani di tommaso sporche di grasso d’officine e “sporche” di appunti e note poetiche prese in ogni dove in ogni quando. ho potuto cantare con lui alla luna nelle notti con la tramontana a spezzare ramoscelli di mandorlo.
    grazie tommaso, ti porto sempre nel cuore per le emozioni che continui a donarmi.

    p.s.
    non ho un blog o un sito, scusatemi per “l’anonimato” forzato.
    buona vita a tutti.

  10. Avevo lasciato un messaggio, probabilmente non arrivato, per dire che sono contento e onorato che Di Ciaula abbia apprezzato il mio commento e che i suoi versi mi rocordano Bodini, poeta a me caro. Vorrei inoltre ringraziare Francesco Marotta per la cura e il buon gusto con cui porta avanti questo blog e Viola Amarelli per avermelo consigliato.
    saluti, Abele Longo

  11. …grazie Jolanda CATALANO,grazie!Complimenti per le tue delicate poesie!

    Grazie Mimmo PORFIDO:
    hai scritto,in fondo,una meravigliosa Poesia:
    nobile e sensibile creatura!

    Grazie Francesco Marotta!

    Oggi ho visto non ricordo dove,la foto di Allen Ginsberg:
    mi è venuta la voglia pazza di leggere le sue poesie!
    Ah,il suo HOWL,il suo urlooooooooooooooo……………….
    Ah,la Poesia!
    In Grecia antica il Poeta stava al 6° livello dopo il dio!
    E ora?

    baci&baci

    tommaso di ciaula

  12. Grazie a te, Tommaso per averle lette.

    Lasciamo a Francesco il difficile compito di rispondere al tuo : e ora?

    un carissimo saluto
    jolanda

  13. Ringrazio anch’io Domenico per la bella testimonianza e Jolanda per il suo sincero controcanto amicale.

    E ringrazio Abele per i suoi commenti e la sua presenza: il messaggio di cui parli, non è mai arrivato qui, niente va perduto di quello che scrivete.

    L’unico inconveniente, come ho già avuto modo di dire altre volte, sta nel fatto che spesso e volentieri wordpress blocca i commenti, in modo particolare quelli di coloro che postano per la prima volta. Se non li vedete apparire, è solo perché non sono al computer in quel momento per sbloccarli. E’ un problema di tutti quelli che usano questa piattaforma.

    Un caro saluto a voi.

    fm

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