Io sono l’incompiuta – di Jolanda CATALANO


(Piet Mondrian, Broadway Boogie-Woogie, 1942-43)

                    Jolanda Catalano, Inediti 2003/2008

Scherzetto introduttivo

Segni sudari sogni
e lingue di serpenti
per gli intrugli.
Niente paura
non pratico magie
mescolo segni
in alchimia di giorni.

*

Radici d’amore

Ci fu, vi dico.
Ci fu il tempo della gioia
dell’andare scalzi per torrenti
e risa e alberi
e arance tra le mani ancora acerbe,
graffi di rovi e volti d’attesa
nel procedere lento di giorni ormai lontani.
Ci fu, vi dico
quel vociare allegro
che ancora rimbomba per le valli.
E poi la quiete di pane diviso,
un pane nero a fette ben condito.
Ci fu,vi dico
l’orma sicura
per seguire il passo
e ancora l’orto geme
per l’arsura
essenza di fede ferma nella vita
radici di quercia sulla terra bruna.
Ah se potessi, se potessi dire
della tenacia sui pampini arrossati,
delle armacere intrise del suo viso
e le sue mani colme di lumache.
Gesti che riaffiorano smarriti
e l’orto ha perso ormai tutte le foglie,
i colori e il taglio dei capelli
la tenerezza celata tra i cespugli.
Ci fu, vi dico,
tutto, non mancò mai niente
nei suoi sorrisi morbidi d’amore,
un peluche moderno con i calli
un custode del tempo in fondo al cuore.

*

Ne ho visti, sai,
mano nella mano
aggrappati al bisogno
mentre la vita smorzava il Tempo
affievolendo briciole di luce.
Fianco a fianco
a consumare i giorni
tiepidi ancora e fragili d’attesa,
un ricordo lontano
lieve come spuma
all’abbraccio del vento
sopra i loro visi.
Ne ho conosciuti, sai,
teneri di baci
e fiori tra le dita
offerti con dolcezza
…” Per te, mia adorata! …”
e riviveva l’estasi
di un tempo addormentato
sotto un cuscino di sogni
ormai fatti sospiri,
rossi papaveri
impressi nei pensieri.
E nell’afflato che, curvi,
ancora li accompagna,
specchio la povertà
di questi anni spenti
senza più ritorno
e la solitudine-gelo
delle mie notti insonni
con l’ombra di un tormento
che non sarà mai luce.

*

Io sono l’incompiuta

Io sono l’incompiuta.
Ombra che si posa
sui miei passi
lungo l’argine lento
e la deriva
di mille tenerezze
ormai infrante.
Se fu un tempo
al sole di promesse,
giacciono spente
nell’ora che declina
verbi e parole
da coniugare in fila
in lenta processione
di carezze.
Io sono l’incompiuta.
Il seme contaminato
dall’assenza,
terra indurita
grano senza spiga.
Sono l’orma cancellata
dei miei passi
e se mai ci fu un cammino
fu contorto,
se mai ci fu un pensiero
è già sbiadito.
Io sono l’incompiuta.

*

Sono gli occhi, gli occhi.
Guarda, guardami
non temere
sono soltanto occhi
e ti guardo
e tu scruta
l’essenza infinita
celata
tra l’iride muta
che sbianca colori
o accende la vita.
Guarda,
guardami.
Ti guardo
al di là del silenzio
che chiede parole,
ti scruto e l’iride muta
mi torna il tuo cuore
l’affanno sepolto
che gela , che duole.
Ma sono occhi,
occhi soltanto
e a sera le palpebre
al dolce tepore
falciano ombre
di antichi tremori.

*

Non ci siamo detti tutto.
Nella compostezza del tempo
ritrovo parole che si erano perse
perché troppo forti o troppo sincere.
Nell’affresco della vita
si mescolano colori
al grigio incolto delle amarezze.
Quando, dimmi quando e perché
ci siamo persi
ora che la notte mi traduce il fiato
in monchi respiri d’agonia?
Adesso l’aria ha un odore opaco
come di stanca malinconia
per tutto ciò che manca o non è stato
di un amore ferito e dilaniato
gettato in pasto ai gatti della via.

*

Smettila ventre,
non chiamare.
Senti che solo vuoto ormai resta
vuoto il letto e la casa,
vuoto in questo panico d’amore
mentre sale un sospiro
e sotto il seno
battiti veloci si attorcigliano
a questo suono d’ombre ormai dismesse
e un mesto ritornare della mano.

*

C’è sempre un’alba che incombe minacciosa
e il cielo terso si fa tetto d’attesa
sulla mia carne dove ormai riposa
il desiderio che non trova vita.
Ed i pensieri vagano nel nulla,
nel precipizio amaro che ti annienta
il primo raggio appeso alla catena
di ruggine ormai colma e antica pena.
Volano intanto nel deserto acceso
gli ultimi sciami smarriti per incuria,
per quel qualcosa che ti marciva dentro,
miscuglio doppio di parole in rosa.
E giunge l’alba e ti minaccia ancora
l’ombra del sole ti trafigge il petto
ma tu brami la notte e gli occhi vuoti
a intermittenza scuotono i sospesi

*

Riecheggia il passato
e tutto torna, sempre,
e la notte
si fa velo sui ricordi
smilzi pungenti sacri
dolci temerari arresi.
Non c’è più tempo.
L’ultimo sogno
ha già valicato il confine
e ciò che resta
è un cuscino vuoto
dove poggia la testa
la pesantezza delle ore.

*

Per interferenza di luce
il deserto appariva
e dune e dune
invalicabili al passo
riproponevano affanni
e silenzi di vita.
E l’incedere lento
misurato
sgranato da stille di pianto
alla vista
dilatava pupille
sotto un sole inquietante,
vacillava orizzonti
sembianze d’attesa
nella luce accecante.
E la sabbia
affondava pensieri
paludi di sale
in putrefazione.
Sbiadivano oasi
solamente pensate
palme e sorgenti
nel desiderio di vita.
Protese, le mani,
in gesto d’attesa
allungavano il tempo
in una fame infinita.

*

E sono ancora qui con le parole,
grembo di spine
al tacere del vento.
Per chi si scrive,
per chi, mia musa lenta
che stenti passi avanti
da lontano?
Pungono le spine e le parole
di sangue sanno
tra le ferite infette.
Cucirle, rattopparle
è solo un modo
per distogliere il tempo
dai minuti che presto,
presto verranno
a rammentarmi
le ragnatele appese
e mille ragni
lungo traiettorie d’infinito
dove l’umanità ha speso i sogni.
E tu,mia musa lenta
che scolpisci
nel cielo terso
ricami di parole,
sorgi di fiamma al vento
e all’universo
rendi quel fuoco
che ci rubò il dolore.

***

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40 pensieri riguardo “Io sono l’incompiuta – di Jolanda CATALANO”

  1. Francesco, ancora grazie. Questa è la terza volta che mi ospiti, io mi sento a casa, una casa splendida come quel quadro lassù in alto.

    abbracci e stima
    jolanda

  2. seguo la poetessa Jolanda Catalano da un po’ in rete.

    in un pentagramma che chiede note , così ama – e mi piace qui ricordarlo, spero senza essere invadente – la poetessa descrivere i suoi versi e anche il rammarico di non aver potuto perseguire il suo sogno di studiarla – davvero – la musica.
    mi permetto di dire che a mio sentire la sua poesia è imp(r)egnata di musica e piena di attenzione anche ai suoni delle parole. ogni lirica curata semanticamente oltre che proporre e ben comunicare una reinvenzione originale e sensuale, anche di una sensualita disperante come in

    Smettila ventre,
    non chiamare.

    dove la complessa totalità femminile viene coltivata e tradotta con efficacia e contemporanea estrema rigorosa dolcezza all’ esterno ma non perchè si solidifichi, fine a se stessa, ma come mappa di viaggio. una poesia secondo me fedele sempre a sè stessa, estroversa e molto comunicativa.

    poi, ritornando a salto. sempre sulla musica, nel testo

    Sono gli occhi, gli occhi.
    Guarda, guardami
    non temere
    sono soltanto occhi
    e ti guardo
    e tu scruta
    l’essenza infinita
    celata
    tra l’iride muta

    piaciuta molto, come filastrocca in cui la musica non necessita perchè già insita. leggendola ad alta voce, già la voce, si fa adeguata e intonata.
    mi si scusi il gioco di parole e mi scusi l’ autrice se sono stata un po’ disordinata nell’ esposizione.
    ancora complimenti.
    paola

  3. fine a se stessa
    fedele sempre a sè stessa

    chiedo scusa per tutte le f le ss le e ammassate.
    ma a volte non si ha il tempo di fare mente locale
    p

  4. Paola, nessuna invadenza, credimi e nessun disordine. Soltanto un grazie di cuore per tanti motivi. Uno per aver avuto la pazienza di seguirmi in rete, l’altro perchè, da quanto emerge dal tuo commento, sei riuscita a entrare dentro i miei versi come pochi. Non posso confutare nulla di ciò che hai scritto. I complimenti sono ricambiati per la tua arte e per la cortesia, segno, questo, della grande signorilità di questa dimora e dei suoi gentilissimi ospiti.

    Ancora grazie e un caro saluto a te e al magnifico padrone di casa
    jolanda

  5. Devo concordare sulla musicalità della poesia di Jolanda. Raramente ci trovo una nota fuori posto, e laddove la si trova, magari, non stona, perché fa da contrappunto. Stride per scelta con il resto del contesto, quindi diventa una scelta strutturale. È una musicalità classica, che non va mai oltre un pensiero leggero da beat generation. Coerente con il significato dell’opera, imperniato di una malinconia tipica dell'”incompiutezza”. Si sente un’amarezza per assurdo instancabile, dovuta ad una lucida analisi della realtà. Se devo trovare una piccola pecca, è nella mancanza di pause, che potrebbero dare maggiore solennità, forse però non voluta. Grazie per le parole,

    Ed i pensieri vagano nel nulla,
    nel precipizio amaro che ti annienta
    il primo raggio appeso alla catena
    di ruggine ormai colma e antica pena.

  6. Mauro, grazie anche a te per la lettura e l’analisi. Anche tu, come prima Paola, hai letto e ascoltato la musica dei versi. Questo mi fa molto piacere soprattutto perchè siete voi a dirlo mentre io, quando scrivo, non ne sono sempre consapevole. Per quanto riguarda la mancanza di pause posso dirti che spesso il ritmo segue e traduce quel panico che non lasscia respiro, quella sensazione che lascia appesi a un filo invisibile dove le parole vagano in cerca di un approdo.

    Non ringraziarmi per le parole, è bello sapere che alcune le fate vostre.
    un caro saluto
    jolanda

  7. Iolanda,cara amica
    la nenia dolorosa della tua femminilità tradita , del tuo sogno calpestato, del tuo anelito di vita e d’infinito… stavolta mi è parsa più ricca di una segreta speranza, ti affidi alla tua musa, invochi il suo aiuto come ultimo sospiro dei giorni che verranno, per donare non più la sofferenza ma il fuoco dell’amore universale. E in questo desiderio,seppur intriso di nostalgie ricamate nel vento, scopro la tua forza di donna che ha ancora , attraverso la poesia voglia di vivere. Ti sono vicina e ti ringrazio . Mimma

  8. E’ vero, grande musicalità, fatta di riprese e richiami in un fluire ininterrotto (c’entra qualcosa lo scillecariddi?), ma la parola, se ci soffermiamo ad ascoltarla, è precisa e intensa.

    Grazie a Jolanda e a Francesco, e un caro saluto a entrambi.

  9. Mimma, grazie a te per la visita e l’amicizia.
    Finchè ci saranno parole da coniugare in tutti i tempi e modi della vita e per la vita, la forza, come tu dici, sarà sempre continua ricerca e tensione verso l’impalpabile ombra,confine estremo tra noi e il mistero.
    abbracci
    jolanda

  10. Giorgio, hai detto bene se le parole sono e sono state dentro e fuori di noi.
    Lo Stretto, il mito, la musica dell’acqua fra due sponde. Forse un canto che insegue all’infinito la finitezza e la vulnerabilità nostra e delle cose. Forse.

    Grazie per la sensibilità e la cortesia
    jolanda

  11. brava jol, cara amica, donna che vive la poesia come passione, appiglio, amore di una vita. incompiuta solo nel sentirsi, come noi tutti, inadeguata; compiuta come poetessa generosa nel segno, nel mostrare i propri sentimenti nel solco di una tradizione.

    ciao, un abbraccio dal tuo amico franz.

  12. Franz, grazie per la visita, per aver parlato di passione,per aver saputo intrecciare i versi e la donna in una sintesi possibile solo dalla conoscenza che viene appunto dall’amicizia. Quel ” poetessa generosa nel segno” mi ha messa ko.

    Tu continua a darci altre pagine intense come in Era mio padre, io ricambio l’abbraccio amicale.
    jol

  13. Grazie a tutti per i commenti e la condivisione di questa proposta.

    Parlando con Jolanda qualche giorno fa, le ho detto che questi versi sono, prima di ogni altra considerazione, musica allo stato puro: sono contento di vedere confermata qui la mia impressione e la scelta del “quadro sonoro” di Mondrian.

    Un caro saluto.

    fm

  14. Cara Jolanda, eccomi, finalmente. Chiedo scusa per non averlo fatto prima ma il tempo che trascorre non dà tregua.
    Ho letto i tuoi testi, mi sono piaciuti tutti, ma ci sono due poesie che mi hanno colpito profondamente, che hanno lasciato il segno. Eccole.

    “Radici d’amore” è un raffinato mescolarsi di ricordi e di bellissime immagini rubate alla natura. Un testo poetico dolce e serenamente malinconico. Mi ha colpito ed emozionato. Gli ultimi cinque versi , poi, racchiudono un ritratto tenero ed affettuoso.

    Bellissimo anche il testo il cui primo verso è “Non ci siamo detti tutto”.
    Un’equilibrata presa di coscienza di ciò che può esserci stato nel passato e ora non c’è più. Una riflessione sul perchè le cose finiscano.
    Molto bella anche la chiusa.

    Un caro saluto e un abbraccio. A presto. Piera

  15. Cara Jolanda, qui si respira il profumo del ritorno. Sono suggestivi questi versi, ti prendono per mano e ti accompagnano per i sentieri di un viaggio universale. E non importa se il cammino sarà lungo e irto di insidie (sono troppi gli artifici, i bluff, le sovrastrutture che ti separano da quel vivere profondo: lo scherzetto iniziale di certo allevia la fatica), sarai al fine gratificato da una pagina di emozioni autentiche oneste sobrie disarmanti: una pagina di poesia vera.

    Ti abbraccio,
    Pasquale

  16. Cara Jolanda, dopo i commenti che ho letto mi sento un pò inadeguata…come sai il mio genere espressivo è un altro. Per merito tuo ho scoperto il mondo della poesia che mi ha conquistato in modo irresistibile! Le tue poesie sono Vita con luce, ombra, passione, rimpianto, dolore e speranza, sentimenti e passaggi che ognuno “riconosce” per averli sperimentati. Tu hai il dono di saper condividere il tuo mondo interiore con ricchezza e generosità…grazie, cara amica!
    A Francesco i miei complimenti per il suo magnifico blog.
    Vi abbraccio. Eleonora

  17. Molta musicalità, come sottolineato da più interventi.
    Il commento di Mauro poi coglie molto bene alcune cose.
    In alcuni versi affiora una visione per nulla conciliante

    “Ne ho visti, sai,
    mano nella mano
    aggrappati al bisogno”

    un dire questo che non fa sconti.

  18. Piera, grazie per esserti soffermata su un testo che mi rinnova la gioia malinconica del ricordo : mio padre con l’unica vera eredità per il futuro, il suo grandissimo amore.
    Il secondo testo che citi si commenta da solo.

    E non scusarti, la dimora di Francesco lascia sempre la porta spalancata e una comoda poltrona per chi vuole fermarsi.

    ti abraccio
    jolanda

  19. Pasquale, il tuo intervento mi commuove. So quanto ti sta a cuore il tema del ritorno e se ne hai respirato il profumo è perchè anche tu custodisci e narri viaggi dentro l’uomo e le emozioni oneste e autentiche che attribuisci ai miei versi sono lo specchio dei tuoi valori.

    Anch’io ti abbraccio
    jolanda

  20. Eleonora, grazie anche a te per le splendide parole che hai per i miei testi.
    Mi attribuisci il merito di aver svegliato in te un amore anche per la poesia e questo mi fa piacere e mi fa riflettere sulla responsabilità in genere che può avere la scrittura.
    Il dono della condivisione è tale perchè ci sono sensibilità come la tua che sanno riconoscerlo e riconoscersi.

    gli abbracci sono ricambiati, Francesco sarà sicuramente d’accordo.

    jolanda

  21. Nadia, la tua visita mi ha fatto molto piacere. I versi da te virgolettati sono, anche se può sembrare strano, il continuo divenire del vuoto-panico da cui poi si diramano e aggrovigliano i miei testi.

    grazie a te e un caro saluto
    jolanda

  22. Francesco, anch’io desidero ringraziare tutti coloro che, gentilmente, hanno lasciato un segno e anche quelli che si sono soffermati sui mie testi in silenzio.

    A te, Francesco, sarò sempre grata. Quattro parole semplici e importanti, musica allo stato puro, quattro parole che hanno scacciato un paio di dubbi e di pensieri tortuosi e non solo in poesia…

    Accetta il mio abbraccio e la mia stima, sempre.

    jolanda

  23. Jolanda nulla mi aveva riferito delle sue poesie inedite!
    Le leggo oggi e provo le intense emozioni di sempre.
    In tempi foschi come questi, dove è difficilissimo trovare cose nuove da dire, J.
    ci riesce senza, tra l’altro, essere mai ripetitiva, senza smagliature incalzando il lettore e coinvolgendolo nel suo pessimismo cosmico che in “Radici d’amore” raggiunge vette alte, dove averci illuso, nella prima parte, che il ricordo potesse fare breccia nell’animo e cancellare il dolore dell’oggi.
    L’”Incompiuta”, già nel titolo, non lascia nessuna speranza, nessuna possibilità di riempire il vuoto di un amore perduto, che è, poi, metafora di una vita senza punto di arrivo.
    Le poesie di J ci turbano, sanguinano, non hanno mai un letto grande dove trovare rifugio, ma ci commuovono e per questo la ringrazio.
    Luigi.

  24. Luigi, sono io che ti ringrazio perchè se emozioni hai ricevuto, a me tornano attraverso il tuo scritto. Desidero confidarti un segreto : è vero,come dici, che le parole non hanno mai un letto grande dove trovare rifugio, ma se lo trovassero, forse rimarebbero imprigionate….

    ti abbraccio
    jolanda

  25. Francesco, lo dico in un momento in cui cercavo un po’ di silenzio per ascoltarmi, ma il silenzio mi rimandava sempre l’eco dell’immensa sinfonia di Schubert, e, tra le note ti dico :il tuo dono è stato Troppo Grande.

    Il mio abbraccio non potrà mai uguagliare la tua generosità.

    jolanda

  26. Cara amica, la tua poesia mi ha, come sempre, coinvolta e mi ha fatto entrare in sintonia, in maniera dolce,con le tue emozioni.
    La tua parola scivola dentro, nei misteriosi silenzi dell’uomo e scuote i segreti dell’anima. Tu appoggi le tue pene sui nostri cuscini come fa il grande poeta che sa parlare all’universo, perchè riesci a dilatare il verso nella dimensione ampia della musica. E’su quella tu ci fai dondolare, prendendoci continuamente per mano.
    Quando sembra, come nell’incompiuta, che la poesia termini, tu incalzi ancora ed ecco un’immagine nuova,una pennellata,uno spazzo di pianto e di luce.
    Protese, le mani,
    in gesto d’attesa
    allungavano il tempo
    in una fame infinita.
    Ti ringrazio Jolanda per questa meravigliosa poesia che sai regalarci.

    Pina De Felice

    *

  27. E grazie anche a te, carissima Pina. Le tue parole mi danno forza e rinnovano l’intima tensione al dire. Mi chiedo però cosa mai resta quando la vita- morte è più veloce dei pensieri. Una nota, un canto, una manciata si sillabe per ricucire un verso? tu sai a chi mi riferisco, alla sua fragile incompiutezza nella vita e quattro lievi poesie chiuse in un’agenda.
    Così, quando l’anima si spegne, un poeta muore prima di morire.

    Grazie ancora per i quattro versi che hai estrapolato dal tutto, li amo come se fossere stati scritti da altri.

    ti abbraccio forte
    jolanda

  28. Le poesie di Iolanda scorrono d’un fiato e sembrano puntare tutte in una precisa direzione: indietro.
    La sua è una poesia della memoria e dell’assenza: una memoria che non si compie (è “incompiuta”, infatti…) e che di conseguenza non può che traboccare nel presente e allungarsi sul futuro.
    Il riscatto individuale, non c’è dimensione collettiva, è la magia evocatrice dell’unico gioco possibile: la mescolanza, giocosa e sofferta, dei “segni” (significanti e significati).
    Eppure, Iolanda corre, ma non cade mai in una mitologia astrattamente lamentosa del Tempo Perduto, tutt’altro: ogni componimento sembra quasi il bottino di una caccia al particolare minuto e proprio per questo evocativo in maniera assolutamente particolare (come parte di quel tutto che è la sua vita, cioè).
    Un’ultima nota, infine. In un verso sono stato colto di sorpresa da delle parole impreviste (per me): la “compostezza del tempo”. Per me il tempo è sempre stato il ribollio pluridirezionale di un magma indefinito; non ne ho mai immaginato la compostezza possibile e la lettura delle prime poesie di Iolanda mi confermava in questo sentimento. Con un colpo di coda immaginifico, però, il tempo da incompiuto e ricorrente si fa d’un tratto composto, quasi seraficamente disposto. E d’improvviso tutti i pezzi tornano al loro posto e ci è data la possibilità di “ritrovare” le cose perdute, anche quelle più volatili: le parole.

  29. E ringrazio anche te, Antonino, per l’attenzione verso i miei testi e per esserti soffermato su particolari che necessiterebbero da parte mia una maggiore cura nella risposta. Ne affronto uno, ma molto brevemente : il tempo. Il tempo è dimensione della coscienza e, in quanto tale, mi capita di rappresentarlo a volte fermo, siamo noi a girare attorno alle sue ipotesi, altre composto quando gli anni riescono a dare alla memoria la giusta e saggia collocazione, oppure allungato in quella fame di ricerca che, credo,appartenga un po’ a tutti; un tempo mobile, plastico, adattabile ai vari stati di coscienza e perchè no, come tu bene hai espresso, a volte, seraficamente disposto.

    un caro saluto

    jolanda

  30. Jolanda, ho sbagliato, lo so. I commenti li ho fati sulle poesie come vieni e e le altre della prima sezione.Leggilo comunque il commento e poi se mi sarà possibile ne farò altri per le poesie delle altre 2 sezioni. Ti bacio

  31. Cara Jolanda, leggo e rileggo le tue poesie ogni volta che ho bisogno di riappropiarmi della parte più intima di me stesso.
    Conosco da tempo le tue liriche ed ammiro molto la tua capacità di spaziare da composizioni intimiste fino a quelle più impegnate. Senza dubbio queste ultime poesie del blog, focalizzano l’attenzione sulla sfera del privato che comunque rivela un ventaglio di emozioni e riflessioni in cui tutti si possono ritrovare. Nello “scherzetto introduttivo”, appari come un’abile alchimista di parole che riesce a concertare i segni ( le parole, appunto) nel divenire della composizione poetica. “Radici d’amore”, è la lirica che percepisco più vicina al mio essere: tutti i sentimenti più veri nei confronti di un padre amorevole, sono espressi con una nostalgia palpabile che mette in luce l’importanza di questa figura per te; il tuo riprenderlo mentre lavora nel suo orto con accanto il tuo amorevole sguardo che osserva ogni suo movimento, fa capire quanto siano fondamentali nella vita le proprie radici e l’amore per una saggezza popolare che si dovrebbe difendere invece di dimenticare o peggio nascondere.
    Ecco che poi passando a rievocare la sua vita a fianco dell’amata consorte, rifletti sull’armonia di due persone che sembravano da tempo destinate a vivere insieme. Si ritrovano gesti semplici di affetto, per niente banali e quello spirito di dedizione l’uno per l’altra, oggi vanificato da ritmi di vita che non danno più spazio a sentimenti autentici di appartenenza reciproca.
    Tutto infine si lega a “Io sono l’incompiuta”: quell’empatia di cui si parlava prima, si è dissolta nell’assenza di quegli affetti tanto amati. ecco che dunque segui sentieri tortuosi in cui tutto trascolora in albe che minacciano di soverchiare il lento fluire del tempo verso il suo termine che logicamente non riesci a definire; e le parole sono sempre più difficili da trovare per dare un senso a quest’alienazione che si percepisce in occhi che vogliono scrutare il futuro ma che non hanno la forza di prevere. Per questo è come se essi, nella notte, “falciassero antichi tremori”.
    Un grazie e un bacio a te, amica mia, che sai tradurre anche i nostri smarrimenti quotidiani.

  32. Vero, Domenico, infine tutto si lega e anche se le radici sono ormai estirpate, rimangono nella memoria, impresse in modo indelebile per tentare di ricucire quello che resta tra un verso, una pausa, un silenzio o un ritmo per una parvenza di vita.
    Grazie della tua visita caro amico, e ricorda che senza la magia di Francesco tutto questo non sarebbe stato possibile.

    Ti mando un bacio anch’io e torna presto
    jolanda

  33. Pieno di amore doloroso ,il calice della poesia di Iolanda Catalano(Io sono l’incompiuta)
    Vibra la foglia della sua ispirazione tra parole crude che denotano una grandezza d’animo strordinaria,una voglia di non soccombere ,una certezza che la vita e’ vita e va vissuta.
    “Il miscuglio doppio di parole in rosa” secondo me e’ il fulcro della poesia… E chi di noi non ha qualcosa del genere che marcisce dentro il cuore?
    Iolanda interprete di una universale sinfonia ,Iolanda che delicatamente e indelebilmente corrode il dolore e lo fa proprio e non soffre quasi piu’ nell’immediatezza del momento…La catarsi del suo intimo dialogare col cuore puo’ fare il miracolo e redimerla e lei non si annulla piu’… Non puo’ annullarsi chi scrive e mormora con l’anima .Ella fluttua un tutt’uno coi suoi versi e vola nel suo mondo che le fa compagnia attraverso immagini e parole ,lirica e sogno.
    Solo cosi’ ella fotografa l’amarezza, la gioia passata, il disagio presente.
    Come ci si sente quando si spegne un amore,un interesse ,una voglia?
    …e se si ricomincia bisogna farlo dagl errori…
    Ti sono debitrice di tante belle riflessioni, Iolanda, e anche se non ti conosco ti ringrazio per le belle poesie
    Anch’io gioisco di “una musa lenta che scolpisce nel cielo terso ricami di parole…”
    Con affetto
    AnnaMaria

  34. Sono io che ringrazio te, AnnaMaria, per aver letto, pur non conoscendomi, con una partecipazione incredibile i miei versi, per aver percepito moti dell’anima che a volte non sono chiari neanche a me stessa.

    Non so, credimi, se sono interprete di una universale sinfonia, io canto ciò che ascolto dentro e fuori di me. Se questo, poi, coincide con altro sentire, sono ben felice di lasciarvi i miei versi. Ma la sensibilità che leggo nel tuo commento mi fa pensare che anche tu, in qualche modo, custodisci un grande amore per la poesia.

    Spero di leggerti ancora su questa dimora, hai una scelta ampia e di qualità dove poterti fermare.

    un carissimo saluto
    jolanda

  35. Si, custodisco davvero un grande amore per la poesia ,e sono lieta di farti leggere qualcosa di mio Dimmi cosa ne pensi

    Una finestra sul mondo

    Guardo le pagine nuove
    in questo quadernetto di fogli bianchi e intonsi.
    Come sarebbe facile scrivere una storia
    senza invenzioni
    solo con la penna intinta di emozioni…
    Esprimerei sfogliando chiare favelle
    un respiro di vita,anelito di verita’…
    Coglierei la fresca rugiada dei giorni
    stringerei una mano amica e
    virtualmente
    nel tenero abbraccio d’un sorriso suonerei
    musica del mio tempo
    la voce persa di meraviglie
    pianto e riso,lacrime e carezze,
    vita d’ogni giorno,
    ore piccole piccole nell’oro del momento,
    perle e sorriso del mio amore.
    Sogno ,che disegni scoperte,
    nuove ruote del carro alato di una fantasia diversa
    scopri l’abisso di gioia e il sublime silenzio
    fascino condiscendente
    rumor sapiente…
    Solo adesso scruto le luci accese
    tra le ciglia d’un roseo arcobaleno,
    favola,cammino,
    isprazione di momenti
    costruiti a braccetto con la felicita’.
    Piena di te,
    amica solitudine,
    che compagnia mi fai
    in una sera di luna,
    mi affaccio alla finestra del domani
    e scosto tendine trasparenti di rugiada
    che una volta di piu’
    trasformano in tintinnanti monetine
    le gocce di fantasia che piovono dal cielo,
    e vivo.
    Con affetto ti abbraccio Iolanda
    AnnaMaria Immesi

  36. AnnaMaria,grazie per aver voluto condividere con me versi che parlano di vita tra solitudine e speranza.

    Ti rinnovo, comunque, l’invito a spaziare tra le pagine di questa caldissima dimora, credimi, troverai altro su cui poterti fermare, perchè le proposte del padrone di casa, Francesco Marotta che saluto caramente, sono sempre molto ma molto interessanti.

    un caro saluto
    jolanda

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