Razzismo di stato

Vi ricordate la foto della prostituta a Parma abbandonata per terra nella cella di sicurezza dai vigili?

Bene gli stessi vigili hanno compiuto un altro crimine. Hanno picchiato a sangue un giovane ragazzo ghanese Emmanuel Bonsu Foster e poi hanno messo i suoi oggetti personali in una busta dove hanno scritto Emmanuel NEGRO. Il comandante difende i suoi: “Si è ferito da solo, una caduta fortuita”. Mi vergogno di essere italiana (georgia)

(Continua a leggere qui e qui. Qui una riflessione di Andrea Inglese e qui un intervento di Sergio Baratto che sottoscrivo parola per parola.)

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8 pensieri riguardo “Razzismo di stato”

  1. Alla base di questo gesto immondo credo ci sia stata la paura che serpeggia sottocute, che può portare a non essere più lucidamente obiettivi, sporcandosi poi con inqualificabili reazioni.
    Stare sulle difensive, purtroppo, può far diventare
    duri ..senz’anima.

    Rina

  2. Cara Rina, grazie del commento.

    Io non credo, però, che si tratti solo di “paura”: questi sono uomini che rappresentano, anche se a livelli periferici, le istituzioni, parlano e agiscono a nome di una collettività che gli demanda il compito di vigilare sulla legalità in nome di ben precise regole democratiche, nel rispetto dei diritti e delle libertà di ognuno. Questa è “propensione alla tortura” (ne parla intelligentemente anche Andrea Inglese su NI) e si appalesa con più forza e virulenza soprattutto quando “l’oggetto dell’attenzione criminale” è il “diverso” (quale che sia la natura di questa diversità), e quando si può contare sull’apparato “protettivo” costituito sia dal “comune sentire” (razzismo allo stato puro), di cui ci si fa interpreti, sia dall’esempio “autorevole” di chi, ai livelli più alti dell’amministrazione della cosa pubblica, ha tutto l’interesse a suscitare e a incanalare queste pulsioni in un disegno politico-istituzionale ben preciso.

    fm

  3. Questi sono uomini ( ? ) che dovrebbero andare a spaccare le pietre, via, mandati a casa e subito. Non è ammissibile che istituzioni preposte alla garanzia dei cittadini, si macchino poi di simili nefandezze. E che tutto ciò avvenga in nome di un potere che legittima il razzismo in tutte le sue forme ed espressioni, o in nome delle turbe psichiche dei singoli , nulla toglie o aggiunge al fatto che persone così non sanno nemmeno o non vogliono saperlo, il compito che dovrebbero svolgere e come per giunta.
    Poi è facile affermare, è caduto, si è fatto male da solo, e questa è la vergogna sulla già vergognosa azione di violenza.
    Lo so, non sono tutti così, ma mi preoccupa la facilità di emulare, soprattutto quando simili azioni restano, in questo caso non so, impunite.

    jolanda

  4. La paura è per questa nostra società sempre più violenta e oppressiva, ma la società non è un concetto astratto, è fatta di persone, come queste, che sono assolutamente indefinibili, ma pure da tanta altra gente che è contro ogni forma di violenza e discriminazione. E queste persone debbono farsi sentire, anche se a volte pare di gridare nel deserto.
    Anche se ci si scontra con l’intollerante risposta razzista degli interlocutori, la voce di chi dissente non deve mai spegnersi, tante gocce possono erodere la pietra. Certo che, se non esiste una volontà politica (che anzi, spesso serve a fomentare) di cambiare lo stato delle cose, diventa tutto più difficoltoso. A maggior ragione dobbiamo quindi “alzare la voce”.

    liliana

  5. Concordo pienamente con Francesco e mi vengono in mente parole sentite nel passato “…se non sei un violento non fai il poliziotto!”. All’epoca mi lasciarono interdetta, ma mi diedero molto da pensare.
    Sicuramente chi indossa una divisa si sente autorizzato ad esercitare una forma di potere, lo vediamo nella vita di ogni giorno, anche quando un semplice impiegato ci sottopone a file estenuanti solo per poter accedere ad un Ufficio…ma la violenza è un’altra cosa! Non si deve consentire e non ci sono attenuanti. Se poi ad esercitarla sono le forze dell’ordine, e c’è pure chi cerca giustificazioni, significa che è in pericolo la dignità di ogni essere umano! Diamoci da fare, dobbiamo reagire con forza da cittadini comuni, che vogliono rispettare quelli in divisa, ma solo se lo meritano!
    Eleonora

  6. Ringrazio tutti per le considerazioni espresse. La “materia” ci riguarda tutti, nessuno può chiamarsi fuori, ne va della democrazia e del futuro di questo paese.

    fm

  7. Il problema, secondo me, che la democrazia (mi ricollego all’ultimo commento) in questo Paese ormai è sempre più un pallido ricordo e questi fatti sono anche lo specchio di un Paese allo sbando che, non solo, non ha saputo gestire il flusso migratorio ma con ipocrisia critica gli stessi immigrati che sfrutta e che fanno quel “lavoro sporco” che tanti italiani di ogni età e generazione non vogliono più fare. Diciamocelo tra i denti.
    Altro problema che gli immigrati spesso sono diventati il capro espiatorio delle nostre paure, angosce, insicurezze e in un Paese dove l’ignoranza è dilagante ed il fascismo è visto non come un male ma come un vanto…
    Vabbè, chiudo sennò ci sarebbero pagine e pagine da scrivere.

    Un caro saluto

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