Cronache di domani (V)

LA PAROLA ALL’ESPERTO

Problemi? Da qualche giorno vi è praticamente impossibile fare shopping in centro, disturbati nella scelta del capo alla moda dal frastuono che proviene da scuole e università?
Vi girano le balle perché ormai non riuscite più nemmeno a parcheggiare il Suv sui marciapiedi, sempre invasi da studenti incazzati e vocianti che vi ostacolano nella manovra?
Non preoccupatevi: il signor K, un vero esperto in materia, è pronto a fornire i suoi già ampiamente sperimentati servigi e consigli per risolvere il fastidio alla radice.

Ecco la sua ricetta, buona per tutte le stagioni: macinato alla messicana in pesto alla genovese, riserva d.o.c. 2001:

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

«Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

«Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

13 pensieri riguardo “Cronache di domani (V)”

  1. Brividi corrono lungo la schiena. E’ una lunga storia di “giovani morti”, che ci stanno davanti. E la barbarie dellaDiaz (ragazzi pestati a sangue mentre dormivano – ragazze messe in fila e spaventate a morte dai “poliziotti”) con quello che si è visto e saputo,basta largamente a dare un’idea dei macellai con i quali abbiamo a che fare.
    Chissà se hanno messo in conto un eventuale dissenso di massa e hanno almeno fatto delle previsioni, su come gestirlo?
    Il dissenso èsegnodibuona salute,di risveglio. Un altro segno buono e sempre più necessario è non lasciare soli i giovani.

  2. E poi la solita smentita del giorno dopo del Caiamano.
    Agli italiani, si sa, piace essere presi in giro, nessuno che dice nulla.
    Dove sono tutti quelli che lo hanno votato il 13 aprile? Sono in piazza? Insegnanti alle urne dormivate?
    Non ne posso più del 60% degli italiani…

    Un caro saluto

  3. Roba da non credere! Circola persino la voce che qualche insegnante che ha votato per il Caimano e company, sarà a Roma per il 30 ottobre!
    Mi fermo qui…e un saluto anche da parte mia.

  4. Le manifestazioni sono giuste, ma , aquanto pare, al cav. stanno cominciando a tremare le gambe vista la risposta a manganellate sugli studenti. Ma potrà bastonare tutti i cittadini che protestano?

    un abbraccio, Francesco
    jolanda

  5. fa impressione “la ricetta” che RIpropone il sig. k

    in ogni caso è una ammissione a posteriori, a distanza di 30 anni.

    non mi pare fosse stato mai così esplicito nelle sue affermazioni, il merito è sicuramente della sua demenza senile galoppante.

  6. Ma gli è scoppiata la merda nel cervello?
    Scusate l’espressione, ma sono surreali le parole che ha detto.
    Da ex-presidente della Repubblica e da Senatore a vita dovrebbe collegare ogni tanto il cervello!
    Tutti danno fuori di matto!

  7. demenza senile o… ammissione di stato?

    comunque il fatto che finora nessuno abbia mosso un dito invocando qualche famigerata “occupazione abusiva di suolo pubblico” per sgomberare le lezioni in piazza degli universitari è un segnale molto interessante

    a due amici clown che si stavano esibendo in centro Monza è successo di essere interrotti dall’arrivo della polizia; al che, la gente ha reagito: “dài, lasciateli stare, ci stanno facendo divertire”, i poliziotti si sono ritirati e lo spettacolo è continuato

    diamoci dentro, così almeno mandiamo in soffita una legge che finora ha soffocato la libera manifestazione dell’espressione culturale nelle piazze d’Italia!

    Mario

    e comunque, quando l’anno scorso a tanti amici dicevo: “ma che andate a votare Veltroni alla guida del PD? volete che a primavera ci ritroviamo Berlusconi di nuovo al governo?” mi chiedevano se ero matto…
    Posso ridere di quanti oggi vanno in piazza contro chi hanno votato ad aprile, meno di chi confluì nel plebiscito veltroniano “per rinforzare il governo Prodi”…

  8. era matrix…

    Discorso pronunciato al III° Congresso in difesa della> Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950
    >>>> Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un> partito al potere, un partito dominante, il quale però> formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole> violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e
    > trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma> vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.> Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per> trasformare le scuole di Stato in scuole di
    partito?>>>> Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di> essere imparziali.>>>> C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è> sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il
    > partito dominante segue un’altra strada (è tutta> un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare> le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia> che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.
    > Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di> quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a> queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si> comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste
    > scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di> Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si> propone di dare dei premi a
    quei cittadini che saranno> disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole> pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole> private.>>>> Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce
    > meglio.>>>> Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.>>>> Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente> le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le
    > scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole> private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il> punto che bisogna discutere.>> Attenzione, questa è la ricetta.>
    >>> Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.> L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:> rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora.>
    Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.> Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole> private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi> insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per
    > insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle> scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare> alle scuole private denaro pubblico>>>>

    Piero Calamandrei

  9. I ragazzi oggi sono perplessi in prospettiva di un futuro che è in alto mare, in un percorso confuso peraltro.
    Infierire su di loro è un tarpare menti, soffocare esigenze, entusiasmi, rimpicciolire la valenza della società di domani.

    Un saluto
    Rina

  10. Grazie a tutti per i vostri interventi.

    Io non credo che quello del Signor K sia il delirio di un folle: se lo è, è quanto di più “lucido” sia mai possibile leggere, considerata la “caratura” del personaggio in questione e la sua “esperienza” in materia, passata e presente.

    Io metto in relazione la sua allucinante intervista con le altrettanto folli esternazioni del ducetto di Arcore: la verità è che sono rimasti assolutamente spiazzati di fronte all’irrompere imprevisto, sulla scena di questi giorni, di un soggetto politico nuovo, capace di riappropriarsi, nelle piazze e nelle scuole, della sovrana funzione legislativa scippata alla prassi democratica del dibattito parlamentare.

    Avendo a che fare con la più penosa opposizione parlamentare della storia repubblicana, un pallido fantasma ridotto nell’angolo, prima blandito e poi scaricato al ruolo di tappezzeria, la banda al potere credeva di avere ormai chiuso definitivamente la partita, contando anche su una opinione pubblica largamente anestetizzata e manipolata dal monopolio esclusivo dell’informazione radiotelevisiva e cartacea.

    Di fronte all’imprevisto, hanno tirato fuori gli artigli, paventando scenari che avevano già ampiamente sperimentato e saggiato a Genova e dintorni: il dissenso, in questo paese, non ha più ragion d’essere: ogni sua manifestazione sarà criminalizzata e perseguita come tale.

    E faranno di tutto, vedrete, perché sia così. Io credo che, mai come oggi, sia necessario non solo “resistere”, ma “resistere vigilando”…

    fm

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