Per il ventennale della morte di Adriano SPATOLA

geiger10
(Da: www.ulu-late.com)

In occasione del ventennale della morte di Adriano Spatola (4 maggio 1941 – 23 novembre 1988), uno dei più geniali innovatori della poesia italiana del secondo Novecento, dimenticato e rimosso dalla cultura ufficiale come tutti quelli che hanno lasciato una traccia veramente indelebile negli ultimi decenni, Giorgio Di Costanzo gli ha dedicato, sul suo blog In Sonno e in Veglia, un piccolo grande omaggio. Vi si leggono poesie tratte dall’introvabile “Altro Polo” (Sydney, 1980), un ricordo di Luciano Anceschi (“Il Verri”, 1991) e uno scritto di Giovanni Tesio.
Qui, sempre sullo stesso blog, altri post dedicati all’autore.
La lettura è d’obbligo.

(Adriano Spatola, Versi per Vrsac, da “Altro Polo“, 1980)

Ottobre esige elegia e sole freddo
discorsi tra poeti e pareti decorate
libri aperti e chiusi altre evidenze
di poesia polifonica spettro sibillino
sospeso tra bicchieri pieni o vuoti e parole
sogni tipografici della Comune di Vrsac

***

6 pensieri riguardo “Per il ventennale della morte di Adriano SPATOLA”

  1. Per il momento accontentiamoci del bellissimo volume uscito in America con tutte (o quasi) le poesie di Adriano nella traduzione di Paul Vangelisti.

    Domenica prossima alla biblioteca di Modena ci sarà un incontro per l’inaugurazione della mostra dedicata a Spatola. Presenti Maurizio Spatola, Giulia Niccolai, Giovanni Fontana, Julien Blaine, ecc.

    Saluti a tutti.

    Elio Grasso

  2. Sono d’accordo con Elio. Accontentiamoci di questo risorgere d’interesse per la figura di Adriano. Lo testimonia l’ultimo numero della rivista, “Steve”, interamente dedicato a interventi critici e poetici sulla poesia di Adriano. Ricordo un mio breve saggio sull’ultimo libro di Spatola, “La definizione del prezzo”, nel mio “Fuoricanto”, Campanotto, nel 2000.
    Belle, incisive, smaltate, sovversive, le poesie di Adriano che leggo in questa antologia del 1980 curata dall’amico genovese filosofo Raffaele Perrotta. Come tutto, alla fine, si intreccia e ritorna, anche grazie a Francesco…
    Ciao, Marco

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