A ogni paese il suo primato

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L’Italia è tra i primi cinque paesi al mondo nell’aberrante classifica del turismo sessuale che coinvolge i minori in ogni angolo del pianeta, in special modo in Brasile e nel sud-est asiatico.

Un primato di cui andar fieri. E infatti, anche se non ne parla nessuno, lo si festeggia comunque e lo si onora ogni giorno, con impegno e passione: il 40% delle violenze e degli abusi sessuali commessi nel belpaese (sic!) riguardano bambini dai sei ai dieci anni.

La risposta a tutto questo orrore?

Eccola: leggi xenofobe e razziste che vietano gli asili e l’accesso alle cure mediche ai bambini figli di immigrati non regolari, progrom di campi rom, caccia al diverso in ogni settore della vita civile, crociate contro omosessuali, transessuali e coppie di fatto che attentano all’integrità della (sacra) famiglia…

Che paese di merda! Intanto, continuate pure a crogiolarvi beatamente nella visione dell’isola dei famosi: del resto, voi cosa c’entrate con tutto questo?

***

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10 pensieri riguardo “A ogni paese il suo primato”

  1. Non ci sono parole. E’ importante non abbassare la guardia su questi problemi e continuare ad informare chi non sa, o volta la testa dall’altra parte. Grazie a chi trova il coraggio e la voce per continuare a farlo.

  2. Francesco, certo che c’entriamo tutti, quando stiamo zitti, quando pensiamo che tanto…non sono i nostri figli…abbiamo già tanti problemi….

    Bel primato per l’Italia, ne parlavo proprio questa sera con Eleonora. Il paese dell’imbecillità non si smentisce e non desidero ora dire di altro poichè l’infanzia ha la priorità su tutto. Come far capire a queste scorie della società che i bambini non si toccano? come fanno queste scorie a tornare poi dalle proprie mogli o compagne o figli? e non c’è cultura che tenga perchè questi esseri aberranti si celano dietro la maschera di infinite professioni.
    Non so se siano malati viziosi o che, non so cosa li spinga a compiere atti orrendi su bambibi inermi, ma di una cosa sono certa, non credo che possano redimersi, non credo che chi riesce a fare tanto male possa convertirsi al bene.

    Eppure credo che un controllo a tappeto da parte delle autorità preposte, forse, e dico forse, potrebbe tentare una soluzione.

    Ma ciò che più maggiormente mi rattrista è pensare che questi bambini a furia di essere violati, vivendo un contesto social-geografico dal quale difficilmente potranno uscire, non acquisiscano la convinzione che tutto ciò che in tal senso vivono sia la “norma” del vivere.

    E’ necessario parlare parlare parlare fino a perdere la voce, quella voce che non possono avere quei bambini.

    ti abbraccio francesco, forse tornerò ancora
    jolanda

  3. Avevo letto l’altro ieri su Repubblica questa schifosa notizia e non ci volevo credere. Ormai ci siamo abituati al belusconismo, ad un Paese sottosviluppato, incivile, antidemocratico, ma anche ai primi posti per la pedofilia mi lascia davvero senza parole e con un senso di nausea e ribrezzo che si commenta da solo.

    Un caro saluto

  4. Ho parlato a lungo con Jolanda di questo orrido argomento, entrambe ci siamo poste innumerevoli domande per poi giungere ad una sola conclusione: non dobbiamo smettere di parlarne, dobbiamo essere pronte a denunciare ogni caso di violenza di cui veniamo a conoscenza!
    Poi occorre affrontare il discorso nei luoghi di lavoro, far comprendere che chi “tace acconsente” e che le Istituzioni, a qulsiasi livello, devono muoversi per mettere fine ad uno scempio che a mio parere è più grave di ogni altro. Con quale coraggio possiamo guardare negli occhi un bambino sapendo che tanti altri sono vittime di “lupi feroci” pronti a scippargli insieme all’infanzia la loro stessa anima?
    Io la foto del post vorrei stamparla e affigere dappertutto, come avviene di solito quando si cerca un gatto o un cane smarrito…
    Un grazie a Francesco al quale va tutta la mia stima, insieme ad un abbraccio (posso?). Eleonora.

  5. Ho provato vergogna, vorrei non essere italiana, vorrei non appartenere a questo “bel paese”! Per il lavoro che faccio, insegno, ho avuto modo, purtroppo, di conoscere da vicino alcune situazioni i cui protagonisti, vittime incapaci di difendersi, sono stati alcuni bambini.
    Ciò che fa male è il vedere la loro vita lacerata, i brandelli che son rimasti e che tu cerchi in qualche modo di ricucire. Ma loro, i piccoli violati, non possono aiutarti e non riescono ad aiutarsi, sembrano implodere nascondendo tutto sotto le loro stesse macerie. Solo dopo molto tempo qualcosa emerge, ma non basterà loro una vita per dimenticare davvero.
    Un cordiale saluto. Piera

  6. Si colpisce ovunque chi non si uniforma. Leggevo tempo fa il libro con la sceneggiatura del film di Scola “Una giornata particolare”, corredato da alcuni bei saggi illuminanti sulla mentalità prevalente in quel momento storico (1938). Si può dire c’era tutto il peggio (omofobia, misoginia, razzismo, odio del diverso, ipocrisia… ) e allora si, viene in mente l’oggi, questi nostri giorni spalmati di retorica familista, populista e di melassa mediatica. L’anno scorso quando bruciarono i 7 operai della Thyssen in fabbrica sentivo parlare animatamente, credevo fosse rabbia per quel fatto, invece discutevano del grande fratello.

  7. Grazie della testimonianza, Piera. Anch’io, in trent’anni del tuo stesso lavoro, ne ho conosciute parecchie di quelle vittime. Le parole per dire quello che si prova davanti a occhi sbarrati su abissi senza fondo, non ci sono. Dovrebbero parlare le cicatrici che ogni volta ti ritrovi dentro, ad ogni incontro. Dovrebbe parlare l’urlo muto di quegli sguardi che non saranno più voce.

    Un caro saluto.

    fm

  8. A ulteriore riprova, cara Nadia, che questo è un paese di merda, che si pasce dei suoi stessi escrementi.

    E, a proposito di Thyssen, te le ricordi quelle ipocrite facce da culo di pennivendoli, in video e in carta, che, per almeno una settimana, giuravano, a telecamere accese, che “mai più” sarebbero venuti meno al loro “dovere” di seguire le vicende del mondo del lavoro? Te li ricordi i “comunicati” in diretta delle redazioni al completo che avrebbero denunciato ogni volta abusi, precarietà, mancanza di sicurezza e di diritti sui posti di lavoro?

    Bene, dove sono andati a finire? Hanno tenuto la conta dei morti di quest’anno? Si stanno attrezzando per nuovi comunicati natalizi?

    Che pagliacci, che osceni miserabili pagliacci e servi…

    fm

  9. Già quelli, che son gli stessi di sempre, ma hanno credito infinito.
    Quello su cui purtroppo possono contare è il silenzio assenso diffuso di una nazione che non è più nulla, se non un’orda televisiva.
    Con qualche oasi, forse, di teste pensanti.

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