Il pezzullo di db (III) – Paul Celan da Mandelstamm


(Osip Mandelstamm / Paul Celan)

 

Paul Celan da Mandelstamm (1959-1911)

 

Der Schritt der Pferde, sacht, gemessen.
Laternenlicht – nicht viel.
Mich fahren Fremde. Die wohl wissen,
wohin, zu welchem Ziel.

Ich bin umsorgt, ich bin es gerne,
ich suche Schlaf, mich friert.
Dem Strahl entgegen gehts, dem Sterne,
sie wenden – wie es klirrt!

Der Kopf, gewiegt, ich fühl ihn brennen.
Die fremde Hand, ihr sanftes Eis.
Der dunkle Umriß dort, die Tannen,
von denen ich nichts weiß.

 

*

 

Il passo dei cavalli, misurato, lieve.
Luce dalle lanterne – poca.
Mi portano estranei. Che sapran bene
dove, a quale meta.

Sono accudito, sensazione bella,
cerco di addormentarmi, gelo.
Verso il raggio si va, verso la stella,
svoltano – come cigola!

Il capo, cullato, lo sento scottare.
La mano altrui, il suo dolce ghiaccio.
L’oscuro profilo lì, gli abeti,
dei quali nulla so.

 

___________________

Brrrrr… Buonnatalatutttie! Per non smentirmi, un po’ di veleno in coda (ammesso che ce l’abbia, o in slitta). Il testo apparve in O. Mandel’stam, Gedichte, Fischer 1959, e fu scelto da PC per una trasmissione radiofonica del 19 marzo 1960, che sbobinata finì post mortem su Der Meridian und andere Prosa. Da qui la tradusse A. Bevilacqua in La verità della poesia (ristamp. Einaudi 2008), con la genialata di mettere la traduzione dal russo di S. Vitale (Poesie, Garzanti 1972), quando è notorio che quelle di PC, più che traduzioni, sono imitazioni (alla maniera del Conte, per intenderci): “Come incedono lenti i cavalli, / come è tenue la fiamma nei fanali! / Gente estranea forse sa / dove mi portano. // Ed io mi affido alla loro cura, / ho freddo, ho voglia di dormire; / ad una curva mi sbalzano fuori / incontro al raggio delle stelle. // Il dondolio di una testa focosa / e il tenero gelo di una mano estranea / e le sagome di scuri abeti / che ancor non ho visto”. Io che sono, come dire, più meglio, ho tradotto dal manoscritto extended della trasmissione, in Mikrolithen, Suhrkamp 2005.

 

***

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9 pensieri riguardo “Il pezzullo di db (III) – Paul Celan da Mandelstamm”

  1. Grazie Francesco per qesto post dedicato a due poeti che io amo moltissimo. Tra l’altro di Osip Mandel’stam quest’anno ricorre il settantesimo anno dalla morte avvenuta il 27 dicembre del 1938 in un gulag. (Ho programmato anch’io per il 28 un post su viadellebelledonne). Un bel modo per auguraci delle buone feste e un 2009 di pace e di poesia. Un saluto carissimo, Lucianna

  2. Grazie di questo dono natalizio – una intertraduzione dei due poeti più importanti del Novecento. Giustissimo rispettare la ri-creazione di Celan. Ottimi auguri di buone feste a tutti.
    Nell’ultimo libro di apocrifi da me pubblicato (esce domani per la Joker) dal titolo “Discorso contro la morte”, segnalo un mio lungo racconto (datato 1990-1991) dove riscrivo e reimmagino frammenti dei taccuini di Mandel’stam.
    ME

  3. …e anch’io, i più grandi, per me.
    Ottima proposta, caro Francesco, tutto quanto leggo qui è di altissimo livello. Come si repira ampio!
    lucetta

  4. Grazie Franco, e grazie Lucetta.

    “Si respira ampio”: sì, perché grande è il “respiro” degli ospiti che lasciano nella dimora tracce del loro passaggio.

    Un abbraccio.

    fm

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