In den Wohnungen des Todes (II)

(Una testimonianza di Vittorio Arrigoni)

(Qui una condanna della vergognosa (dis)informazione di regime italiana.)

Wenn ich nur wüßte,
Worauf dein letzter Blick ruhte.
War es ein Stein, der schon viele letzte Blicke
Getrunken hatte, bis sie in Blindheit
Auf den Blinden fielen?

Oder war es Erde,
Genug, um einen Schuh zu füllen,
Und schon Schwarz geworden
Von soviel Abschied
Und von soviel Tod bereiten?

(Nelly Sachs)

 

***

3 pensieri riguardo “In den Wohnungen des Todes (II)”

  1. Se solo sapessi
    dove
    hai posato il tuo ultimo
    sguardo. Era
    pietra, che
    già molti sguardi –
    gli ultimi –
    aveva
    bevuto, finché
    in cecità – sul cieco
    – sono caduti?

    O era terra,
    abbastanza,
    da riempire una scarpa,
    e già nero
    era
    di tanta distanza,
    e pronta – di tanta morte?

  2. Noi superstiti,
    stringiamo la vostra mano
    riconosciamo i vostri occhi –
    ma solo l’addio ci tiene ancora uniti,
    l’addio nella polvere
    ci tiene uniti a voi –

  3. Grazie anonimo e grazie Marco.

    La condanna degli eccidi perpetrati dal governo isrealiano, attraverso le parole di chi, ebrea, quegli orrori nazisti ce li aveva impressi nella memoria, per sempre. Ma inutilmente: questa è un’età che non ha bisogno né di poeti, né di memoria. Purtroppo.

    E l’orrore non è destinato a fermarsi.

    fm

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