In den Wohnungen des Todes (III)

MIDEAST-PALESTINIAN-ISRAEL-CONFLICT-GAZA

Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline. Cinque sono morte, una è gravissima. Hanno adagiato le bambine sull’asfalto carbonizzato, e sembravano bamboline rotte, buttate via perchè inservibili. Non è un errore, è volontario cinico orrore.

(Vittorio Arrigoni da Gaza)

Grazie, Vittorio.

E vergogna, sempre, sull’immonda (dis)informazione televisiva italiana, i cui rappresentanti, pagati coi soldi del canone (danaro pubblico: il nostro), si limitano nei loro osceni servizi a leggere le veline del governo israeliano.

***

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4 pensieri su “In den Wohnungen des Todes (III)”

  1. E la notte di fine anno alzeremo i nostri calici per salutare l’ultimo, ennesimo, anno di vergogna, per dire ciao a quello che verrà, ma cambia solo un numero tra le pagine della storia, solo un numero che moltiplicherà gli orrori perchè l’uomo ormai non è più nulla, forse una specie in estinzione. E sarà amaro il calice, colmo del sangue delle molte vittime innocenti.

    Tristissimi auguri mondo!

    Un abbraccio a te, Francesco, un grazie a Vittorio.
    jolanda

  2. Come si può anche solo pensare di poter essere “felici” davanti a questi orrori del mondo, a questi angioletti innocenti?
    E come si può non pensare che la razza umana è la più feroce?

  3. Lettera di Mustafa Barghouti

    Ramallah, 27 dicembre 2008.

    E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l’elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili – ma come si chiama, quando manca tutto il resto?
    E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili – e d’altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all’angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? – se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l’obiettivo è sradicare Hamas – tutto questo rafforza Hamas. Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l’esercizio della democrazia – ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa. Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. (…)

    http://georgiamada.splinder.com/post/19452739

  4. Lioni, 30 Dicembre 2008 – Gaetano Calabrese, poeta errante dell’Irpinia –

    Grazie al dolore,
    alla disfatta
    della coscienza,
    grazie alla deflagrazione
    dell’orrore,
    grazie al flasch
    del silenzio muto
    che nel buio
    di ognuno di noi
    ha smarrito la ragione.

    Grazie alle lacrime distratte,
    all’odio del cuore
    che ci tinge le illusioni
    per domani
    dove la speranza
    fugge come vento.

    Grazie a noi: momento
    di ombra al sole
    che non conosce il perdono,
    nè la la malvagità.

    Grazie al lamento
    senza parole,
    all’indifferenza
    che ci acceca,
    alla disumanità più bieca:
    quella di oggi,
    la più vasta
    che il mondo affaticato
    abbia conosciuto
    e che, esausto,
    chiede tregua
    dalla notte dei tempi.

    Grazie a chi grida
    al cielo: “perché!”
    a chi, in minuto,
    ci abbrutisce
    con il disprezzo
    della vita
    qui e nell’al di là,
    dove la dignità
    aspetta risposte
    innocenti.

    Grazie alla mente
    che forgia ogni “io”
    senza tormento,
    per essere finti “iddio”
    pazzi di gloria,
    pagina di storia
    sempre uguale
    per volere,
    – casomai dopo –
    il bene, l’amore
    e – ora e sempre prima –
    il male!

    © Gaetano Calabrese, commosso, stordito,
    orridamente colpevole testimone umano!

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