In den Wohnungen des Todes (V)

Gaza – Infopal.

Una famiglia intera massacrata, fatta a pezzi: 70 persone uccise a sangue freddo dall’esercito di occupazione israeliano nel quartiere di az-Zaitun. E’ successo, ieri, domenica, ma l’eccidio è stato scoperto solo oggi, lunedì.

Naeb as-Sammuni di 25 anni, sopravvissuto, ha raccontato: “Le forze di occupazione israeliane, penetrate a est del quartiere az-Zaitun, hanno radunato decine di membri della mia famiglia in una sola casa di 180 metri quadrati, poi l’hanno bombardata per dieci minuti“.

SULL’APPENNINO TOSCO-EMILIANO NEL 1944, A GAZA OGGI…

CHI TACE E’ COMPLICE DELLE STRAGI NAZISTE
DEL GOVERNO ISRAELIANO.

***

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6 pensieri riguardo “In den Wohnungen des Todes (V)”

  1. Ma è mai possibile, Francesco, che dal mondo io debba sentire sempre parlare al futuro? Vedremo…cercheremo di…
    E intanto i morti crescono e quelli che dovranno vedere…cercare di…dormono tranquilli nei loro caldi letti. E’ mai possibile che non si trovino soluzioni immediate per fermare questi crimini?

    E intanto i corpi fatti a pezzi nel Rwanda continuano a galleggiare nel lago degli orrori. A nulla, dunque, la memoria?

  2. Ebbene, lo dico con tutta la sincerità possibile, io fino a qualche tempo fa parteggiavo per Israele perchè ero ingannato dalla propaganda sionista (Sionismo=Menzogna), ma ora dico……….. che il popolo palestinese VIVA IN PACE, israele è uno Stato Genocida, nazista, forse il peggiore che c’è al mondo e tutto sommato non mi dispiacerebbe se fosse spazzato via, censuratemi pure per questo, ma io ora sosterrò sempre la Causa Palestinese pur non essendo arabo, non occorre un’appartenenza etnica per parteggiare per gli oppressi, ci mancherebbe pure. Mi hanno fatto riflettere i siti web dedicati ai palestinesi, ma soprattutto l’incoerenza, la fretta degli israeliani nello smentire massacri documentati e reali, la sofferenza del Popolo Palestinese oppresso appare già evidente ad uno sguardo scevro da pregiudizi e il mondo è complice di genocidio, l’ONU stesso non fa nulla e le stesse ONG non denunciano come dovrebbero la portata degli orrori.Anche le reazioni che si definiscono “terrorismo” vanno comprese e capite e, anzi, risultano quasi giustificabili vista la situazione di oppressione genocida, le vessazioni naziste dell’esercito con la stella di David.

  3. bisognerebbe dipingerlo su tutti i muri:

    “non occorre un’appartenenza etnica per parteggiare per gli oppressi”

    aggiungo solo: non cadiamo nella rete del parteggiare a senso unico, mai! qualunque sia a direzione…

    n.

  4. Alessio, dici cose giuste e condivisibili, praticamente tutto quello che hai condensato nella frase riportata da Natàlia. Ma, per quel che mi riguarda, nel tuo discorso c’è un’affermazione di troppo che, sinceramente, potevi anche evitare/ti, quel “non mi dispiacerebbe se fosse spazzato via” che voglio pensare dettato solo dalla rabbia e dalla fretta.

    A me non solo “dispiacerebbe”, ma mi adoperei con tutte le forze e la mia stessa vita, se servisse, per scongiurarlo: e questo vale per ogni popolo e per ogni cultura, a inziare da quello palestinese, se si hanno veramente a cuore le ragioni della pace e della fratellanza.

    L’errore da non commettere, mai, è quello di confondere un governo – in questo caso il governo nazistoide israeliano – con un intero popolo, la sua libertà (sì, anche quella di esprimere un governo di merda) e le ragioni della sua esistenza.

    Combattere con le armi del cuore e della ragione, dell’impegno e della pace, per la causa palestinese è combattere per quella di tutti i popoli oppressi: e questo lo sa bene anche quella parte della società civile israeliana che non condivide niente della politica criminale e sanguinaria dei suoi governanti.

    fm

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