Prometeo – di Massimo SANNELLI

prometeo

Questo nuovo Prometeo, in metrica tradizionale, si basa sulla tragedia di Eschilo, ma accentua la debolezza di chi è isolato. In pratica, qui parla la figura precristiana degli ultimi Cahiers di Simone Weil. Oggi le donne del Coro, Efesto, Ermes non ci sono più: quindi esistono come ombre – incoraggianti o brutali – del solo Prometeo. In questo caso, il «monologo» tiene fede alla natura del suo nome: parla uno, parla soltanto, e parla da solo. Parla nell’ossessione del soffrire «per mano degli dèi»: «anche se sono un dio». Dunque non tutti gli dèi sono uguali, e non tutti gli dèi sono giusti, di fronte a chi ha «dato tutto». Prometeo ricorda l’umanità, come se fosse anche un uomo, orgoglioso e autodistruttivo. Nessuno può dire se questo Prometeo sia un malato, un uomo, un dio vero. Avvicinandosi alla fine, il monologo si sfalda, nei suoni e nella sintassi, come se il Silenzio fosse un altro personaggio.

 

dico che è troppo facile
amare da lontano.
io li amavo. li amavo
tutti      da vicino. e tu? anche tu
mi ami? e dici sàlvati.
per mia volontà libera io mi sono
esposto a questa fine. per mia colpa.
per la mia volontà e la mia colpa,
è vero. io non credevo mai che questa
ora venisse. perché?      non sapevo?
allontanavo sempre questo tempo.

molti uomini nuovi
nascono; ed altri dopo. e questo è bene.

 

***

Massimo Sannelli è nato nel 1973. Vive e lavora a Genova. La sua attività (poesia, prosa, critica, teatro, traduzione, filologia) è elencata nel sito www.massimosannelli.splinder.com . La sua opera poetica degli anni 1993-2006 è raccolta nel libro L’aria (Puntoacapo editrice, febbraio 2009), in una nuova forma, completamente riscritta. Questo libro apre un progetto di ricostruzione totale del lavoro, compreso quello critico. Il saggio su Pier Paolo Pasolini (Philologia Pauli, Fara, 2006) e la prosa De amore (nell’antologia Lo spirito della poesia, Fara, 2008) sono il punto di svolta, nella vita e della scrittura: l’abbandono di ogni posizione incorporea. Come attore, è il protagonista del nuovo film di Pietro Marcello, I giorni del ritorno (in uscita nel 2009). Ha scritto il monologo Antigone, interpretato da Esnedy Milán Herrera. L’anno 2009 segna anche il ritorno libero al lavoro filologico (studi ed edizioni: Alano, Pietro Abelardo, Cecco d’Ascoli latino, Dante). Prometeo sarà pubblicato, in versione bilingue italiana-inglese, nella rivista «Le acque di Hermes», diretta da M. Maggiari, nell’estate 2009.

***

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9 pensieri riguardo “Prometeo – di Massimo SANNELLI”

  1. Massimo, spero tanto che tu abbia la possibilità di replicare anche alle “nostre” latitudini.

    Ti abbraccio, e ti auguro tre serate di “grazia”.

    fm

  2. Parla a nome di una moltitudine sepolta dissolta, o rimossa?
    ma è solo -oggi, Prometeo.

    Che bello e che *semplice* (come conquista) questo prometeo: come sempre Massimo parli la poesia.E che doni.

    Maria Pia

  3. e il frate-asino può solo dire: grazie. perché lui non sa niente, nemmeno la musica elettronica, che finge di comporre al computer e non sa come possa nascere, *ma nasce* – ci sono guide maggiori, ci sono forze grandi – e a loro, come a voi, grazie, sempre
    massimo

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