Per il trentennale di “Tuta blu” – Omaggio a Tommaso Di Ciaula

[depliant-tuta-blu]

Nel 1978 esce presso l’editore Feltrinelli il romanzo di Tommaso Di Ciaula Tuta blu. Ire, ricordi e sogni di un operaio del Sud. Così scrive Paolo Volponi nella prefazione al romanzo:

«L’urgenza che muove questo libro è sprigionata da due condizioni esistenziali che accompagnano e spaccano la vita di Tommaso Di Ciaula. La prima è la sua condizione di contadino pugliese, la seconda è il suo essere operaio, con un timbro sulla tuta blu, e tanti altri timbri.»

Dopo anni di silenzio e di ostracismo, nonostante numerose traduzioni e riduzioni teatrali all’estero, l’opera è stata ripubblicata nel 2002 a Francoforte dall’Editore Zambon.

Di seguito qualche pagina tratta dal libro.

TUTA BLU

La fabbrica dove lavoro è a 6 km da Bari. Si tratta di una fabbrica sorta 15 anni fa in una delle migliori zone della campagna modugnese: Contrada Paradiso. In linea d’aria il mare è vicinissimo, lo puoi vedere se sali sul tetto di ferro del capannone. E’ un mare robusto, possente; quando è agitato si possono vedere le onde spumose. E’ un mare che mette allegria, ma se ti avvicini subito ti accorgi che è un mare morto, catrame e immondizie e nafta lo uccidono giorno per giorno e non ci sono più pesci, né ci sono i gamberi che pescavamo quando il mare era pulito, profumato. Coi miei coetanei ci andavamo in bici, spesso a piedi e ricordo che qualcuno si portava appresso anche la capretta che avrebbe dovuto portare a pascolare.
Quando vivevo in campagna dai nonni essi non mi affidavano caprette ma li aiutavo nei lavori di ogni giorno. Faceva notte e si lavorava ancora; la chiusura dei lavori la faceva il nonno quando portava le bestie nell’altra stalla attigua alla casa. Quando cantavano le civette era ora di sbarrare le porte, si chiudevano le finestre, al chiuso si soffocava per il tanfo della frutta matura nei sacchi, il profumo delle pere superava tutto quanto. Il lume a petrolio oscillava a chissà che misterioso filo d’aria, di vento, le farfalle notturne cadevano a centinaia nella bocca di vetro del lume a petrolio. (…) I nonni nel letto di ferro russavano; il nonno, che dormiva braccia all’aria, sussultava nel sonno e urtava coi pugni la borchia centrale di lamiera dipinta di fiorellini e uccellini, ormai anneriti, cacati dalle mosche.
Sono ormai tantissimi anni che lavoro qui, col timbro Catena-Sud: sui pantaloni della tuta, sulla blusa, sulla giacca, dappertutto Catena-Sud. Meglio mio nonno contadino con le pezze in culo, tutti stracci rattoppati ma senza scritte. Tutto era rattoppato dai nonni: gli abiti, le lenzuola, la imbottita, le tende, il telone per raccogliere le ulive, i sacchi, tutto rattoppato. (…)
Ho indossato per la prima volta la giacca della tuta blu. Ormai è ottobre e fa freddo. (..)
Che cosa aspettiamo a mettere su queste macchine le scimmie? Questo proporrei ad Agnelli: le scimmie in fabbrica e gli operai sugli alberi. A volte mi pare che siamo più stupidi delle scimmie.
A volte vedo correre intorno alle pedane di legno certe bestiole strane, piccoli mostri, che secondo me sono generati dalle alterazioni, dai rumori, dal pavimento zozzo, dalla sporcizia accumulatasi negli anni. Sopratutto d’inverno queste bestiole aliene vengono a riscaldarsi al tepore dei motori delle macchine utensili.
Oggi si è avvicinato il capo alla mia macchina. Mi ha indicato lo stipetto e ha detto cosa vuol dire quella scritta. Io facendo finta di non capire: quale scritta? Questa qua, mi dice prendendomi per il braccio: ”W la rivoluzione, dobbiamo cambiare la società, cacciare i ladri, i mostri”.
Subito inizia la ramanzina. (…) Gli rispondo, fra i denti: non devi fare la voce grossa con me, quando lasciamo sudore, sangue rosso sulle macchine, per terra, sugli stipetti, tutto vi va bene, tutto è normale: quando invece tracciamo con una innocente penna i nostri pensieri, subito vi torcete; per favore vattene, nessuno ti obbliga a leggere questa scritta; per me quella scritta mi fa compagnia, mi tiene su, mi dà una ragione di vita, fa parte di tutto me stesso, voi ci vorreste tutti idioti robot vicino alle macchine, ma noi abbiamo una testa. A me questa scritta mi dimostra che sono ancora un essere pensante, uno che ha idee sue e non rumina idee degli altri. Per favore vattene, vai a cacare il cazzo da un’altra parte. (…)
Tasse, tasse, tasse, rapine sulle buste-paga, per gli investimenti. Quali investimenti? La diossina di Seveso è un investimento? L’arsenico di Manfredonia è un investimento?
Ogni tanto qua dentro qualcuno si fa male. C’è una brandina vicino ai cessi, e se accade la disgrazia, il poveretto lo mettono là sopra e lo portano via. Una volta sentii un urlo e vidi correre gente. Chiesi ad un compagno che usciva in fretta dal capannone che cosa fosse successo e questo, per tutta risposta, mi mostrò lo spezzone di un dito.

FOLLIA
Sto lavorando sodo, mille e mille steli di ferro mi aspettano, debbono essere torniti e poi rettificati.
(…) E’ finita una massacrante giornata di lavoro, marco il cartellino. Ma, stranamente, preso da un raptus, torno indietro, nell’officina. Sono lucidissimo, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali: prendo una manciata di steli, ed esco nella campagna circostante, ed uno ad uno pianto gli steli di ferro nelle nuda terra.
In primavera, quegli steli d’acciaio fioriranno ed io non farò altro che raccoglierli, e così, affrancato dai ritmi bestiali di lavoro, avrò più tempo per me.

I NONNI
Spesso sogno la campagna dei nonni. I due alberi di gelsi rossi ed uno di quelli bianchi si sono ingigantiti nei miei ricordi. Li sogno spesso questi tre alberi! Quando ci salivo su, sembrava di stare in un altro pianeta. (…) La sera quando andavamo a dormire si sentiva ancora l’eco delle nostre grida, delle nostre risate. La terra riposava, il giorno era tutto un polverone rossiccio!
Lo zio M. tornava dal lavoro quando calava il sole, al fresco della sera. Durante il giorno la mula pazza lo faceva arrabbiare e lui bestemmiava tutti i santi del paradiso.

I CAPETTI
Il capo è di nuovo alla carica, vuole più rendimento, ed io gli dico: vattene dalle palle. Quando torno a casa non ho nemmeno la voglia di fare una carezza a mio figlio, tanto sono scoglionato, e questo vuole che mi rompa il culo ancora di più.

CAOS
Le cose vanno male, non si capisce più nulla: i padroni non ci possono sopportare più; noi operai non possiamo più sopportare i padroni; gli operai non possono più sopportare i loro stesso compagni. C’è troppo odio, poca umanità, troppa confusione, troppi partiti, tutto è improntato all’insegna dell’egoismo. I cattolici con le loro prediche vogliono bloccare ogni rivendicazione. (…) Fingono di non vedere la differenza tra morale cristiana e democristiana. Ma che cristianità è la loro quando, con indifferenza, inquinano, ammazzano, rubano, distruggono, e poi parlano di amore. Ma che amore, quale diritto alla vita quando la vita l’hanno fatta diventare un inferno?

LA MENSA
La mensa è quasi bella. Si trova a un centinaio di metri dai capannoni. Ci sono tavoli rotondi e sui tavoli una volta c’erano anche dei fiori freschi. All’inizio erano fiori profumati, freschi, poi di plastica, adesso neanche quelli di plastica. Poi c’è la musica, la musica del CRAL. Spaghetti, patate fritte e sassofono, sempre sassofono.

GUERRE TRA POVERI
Oggi mentre ci lavavamo le mani, nei gabinetti scoppia una lite tra due operai. Uno sfotteva l’altro dicendogli che era capitalista, perché aveva una casa, l’altro rispondeva che a lui gli dava da mangiare la suocera. Per poco i due non arrivavano alle mani. Se ad assistere alla lite li vedeva Agnelli o Leone o Paolo VI, se ne sarebbero rallegrati. Questo è proprio quello che vogliono, dividere i lavoratori, e spesso ci riescono. Basta che uno ha una lira in più dell’altro che subito sorge l’invidia: non è che pensano a quelli che scialacquano miliardi, a quelli che sbafano alle nostre spalle e inviano i capitali all’estero.

AUTUNNO CALDO
L’autunno caldo del 1969 è ormai lontano. Con quel contratto raggiungemmo grossi traguardi. Il padronato non se l’aspettava tanta grinta, determinazione da parte degli operai, e fu preso in contropiede. Adesso il padrone si è organizzato. Direi che noi gli abbiamo dato il tempo di organizzarsi. Non solo l’autunno doveva essere caldo, ma anche l’inverno, la primavera, l’estate e l’altro autunno sempre più bollente, da togliergli il respiro, da stroncarlo definitivamente, una volta per tutte.

IL NONNO
La fabbrica si ingrandisce sempre di più. Senza sosta. Sempre di più si allontana la campagna. I primi tempi la fabbrica era piccina e la campagna immensa. Quanto entravi era facile trovare, lungo la strada che portava ai capannoni, un serpente, la sera una rana. (….) Ho fatto anche una poesia:
“Suvvia nonno, non piangere / forse cucinerà presto anche oggi / la pignatta delle fave / anche al fumo degli altiforni / anche alla lingua dura del cemento che avanza. / Io non ho aratri / né domo cavalli / né porto pecore e cani alle pasture. / Io sono qui al bivio / con la tuta blu / incerto se venire da te / ma la fabbrica è troppo vicina / e poi / non ho nemmeno cera / alle orecchie / per le sirene.”

SBANDATI
La classe operaia sembra allo sbando. I sindacati non fiatano. Intanto, guarda caso, ci piovono addosso i sacrifici. Nessuno ci prospetta un’ombra di lotta, di protesta; sembra che tutto va bene, tutto sia giusto, ma, dico io: sulla nostra groppa quanto altro peso dovremo sopportare? (…) Visto che la rivoluzione non la vuol fare più nessuno, almeno incominciamo a mettere in chiaro che quel poco che abbiamo conquistato finora non lo svendiamo per le solite promesse, per la bella faccia dello sciacallo di turno.

INVENZIONE
Che grande invenzione la fabbrica. La fabbrica! In poche centinaia di metri quadrati costringere centinaia e centinaia di persone. Gente che per le sue divine qualità interiori, doveva saper quasi volare.

CAOS VOLPI ORDINE CELESTE
Tutti fanno a gara per ingarbugliare la matassa. Chi ci capisce è bravo! Ma lo fanno apposta, ciò che è caos per noi, per le solite volpi è ordine celeste. Nel torbido si pesca meglio.

GABINETTI
Questi gabinetti sono puzzolenti, ma almeno ci sono le porte, sgangherate, senza chiusura ma ci sono! Alle officine calabresi non c’erano nemmeno quelle. Sì, gabinetti senza porte, che se avevi voglia di cagare, o te la facevi passare oppure dovevi andare a goderti lo spettacolo o farti godere dagli altri. Ne ho visti di coglioni penzolanti. (…) Anche a questo si arrivava per spiarci, controllarci meglio. (…)

PICCOLA EMIGRAZIONE. IL PRIMO OROLOGIO
Per trovare lavoro fui costretto ad andarmene da casa. Allora abitavo a Maglie in provincia di Lecce. Trovai un lavoro in una officinetta di Bari. (…) Mi ospitarono i miei nonni nella loro casetta di campagna. (…) Il primo giorno di lavoro i miei nonni e zii mi diedero un panino, una patacca di orologio che pesava almeno mezzo chilo. Quello fu il primo orologio della mia vita: che poi avrei tanto tanto odiato.
Quel primo giorno di lavoro la nonna paterna di campagna, mi si avvicinò, scotolandosi il grembiule di molliche, sementi: mi raccomando, rispetta il capo, fatti volere bene. (…) Le dissi di sì, svoltando l’angolo alla fine del viottolo, l’angolo delle rose selvatiche. Non sapeva che così mi faceva del male. Pecora voleva che diventassi; in un mondo di pecore; pecora come altre pecore.
Compro un giornale, leggo un po’ qui e là, tutte notizie brutte: la delinquenza dilaga. Per delle sciocchezze la gente si ammazza, si scanna, si tortura. Qualcuno parla di un governo forte! Certo sarebbe bello un governo forte, però dovrebbe essere anche giusto. In Italia governo forte vuol dire sempre schiacciare la povera gente, i lavoratori, e favorire i capitalisti: è l’unico sistema di governo forte che si conosca. (….)

INIZIA LA LOTTA
L’altra sera per le vie di Bari un lungo corteo di giovani gridava: ”operai, soldati, uniti nella lotta” e “sindacato di polizia”. Nella mattina hanno arrestato un soldato per insubordinazione. Non aveva obbedito al comandante e l’avevano tradotto nelle carceri. Incominciano a sentirsi le prime avvisaglie di lotta. L’aria inizia a scaldarsi. Tra poco i tre colossi scenderanno in piazza: chimici, edili e metalmeccanici.

LA CASA DEI NONNI
Stanotte ho sognato la vecchia casa di campagna dei nonni. Io stavo nella grande stanza con le chianche grosse per terra. Nell’aria, odore forte di fumo, stavo solo nella grande stanza; aspettavo qualcosa o qualcuno e non aspettavo! Ad un tratto comincio ad aver paura, mi sposto nelle stanze vicine: qui c’era il grande letto di ferro dove dormivano i nonni, di fronte il finestrino fortificato con sbarre come un carcere, nell’angolo il comò con la campana di vetro con dentro la madonna di gesso, e la scatola sempre piena di aghi, bottoni, cicche di sigaro…
Più avanti la stanza delle ragazze, ragazze che adesso (nel 1976) hanno almeno 50 anni. Qui per terra su coperte militari e materassi pieni di foglie di granturco dormivo abbracciato con la zia. Avevo paura del buio e lei mi abbracciava forte forte. Dietro la finestra si sentivano dei fruscii, dei rumori e certe volte si sentiva il vento notturno ticchettare contro il vetro. Meno male che c’era la zia che mi stringeva forte forte, come un’amante, io piccolo piccolo e lei grande, tenera e grossa, con la pelle rosa, profumata; il lume a petrolio oscillava sul tavolo dello stanzone e le falene a centinaia intorno. Il lume era al minimo, poi, come il vento, entrava lo zio con profumo di tabacco menta e naftalina, aumentava la luce e la stanza diventava un ballo di ombre.(…..).

IL DELEGATO
Oggi abbiamo votato per un altro delegato, speriamo che sia migliore dell’altro. Ma qui più ne cambiano più sono quasi tutte carogne, un delegato è buono per gli operai solo quando riesce a far ottenere il passaggio di categoria, quando ti sa leggere la striscia paga. Non è importante se è ignorante, e non legge un quotidiano, e se non si tiene informato sulle vicende politiche e culturali del paese. Secondo noi sono cose secondarie. I soldi innanzi tutto, ’l t’rris, la grana.

PICCOLI
Quando eravamo piccoli usavamo trattenerci vicino al focolare insieme alla nonna. Specialmente le sere d’inverno. Lei ci raccontava storie e noi facevamo tra noi degli scherzi. Tanti scherzetti: facevamo roteare gli zippi (rametti) accesi e così si creavano, roteandoli, magiche traiettorie infuocate nell’aria: cerchietti, ovali, elicoidali, traiettorie luminose e fantastiche. Ma la nonna ci sgridava perché con quel gioco, se guardavamo molto quelle strisce infuocate, la notte era un grande pisciare di letti.

E’ BUONA…
E’ buona la classe operaia, cazzo quanto è buona: ubbidisce spesso, tiene i servizi d’ordine, batte le mani, paga la tessera, fischia nei fischietti, ascolta con la bocca aperta, perché più aperta è la bocca più vuol dire che la persona che ascolta capisce. E’ buona la classe operaia, è buona, come la cioccolata.

PROPOSTA di contratto
Un grande foglio con uno scritto fitto. (…..) Mi sono stancato, più leggo e meno ci capisco, dopo aver letto il grosso malloppo mi risulta che tutti i diritti sono del Consiglio di fabbrica. E alla fine per noi operai non c’è proprio niente. O pochissimo!
Se avessimo chiesto ad ogni scadenza di contratto la risoluzione, non dico totale ma almeno parziale di un servizio civile, adesso qualche cosa di concreto ed efficiente avevamo: ospedali, scuole, acqua, trasporti, interventi concreti per l’agricoltura…. Qui chiediamo solo soldi; ti danno una lira e poi lo Stato se ne frega quattro. Fra cent’anni i figli dei nostri figli staranno ancora a scioperare per: investimenti, occupazione, riforme…

Lunedì ci sono quattro ore di sciopero per il contratto, verrà a parlare Luciano Lama. Lo sciopero è a livello regionale. (….) Quindi orsù, belli, tutti in fila ad ascoltare la voce del compagno Lama che ci dirà come far riprendere fiato ai padroni. Boia di un cane, dal 1969 sono passati tanti anni e ancora debbono riprendersi, lasciamoli prendere fiato compagni, che poi ce lo metteranno in culo senza vasellina, compagni.

INFORTUNI
Oggi andando alla mensa come al solito, per terra vediamo gocce di sangue fresco. Qualcuno si sarà fatto male. E’ una cosa brutta, terribile, ma ci badiamo poco, ci abbiamo fatto il callo. Anzi qualcuno ci scherza su e dice: che, hanno ucciso il porco?

SICCITA’
(…) L’estate è stata caldissima, secca, nemmeno una goccia d’acqua. (….) Povero sud, pisciato sud; dai farabutti che speculano sulle nostre indecisioni, sulle nostre amarezze, sui nostri furori, che durano poco, lo spazio di qualche ora, di qualche minuto.
Io faccio il meccanico. Perché faccio il metalmeccanico, proprio non lo so. Allora ci fu il boom della meccanica. (…) Sulla via per Palese hanno aperto per mamma Fiat vari pozzi artesiani, per l’agricoltura non era stato possibile aprirli. Ci troviamo qui, che non sappiamo più cosa siamo: uomini-macchine, semiuomini, semimacchine, il paese che non sa di niente, distrutto, gli uomini che si arrabbiano, che mordono.
Le ultime vacche sono inseguite da ragazzi scarmigliati, a calci, a pietre. I camion che attraversano la città perdono tubi cemento ghiaia… Le fabbriche aperte da poco, già chiudono, l’acqua manca, gli ascensori si bloccano, quelli delle tasse ci inseguono con i coltelli in bocca come i pirati, i prezzi aumentano. (…)
Stasera al ritorno da cena, alle sette e mezza, mi sono seduto come un pascià: sulla poltrona del capo, con gli scarponi che pesano due chili l’uno, sulla scrivania, all’americana, e mi fumavo l’ennesima sigaretta. A un tratto compare il capo, quella carogna sta ancora qua; aveva fatto finta di andarsene e improvvisamente era tornato per… controllarci. (….)
Le cose vanno sempre peggio per gli operai. Nelle fabbriche ci sfruttano, ci intossicano, ci ammazzano, e come se non bastasse ci cacciano via, ci buttano in mezzo alla strada quando vogliono, come vogliono. Sempre ci chiedono sacrifici come se non ne facciamo già abbastanza! Appena nasciamo siamo immersi nei sacrifici. (…)

A NAPOLI A NAPOLI
Dopodomani, 12 dicembre 1976, sciopero generale, per l’esattezza la stampa parla di quasi sciopero generale, non capisco il “quasi”, o è generale oppure no. (….) La manifestazione avverrà a Napoli. Oggi abbiamo fatto la colletta per pagare i pullman, in tutto il sindacato ha racimolato 200.000 lire. Si partirà alle ore 3,50 di venerdì da Bari, incontro presso la segretaria della F.L.M., in piazza S. Antonio. Intanto il primo incontro sindacati-Confindustria avrà luogo il 18 dicembre.
E’ notte: il cielo è nero di nuvole e fa freddo. Non siamo in molti. Pochi ma buoni. Partiamo. Cantiamo stretti stretti e caldi nei pullman. In fondo al mezzo, ci sono i cartelli, le bandiere, le buste coi panini e la birra. A qualcuno comincia a calare il sonno. Chi si addormenta; un gruppo preferisce giocare a carte; il solito sciacallo cerca di rubare una bottiglia di vino buono che un operaio si è portato dal paese. Lasciamo cantare il grosso motore del pullman che sfreccia sul nastro asfaltato dell’autostrada, alla volta del paese del sole e del mare. Verso marechiaro, il colera, la salmonellosi, la speculazione edilizia, e il mare zozzo.
Arriviamo a Napoli che è una bellissima giornata. A Bari tempaccio da cani, qui quasi esce il sole. Il corteo è imponente, oltre 300.000, fa paura a vederlo, se si scatenasse farebbe tremare le strade e i palazzi, ma non si scatena mai, ci hanno dato a tutti un bel fischietto e noi… fischiamo.
Ogni tanto qualcuno gracchia nel megafono: ”OCCU-PA-ZIONE OCCU-PA-ZIONE”…. Ai bordi della strada i questurini con i cappottini neri; sono belli tondi e pasciuti questi questurini; i fotografi ci fanno le foto, noi li guardiamo, spavaldi ed eroici, e…fischiamo nei fischietti. (…) ”OCCU-PA-ZIONE, PO-TE-RE O-PERA-IO, PO-TERE OPE-RA-IO”… Le compagne ultrà, che sono quasi sempre piccoline e palliducce, fanno finta di gridare, muovono solo le labbra, ci credo bene: con quelle boccucce e quelle vocine e quei cappottini.
Molti mancano al corteo. Alcuni si sono infilati nelle viuzze puzzolenti di Napoli, in cerca di occasioni di contrabbando: un accendino, un filmetto porno, una pelliccia, una macchina fotografica, qualche altro per farsi una bella mangiata di frutti di mare, qualche altro ancora in cerca di qualche “pucciacca” napoletana. Andiamo nel corteo ordinati come scolaretti, tutti sono fieri di noi, ci sorridono, anche i questurini sorridono. In piazza Plebiscito, su un palco altissimo, alto come una montagna, già sta a parlare Lama, poi è la volta di Vanni, per ultimo Storti. Come sono belli, così in alto, sembrano degli angeli, li chiamiamo a gran voce: ”LAMA STORTI VANNI – LAMA STORTI VANNI”, agitiamo i panini, le braccia, i campanacci.
Dopo la manifestazione girovaghiamo pure noi, e chiediamo al ragazzo che vendeva al corteo i lupini dove trovare qualcuno che vende film porno. (…) “Venite cu mmè”. Ci fa entrare da un porticina nerissima di unto, spostiamo una tenda, poi un’altra, c’è gente che dorme in mezzo alla merce, scatole, scatolini, stracci, ruote d’auto, orologi a pendolo ai muri, dormono tutti, vecchi, donne, bambini, ad un tratto esce un tipo e ci fa accomodare in una stanzetta e ci fa vedere tanti bei filmetti.(…) Alla fine chiediamo il prezzo e diciamo che è esagerato, l’uomo subito scatta: compari belli, se non comprate qualcosa non uscite vivi da qua dentro!

[…]

[Qui e qui testi poetici di Tommaso Di Ciaula]

***

Annunci

75 pensieri riguardo “Per il trentennale di “Tuta blu” – Omaggio a Tommaso Di Ciaula”

  1. -silenzio-
    soltanto qualche foglia
    di tanto in tanto mi riprende l’angoscia
    e il vuoto fanno lunghe danze attorno al fuoco

    io sto in un angolo
    di questa enorme casa abitata dai fantasmi
    ti aspetterò molte volte di notte in quel quadrato che conosciamo,
    fantasma d’altri tempi, non sei diverso da me
    e come due amici potremo conversare in quel quadrato
    che conosciamo
    ti aspettò molte volte, di notte, in quel quadrato che conosciamo

    ciao tommaso fantasma-amico d’altri tempi, e se è vero che “non ci sono trofei per noi, per la nostra maratona…” è vero anche che ci sono uomini come francesco marotta che con la loro passione intellettuale tengono viva la speranza di un riscatto culturale in questa merda di pseudo civiltà.

  2. “E’ BUONA…
    E’ buona la classe operaia, cazzo quanto è buona: ubbidisce spesso, tiene i servizi d’ordine, batte le mani, paga la tessera, fischia nei fischietti, ascolta con la bocca aperta, perché più aperta è la bocca più vuol dire che la persona che ascolta capisce. E’ buona la classe operaia, è buona, come la cioccolata.”

    Altri tempi altra classe.

  3. Grazie Domenico.
    Un abbraccio a te e a Tommaso.

    E grazie a te, Nadia, che questo sentire vivi quotidianamente sulla tua pelle.

    Un caro saluto.

    fm

  4. grazie mimmo porfido,grazie nadia…

    ma vi debbo dire che apparentemente c’è democrazia in italy,ma me la stanno facendo pagare cara!Molto cara!

    Ma ho il sogno,il fuoco,la memoria…..

    Grazie FRANCESCO MAROTTA!
    Grazie.

    tommaso di ciaula

  5. vedi carissima nadia non c’è più una classe operaia perchè non c’è più una lotta di classe. c’è solo un mischio di varie miserabilità umane.
    l’esempio?
    al nord gli operai han votato in massa la lega pur conservando le tessere dei sindacati confederali.
    per cosa?
    per la defiscalizzazione degli straordinari.
    dimmi se non è miseria umana.

    ormai la speranza di un riscatto sociale passa attraverso i gratta e vinci ai tabaccai o attraverso il sogno di un figlio calciatore o di una figlia velina.

    è miseria!
    miserabilità ormai strutturale, io dico.

    vedi carissimo tommaso a distanza di 30 anni il tuo libro sulle fabbriche è più attuale che mai, attualissimo. son cambiate le dinamiche, il padrone s’è fatto furbo, non più capetti con le facce truci e il blocchetto in mano ad annotare tempi e metodi migliori per lo sfruttamento dell’orario lavorativo ma una spersonalizzazione continua dell’ambiente di lavoro attraverso la spersonalizzazione della classe operaia.

    con trucchetto del lavoro interinale.

    i nuovi capetti (involontari) son seduti dietro una scrivania in una agenzia di lavoro interinale, pronti ad alzate di spalle ad ogni domanda di un escluso o un espulso da un processo produttivo.
    numeri, solo numeri.

    l’altro giorno parlando con un responsabile di una cooperativa di pulizie gli ho chiesto: quanti siete in cooperativa? mi ha risposto “più di 600”

    più di 600????
    sì più di 600, di cui quasi 600 sono in “affitto” presso le aziende.

    hai capito tommaso che fine ha fatto la lotta di classe?
    è in affitto!

    ciao tommaso nadia e francesco
    ciao a tutti e chiedo scusa a tutti per questo mio sfogo.

  6. Ciao Tommaso, come stai? Ti ritrovo con grande piacere su questa dimora.

    Desidero farti i miei auguri per il trentennale della tua tuta blu. Certo ne è trascorso tempo e la classe operaia, come altri hanno detto, non è più la stessa, ma le tue parole, caro tommaso, sono sempre attuali. Spero di leggerti ancora, intanto ti mando un carissimo e sincero saluto e un forte abbraccio.
    jolanda

  7. Ciao Jolanda,

    grazie per il contatto!Grazie!
    Grazie infinite!
    Ci conosciamo per caso?Comuque è bello anche così, comunicare con il web.
    Che fai di bello nella vita?Lavori,studi….

    Un caro saluto.

    E non ci perdiamo di vista!

    Un grande abbraccio.

    tommaso di ciaula

  8. Caro Domenico,

    mi è piaciuto il tuo intervento su queste pagine:
    “…un mischio di miserabilità umane….”
    Bravo Mimmo!

    Grazie.

    Un’abbraccio.

    tommaso di ciaula

  9. Caro Mimmo,

    ……mi è piaciuto il tuo intervento :
    “…un mischio di miserabilità umane….”
    Bravo Mimmo!

    Grazie.

    Un’abbraccio.

    tommaso di ciaula

  10. Caro Tommaso, ci siamo incrociati più volte sui post che Francesco ha pubblicato per te e, oltre alla tua bravura mi ha colpito la simpatia e l’ironia con cui ti presenti. Doti rare. Comunque io faccio la mamma da 31 anni ormai e ogni tanto scrivo qualche verso.

    Ciao e a ben ritrovarci
    jolanda

  11. Jolanda,

    ……..sono imbranatissimo con il pc:

    ……dove posso leggere le tue poesie!

    Un affettuoso saluto.

    tommaso di ciaula

  12. Tommaso, io sono più imbranata di te, ma se vai alla voce ospiti e trovi il mio nome, troverai anche i versi.

    grazie, ricambio l’affettuoso saluto

    jolanda

  13. Osti! che illuminazione, il libro corro a comperarlo. Non ho mai letto “Tuta blu”.

    Ma allora c’è ancora qualcuno che non pensa con la televisione.

  14. Caro Massimo,

    quando uscì “Tuta Blu” oltre trenta anni fa,tutti,dico TUTTI i giornali ne parlarono,e anche al doppio!Adesso che è ritornato , lo hanno ignorato!Ne hanno parlato solo due giornali!CHE TEMPI!
    Opera attualissima,profetica scitta ben 34 anni fa,ma pubblicato nel 1978.
    Guarda che sono solo dei brani quelli che hai letto sul blog stupendo di Francesco Marotta.
    E se vai in libreria,insisti a chiederlo,di certo non lo avranno,e ti dico che lo distribuisce uno di Bologna!

    Un caro saluto.

    tommaso di ciaula

  15. la televisione caro Massimo è un’orrore che noi….paghiamo!
    Diceva PROPP:
    abbiamo un demone in casa,ed è la televisione!
    Non si vuole la censura sui gionali,ma SE SONO GIà CENSURATE LE NOTIZIE!!!!!!!

    CIAO

    tom

  16. “La Poesia non è un modo di esprimere un’opinione.E’ un canto che sale da una ferita sanguinante o da labbra sorridenti”.Kahil GIBRAN.

    Grazie a te,caro Francesco.

    Un caro saluto.

    tommaso di ciaula

  17. cari amici tutti,caro Massimo:
    se ero giovane,studiavo legge,e la tv altro che i 108 euro,mi(ci facevaMO PAGARE I DANNI!
    Stanno distruggendo tutto!
    Tuttooooooo…..

    Francesco Marotta,ti scrivo e non rispondi!Perchè?
    Grazie.
    Un’abbraccio.

    tom

  18. Dopo un anno mi sta arrivando il libro. Minchia!!!!!
    Beh, quando l’avrò letto vi dirò tutte le mie impressioni.
    Nel frattempo ho letto Debord che mi ha illuminato, La Lipperini e Mario Lodi…e con la scuola e la televisione siamo messi maluccio…

  19. Caro Massimo,mi dici che hai trovato “Tuta Blu” dopo un’anno!
    Ritieniti fortunato,perchè lo hanno accuratamente nascosto,buttato,al macero…..Dove lo hai trovato?

    Un caro saluto.

    tommaso di ciaula

  20. Deve ancora arrivare, me lo ha ordinato la libreria di Lavis che è, oramai, abituata alle mie richieste strane…
    Se arriverà stavo pensando di farlo tradurre in cinese da una mia amica e spedirlo là che ne avrebbero bisogno!

  21. …lo ripubblicò dopo una lunga eclissi,nel 2002,un’editore veneto da 50 anni a Frankfurt am Main(Zambon editore),ed il distributore si trova a Bologna.
    Oltre i Cinesi,mi hanno detto che i Giapponesi sono molto interessati a tematiche come le mie!?
    Boh!

    Ciao Massimo!

    tommaso di ciaula

  22. ho visto poco fa:
    ho scritto solo “Tuta Blu” è in 5 giorni lo invia la IBS libri:
    http://www.ibs.it

    …chi ne capisce niente!
    Una buona libreria lo può prenotare e il distributore dell’editore Zambon si trova a Bologna!
    Chissà,chissà,chissà…

    …sarebbe bello in cinese….

    Io adoro le cinesine!

    baci&baci

    tom

  23. No, ok, è che a me di ordinare su InterDet proprio non mi va giù.
    Preferisco aspettare che me lo procuri la mia libreria anche con un attesa di un mesetto…

  24. caro MASSIMO:
    grazie per gli apprezzamenti!”Tuta Blu” l’ho scritto con tutta la sincerità che avevo dentro,la rabbia,la poesia…la verità!Quella che manca al 99% oggigiorno!
    “Le tute blu” vengono chiamati più poetcamente i metalmeccanici,grazie alla mia opera,perchè all’epoca TUTTI I GIORNALI PARLARONO e anche a doppio!ALTRI TEMPI!
    ALTRI TEMPI!
    Aiutatemi:
    premete sulla Feltrinelli affinchè lo mettono in economica!L’editore Zambon,che lo ha ristampato nel 2002,sembra che non lo manda avanti e dice che non vende nulla!
    Riguardo alla traduzione in CINESE,magari!Anche in GIAPPONE potrebbe interessare!E se lo traducono Stoccolma,potrei partecipare al NOBEL.
    Invece vivo solo come un cane,a 69 anni,e vivo in un tugurio!
    Grazie MASSIMO!

    Un grande abbraccio.

    tommaso di ciaula

  25. GRAZIE CARISSIMO
    GRAZIE!
    caro MASSIMO:
    grazie per gli apprezzamenti!”Tuta Blu” l’ho scritto con tutta la sincerità che avevo dentro,la rabbia,la poesia…la verità!Quella che manca al 99% oggigiorno!
    “Le tute blu” vengono chiamati più poetcamente i metalmeccanici,grazie alla mia opera,perchè all’epoca TUTTI I GIORNALI PARLARONO e anche a doppio!ALTRI TEMPI!
    ALTRI TEMPI!
    Aiutatemi:
    premete sulla Feltrinelli affinchè lo mettono in economica!L’editore Zambon,che lo ha ristampato nel 2002,sembra che non lo manda avanti e dice che non vende nulla!
    Riguardo alla traduzione in CINESE,magari!Anche in GIAPPONE potrebbe interessare!E se lo traducono Stoccolma,potrei partecipare al NOBEL.
    Invece vivo solo come un cane,a 69 anni,e vivo in un tugurio!
    Grazie MASSIMO!
    tuta_blu@alice.it(mia e-mail)
    Un grande abbraccio.

    tommaso di ciaula

  26. CARISSIMO
    GRAZIE
    CARISSIMO
    GRAZIE!
    caro MASSIMO:
    grazie per gli apprezzamenti!”Tuta Blu” l’ho scritto con tutta la sincerità che avevo dentro,la rabbia,la poesia…la verità!Quella che manca al 99% oggigiorno!
    “Le tute blu” vengono chiamati più poetcamente i metalmeccanici,grazie alla mia opera,perchè all’epoca TUTTI I GIORNALI PARLARONO e anche a doppio!ALTRI TEMPI!
    ALTRI TEMPI!
    Aiutatemi:
    premete sulla Feltrinelli affinchè lo mettono in economica!L’editore Zambon,che lo ha ristampato nel 2002,sembra che non lo manda avanti e dice che non vende nulla!
    Riguardo alla traduzione in CINESE,magari!Anche in GIAPPONE potrebbe interessare!E se lo traducono Stoccolma,potrei partecipare al NOBEL.
    Invece vivo solo come un cane,a 69 anni,e vivo in un tugurio!
    Grazie MASSIMO!
    tuta_blu@alice.it(mia e-mail)
    Un grande abbraccio.

    tommaso di ciaula

  27. Tieni duro, Tommaso. Spero che almeno l’amministrazione comunale del tuo paese intervenga per metterti a disposizione un alloggio decente.

    Un grande abbraccio.

    fm

  28. Caro Francesco,l’amministrazione comunale?!
    Se chiedi di me,rispondono.e chi cazz’ è!

    Come va?
    Sono felice di risentirti!
    A disposizione!

    Un grande abbraccio.

    tommaso di ciaula

  29. Caro Tommaso, per la mail aspettiamo che Massimo ripassi di qua e mi autorizzi a farlo. Non mi sento di divulgare l’indirizzo elettronico dei lettori senza il loro consenso. In ogni caso, hai lasciato la tua e spero che ti contatti presto.

    Ciao, un abbraccio.

    fm

  30. Per la mail non c’è problema.
    Quello che ho capito è che c’era frammentazione già nel ’78 ma oggi è al cubo.
    Dove lavoro io (sono un progettista meccanico) gli operai sono messi male dal punto di vista della coesione, divisi da una moltitudine di carabattole elettroniche da comperare ed usare.
    Oggi in ditta girano dei brutti figuri, non so se hai presente quelli vestiti da cretini con un taglio di capelli da ricchiòne che, però, decidono della tua sorte.
    Domani, invece, mi tocca spiegare il funzionamento di un meccanismo ai cinesi che, magari, domani ci porteranno via il lavoro.
    Con chi me la devo prendere?
    con i cinesi, che però sono dei poveracci che lavorano come matti per una ciotola di riso?
    Con gli operai che non fanno gruppo?
    Con me stesso perchè troppo passivo (in fondo faccio l’immigrato di lusso e mi va bene)?
    o con i padroni di merda che odio e non conosco, visto che è una multinazionale?

  31. caro Massimo,

    secondo me ci frega l’ignoranza!Grande ignoranza!Dove vivo io moltissime donne sono dedite alla:
    kiesa e pettegolezzo!
    Pettegolezzo e kiesa!
    Sgarbi,mi piace quando si incazza e ripete la frase:
    “Vergogna,vergogna,vergogna,vergogna,vergogna,vergogna………

    Mi piacerebbe contattare un editore cinese!Ma come si fa?Non ho agente letterario e qui in Puglia non esistono!
    “Vergogna,vergogna,vergogna…..”

    Un’affetuoso saluto.

    tommaso di ciaula

  32. Proprio vero, la dialettica è degradata in modo allucinante, mi ricordo che nel 1976-80 aiutavo mio padre al bar, venivano parecchi operai.
    Confrontando la LORO dialettica con un laureato di oggi (non tutti, per fortuna e, comunque non per loro colpa) mi sembrerebbe di sentire un filosofo che parla ad un semianalfabeta, per non parlare degli interessi, credevo che non ci fosse nulla peggio del calcio, bene! Oggi si parla degli smartphone e degli orpelli elettronici.
    Sento la mancanza di Chiarugi, Zoff e Maradona…

  33. Comunque Berlusconi rimane al potere, sembra.
    Bene, sono contento.
    Gli italiani se lo meritano al 100 per 100.
    Se così non fosse, lo avrei votato, è una punizione fantastica…

  34. …al potere non c’è nessuno e …tutti!
    SIAMO ALLO SBANDO
    CERTE DONNE FANNO I FIGLI DAL CULO
    GIUSEPPE DI VITTORIO grande sindacalista pugliese,i contadini lavoravano per lui,PERCHè VOLEVANO SAPERE,LUI RACCONTAVA E LORO RACCOGLIEVANO ANCHE PER LUI….altri tempi!
    ciao

    tommy

  35. ….non è Berlusconi il problema!Il problema è il singolo italiano:
    ha detto il CENSIS nel suo rapporto di fine anno:
    “E’ un’Italia senza LEGGI,senza DESIDERI,senza ETICA,senza VALORI”.
    Cioè,allo sbando totale!

  36. Appunto, dicevo che se lo meritano perchè pensano (per la maggior parte) che la vita sia inculare gli altri per 50 euro.
    Non hanno la prontezza mentale di capire che in un paese decente ci guadagnerebbero molto di più in termini di servizi, qualità della vita, ecc…

  37. caro Massimo,ti posso essere nonno,e qualcosa la ho capita:
    E’ GIA’ ORO COME VA,PERCHE’ LE MASSE STANNO A LIVELLO DI IENE,SCIACALLI….Gente ignorante che non ha mai letto un libro!
    Diceva un detto popolare:
    “Con sti s’rdat a ma fa la guerr…”:
    CON QUESTI SOLDATI DOBBIAMO FARE LA GUERRA?

  38. In ogni caso non voglio solamente lamentarmi, cerco di essere una persona corretta, secondo me è già una cosa importante.

    La generazione che sta arrivando avrà il compito di comprendere il presente e trovare il modo di deridere questo sistema mediatico che sembra inattaccabile, e che ci condiziona.

    Un tempo fù più facile in quanto si trattava di una televisione e dei giornali che si prefiggevano di fare qualità, mi ricordo che da piccolo facevano trasmissioni interessanti, oggi c’è solo porcheria “fast”…
    Era più facile fare ironia contro un soggetto serio.

    Non credo possa essere mio nonno, io sono del ’64.

  39. bravo Massimo:persona corretta!
    Ma molti se lo scordano di essere corretti!
    I tempi sono cambiati:in peggio!

    Scusami se mi metto in mezzo come il prezzemolo:
    Feltrinelli,mi disse alcuni anni fa,che “Tuta Blu” oggi come oggi non lo avrebbero mai pubblicato!
    Alla faccia del cambiamento!
    C’è un orribile disegno,comunque ,in alto:
    mettere in ginocchio la gente!

    ciao

    tom

  40. Anche se oramai ci scriviamo per mail, qualcosina la voglio aggiungere anche qua:
    Il disegno orribile ha anche, a dire il vero, degli utili idioti come complici. Ovvero la maggioranza.
    A volte è peggio il truffato che il truffatore quando il truffatore sfrutta l’ingordigia del truffato.
    Magari “Tuta blu” lo avrebbero anche pubblicato e sarebbero seguiti altri 200 titoli similari da parte dei soliti opinionisti con titoli tipo “tuta più blu” ecc…
    Ti rammento che hanno ristampato “Operai” del primo della classe Don Gad Lerner!!! Apolide (a sua detta) si, ma di stralusso…

  41. …veramente!!!!Ristampato “Operai” di Gad Lerner?
    Inaudito:
    una maialata,una mostruosità,una porcheria……ecco gli editori,caro Massimo!
    Uscì,mi pare nella metà degli anni ’80.Quando iniziò il riflusso!Ed il mio “tuta blu” al macero,ma:
    mi telefonò un ragazzo da Milano e mi disse:”Di Ciaula,comprati copie di”Tuta Blu” che lo stiamo mandando al macero!!!),poi nel 2002 dopo una lunga eclissi.,fu ristampato da un editore italiano che sta a Francoforte:e l’opera lì dorme,da 8 anni.
    Però,il 2012 i diritti tornano miei!!!
    E la Loescher,che aveva un’opzione con Feltrinelli,pubblicò “Tuta Blu” nella scolastica narrativa scuola,e anche lui lo mandò al MACERO,senza dirmi:Vuoi comprare a prezzo ridotto alcune copie!?
    Ecco perchè la Biblioteca d’Alessadria d’Egitto andò in fiamme!!!
    Era meglio che non me lo dicevi che hanno ristampato “Operai”,e che ne sa degli operai Gad Lerner,che cazzo ne saaaaaaaaaaa………………………………

    ciao Massimo

    un’abbraccio

    tommaso di ciaula

  42. Te ne do’ una mia interpretazione:
    io “operai” l’ho letto, così come ho letto “tuta blu”, come ben sai.
    Bene, in “operai” c’è tutta la retorica unita al senso di sconfitta che tanto piace agli italiani (è stato scritto nel 1988, mi pare), una sorta di tempo ritrovato che ha anche un suo sinistro fascino. Gli operai (che, sottolineo, avendoci lavorato e lavorandoci ancora assieme, non hanno nessuna voglia di essere quello che sono) ne escono come prometei eroici tanto cari all’iconografia intellettuale, anche di oggi.
    Tuta blu fa’ vedere alcuni aspetti che non figurano bene in questo scenario pieno di belle bandiere rosse e foto di Tano D’amico (bellissime, a dire il vero), come il fatto che parlano di chiavare e che sono anche dei begli stronzi o degli stupidi, umani insomma…cose che i nostri lettori infarciti di bontà cattolica e pelosa, non è che gradiscano molto.

    saluti

    Massimo

  43. …così Feltrinelli ha ristampato “Operai” del Gad Lerner,e non il mio!Benissimo!
    Mi viene il vomito!
    Belle foto di Tano e storielle come piace all’anima bigotta italiana che vive di
    addormentamenti della coscienza,senza sussulti,senza traumi!Un piccolo risveglio la notte e poi ronf ronf mentre gli operai crepano sui posti di lavoro!
    Aff…

    ciao

    tom

  44. Oltretutto continua ad esistere questa fame, da parte della sinistra generica, di passato attraverso le immagni, soprattutto.
    Guarda le proteste degli studenti avvenute in questi giorni, ebbene, subito compaiono i soliti vecchi che si sentono in dovere di inventarsi similitudini con il ’68 ed il ’77 che ci hanno stracciato le palle, almeno per come la presentano loro.
    La cosa più bella che questi ragazzi possono fare è liberarsi di quella generazione e di mandarli via a calci nel culo!
    Alla fine tutti si cade nel reducismo, quando ero piccolo i vecchietti ricordavano la 2a guerra mondiale, oggi sono i 68ttini che ricordano questa o quella occupazione.
    E’ vero, onestamente gli si deve molto e tanto del benessere sociale del quale ho goduto come lavoratore lo devo alle lotte di quel periodo ma, non è ora di finirla?

  45. Sono d’accordo con te Massimo: quando si continua a ricorrere alle “similitudini”, la cosa puzza: vuol dire che non si hanno “strumenti” per leggere quello che sta succedendo.

    Ne approfitto per augurare buon anno a te e a Tommaso.

    fm

  46. è vero:
    tutti questi “reducismi” del c.
    Mario Capanna che buttava uova alla Scala,adesso mi pare che sia onorevole Parlamento Europeo!
    E così pure centinaia di altri che hanno fatto dietrofront e si sono venduti,vedi Capezzone dai radicali a reggimutande di Berlusca…!
    Un cosa è vera che viviamo una vita di schifo, da incubo e che non è cambiato nulla!Anzi peggiorato!

  47. Auguri anche a voi tutti.
    E’ altresì vero che si tratta di un normale imborghesimento dovuto all’età, ma è proprio per questo che se ne dovrebbero stare zitti, in dignitoso silenzio.
    Aggiungo: Mughini e Liguori ex L.C. a mediaset, non contiamo gli assessorati alle varie provincie.
    Il Pdl accusa le amministrazioni comunali, regionali ecc… di essere piene di comunisti. Non è vero, perchè questi di comunista non hanno più niente.
    Diciamo anche che dopo il 1980 gli operai, abbandonati dai figli della buona borghesia (ed anche con buone idee, lo riconosco) senza strumenti, non hanno saputo rendersi indipendenti e si sono fatti convincere dalla pubblicità che anche loro erano partecipi del benessere capitalistico. Ecco, quindi, operai fiat azionisti e participi ai “circoli della qualità” di romitiana memoria.
    Pensa che la persona con la quale riesco ad avere un dialogo decente e su di un piano di realtà e…socialista, è un mio collega…DI DESTRA!!!
    Fate un po’ voi.

  48. sto leggendo”Platone è meglio del Prozac”…una carrellata sui più grandi filosofi di tutti i tempi.Ebbene,circa tre secoli fa cosa scrisse sull’uomo:
    THOMAS HOBBES.
    Squallido uomo!

  49. destras,sinistra,fittelle,frittelline,bocconotti ecc….
    LA VERITA E’ CHE REGNA L’IGNORANZA IN ITALIA!
    SE SI LEGGEVANO I CLASSICI,I FILOSOFI PIù GRANDI DI TUTTI I TEMPI SI TROVAVA TUTTA LA CREMA DI OGGI!
    ballarò,l’infedele,anno zero tutte minchiate….
    Citassero una frase di Platone,Seneca,Socrate,Aristotelemfino ad arrivare a Giuseppe Di Vittorio,Tommaso Fiore,Gaetano Salvemini….
    Ignoranti siamo,cap’ e cazz’…..

  50. Tommà…non le guardare quelle minchiate!
    Leggi Debord che ci azzecca tanto sulla tv (“la società dello spettacolo”+”commentari”), ma magari lo hai già letto.

    Ma che mi dici di Nichi?

  51. …di ciò che ho scritto il 28 dicembre,
    caro Massimo non hai capito una minchia(ormai stiamo sul “grasso”,sull’hard..).
    Debord?
    Molte cose attuali,ripeto, le hanno già scritte le persone illustri su citate!

    Ciao.

    tom

  52. Ma, allora, che mi consigli di leggere?
    Platone? Seneca? dimmi dei titoli…per cominciare.
    Nichi: com’è che lo si vede in Puglia?
    Cioè molti miei conoscenti lo amano, specie al nord.

  53. e dalli con ‘sto Nicki!
    Dall’età di 14 anni che frequenta le parrocchie del picciume:
    politichese,aria fritta!
    1)Non mi parlare più di Nicki per favore!
    2)Io non dò consigli!
    3)Poi non mi far ripetere le stesse cose!

    Certi libri mi pento di averli letti solo ora!
    Uno tra questi,ripeto:
    “Platone è meglio del Prozac”
    l’autore Lou MARINOFF.

    Stop!

    Felice 2011.

    ciao da tom

  54. Bene, allora devo dare più retta alla mia compagna che ha naso nel capire le persone a prima vista quando le capita di vederle in tv.

    E’ che al difuori le cose non si conoscono, ed è anche che noi italiani, alla tentazione del “leader” difficilmente sfuggiamo.

    Ho reagito trasferendomi (per caso) in una delle regioni meno italiane del nostro paese ma certe cose sono difficili da dimenticare.

    Prima, ho lavorato 14 anni in fiat (indirettamente, indotti vari).

    Purtroppo non sono granchè portato per le lingue, sennò penso che me ne andrei ancora più a nord…

    buon 2011

    Massimo

  55. Tomma’?

    Sono ancora vivo.
    Ho passato un bel capodanno.
    Passata l’incazzatura?
    A me piaceva scrivere e non mi sono mai permesso di dire “non capisci un cazzo”, non dopo una manciata di mail e senza esserci visti di persona davanti ad un bicchiere di buon vino.
    A me spiace che non ti pubblichino, ma non sono io il direttore di Feltrinelli.
    Non ho chiesto consigli su come fare la mia vita o se sposare la mia compagna o meno, ma ho solo chiesto qualche consiglio di lettura.
    Salut

    Massimo

  56. non è più tempo per me di birignao,blà blà,valzer,tanghi,fox trot ecc….
    SONO STANCO!!!
    MOLTO STANCO!
    Per delusioni,tradimenti vari(partiti,sindacati,affetti ecc…)…..
    Il bicchiere è colmo colmo!
    Un popolo che rumina minchiate!
    MINCHIATE!
    Votazioni a Mirafiori(Miramerda è meglio!):
    voto agli op.
    SI o NO,però in concreto si fanno domande ambigue,così:
    vuoi lavorare?SI,SIIIIIIIIIIIIIIII………………….
    Capito l’equivoco!
    MI DA AI COGLIOPNI TREMENDAMENTE ‘STO POPOLO DI TESTE DI CAZZO!Che non legge manco per il cazzo!
    Scusami se mi autocto:
    in un passo di “Tuta Blu”,dico in due righe essenziali:
    “due sono le cose,per gli operai:
    (….)O VENGONO SFRUTTATI O VENGONO BUTTATI IN MEZZO ALLA STRADA(….)”!
    Non si legge!Non c’è memoria storica!
    Qualcuno ha letto “Tuta Blu” SOLO,grazie a FRANCESCO MAROTTA,però non è tutto!!!!HO AVUTO LA PAZIENZA DI TRASCRIVERLO PER CIRCA 2/3,SANTA PAZIENZA!
    33 ANNI FA L’HO SCRITTO,PER FRANCESCO L’HO TRASCRITTO…
    CHE ALTRO VOLETE?
    UN PANINO CON LA MORTADELLA?METTERMELO NEL C.
    BASTA CON I BLA’ BLA’….
    O COSTRUIAMO QUALCOSA,OPPURE
    FACCIAMOCI DELLE BELLE SEGNE MENTALI!
    BASTA
    SONO STANCO
    STANCO
    STANCOOOOOO

    LASCIATEMI IN PACE,FRA QUALCHE MESE,SE CAMPO ENTRO NEI 70 ANNI!
    E CERTI GIORNI ME NE SENTO 138.
    COMPRIS?

  57. Cmq oggi sono io ad essere incazzato.
    Dopo 3 anni di part-time, la mia compagna ha avuto sentore di doversi cercare un altro posto.
    Si sta creando quella situazione di merda dove, ad un certo punto, te ne devi andare.
    Il tutto creato ad arte dalla troia direttrice pseudo-acli ed ambienti culo-clericali che non credo voglia assumerla a tempo indeterminato, anche se se lo meriterebbe visto che si fa un culo nero, va all’università e lavora e si è anche presa un diploma da zero.
    Siccome questo giochetto lo fanno spesso, ultimamente, in combutta con la psicologa di merda (ma che lavoro è la psicologa?).
    Quindi, caro Tommaso, visto che sono trash lo sarò fino in fondo: MEEEEEEEEEEERRRRRRDAAAAAAAA!!!!

    Ciau

    Massimo

  58. Appena comperato “Acque Sante, acque marce”.
    Da un anno sono iscritto al Cobas e sto cominciando a fare attività.
    Spero di essere considerato meno stronzo. Saluti a Tommaso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.