Ogni attimo è un testamento – Franco ARMINIO

giuseppe-tomelleri
(Immagine fotografica di Giuseppe Tomelleri)

adesso ti chiedo
di guardarmi, di aprire la tua voce
di muoverla come si muove il vento

     Ti prego, scrivimi

Ti prego, scrivimi,
te lo chiedo oggi davanti al nulla
o a dio, te lo chiedo
in nome di tutti i morti
in nome della mia e della tua morte
te lo chiedo per tutto quello che c’è stato
e ci sarà, per tutto il male e tutto il bene
per le lacrime e le gioie.
Ti prego, accogli in qualche modo,
rivolgimi lo sguardo, puoi pensarmi
come un verme, puoi sentirmi più lontano
di una stella, ma adesso ti chiedo
di guardarmi, di aprire la tua voce
di muoverla come si muove il vento,
dai, ti prego, in nome del silenzio in cui saremo
per sempre, in nome della mia indegna
fratellanza, dei miei imbrogli, mandami una parola
qualunque parola tua contiene il mondo,
sento il sangue che mi vuole uscire dalla testa
sento la vita che vuole andarsene, ti prego
scrivimi, ti prego scusami anche per questa preghiera
per questa perenne indegnità della mia vita,
sto piangendo per l’amore mai dato e mai trovato
per gli inganni che ho compiuto,
ti prego piangi con me, piangi per questa verità
che piange tra le mani, per questa sedia rotta
su cui stiamo seduti,
vieni da me come una madonna,
come una cagna adirata, come un passero impaurito,
non mi serve più niente, non ci serve più niente,
ti bacio anche se non mi scrivi, bacio la vita di tutti
abbraccio i nostri continenti, i nostri alberi, i nostri mari,
vado con te e con tutti, mi lascio andare, lascio le fabbriche
del presente e dell’eternità, eccomi
ecco il mio corpo, ecco il pane e le ferite,
ecco il tempo che non sappiamo cosa sia
eccoci tutti dentro un’anima sola,
siamo nella stessa bara
nello stesso sorriso,
non conta nulla
ciò che vogliamo, non conta nulla
la gioia e lo sgomento
se non preghiamo
se non sentiamo
che ogni attimo è un testamento.

 

***

 

federico-federici-ora-prima-2008
(Federico Federici, Ora prima, 2008)

 

     Racconto di due che s’incontrano al buio

Parliamo al buio, l’unica luce sono i suoi occhi, i miei sono quasi sempre chiusi. Mi guarda, mi tocca le mani, accarezza il mio gatto. Quasi ogni sera arriva un po’ di neve, la giornata con gli altri finisce alle quattro del pomeriggio, non c’è più bisogno di uscire.
Io prima di lei non avevo mai incontrato un essere umano capace di vedermi. Erano stati capaci di odiarmi e di amarmi, ma mai di vedermi. È bello vivere con una che ti vede. Io da quando ho conosciuto lei ho smesso di spiare il mio corpo, non mi guardo più, ho tolto dalla casa anche gli specchi. Lei viene, mi guarda e dice dove sono, e non ho bisogno di chiedere, non ho bisogno di quelle laboriose e infruttuose operazioni che facevo un tempo al fine di farmi avvistare. Con lei ho smesso anche la mia attitudine al lamento, alla recriminazione. La mia vita è finalmente vuota e insignificante. Non devo dimostrare più niente a nessuno. Io e lei non facciamo niente. Lei racconta, io ascolto, lei mi guarda, io mi faccio guardare. Ogni tanto la guardo anche io, le accarezzo i capelli, guardo i suoi seni e poi torno con gli occhi chiusi, sento la casa, sento il tempo che passa insieme a lei, sento che l’universo sa tutto di noi, ci lascia fare, sento quello che sono e tutte le anime che ho passato, sento i miei primi respiri, aspetto i suoi gesti e i suoi gesti arrivano. Non ci tocchiamo molto, ci limitiamo a guardarci e ad ascoltare i suoni, le storie che vengono dai nostri corpi. I nostri corpi suonano o raccontano mentre ci guardiamo, i nostri corpi stanno alla luce o in penombra, distesi o in piedi o seduti, quello che accade è sempre diverso anche se facciamo sempre la stessa cosa, teniamo il tempo tra le braccia e cerchiamo di non farlo cadere. Capita spesso di avere grandi pensieri mentre la guardo e anche lei mi dice di avere grandi pensieri mentre mi guarda. A volte questi pensieri li diciamo ad alta voce e s’incrociano tra loro e vanno per strade strane, i pensieri fatti col corpo in amore sono diversi dai pensieri che vengono quando leggiamo un giornale. Una volta mentre le accarezzavo la schiena ho pensato in modo così semplice da sentire il grande capogiro dell’universo. Lei mi porta in un mondo in cui c’è un solo attimo e in questo attimo il mondo si apre, si chiude, si offre, si nasconde, mi fa sentire le piante della casa, mi fa toccare il soffitto, fa scendere le nuvole nel camino, mi fa seguire una formica, mi mette nella sua testa e vedo il mondo da lì, ora sono dietro una briciola di pane, ora c’è il sole, è quel granello di zucchero, sto mangiando la luce che entra dalla finestra, sto accarezzando l’erba che è fuori, nessuno sa che noi siamo qui, la formica ci ha consigliato di tacere, ora lei mi sta baciando, ora la sua lingua incolla le vertebre, non sono più un uomo a frammenti, non sono più una cosa sparsa in una terra spezzata, sono nel mio fiato, sento le mie mani, piango, rido, divento una mollica di pane offerta a un passero, le mie ossa si sono rimpicciolite, stanno scomparendo, lo scheletro non mi serve, io devo solo piangere e pensare per il resto dei miei giorni, io devo solo vedere, ora si è aperto un occhio sulla pianta dei piedi, ora finalmente so dove cammino, e se apro le braccia tocco sempre qualcosa, il mio corpo ha smesso di girare a vuoto.

 

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Notizia

Franco Arminio presenterà il suo ultimo libro, Vento forte tra Lacedonia e Candela, nelle seguenti date:

27 gennaio 2009Cologno Monzese
(locali della Scuola Elementare di Viale Lombardia alle ore 18.00)

28 gennaio 2009Asti
(a cura di Nomadi e stanziali, sede del Diavolo Rosso alle ore 20.00)

29 gennaio 2009Milano
(con Marco Belpoliti, in Via Paladini, 8 alle ore 20.00)

31 gennaioTorino
(con Livio Borriello e Francesco Forlani, alla Librairie de la Francophonie, in Via San Massimo 9/A, alle ore 18.00)

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7 pensieri riguardo “Ogni attimo è un testamento – Franco ARMINIO”

  1. cerco qualche lettore che sia disposto a leggere un file da mille poesie e a rispedirmelo con la sua scelta, una sessantina al massimo.
    l’idea è di far fare agli altri il libro di arminio. una cosa è scrivere versi, un’altra è comporre un libro.
    io sono qui:
    arminio17@gmail.com

  2. Una pienissima solitudine d’insieme.
    Aria rarefatta. Nessun suono. Un bolo di neve raccoglie il canto.
    La stanza è buia. Luminose le ombre.
    Lontano non esiste. Non esiste dentro, né fuori.
    Percezione. Un taglio sbieco di luce.
    Ogni cosa sfuma si condensa fa forma si dissolve.
    Un movimento che tocca il vuoto, si apre.

    La tua poesia è un cuore doloroso.
    Fa male.

  3. Racconto di due che s’incontrano al buio…… c’è un passaggio che, personalmente, ritengo straordinario: “Una volta mentre le accarezzavo la schiena ho pensato in modo così semplice da sentire il grande capogiro dell’universo.” bello, davvero tanto bello….

  4. Ho trovato il racconto di Arminio straordinario per il carico di poesia che racchiudono molti suoi passaggi, come ad esempio “teniamo il tempo fra le braccia e cerchiamo di non farlo cadere”. Bellissimo.
    Grazie per come ha saputo raccontare questa intimità che trasporta oltre i sensi, in un luogo dove i corpi percepiscono essenze.
    Un sentire sorprendente.

    francesca

  5. Mi scuso per il ritardo con cui mi accingo a dire qualcosa di questo post che avevo già letto in parte e che questa mattina finalmente libera e con il pc disponibile ho potuto assaporare pienamente. Sia il testo poetico sia il brano in prosa (poetica) mi hanno molto coinvolta e non solo perchè ci ho ritrovato temi a me cari ma perchè la scrittura di Franco Arminio è scandita sul ritmo del cuore, del sangue che ci scorre nelle vene, del respiro che riempie e svuota i nostri polmoni e dei pensieri pensati con la pelle questo straordianrio tessuto vivo che ci mette in contatto con il mondo, con gli altri, ci fa sentire e vivere il mondo. Molto bello poi “ogni attimo è un testamento” che mi piace intendere non solo nel senso di ultima volontà ma di patto con il tempo perchè sia sempre un reciproco rinnovarsi. Un caro saluto, Lucianna Argentino

  6. Ciao Franco, sono veramente dispiaciuto per aver dovuto saltare l’incontro di Milano. Spero sia solo rinviato a un’occasione più propizia.

    Un caro saluto a te e a tutti gli intervenuti.

    fm

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