Il pezzullo di db (VI) – NIHILISTA!

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(Tibor Dery, Budapest 1894 – 1977)

NIHILISTA!

The revolt of the mind, pubblicato una sola volta nel 1959 e solo negli USA (F. A. Praeger, NY), è un librone di 500 pp. ormai introvabile. Gli autori sono due ungheresi non proprio qualsiasi: Tamas Aczel e Tibor Meray all’inizio degli anni 50 avevano vinto entrambi, giovanissimi, il Premio Kossuth (rispettivamente per la letteratura e per il giornalismo), ossia l’equivalente del Premio Stalin. Il 24 novembre 1956, due giorni dopo il rapimento di Imre Nagy, riuscirono a fuggire in Francia, da dove scrissero questa cronaca, che ha come oggetto specifico ed esclusivo: gli intellettuali ungheresi dal ’46 al ’56. Nulla da invidiare, anche come tenore narrativo, alle Anime morte di Gogol. Interessante tutto: come Revai, antifascista acculturato, finisce sordo burocrate; come Lukacs mantiene una posizione defilata e insostenibile, fino alla collusione; ma soprattutto Tibor Dery.

Comunista dal ’19, Dery lavora tra mille difficoltà sotto il regime di Horty, quando nel ’39 riesce a pubblicare la sua traduzione del Retour de l’URSS di André Gide (cfr. pezzullo I). Il 12 marzo 1948 vince il premio Kossuth con Il giudizio infinito. Ma i guai iniziano con un racconto del 1950 sull’operato dei soldati sovietici in Ungheria, finché tre anni dopo scoppia lo scandalo di La risposta, storia di un giovane operaio che dalla miseria degli anni 30 giunge a diventare direttore di fabbrica col nuovo regime. Il problema è che si iscrive al PCU solo nel ’45: perché non prima? Qualcosa non andava forse nel Partito degli anni 30? E quando Balint si accusa di avere nascosto militanti comunisti per discolpare il suo padrino socialdemocratico? Revai tuona: “Only a self-centred bourgeois intellectual, who sees moral problems in the socio-political problems and who tries to solve them by moral means…”. E il professore anarchico? L’amore per lui è “unnatural and rotten”. Dery insomma sta diventando willy-nilly: “Be careful, Tibor Dery!, that the conflict between talent and attitude should not turn into the conflict between the writer and the working poeople!”.
The writer who had written a satire on bureaucracy, was abused because his satire reflected only the instinctive distrust of all authority (cfr. pezzullo II). E a Dery che aveva scritto: “Growing old is a lonely business”, Revai risponde: “Under socialism, nobody needs to grow old alone”.
Arrestato nell’aprile 1957, Dery fu condannato in novembre a 9 anni di galera.

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