Ma chi siete…?

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(Disegno di Enzo Apicella)

Ma chi siete? In nome e in sostituzione di quale dio continuate a parlare e a lanciare i vostri blasfemi anatemi e i vostri infamanti insulti? Di quale vita andate blaterando, quale vita potreste mai amare, voi che vi ergete a giudici e continuate a oltraggiare il dolore di un padre che ha subìto il supplizio più atroce che può capitare a un essere umano, quello di sopravvivere a un proprio figlio?

Dovreste vergognarvi, se foste ancora in possesso di un minimo di pudore, del mercimonio di ogni umana pietà che state inscenando, giorno dopo giorno, con la complicità dei vostri immondi giornali e dei vostri schifosi salottini televisivi popolati di larve e di sepolcri imbiancati. Dovreste vergognarvi davvero, se ne foste ancora capaci, voi che per sentirvi vivi avete bisogno dell’ostensione di cadaveri, magari a reti unificate e in mondovisione.

Vergognatevi, e insieme a voi si vergogni il più osceno governo che l’intero occidente abbia partorito negli ultimi cinquanta anni, capace, per un pugno di voti e di consensi, e in ossequio alle direttive di uno dei più beceri, oscurantisti, retrogradi e reazionari papati degli ultimi secoli, di fare strame dei morti e di ogni umano sentimento di cordoglio e di rispetto: e proprio mentre licenzia, rubricato sotto il titolo “decreto sicurezza”, un insieme di leggi razziali, fasciste e xenofobe che nessun paese veramente civile e democratico si sognerebbe mai di approvare.

Vergogna, sempre, a chi non permette che una povera morta sia riconsegnata alla terra e una famiglia sia finalmente liberata e restituita alla sacralità e al silenzio del suo dolore, così come inutilmente chiede da diciassette anni.

***

35 pensieri riguardo “Ma chi siete…?”

  1. (domande retoriche) Perché i credenti italiani – uomini e donne che credono in una fede religiosa – sono costretti o si costringono ad essere per forza clericali? La libertà di coscienza non è forse più pregnante, per le sue implicazioni esistenziali, della libertà di culto?

    Il signor Englaro e sua figlia non hanno bisogno della nuova e pretestuosa inquisizione: hanno altro da soffrire, da ricordare, da custodire.

  2. Su questo caso e su quelle cose che stanno votando in parlamento non ho neanche più parole adatte. Sembra incredibile. Ogni decenza è in rottamazione.

  3. Non chi siete, ma dove siete? Dove sono gli intellettuali. perchè se come dice Magrelli possiamo “essere matita” dobbiamo impiegarla a volte per qualcosa quel prolungamento della mano e anziché sorvegliarci dovremmo prendere posizione, posizione su quello di cui solo sapppiamo scrivere che è la morte e le sue ansie; la morte e i suoi diritti. Questa è latitanza della cultura che va oltre la vergogna che gira la spalle a un fascismo “amichevole” che ha fatto del rispetto un “porta a porta” e dalla pietas il suo stuiono..Vergogna, si Francesco, ma diciamolo più forte
    alessandro assiri

  4. Ho le allucinazioni o qui si legge veramente la seguente dichiarazione?

    15:32 Berlusconi: “Eluana potrebbe fare figli”
    Berlusconi: “Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli”

    E poi questo…

    Il Consiglio dei ministri, dopo lunga discussione, ha varato all’unanimità un decreto che ordina di proseguire l’alimentazione fino all’approvazione di una legge su testamento biologico. Berlusconi: “Non voglio la responsabilità della morte di Eluana”. Scontro con il Quirinale. Napolitano: “Un provvedimento d’urgenza non si può varare in contrasto con sentenze passate in giudicato”. Ma Berlusconi replica duro: “Il presidente della Repubblica firmi o cambieremo la Costituzione sui decreti d’urgenza. Convocherò il Parlamento per approvare entro tre giorni una legge che contenga la norma sull’idratazione e l’alimentazione prevista dal decreto”. Il Vaticano: “Il governo ci ha ascoltato”. Nella clinica “La Quiete” di Udine è iniziato questa mattina la riduzione graduale dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana.

  5. […]Il Consiglio dei ministri, dopo lunga discussione, ha varato all’unanimità un decreto che ordina di proseguire l’alimentazione fino all’approvazione di una legge su testamento biologico. Berlusconi: “Non voglio la responsabilità della morte di Eluana”. Scontro con il Quirinale. Napolitano: “Un provvedimento d’urgenza non si può varare in contrasto con sentenze passate in giudicato”. Ma Berlusconi replica duro: “Il presidente della Repubblica firmi o cambieremo la Costituzione sui decreti d’urgenza. Convocherò il Parlamento per approvare entro tre giorni una legge che contenga la norma sull’idratazione e l’alimentazione prevista dal decreto”. Il Vaticano: “Il governo ci ha ascoltato”. Nella clinica “La Quiete” di Udine è iniziato questa mattina la riduzione graduale dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana […]

    Non ci posso credere, l’hanno fatto!
    Quei ciandala vestiti da pagliacci che predicano dai loro pulpiti, plaudono e ringraziano… Con che coraggio?
    Non è possibile che il dolore di una famiglia e il corpo di una donna diventino terreno di favori elettorali…
    Onestamente tutto ciò mi disgusta, siamo nelle mani di irresponsabili sadici e approfittatori, dal primo all’ultimo, dio che schifo, che schifo…

    Vergogna!
    se questo non è fascismo, cosa è?

  6. che ne dite di questo? si tratta di Salvatore Crisafulli

    La condanna a morte di Eluana Englaro “Cancella le nostre speranze”
    La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi, mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? di cosa si sono accertati? esistono dei parametri! e dei criteri validi per confermarne l’irreversibilità? Assolutamente NO.

    Rimango scioccato dal duello che appare solamente tra il Sig Englaro e la Chiesa, e noi protagonsti direttamente coinvolti, nulla di tutto ciò,

    Staccare il sondino che porta l’alimentazione sarà una morte veramente atroce, la definirei alquanto orribile.

    La definizione di Stato Vegetativo PERMANENTE si riferisce invece ad una prognosi sottoposta a gravi margini di errore.

    Non esistono tutt’oggi validi criteri per accertare l’irreversibilità del Coma e dello Stato Vegetativo.

    Prova schiacciante senza ombra di dubbio è la mia storia, quest’ultima confermata anche da Bob Schindler fratello di Terri Schiavo.

    Oggi ho quasi 43 anni, sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale (come Eluana Englaro Glaswos Coma scale di 3-4 grado) avvenuto a Catania l’11 settembre del 2003, riportando danni assonali diffusi che interessava anche la ragione ponto-mesencefalica entrando in coma, successivamente trapassando lo stato vegetativo permanente. Ho vissuto nell’incubo per quasi due anni, incredibilmente nel 2005, mi risveglio e riesco a raccontare che io sentivo e capivo tutto.

    Durante il mio stato vegetativo io avvertivo e sentivo di avere fame e sete, non avvertivo solamente il sapore del cibo,

    Finalmente oggi riesco a sentire il sapore del cibo perchè riesco ad essere nutrito dalla bocca (fino ad oggi sono portatore di PEG).

    Io sentivo ma nessuno mi capiva. Capivo cosa mi succedeva intorno, ma non potevo parlare, non riuscivo a muovere le gambe, le braccia e qualsiasi cosa volevo fare, ero imprigionato nel mio stesso corpo proprio come lo sono oggi.

    Provo con tutta la mia disperazione, con il pianto, con gli occhi, ma niente, i medici troncavano ogni speranza, per loro ero un “vegetale” e che i miei movimenti oculari erano solo casuali, insomma non ero cosciente.

    Sentivo i medici dire che la mia morte era solo questione di tempo, ed iniziavo ad aprire e chiudere gli occhi per attirare l’attenzione di chi mi stava attorno. I medici parlavano sempre di stato vegetativo permanente ed irreversibile, lo ribadivano e lo scrivevano.

    Io riesco a comunicare tramite un computer, selezionando con gli occhi le lettere sullo schermo. Oggi a distanza di quasi 5 anni vivo da paralizzato, la mia patologia è quella che si chiama sindrome assimilabile alla Loked.in “uomo incatenato”. La mia storia la raccontai anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo “inutilmente” di lottare per la vita.

    Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita, voglio gridare a tutto il mondo il mio straziante e silenzioso urlo.

    Questa sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro è veramente una sentenza agghiacciante, se applicata, si inizia la nuova era dell’eutanasia con l’eliminazione di tutti i disabili gravissimi che aspettano e sperano anche nella scienza.

    Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere.

    Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi? Ringrazio i miei cari che, soli contro tutti, non si sono mai stancati di tenere accesa la fiammella della comunicazione con questo mio corpo martoriato e con questo mio cuore affranto, ma soprattutto con questa mia anima rimasta leggera, intatta e vitale come me la diede Iddio.

    Ringrazio chi, anche durante la mia “vita vegetale”, mi parlava come uomo, mi confortava come amico, mi amava come figlio, come fratello, come padre.

    Dove sarebbe finita l’umana solidarietà se coloro che mi stavano attorno durante la mia sofferenza avessero tenuto d’occhio solo la spina da sfilare del respiratore meccanico, pronti a cedermi come trofeo di morte, col pretesto che alla mia vita non restava più dignità?

    La mia famiglia sfidava la scienza e la statistica dei grandi numeri svenandosi nel girovagare con me in camper per ospedali e ambulatori lontani. Urlando in TV (porta a porta e similari) minacce e improperi contro la generale indifferenza per il mio stato d’abbandono.

    Vi ricordate di quel piccolo neonato anencefalico di Torino, fatto nascere per dare inutilmente e anzitempo gli organi e poi morire? Vi ricordate che dalla sua fredda culla d’ospedale un giorno strinse il dito della sua mamma, mentre i medici quasi sprezzanti spacciavano quel gesto affettuoso per un riflesso meccanico da avvizzita foglia d’insalata? Cara Mamma, quando mi coprivi di baci e di preghiere, anch’io avrei voluto stringerti quella mano rugosa e tremante, ma non ce la facevo a muovermi, né a parlare, mi limitavo a regalarti lacrime anziché suoni. Erano lacrime disprezzate da celebri rianimatori e neurologi, grandi “esperti” di qualità di vita, ma era l’unico modo possibile di balbettare come un neonato il mio più autentico inno all’esistenza avuta in dono da te e da lui.

    Sì, la vita, quel dono originale, irripetibile e divino che non basta la legge o un camice bianco a togliercela, addirittura, chissà come, a fin di bene, con empietà travestita di finta dolcezza.

    Credetemi, la vita è degna d’essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato.

    Signor Presidente della Repubblica, solo il suo intervento (ma con i fatti) potrà evitare ulteriori richiste di eutanasia, in alternativa ordini di chiudere tutti i reparti di rianimazione.

  7. Come potrebbe avere dei figli, con la fecondazione assistita?
    Questi sono individui eticamente e moralmente morti!
    Che tristezza…

    P.s: non avevo visto che isakisisos aveva pubblicato la stessa notizia

  8. Finalmente un Presidente:

    da la Repubblica:

    il Quirinale rifiuta la firma: “E’ un provvedimento incostituzionale, in contrasto con sentenze passate in giudicato”. Ma Berlusconi replica duro: “Pronto a cambiare la Costituzione sui decreti d’urgenza. Convocherò il Parlamento per approvare entro tre giorni una legge che contenga la norma sull’idratazione e l’alimentazione prevista dal decreto”. Il premier cita il costituzionalista Valerio Onida che replica: “Strumentalizza, non c’entro nulla con il decreto”.

  9. Dico che non tutte le storie finiscono nello stesso modo. Che non tutti i bambini nascono e che non tutti quelli che sono in coma si risvegliano…

    I medici e i neurologi, per loro formazione sanno che le loro diagnosi possono avere margini di errore e lo sa benissimo anche chi si affida alle loro cure…
    Nessun medico ha preso la decisione di staccare l’alimentazione ad Eluana, è il padre a chiederlo, il padre che da 17 anni vede la figlia in quelle condizioni…
    Avrà perso pure la speranza di rivederla sorridere in questi anni, no? Cosa altro potrebbe fare? Chi più di lui ha diritto di scegliere per la vita/morte della figlia? Un governo come quello italiano? Una Chiesa poco credibile, che toglie la scomunica ad un negazionista della SHOA a ridosso della giornata della memoria e poi si scusa dicendo di non sapere?

    Per quale motivo la gente, che poco conosce di Eluana, vuole a tutti i costi intromettersi? Quale strano meccanismo si instaura nella mente di alcuni nel pretendere di vedere il corpo di Eluana, di prolungarle il tempo a sua disposizione in un letto di ospedale, di decidere per lei o per il padre?
    Quale meccanismo mentale porta ad accusare la società civile, la scienza, la magistratura e il padre di essere mandanti e esecutori di un omicidio?
    Non si fa troppo confusione, forse voluta, sulle parole?
    Non si pecca di presunzione nell’obbligare l’altro alla propria visione di vita, al proprio credo, alle proprie speranze?

    Nel caso di Salvatore Crisafulli la famiglia ha deciso per lui… Nessuno li ha distolti dalle loro convinzioni…Chi ne aveva il diritto?
    Chi ha il diritto di distogliere dalle proprie convinzioni il padre di Eluana?
    Forse, come più volte si è detto, sarebbe stato meglio un silenzio commosso e riflessivo per salutare Eluana, rispettando le decisioni di chi l’ha amata più di qualunque altro…

    Il padre è 17 anni che pensa ad una soluzione, quelli che stanno decidendo per lui, si sono interessati solo da qualche mese, per quale motivo sarebbe utile domandarsi…

  10. Ringrazio tutti gli intervenuti.

    Cara Antonella, parlare, in una materia del genere, dove l’unica cosa veramente umana sarebbe il silenzio più totale, di “condanna a morte” e di “eutanasia”, è il modo peggiore per affrontare la questione.

    A chi, pur provenendo da esperienze estreme, parla in questi termini, io ho solo una domanda da fare: “Hai mai parlato con i genitori di Eluana? Perché del loro dolore e della loro sofferenza non frega niente a nessuno, visto che tutti sono impegnati a lucidare i loro santini? E, soprattutto, conosci un padre, uno solo, che desideri la morte di un figlio?”.

    All’osceno teatrino messo in piedi dal governo e dalle gerarchie vaticane, per motivi elettorali da una parte e di controllo dall’altro, manca solo il corredo di un miracolo in diretta nel salotto del brunovespa di turno o una processione di madonne piangenti.

    Eluana è morta diciassette anni fa. Che la si lasci riposare in pace, finalmente. Perché a coloro che speculano sui morti, saranno i morti stessi a presentare il conto.

    fm

  11. Sono veramente indignato per l’ipocrisia del nostro governo e del vaticano coalizzati nell’esercitare un potere sul dolore, la vita e la morte… Loro che parlano di vita e non rispettano la coscienza umana, loro che uccidono anche i morti…

  12. non è così, non è morta. sì, ci sono padri e madri che desiderano la morte dei propri figli, la desiderano quando il peso della malattia dei propri figli è insopportabile, spesso questi genitori sono lasciati soli e accade, è accaduto molte volte, che un padre o una madre soffochi un figlio, sono fatti dolorosi che pesano sulla coscienza di tutti, la società dovrebbe farsi carico di questi vissuti dolorosi. mi infastidisce e ho come l’orrenda impressione che si utilizzi Eluana per parlare male del governo (del quale non me ne può fregare di meno avendo già da tempo fatta mia l’equivalenza politicadestrasinistracentro=sporcizia) – riguardo la questione non condivido il trambusto, il papà di eluana avebbe potuto fare ciò che sentiva di fare in silenzio, così come si fa ogni giorno ai malati terminali, morfina, sedativi, interruzione dell’idratazione, tutto nel chiuso della propria stanza, in silenzio. boh, ho finito. antonella

  13. tre cose, veloci:
    – essere indignati davanti alla risonanza dei media-avvoltoi credo vada condiviso da tutti
    – sulla questione bioetica si può e deve discutere, magari ci fosse una verità dimostrabile. Io sto con il signor Englaro, ma capisco che si possa pensarla in modo diverso da me.
    – sul comportamento del governo, e sulla base di quale senso etico di rispetto della legge venga governato questo paese, c’è da rabbrividire.

    francesco t.

    francesco t.

  14. Antonella, è questo un vizio: peccare in silenzio, nel chiuso della propria stanza. A volte con metodi fai da te magari dolorosi, a volte in situazioni protette per chi ha il privilegio di potersele permettere.

    Il problema è che se qualcosa può essere fatto perché è la soluzione migliore, sia permesso farlo legalmente alla luce del sole.

  15. che si pecchi senza chiedere il nullaosta alla magistratura, la società deve farsi carico del peso dell’aiuto e non di quello della eliminazione di un essere vivente o “vegetale” come si suole definire la povera eluana cioè un broccolo o una zucchina. buon fine settimana antonella

  16. Se si facesse un passettino oltre la biopolitica (cioè la gigantesca fetta di salame che nasconde il mondo alla vista dei post-marxisti), ci si accorgerebbe che qui non è in gioco nè la morale cattolica nè la pietà (la pietà caro Francesco, per il padre impotente o per la peggiore impotenza della figlia ad esprimersi?). Qui è in gioco lo stato di diritto. Il giorno in cui uno che non sono io (padre, sposa o figlio) potrà considerarsi l’unico legittimo interprete delle mie volontà in assenza di un testamento o di testimonianze univoche, e chiedere ad altri (per avere pubblica assoluzione) di staccare la spina, sarà un tristissimo giorno.

  17. questo di eluana è un argomento che occorre valutare in maniera molto fredda, non emotiva.
    non siamo di fronte ad un caso welby che lucidamente non accettava la propria condizione e pertanto chiedeva di porre fine alla sua esistenza.

    qui siamo di fronte ad una persona che non può esprimere una volontà perchè impossibilitata.

    credete veramente che il fatto di essere genitori ci dia il diritto di decidere la prosecuzione della vita di nostro figlio?

    eluana sta soffrendo? la risposta è no. sta soffrendo il padre e i suoi famigliari e amici.

    recita la nostra costituzione:

    LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’, E GARANTISCE CURE GRATUITE AGLI INDIGENTI. NESSUNO PUO’ ESSERE OBBLIGATO AD UN DETERMINATO TRATTAMENTO SANITARIO SE NON PER DISPOSIZIONE DI LEGGE. LA LEGGE NON PUO’ IN NESSUN CASO VIOLARE I LIMITI IMPOSTI DAL RISPETTO DELLA PERSONA UMANA”.art. 32 della Costituzione]

    in questi diciassette anni eluana è stata amorevolmente accudita da persone, laiche e religiose, che sono disponibili a continuare a farlo per sempre.

    perchè impedirlo? in base a quale principio?
    al principio che la sua esistenza è non-vita?

    non credo che ergersi a giudici, decretando la morte fisica di una persona per legge, possa permettere un miglioramento oggettivo della qualità della vita di tutti noi.
    stiamo ponendo le basi per una società dell’efficienza a tutti i costi.

    i figli non sono nostri anche se siamo noi a metterli al mondo, a dare loro la vita.

    anche ammettendo che 20 anni fa eluana in pieno delle sue facoltà mentali avesse detto di non accettare una propria non-vita come quella che sta “vivendo”, non reputo ciò una manifestazione di volontà.

    personalmente rabbrividisco se torno indietro di vent’anni e ripenso alle mie convinzioni e a quello che ho detto a me e agli altri.
    e non credo di essere il solo ad aver rivitato convinzioni un tempo inequivocabilmente ortodosse.

    il tempo e l’età aiutano.

  18. Il problema è, appunto, che Eluana Englaro non ha da 17 anni “volontà”…che c’è un tutore legalmente riconosciuto , il padre che si è rivolto alla magistratura per chiedere l’applicazione dell’art 32 della Costituzione..che dopo ben tre gradi la massima giurisdizione del nostro Paese ha riconosciuto tale potestà al predetto tutore..che siamo di fronte a una sentenza passata in giudicato..che un Paese si regge sul rispetto delle regole costituzionali vigenti altrimenti ognuno si alza la mattina (o il pomeriggio) e pretende di stravolgere le regole a suo proprio piacimento…che una civile convivenza si regge sul rispetto delle leggi in essere e non sulle proprie opinabili convinzioni. Il problema soprattutto è che un dramma umano verso cui si dovrebbe avere la massima pietas e rispetto viene “strumentalizzato” ..il problema è che la politica è il luogo della convivenza, dello stare insieme e personalmente non mi piacerebbe stare insieme a persone che vorrebbero impormi le “”loro ” rispettabilissime opinioni disconoscendo e calpestando le mie..V.

  19. “….il papà di eluana avebbe potuto fare ciò che sentiva di fare in silenzio, così come si fa ogni giorno ai malati terminali, morfina, sedativi, interruzione dell’idratazione, tutto nel chiuso della propria stanza, in silenzio….”
    I ricchi lo fanno quotidianamente nelle Case di Cura d’oltralpe,salvo poi confessarsi la domenica successiva.
    A quanto pare a noi altri è concesso tutto altrettanto,purchè lo facciamo di nascosto. E’ onanismo,no?
    Ma per favore………..

  20. Caro Valter,

    in questo campo, sull’insieme delle problematiche che questa straziante vicenda solleva e richiama fino a sommergerci, io non ho nessuna “certezza”, nessuna “verità”: preferisco sostituire queste parole, insieme alla convinzione o presunzione di averne, tanto dell’una che dell’altra, col “silenzio” che può restituirmi a me stesso e permettermi quel minimo di “riflessione”, quello spazio, per quanto piccolo sia, di “autenticità”, laddove si è a contatto solo con la propria assoluta nudità, senza maschere e senza infingimenti di sorta. Alla certezza preferisco il “rispetto”, e il rispetto per me si declina solo a partire dai due termini che ne definiscono “statuto” ed “esistenza”, e senza i quali si risolve in un puro flatus vocis, specchio della sua stessa inutilità: la *vita* e la *morte*, e la *dignità* dell’una e dell’altra. Chi me le ha insegnate e tramandate queste “cose”, le aveva sperimentate tutte sulla propria pelle, e sono gli unici punti fermi del mio agire fin dal primo momento in cui ne ho avuto cognizione, coscienza e consapevolezza.

    Questo per dire, non tanto a te che mi conosci (e a cui mi legano inattaccabili rapporti di profonda amicizia e stima) quanto a chiunque altro legga, che questo non è un post “contro” la morale cattolica in quanto tale, ma contro l’oltraggio che si sta consumando, con protervia e ferocia, nei confronti della vita, della morte e della dignità umana: un oltraggio che si serve iniquamente di questa dolorosa vicenda, che invece dovrebbe costringere tutti a fare un passo indietro e a meditare, la strumentalizza per biechi fini propagandistici e individua un bersaglio inerme e prostrato da un dolore indicibile (il padre di Eluana) per scaricare tutti gli strali di un *odio* lungamente rimosso e represso. Un odio che, secondo me, non ha niente a che fare con nessuna religione e con nessuna morale degne del nome, ma è solo il frutto della sua stessa natura, quale che sia la forma o la cornice all’interno della quale si presenta.

    Vuole essere, ed è, un grido di rabbia e di ribellione contro chi bolla come “assassino” un padre e “criminale” una famiglia costretta ad un calvario che dura da diciassette anni; contro chi fa strame dei sentimenti profondi e delle lacerazioni esistenziali e affettive di una persona, anzi, di sentimenti non gliene attribuisce nemmeno uno; contro chi ritiene le proprie scelte e i propri valori il paradigma universale, indiscutibile, al quale rapportare tutto ciò che esiste; contro chi, consapevolmente, si fa strumento di una battaglia politica tutta giocata sul *corpo* e lo *spirito* di una ragazza da lunghissimi anni in condizione di morte, o di non vita.

    E’ un grido di ribellione contro l’immoralità spietata di chi, insieme ai suoi seguaci e ai suoi fedeli servi, si erge a paladino e difensore della vita, ma solo e unicamente per sferrare un attacco politico senza precedenti a ciò che resta delle strutture e delle istituzioni democratiche che garantiscono, o dovrebbero, il nostro vivere civile: perché della vita, e della morte, di *quella* persona in particolare, come di tutte le altre di cui non può materialmente disporre, non gliene frega niente, è uno strumento come un altro per i suoi fini.

    E infatti, come potrebbe mai essere un defensor vitae, e delle sue ragioni, chi riduce un essere umano, anche in un frangente drammatico e squassante come questo, al suo apparato genitale (*quella donna può ancora avere figli*), chi bolla l’umanissima, devastante disperazione di due genitori come *incuria* e stanchezza?

    Per fortuna ci sono tanti credenti che ancora, a quelle parole, vomitano (laddove le gerarchie, tutte perse nei loro giochini di potere, magari plaudono e, nel migliore dei casi, non hanno niente da dire a proposito di queste oscenità), che sanno portare avanti la battaglia per ciò in cui credono senza negare agli altri la stessa libertà e possibilità, e senza accusare quel padre di essere un criminale; anzi, gli sono fraternamente vicini, vivono e sentono la stessa angoscia, solidarizzano e non condannano, perché sanno, in quanto credenti, non essere in loro potere giudicare.

    Questo era, ed è, il senso di tutto. Poi, sulla necessità di una legge, condivisa, che regolamenti la materia, a partire, comunque, sempre dal rispetto della libertà di ogni essere umano di decidere e di disporre della propria vita e della propria morte affinché siano entrambe dignitose, se ne può parlare, si *deve* parlarne e confrontarsi. Ma *non* sul corpo di chi, da diciassette anni, è già parte di un mondo che, per fortuna, non ci appartiene, intangibile da ogni nostra miseria.

    Un caro saluto. E un grazie a te e a tutti gli intervenuti per la civiltà con cui esprimono le loro opinioni e ragioni.

    fm

  21. Sono contro ogni accanimento terapeutico, tant’è che ho lasciato detto che di lasciarmi morire in pace quando scatterà la mia ora x
    ma tornando al caso specifico vorrei porre l’accento sul fatto che la povera Eluana non è malata terminale, prova ne è che è vissuta fino ad ora, respira autonomamente, non è soggetta a terapia e non è supportata da nessun macchinario, l’acqua e il cibo non sono terapia, somministrarli non è accanimento terapeutico. purtroppo è così e basta, è stata sfortunata, fa una vita che non è una bella vita, ma è in vita. dico io. anche se nel contempo mi chiedo: e se Eluana è felice? se è in uno stato di grazia? se vuole vivere? se adesso vuole vivere, prima no. io che ne so? proprio perchè si è nell’incertezza penso che Eluana non dovrebbe essere lasciata senza cibo e acqua. Che Dio ci aiuti tutti, Eluana, il suo povero papà, e tutti noi. un caro saluto e un buon fine settimana antonella

  22. Francesco, forse non meritavo una risposta tanto accorata (ma sono contento di averti fatto scrivere, perchè certe cose che dici toccano dentro). La nobiltà del cuore e la bontà delle intenzioni altrui non voglio mai metterle in discussione, e se lo faccio sbaglio. Questa discussione per me ha un senso solo in termini di civiltà giuridica. Davanti al dolore, solo silenzio, e se non ce la faccio da solo zittitemi pure, amici.

  23. NEI CASI DI MORTE IMMINENTE IN SEGUITO AD INCIDENTI O EMORRAGIE CEREBRALI MASSIVE, SE LA PERSONA O I FAMIGLIARI INTENDONO PREMETTERE L’ESPIANTO DI ORGANI LE MANOVRE VANNO ESEGUITE CON IL PAZIENTE ANCORA IN VITA, OVVIO CHE APPENA GLI VIENE ESPIANTATO UN ORGANO VITALE LA PERSONA MUORE. PERO’ LE DONAZIONI DI ORGANI SONO OSANNATE E INCENTIVATE DALLA CHIESA CATTOLICA, E MAI HO SENTITO PARLARE DI POSSIBILE MIRACOLO PER IL MORENTE IN QUESTE SITUAZIONI. PER QUESTA POVERA FIGLIA E IL CORAGGIO O LA “PAZZIA” DELLA FAMIGLIA AD ESPORSI PUBBLICAMENTE PER UN DIRITTO DI TUTTI, SOLO BIASIMO E INCOMPRENSIONE, DAI PERBENISTI CHE IL DOLORE DA VICINO FORSE NON LO CONOSCONO PROPRIO, DAI CREDENTI IN UN DIO CHE HA PUR OFFERTO LA SUA DISCENDENZA ALLA MORTE IN CROCE! E COMUNQUE CHE PREGHINO, SE HANNO ANCORA IL CUORE LE ORAZIONI VANNO OFFERTE PER LA PACE DEGLI UOMINI, VIVI E MORTI, ED ELUANA COME TANTI ALTRI IN QUESTA VITA NON HA PROPRIO PACE. LEGGETE I LIBRI DI M.DE HENNEZEL E FORSE IMPARERETE A CONOSCERE IL RISPETTO E LA DIGNITA’. UN BACIO A ELUANA E CONFORTO A SUO PADRE E A TUTTA LA FAMIGLIA. CIAO ANTONELLA

  24. comprendo le varie parti, ma davanti ad un vegetare infame come quello di Eluana, al calvario di anni cui è stata soggetta un’intera famiglia, non ci sono regole giuridiche che tengano né morali religiose, né faziose prese di posizione politiche: è vero, solo silenzio e rispetto dovrebbero chinare il capo dinanzi al dolore.
    Nessuno si erge a interpretare la facoltà e volontà altrui di vita o morte, qualora però la vita fosse degna d’essere detta tale.
    io vorrei solo essere libera d morire, in pace.

  25. Su quella che sembra una volgarità di Berlusconi (Eluana gravidabile), faccio notare che oltre a “Il principe” di Machiavelli, e sempre per le ed. Dell’Utri, egli ha prefato lo “Hortulus animae”, non mancando di citare il passo di Isaac D’Israeli sulla Conception of the Holy Virgin, che fa: “An old man lies on a 
cloud, whence he darts out a vast beam, which passes 
through a dove hovering just below; at the end of a 
beam appears a large transparent egg, in which egg is 
seen a child in swaddling clothes with a glory round 
it. Mary sits leaning in an arm chair, and opens her 
mouth to receive the egg.”

  26. Questa è la nuova interpretazione del fascismo di mussolini che avremmo avuto se il gerarca fosse al governo (e c’è). Il partito delle “libertà” propone una gita storica sul lago di como per celebrare gli ultimi giorni della vita del duce. Io abito dove mussolini cercò di scappare, attraverso il valico di frontiera di Buggiolo, e non potè farlo per la presenza massiccia dei partigiani, per questo si convinse al trafugamento delle fedi delle vedove di guerra proseguendo verso il valico più a nord, quello che si trova nella Valtellina. In questa zona, dove vivo, tutti sono ancora fascisti e vi si trova un razzismo di tale portata che quello del sudafrica pre-Mandela pareva una goliardata. Mi verrebbe voglia di fuggire buttandomi giù dal “gran saltone”, se non avessi la consapevolezza che la giustizia che la verità esprime, presto o tardi farà piazza pulita del marcio di stato il quale, travestito da necessario, ha fatto sempre stragi di innocenti, attribuendone la paternità ai propri avversari politici e celebrando le sue demoniache ipocrisie davanti ad altari sacri che lacrimano il sangue delle proprie intenzioni tradite.

  27. Parlare alla pancia, all’utero, alla miseria, alla mazzetta da cinquanta euro per creare protesta, al popolo che è sovrano solo della sua instabilità, ai casi di coscienza che scoprono molti casi (accusativo, ablativo), a una destra che chiede tranquillità e sicurezza per non essere da meno, a una sinistra che quando può si ritira nella tranquillità e nella sicurezza per promuovere correttamente la politica, agli esseni e ai nazzareni che si aspettavano il regno dell’amore e si ritrovarono una “ecclesia” (Loisy), alla chiesa che propone la sua legge morale ad uno stato che di diritto ha solo l’asta della bandiera, alla filosofia che è meglio tenere distinta dall’opinione perché il “cogito” è acqua passata, al mondo come volontà e rappresentazione finalmente rielaborato dalla falsificabilità, alla fenomenologia dell’esser-ci della crisi economica tra bollette e mutui, al bivacco di manipoli e alla manipolazione dei bivacchi delle isole famose, alla depressione che pone al primo posto il vivere che è già poca cosa, al teatro al cinema alle arti che al copyright preferiscono la common property, a chi non firma e a chi vorrebbe solo firmare, al ritorno di coscienza perché l’età è giudiziosa, al ritorno di fiamma perché in fondo ognuno è ognuno, alla chiacchiera pirandelliana, alla rete che tesse tele di ragno per dire e regredire. Punto.

    “È il susseguirsi, l’anacoluto, in uno stesso enunciato di due diverse costruzioni di cui la prima non si lega sintatticamente con la seconda” (cfr. Maurizio Dardano-Pietro Trifone, La lingua italiana, Zanichelli, Bologna, 1990).

    Non si lega sintatticamente? Forse non è vero. Infine, caro Francesco, l’anacoluto è solo una figura retorica.

    Ti saluto

    Antonio

  28. Francesco, perdona, ho perso il tuo indirizzo mail.

    Volevo solo farti avere notizia che lo stesso giorno del ddl per Eluana Englaro, è stato approvato anche questo:

    “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”

    Il Senato ha approvato il filtraggio dei siti con l’emendamento D’Alia, senatore UDC e compagno di banco di Cuffaro. Se, in futuro, un blogger dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Di leggi ingiuste ne sfornano una al giorno. C’è solo l’imbarazzo della scelta. La prima è stata il Lodo Alfano e l’ultima la denuncia da parte dei medici dei clandestini che si fanno curare. La legge D’Alia può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque questo si trovi, anche se all’estero. In pratica schierano i server alle frontiere invece che gli eserciti.

    «Art. 50-bis. Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet

    1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

    2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

    3.I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell’interno con proprio provvedimento.

    4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell’interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione,
    individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

    5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.”

  29. Sì Natalia. e lo stesso giorno di uno scontro istituzionale pesantissimo e di una minaccia di modifica della Costituzione “filosovietica”. Ce n’è abbastanza di che preoccuparsi molto seriamente.

  30. Grazie Bianca, avevo già letto, ma è sempre utile far circolare notizie, visto che in gioco c’è la libertà di tutti.
    Bisogna mobilitarsi, in ogni modo (qui ce n’è uno ww.libertaegiustizia.it) e smascherare la demagogica complicità e l’acquiescenza di coloro che, anche da sinistra, storcono il nasino quando si parla di “regime” e di “fascismo” a proposito della prassi quotidiana della tragica banda al governo.

    La cosa più grave e inquietante, comunque, resta il disinteresse e la passività di un paese ormai completamente anestetizzato, incapace di avvertire il pericolo. Anzi, convinto del contrario.

    fm

    Un saluto a te, a Natàlia, a db, a Massimo e ad Antonio.

    p.s.

    Ti rimando la mia mail.

  31. QUESTA VICENDA MI HA PROFONDAMENTE SCOSSO. SONO SOLO SOLLEVATA ALL’IDEA CHE ALMENO LEI HA SMESSO DI SOFFRIRE. ESPRIMO SOLIDARIETA’ ALLA FAMIGLIA ENGLARO PER IL DOLORE E LE SCELTE CHE HA DOVUTO FARE.

    ELEO

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