Linee d’ombra – di Stefano Guglielmin


(Caterina Annovazzi, La Part d’Ombre, 2007)

La linea d’ombra, l’ultimo importante racconto di Joseph Conrad, ci descrive il travaglio che ciascuno di noi deve compiere per crescere, per essere capace di decisione; lo stesso motivo spinse l’Alighieri ad attraversare la «selva oscura» e l’intero imbuto del male, così come portò San Paolo all’inferno, Enea e Ulisse nell’Ade: l’ombra, qui, è crogiolo alchemico in cui necessariamente sprofondare, per rinascere soggetti capaci di incamminarsi verso una meta salvifica, luminosa, dove fondare città e famiglia. Eppure, di perpetuo, nell’esperienza non incontriamo che l’eliotiana terra desolata («quali radici s’abbarbicano, quali rami crescono / su queste macerie?»), in cui il confine radioso si sposta, irraggiungibile.

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