La dignità di una follia diversa – Roberto Marino Masini

l’inferno
che mi ha ridotto così,
lo hanno detto in tanti
là fuori,
tra il fieno, nei campi,
battendo a morra nell’osteria…
Maledetto da Dio.
Ma se questo è vero,
chi è Dio?

Testi tratti da: Roberto Marino Masini, La dignità di una follia diversa, inedito, 2008.

È mio compito proteggere l’urlo
da altre urla,
difendere un pensiero incerto
dall’attraversare un cortile,
dalla voglia di fuggire oltre…
la voce rimbalza con serenità
travestita da melanconica cattiveria.

*

La vista si appanna,
è stanchezza di febbre
che sale e ride.
Una carezza arriva alla spalla,
mi chiedo della tua delicata forza.
Ci vorrebbe una coperta
che riscaldi,
sì, una coperta
a sopire i brividi di quest’inverno
nascosto sotto pelle.
Sento pulsare dietro di me
un appoggio barcollante
ora possiamo salire le scale,
insieme.
Dammi la mano

*

C’è la confusione del vento
in questa mattina povera.
La senti turbinare.
Ti incontro salutando,
l’abbraccio è dono,
racchiude senza imprigionare.
Tanti sentimenti scelgono
di non seccare
l’autunno forse non verrà
per una volta sola spero
possa rimanere rinchiuso
in una bolla di sapone.

*

Ci si prende per mano
alle volte
una carezza tra i capelli,
sorrisi fatti per stare nell’aria,
leggeri ma duri da distoglierli
dalla loro vera missione,
la speranza.

*

La luna non c’è più
ma tu la vedi.
È nascosta lassù
dove tutto tace improvviso
Chi sono io
per non credere,
per offrire colpe
a chi rivendica solo
il proprio respiro
o dei passi strusciati
a canzonare un corridoio.

*

Questi occhi non vedono
oltre i miei,
lo spazio di un saluto
basta e cresce,
sono capace di gridare forte
scuotendo il tempo.
Nella stanza la penombra,
dentro al letto un calore insano,
violento,
la notte finirà.
Lui ha detto questo.

*

Sento gridare,
Si contorce la mano del peccato
parla attraverso il fruscio della lingua.
Suoni pesanti
Il temporale si avvicina ai tuoi capelli.
Ridi.

*

Lascia che la macchia si asciughi…
è mia,
la voglio tenere
fino a quando il nuovo sole
fiorirà per tutti.
Ecco la metto qui
insieme a tutte le altre cose.
L’amicizia è importante,
come il perdono.
Ascoltami.

*

La memoria non si cancella
indossando un camice bianco,
nemmeno rinchiudendo un corpo
in un abito dismesso.
La memoria è suono che ritorna
odore nell’aria
voce che rimbalza dentro,
occhi il cui colore
commuove.
Vivrai ancora
nell’abbandono di uno sguardo.

*

Fosse mezza piena la vita,
la sua vita,
arderebbe di parole e ancora
poter parlare
capire quel tanto,
anche quando gli occhi
s’abbassano
sui sassi del cortile.

*

Non riesco a parlare
la mia bocca non raccoglie
gli sputi dell’albero,
odora di alloro,
di menta,
di timo.
Là fuori
mi aspetta un bicchiere vuoto.

*

Dormi ancora,
la pioggia si tramuta
nel racconto inutile che sempre ascolti..
Ti prende dentro,
ti imprigiona
e non hai le chiavi
per far scattare la serratura
né un coltello
per penetrare il sogno.

*

L’occhio si chiude
palpebra abbassata,
c’è desolazione in questo,
ho smarrito il momento
dove l’ombra di maggio
sale verso la verità.

*

Masturbarsi il letto
e sputare le voci del coro.
L’anomalia non si divide.
Come vorresti cambiare
la normalità in normalità,
quella che io non conosco
quella che io non tollero.
Indichi l’alto.
Presto l’acqua toglierà
dalla mia mente
i tuoi pensieri.
Devo affrettarmi,
il finestrino della Ford è aperto.
Adesso lui lancia i suoi occhi oltre,
un grido a spezzare l’attimo,
a rifare suo
ciò che potevo sentire
anche mio.

*

A volte chiedo a voi
di dire di me,
delle mie debolezze
delle voglie che accompagnano
gli anni ora
e quelli a venire.
Mi siedo e ascolto,
sicuro,
nella vostra ingenua forza
di liberazione.

*

Dei deliri si unge il cielo
prima di morire,
ma quando scompare
la litania sommessa prende forza,
vigore,
si alza.

*

La dignità di una follia diversa
scartala
se attraverso quel mulinare
di temporale e sole
non ritrovi te stesso.

*

Pioverà lo sento…
M’avete detto delle lucertole
che corrono sul muretto
dei conigli liberi nel parco,
della cagnetta…
Saluti da lontano.
Ancor prima di sentirne l’odore elettrico
le nubi s’avvicinano.
L’acqua scende dal cielo,
per noi ogni cosa
è benedizione e poi lamento.

*

Mi parli del suo colore
forse è giallo oppure viola
come i disegni.
Ma la notte è vuota,
senza madre.
Me ne vado anch’io,
con un senso di fatale colpa,
orfana pure lei
di quei pensieri a perdere
lasciati in una stanza da letto.
Il cancello si chiude.

***

15 pensieri riguardo “La dignità di una follia diversa – Roberto Marino Masini”

  1. Mi fa un gradissimo piacere trovare qui i testi di Marino, di nuovo.
    Questo suo lavoro è secondo me di una incisività disarmante, l’esperienza del contatto con i disabili che diventa grido nudo e dunque una forma esposta e dolente di poesia. Immediata come deve essere, come Marino ha imparato a fare dando peso e consapevolezza alle parole. Sono di parte, ripeto qui considerazioni che gli avevo già espresso di persona, ma renderle pubbliche mi sembra il minimo.

    Un grande saluto a fm, che come sempre denota la cpacità di cogliere e ascoltare.

    francesco t.

  2. Grazie a te che me lo hai fatto a suo tempo conoscere, ft.

    Marino è un autore in crescita esponenziale, e questo suo ultimo lavoro è veramente notevole: una incredibile stratificazione di piani, di visioni che si rovesciano le une nelle altre, di soggetti che, impercettibilmente, si scambiano, insieme alla pelle, lingua, alfabeto e sentire: e il tutto ricondotto ad una “linearità” di disegno e di espressione che lascia stupefatti, se solo si pensa alle voragini (di senso, di percezione) che si aprono, ben dissimulate, tra verso e verso.

    fm

  3. francesco t. è troppo di parte, poi mi deve pagare talmente tanti spriz (non con l’aperol, ma come si usa sul collio goriziano e non solo!) che forse cerca di ridurre la spesa!
    scherzi a parte, grazie a francesco t.

    a francesco m.. voglio dire solamente che le sue parole mi hanno fatto molto piacere, ed altrettanto piacere mi ha suscitato il fatto di essere stato compreso in questo mio rincorrermi attraverso emozioni e fatti vissuti da molti anni in questo ambiente che, comunque, regala tante verità importanti e gratificanti.

  4. Grazie Marino
    Giochiamo in casa ed è facile per me e Francesco farti degli elogi, perchè oltre che a leggere (ma anche ascoltare talvolta) le tue poesie, ti conosciamo, conosciamo perlomeno il tipo di lavoro che hai, duro, impagabile, conosciamo il tono della tua voce, bassa, pacata, conosciamo il tuo sguardo che spizza faville , quando ti incontriamo, conosciamo il modo di scrivere, il pregio della sintesi. Farti i complimenti per le parole nuove, insinuanti, è proprio un vero piacere. Spero di rivederti presto, è un pò che non ci vediamo! Bacioni Valter

  5. La dignità della follia passa dritta attraverso il cuore.
    Queste poesie cantano la libertà della vita quando ha la purezza di uno sguardo che penetra l’assoluto.
    Toccanti.

  6. sono versi bellissimi, che arrivano dritti al cuore con grande forza ma anche con tanta dolcezza. Trovo in questi testi il lato migliore dell’uomo, quello della generosità, dell’attenzione sincera verso gli altri,..
    Grazie per la proposta
    stefania c.

  7. cosa posso dire? in questo momento provo sorpresa per il riscontro avuto da voi… ve ne sono grato davvero, non pensavo di suscitare tali reazioni, commenti così belli e positivi. sono altresì contento che si sia colto, come dice stefania c. (grazie) l’aspetto dell’attenzione verso gli altri, che effettivamente è vivo in questi testi (e spero forte anche dentro di me)… interessante anche il commento di iole (grazie) quando parla di libertà della vita… (ci sarebbe da discuterne a lungo)… poi ad alessandro (grazie grazie – 2 volte), dico che parlare di dichiarazione di poetica da parte mia sarebbe troppo presuntuoso, preferiscono lo facciano altri, e comunque quel passaggio che tu citi è caro anche a me…
    ad amoilmare un grazie non meno sentito degli altri ed infine a valter ribadisco la mia amicizia e la mia gratitudine, poi ne parleremo a voce sicuramente vista la vicinanza, magari insieme a francesco t.

  8. ….il cancello si chiude.

    All’interno rimane un’umanità ovattata dal brusio del silenzio o di pensieri liberi dall’ossessione del reale, un dolore che strugge eppure così sapientemente rappresentato da versi nitidi, oserei dire a volte pudìchi perchè se è vero che entrare nella sensibilità altrui, per alcune persone è facile per propria inclinazione, è pur vero che, anche chi scrive, lo fa con attenzione, col rispetto dovuto alla dignità di una follia diversa.
    Splendide immagini e toni nello scorrere dei versi.

    E complimenti anche per la foto, mi sembra l’esatta rappresentazione di quanto espresso nei testi.

    Un carissimo saluto al poeta e sempre grazie a Francesco per la proposta.

    jolanda

  9. ringrazio anche te, jolanda, per le tue coniderazioni… fanno piacere. anche per il riferimento alla foto, quanto hai detto in proposito era nelle mie intenzioni…

  10. Alcuni testi hanno un’immediatezza spiazzante, come quello che da il titolo al post e questi versi hanno la semplicità delle cose che si incidono.
    “L’acqua scende dal cielo,
    per noi ogni cosa
    è benedizione e poi lamento.

    un saluto

  11. sono cocci di vita che ne conservano l’odore.
    bellissime, scritte con un taglio deciso, un intaglio. Se ne sente la ferita, la verità in ogni goccia, in ogni parola. E’ un digrignare i denti alla vita, stringere le mascelle per andare avanti, oltre un cancello chiuso con tutti i suoi lutti e le sue assenze.
    un letto vuoto in cui masturbarsi l’anima.

    sai Francesco, me le sono sentite addosso. Complimenti al poeta.

  12. Caro Marino, non ci conosciamo di persona, avremmo modo durante il Festival Regionale della Poesia che organizziamo, la tua è una poesia fatta di esperienze, di parole crude, è l’odore delle cose realmente vissute, solidarietà a piene mani, anzi, a pieno cuore, ma anche un “je accuse” forte e deciso. Versi che scrivono di dignità e diversità, parole sempre più spesso perse sull’autostrada della vita che non conosce, non può conoscere soste o debolezze. Grazie a questi versi capiamo che la poesia, non è solo un’esposizione di delicate e sbiadite sensazioni, un semplice esercizio di parole e suoni, ma è sconfinare oltre alla propria percezione, osservare, pensare con la propria sensibilità, e il poeta che cerchiamo di capire, di svelare, ma che non riusciamo mai appieno ad accedere nel suo elemento centrale più segreto, comunica esperienze personali e collettive, storiche e civili, delle cose e degli avvenimenti, è memoria civile, che non si lascia dominare, né strumentalizzare. La poesia è libera e importante. È la spirale della speranza mossa dal sassolino gettato nello stagno, è la formica che fa vacillare la montagna del conformismo, è la parola che infastidisce il potere. Poesia è esempio assoluto di libertà nel tempo e nello spazio, è parola universale. Per dirla con le parole dell’amico poeta Luciano Morandini: “La poesia sta oggi dentro a tutto ciò, ma come luogo della libertà, nel quale convergono voce e valori umani di quell’essere che definiamo persona e poeta”.
    Renzo Furlano

  13. E’ vero, vedo anche io in queste nuove poesie di Marino una nuova e più forte incisività La sua lingua poetica si è fatta più diretta e allo stesso tempo più “spessa”, poliforme. Un gran bel regalo questi versi, davvero

    Maurizio Mattiuzza

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