Segnacoli di mendicità – di Marina Pizzi

Marina in marrone

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Nel fuoco della scrittura – VideoCatalogo

[BIAGIO CEPOLLARO]

Si inaugura a Piacenza, il prossimo 13 giugno alle ore 17.00, presso il Laboratorio delle Arti (Piazza Barozzieri 7/a), la mostra di Biagio CepollaroNel fuoco della scrittura“. L’esposizione rimarrà aperta fino al 4 luglio.

Nella giornata di apertura ci sarà la presentazione, a cura di Italo Testa e Rosanna Guida, del libro omonimo pubblicato da La Camera Verde, Roma, 2008.

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(Testo, immagini e video del catalogo sono di Biagio Cepollaro; la musica, Nodi e Linea, è di Giuseppe Cepollaro.

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Gedichte – Luigi Pirandello tradotto da Stefanie Golisch

[STEFANIE GOLISCH]

Sono lieto di presentarvi questa selezione di testi poetici di Luigi Pirandello nella versione in lingua tedesca curata da Stefanie Golisch. Si tratta di inediti assoluti, traduzioni mai comparse in rete e, tranne un paio, nemmeno in libro o su rivista. Chi ha dimestichezza con il tedesco aprrezzerà il lavoro egregio della traduttrice, la vicinanza anche “sentimentale” all’oggetto della sua attenzione. Per tutti, poi, il gusto della (ri)scoperta della produzione in versi del grande drammaturgo, quasi del tutto sconosciuta fuori dalla cerchia degli studiosi. (fm)

Luigi Pirandello – Poesie / Gedichte
Traduzione di Stefanie Golisch

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Primo Simposio Internazionale di Poesia

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Il Primo Simposio del CReO, il Centro Ricerca e Osservatorio di PoesiaPresente riunisce al Teatro Binario 7 di Monza molte delle figure che in Italia e all’estero stanno contribuendo alla diffusione della poesia contemporanea italiana.
La giornata, aperta a tutti, prevede tavole rotonde di confronto alternate a letture, proiezioni di videopoesia, performance, all’insegna di uno scambio continuo fra studio e prassi.

(Qui notizie sui lavori preparatori; in basso, il programma completo.)

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CReO – programma
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La parola data – di Giovanni NUSCIS

laparoladata

Solo minuscole zanzare.
Ma la mano picchia
forte sulla carne.
Bianca farina
cade e ti ricopre
mentre a mezz’aria
salutano la terra i piedi.
Non sai pensarti
in nessuna direzione
senza calciare inquieto.
Eppure anche da fermo
chiuso in un barile
disegni traiettorie
luminose.

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Giulio Cavalli, il giullare con la scorta – di Gianni Biondillo

foto-do-ut-desC’è un giullare dalle parti di Lodi che si chiama Giulio Cavalli. Fa una cosa che non dovrebbe fare: teatro civile. Parla di Resistenza, di G8, parla del disastro aereo di Linate e da un po’ di tempo, soprattutto, parla di mafia e di mafie. Fa nomi e cognomi. A Teatro. Li fa a Milano, li fa a Gela.
Errore! I nomi non si fanno, non è elegante. Qualcuno poi si arrabbia e te la vuole far pagare. Così è: Giulio Cavalli ha subito minaccie mafiose e vive sotto un programma di protezione dallo scorso anno. Solo che lui è cocciuto e continua a fare i nomi e i cognomi. Ci dice cose che non vogliamo sentire: tipo che la ‘Ndragheta non è mica roba di montanari calabresi. È roba di gente che fa affari a Milano. Insieme ai casalesi e a tutta la solita cricca.
È che i politici milanesi non amano sentir parlare di mafia a Milano quando hai un Expo da organizzare. Ma Giulio insiste, giullare cocciuto.

(Continua qui…)

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Il sito di Giulio Cavalli (Contiene anche il link al suo blog).
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Ricordo di Gertrud Kolmar – di Stefanie Golisch

[STEFANIE GOLISCH]

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Gertrud Kolmar (1894-1943) cresce a Berlino in una famiglia della borghesia ebrea. Come tanti altri ebrei assimilati, scopre la sua fede e l’appartenenza al suo popolo proprio nel momento in cui cominciano le persecuzioni razziali.
Il raggio della sua vita, già volutamente ristretto, diminuisce sempre di più, mentre, nella stessa misura in cui le viene negato il mondo esteriore, Kolmar trova dentro di sé tutta la pienezza: un ampio universo del reale e del surreale, del tragico e del barocco, una fonte inesauribile di vita e di forti sentimenti. La sua poesia, perfino negli anni Venti, quando per un breve periodo ebbe un discreto successo, non si piegò mai ai gusti letterari del suo tempo, ma fu sempre la massima espressione di una vasta e incorruttibile libertà interiore.

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Poesie sono anche doni…

La luna se retuerce en la pared,
se agrieta entre los vapores
azulinos del agua que resbala
a fatiga sobre la piel;
mi casa es un umbral
desde donde miro el mar
que se hace flama,
y la resaca diseña el desorden
de una eternidad interrumpida
en la palabra grito.

 

(Continua qui…)

[Tutta la mia gratitudine a José Daniel Henao Grisales, Roberto Rossi Testa e Francesco Sasso.]

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Perché è così (II) – di Lisa Sammarco

so whatNon credo sarò mai capace di scrivere poesia / Lo penso ogni volta che dei poeti ne leggo i versi. / Immortali. / Universali. / A volte mi prende la voglia di tentare / ma poi mi accorgo che c’è qualcosa che mi manca. / Me ne manca il pallore / la malattia tenera delle mani / l’orlo di una vena. / È che la mia pelle assorbe il nero e lo fa sparire / in un nervo che si scopre / nel bianco sorriso della pazza del paese

[Si consiglia una doppia lettura di questi testi: dall’alto in basso e dal basso in alto. Lasciandosi avvolgere dalle note di due autentici giganti della musica del Novecento. Alla fine scoprirete, molto probabilmente, che la poesia di Lisa Sammarco è una delle vostre favorite things.]

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În angul, geumetrii, citâ di matt.. – di Franco LOI

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Se scriv. Per chi? perchè? Se scriv per l’aria,/ che là nel vent se sperden i paroll,/ paroll di òmm in nott sensa speransa,/ vus mort che sensa dìss pàren scultàss,/ gràm gent che van nel mund sensa creansa,/ marüm che se desperd cun la pietâ.

Si scrive. per chi? perché? si scrive per l’aria,/ che là nel vento si sperdono le parole,/ parole d’uomini in notti senza speranza,/ voci morte che senza dirsi sembrano ascoltarsi,/ genti che vanno nel mondo senza creanza,/ marame che si disperde con la pietà.
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Elogio della lentezza. Paul Valéry e la forma della poesia – di Giuseppe Panella

[RETROGUARDIA]

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ELOGIO DELLA LENTEZZA. Paul Valéry e la forma della poesia.

«La calma nell’azione. Come una cascata diventa nella caduta più lenta e sospesa, così il grande uomo d’azione suole agire con più calma di quanto il suo impetuoso desiderio facesse prevedere prima dell’azione.»

(Fredrich Nietzsche,
Umano, troppo umano, I)

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Dimentico sempre di dare l’acqua ai sogni – di Francesca Pellegrino

Cop4[…] Dimentico sempre di dare l’acqua ai sogni è un’entrata chiassosa, che mi cattura per il linguaggio diretto, veloce, di una femminilità che assimila e brucia il dramma della totale esperienza di tinte chiare e fosche, a volte tenero, a volte gradasso per nascondere la fragilità dell’essere, immaginativo, prepotente, qua e là surrealista e volitivo quanto credo sia la personalità della poeta. Altri lettori abituati al sonoro scialbo, sbagliando possono scambiare il suo frastuono armonioso per prosastico. Tra poesia e prosa c’è l’arte della invisibilità che separa e unisce. Soltanto il lettore progredito di sensibilità, non di quantità libraria, è certo di quella invisibilità. Continua a leggere Dimentico sempre di dare l’acqua ai sogni – di Francesca Pellegrino