I Quaderni di RebStein (V)

la mia musa 2003
Quaderni di RebStein
V. Giugno 2009


Jolanda CATALANO

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Jolanda Catalano – Mia Signora della parola, 2002-2009
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31 pensieri su “I Quaderni di RebStein (V)”

  1. Prima che la commozione mi tolga il respiro, GRAZIE Francesco.

    Per la sensibilità, per la cura dei particolari, per quel dipinto che sento così vicino, ma così vicino…..grazie di cuore.

    E quella farfalla mi farà compagnia, sempre.

    Ti abbraccio
    jolanda

  2. Cara Jolanda ,le tue poesie sono piu’ leggere di una farfalla ,piu’ colorate della primavera,calde come la tua anima
    AnnaMaria immesi

  3. Cara Jolanda, il quaderno è un pezzo grande della tua anima con le parole, i versi, che compongono un ritratto.
    Mi sono soffermata su questi:
    Le cose buone
    furono radici
    forti nella terra
    e nel passato.

    Richiamano molte cose, dicono tanto, tantissimo.
    Lì le radici di un esserci che non viene meno.
    Un abbraccio.

  4. Nadia,
    le radici sono l’humus salvifico che ci proietta verso altre possibilità.
    Anche se estirpate rimangono impresse in noi per nuovi semi.
    Grazie per la visita, un abbraccio.
    jolanda

  5. Abele,
    C’è tanta verità nel tuo commento.
    grazie per esserti fermato e per aver lasciato un tuo gradito segno.
    ciao
    jolanda

  6. Ho apprezzato molto, Jolanda, la misura musicale dei tuoi versi, la capacità di essere semplice senza semplificare eccessivamente il dettato poetico fino a impoverirlo. Buon lavoro. Marco

  7. Mi leggo citato e che dico? Bene, brava, bis! Troppo scarno e convenzionale. Potrei uscirmene citando Nelo Risi: “I bei versi che si scrivevano / quando faceva paura l’inferno!” ma sarebbe solo ammiccante. I tuoi versi, Jolanda, un po’ feriscono e un po’ recuperano, sono senz’altro sedimento di un’asciutta esplorazione del mondo e dell’esistenza e, come ogni traccia che affiora e si muove, scatena emozioni che possono restare indicibili ma intanto hanno aperto il sipario legnoso sulle nostre ancora più legnose (o lagnose) fatiche di lettori, poeti, scrittori. Tu scrivi versi per tentare sempre un utile recupero, non ti compiaci e non ti nascondi: non è mai facile riconoscere il tratto illuminante nelle luci soffuse e arcane che crei, se ci riesci è perché fai palpitare quella piccola ferita che con abile maestrìa spesso occultiamo. D’accordo, usciremo allo scoperto come fai tu ma aspettaci e non montarti la testa.

    Antonio

  8. Francesco t. e Natalia ( vi unisco perchè vi siete soffermati sugli stessi versi )
    Grazie anche a voi per la lettura e per la cortesia di un commento.

    Un canto sospeso in cerca di dimora può essere la misura di probabili e futuribili rivelazioni.
    jolanda

  9. Antonio,
    nonostante le luci soffuse, tu vedi ben al di là delle ombre e il tuo sguardo mi torna, specchio in cui ri-conoscere e mettere a fuoco le intrinseche motivazioni del mio dire.

    E se ti sei visto citato è perchè quella frase ha messo già profonde radici nel mio sentire.

    Grazie di cuore con abbraccio
    jolanda

  10. Antonio,
    dimenticavo : no, non mi monterò la testa, non l’ho mai fatto e mai lo farò.
    Ma non sono sicura se sarò io ad aspettare voi oppure voi ad aspettare me.

    jolanda

  11. Ciao ,ho rifatto il “giro delle tue poesie e mi fermo per rinnovarti la mia stima.Mi stupisce sempre la lingua della tua anima,voce in simbiosi con un cuore che batte all’unisono con la parola amore,come bisogno e cibo per l’anima,come unione di due persone che possono darsi tutto e niente ma costruiscono qualcosa che dura per sempre. Dalle tue parole traspare un vivo senso di freschezza come se i sentimenti neonati e puri non fossero
    contaminati da concetti avulsi dalla sincerita’. Essenza di verita’ nuota nella tua poesia e rimanda alla sensazione che quando si scrive,il nostro io si prifica e trasferisce sulla carta idee e colori. Nel tuo caso ci hai regalato pagine intense di te
    CIao AnnaMaria

  12. Anna Maria, questa Dimora accoglie voci e silenzi.

    Questo tuo desiderio di dire ancora mi commuove e mi conforta perchè credo che tra i molti “sensi” della poesia, uno sia l’ascolto e la condivisione.
    Grazie, dunque, ancora per questo tuo secondo e corposo commento.
    Sei stata in grado di tirare fuori da alcuni silenzi dei miei versi, parole che, per fortuna non sono più solo mie se così tanto le hai trasferite dentro di te.

    ti abbraccio
    jolanda

  13. Anch’io mi sono soffermato su questa poesia

    Le cose buone
    furono radici
    forti nella terra
    e nel passato.
    La tristezza
    fu tutta nel dolore,
    nel delitto
    di non aver compreso
    che i giorni
    si bevono d’un fiato.

    Mi sembra una sintesi del mondo umano e poetico di Jolanda. Bella questa raccolta, una matura ripresa di motivi, dove si fa sempre più tangibile e incantatoria la musica che circola tra notturni e albe e invita all’ascolto, tra un sogno “andato” e uno “sognato”.

    Grazie a Jolanda e a Francesco.

  14. Giorgio,
    grazie infinite per le tue parole. Il testo in questione è una tra le ultime tracce sulla mia agenda, una breve riflessione tra passato e presente con l’ombra di una consapevolezza difficile da ricomporre in un tempo che muta continuamente i confini tra l’anima e il verso.

    ti abbraccio
    jolanda

  15. Jolanda, la tua poesia continua ad incantarmi e a farmi penetrare nell’intima essenza dell’io che cresce, matura e si disperde nel tempo , senza mai annullarsi. Il tuo dolore pacato e maturo, sa essere condivisione e musica che permette di guardare in alto. La poesia diventa ristoro e la malinconia dei sentimenti diventa lirica nel verso fluido ed impeccabile.
    Ti auguro Jolanda di avere successo, perchè sei una grande poetessa.
    Ringrazio di cuore F. Marotta che ha saputo cogliere la purezza della tua poesia.
    Pina De Felice

  16. Pina,
    grazie anche a te. Le tue parole percorrono i miei versi e si collocano dentro quell’indicibile che rimane, comunque, ombra pervasa di confini provvisori e luci che attendono.

    Grazie per l’augurio ma credo che il miglior successo stia nella possibilità di comunicare e condividere i nostri pensieri.
    E non so se sono una grande poetessa, troppa responsabilità.
    Francesco, grande lo è di sicuro.

    ti abbraccio
    jolanda

  17. cara Jolanda,
    se un senso hanno le mille parole che lasciamo: che sia la lode,il confronto, una critica, le tue ci accompagnano in un segno di grazia e queste poesie rappresentano la coincidenza di ciò che tu sei e ciò che tu scrivi.
    Qualcuno ha parlato di recupero, e il tuo è quello più generoso, è quello che estrae dall’ombra con umiltà, è un percorso che, attraverso te, dalla cenere vuole riportare le cose al germoglio, cerca di salvarle.
    Per noi tutti tu hai, e hai avuto sempre la stessa cura.
    E non mi meraviglio sai che venga proprio da te anche l’omaggio poetico per Francesco.

    un abbraccio
    lisa

  18. Cara Lisa,
    le tue parole sanno di attenzione e condivisione, non posso altro che ringraziarti e, credimi, mi emoziona e mi stupisce sempre come la prima volta sapermi tra di voi e sapere voi con me attraverso un verso.
    Grazie per aver ricordato l’omaggio poetico, è stato scritto per una persona straordinaria e spero che, idealmente, in calce, oltre alla mia firma, ci siano tutte le firme dei lettori e di quanti hanno avuto voce in questa Dimora.

    ti abbraccio anch’io
    jolanda

  19. Carissima jolanda, non cessi mai di stupirmi con i tuoi inconfondibili versi!
    Quanto di te hai ancora in serbo per chi ha imparato ad apprezzarti ed amarti? Grazie.
    Un ringraziamento particolare al “grande” Francesco Marotta che ci ha consentito di leggerti.
    Un abbraccio ad entrambi. eleonora

  20. Eleonora,
    grazie a te, per essere venuta a trovarmi, per le tue parole sempre generose, per l’attenzione con cui mi segui.

    Senza la cura di Francesco, tutto questo non sarebbe stato possibile.

    Al tuo punto interrogativo rispondo: non so.

    un abbraccio
    jolanda

  21. A proposito di Lisa, caro Franz: ho in serbo, per i prossimi giorni, una (sua) sorpresa, una delle pagine più belle tra quelle lette negli ultimi tempi. Non perdertela.

    fm

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