I Quaderni di RebStein (VIII)

 

Quaderni di RebStein
VIII. Luglio 2009

Franco ARMINIO

 

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Franco Arminio – Cimelio dei profili, 1985 – 2009
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Cimelio dei profili – di Franco Arminio

[FRANCO ARMINIO]

 

Lei non rumorosa
bacia e tocca in modo terapeutico.
Veicolo della tenerezza
accenna raramente alle penurie
del sentimento.
La sua figura è dipinta ovunque
e con ogni prospettiva.

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Divagazioni stanziali – di Enrico De Vivo

DeVivo_DivagazioniStanziali_gDalla Premessa di Enrico De Vivo

“I testi raccolti in questo volume risalgono al tempo in cui – poco meno di dieci anni fa – me ne andavo in giro per i luoghi in cui sono nato e vivo, nei paraggi di Napoli, a prendere appunti su tutto: sulle insegne dei negozi, sui muri scrostati dei palazzi, sui cortili, sulle storie della mia famiglia, sui paesaggi e su altre cose che mi ispiravano. Avevo da poco fatto ritorno, dopo anni passati a studiare e lavorare fuori, e mi era sorto un interesse spontaneo per tutto quello che vedevo qui; ero attento alle minime apparenze del mondo esterno, perfino il modo in cui erano disposte le file degli alberi lungo una strada mi suscitava pensieri. Continua a leggere Divagazioni stanziali – di Enrico De Vivo

Cassandra. Un monologo – di Massimo Sannelli

[MASSIMO SANNELLI]

AjaxCassandra“È solo la paura della cosa / che seguirà la morte, quella terra / da cui nessuno torna – è la paura / che preme sulla nostra volontà / e ci fa radicare nel presente / deforme e non volare all’altro tempo / ignoto? La coscienza, la coscienza / ci rende tutti vili: tutti. Ecco / come il colore della volontà / si stempera e rovina contro il buio, / e come può arenarsi un gesto audace, / perdendo il primo nome, che fu «azione».”

Questo monologo, come gli altri, non cerca, non insegue e non rinnega il nuovo. La ricerca del nuovo – che non esiste ancora – è inutile, se è slegata dall’intensità, che viene da corpi già esistenti. Sviluppare l’intensità, prima, potrebbe evocare il nuovo, dopo. Continua a leggere Cassandra. Un monologo – di Massimo Sannelli

Due poesie di Carol Ann Duffy

Standing Female Nude

Six hours like this for a few francs. / Belly nipple arse in the window light, / he drains the colour from me. Further to the right, / Madame. And do try to be still. / I shall be represented analytically and hung / in great museums. The bourgeoisie will coo / at such an image of a river whore. They call it Art.

Maybe. He is concerned with volume, space. / I with the next meal. You’re getting thin, / Madame, this is not good. My breasts hang / slightly now, the studio is cold. In the tea-leaves / I can see the Queen of England gazing / on my shape. Magnificent, she murmurs, / moving on. It makes me laugh. His name is Georges.

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Quattro poesie di Alberto Da Costa E Silva

AutorFotoRenderEram belas as vozes
de que fui o segredo

e que ouvi, longe em mim,
a contar-me o que cedo

ao órfão, ao desditoso,
ao coberto de fezes

– alguém que vai profundo,
sendo êxtase e beijo,

no corpo que me serve,
e me vê no que vejo.

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Scritti su Henri Michaux (III) – di Giuseppe Zuccarino

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

Jean%20Dubuffet%20-%20Henri%20Michaux Figure della follia

Preannunci

Nel 1922, Henri Michaux, allora ventitreenne, pubblica sulla rivista d’avanguardia belga “Le disque vert” il suo primo testo, dal titolo Cas de folie circulaire(1). L’espressione “follia circolare”, a prima vista bizzarra, appartiene in realtà al vocabolario tecnico della psichiatria, del quale era entrata a far parte già nell’Ottocento, grazie ad opere come quelle di Falret e Ribot(2). Continua a leggere Scritti su Henri Michaux (III) – di Giuseppe Zuccarino

The cats will know – di Stefanie Golisch

[STEFANIE GOLISCH]

cristinaThe cats will know
(A casa di Cristina Annino)

E’ un mondo nel mondo, il mondo di Cristina Annino.
Appena si apre la porta della sua casa romana si è dentro e pian piano il fuori comincia ad allontanarsi.

Qui valgono altre regole.
Qui si gioca a carte scoperte.
Non ci si nasconde davanti a se stessi. Perché il mondo di Cristina, i suoi fantastici quadri, abitati e animati da uomini, donne con lunghi capelli che sembrano incendiarsi verso il cielo e animali reali, surreali, iperreali, riporta l’ospite in un paese lontano, remoto, nascosto o reso invisibile all’io adulto, ben educato, razionale e molto ragionevole.

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Due casi per una morale – di Davide Racca

[DAVIDE RACCA]

032

Due casi per una morale

Se la giustizia perisce,
allora non ha più senso
la vita umana sulla terra

(I. Kant)

Riportare la giustizia su di un terreno morale è cosa difficile, come è difficile trarre una morale dai due casi che sto per dire… Perché in fondo non c’è. O, semplicemente, ne è il convitato di pietra.

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Riviste on line – VDBD e GCSI

Aprire gli occhi sul reale. Aguzzare la vista. Rendersi conto di ciò che accade. Afferrare il visibile nell’intermittenza dell’occhio. Questi, in pochi passi, gli elementi della forma originaria del vedere che equivale al conoscere le vestigia di ciò che è. La storia della vista attraversa tutto il pensiero occidentale. E potremmo dire che diventa metafora solo in epoca tarda; cioè a dire che necessita di un radicamento fuori di essa nel momento in cui alla vista appartiene anche l’oggetto esterno, nel momento cioè che la vista non basta più a se stessa ma si relaziona alle le cose del mondo. L’atto dell’aprire gli occhi è come tornare ogni volta alla luce per la prima volta. È esattamente un venire fuori dal buio della dimenticanza che fa nido nella palpebra. […]

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Il pezzullo di db (XVIII) – Слух чуткий парус напрягает

[db]

Осип Эмильевич Мандельштам
Слух чуткий парус напрягает

das_horchende

 

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Erba e Aria – Testi inediti di Fabio Franzin

bardana‘A ‘é stadha quea ‘a vera scuòea: / là, fra bròsa, fossi e zhièse; levàr / su al scurét de bonóra, prima che //
i ‘o fesse cheàltri, che i ne ciavésse / ‘e zhoche bone; svejiàr mé fradhèi / pì pìcoi, vistìrse al fredho, dabàss, //
dó spòrte de nàilo ingrumàdhe tel / scasseón del kapauèi, e via. Soratùt /capìr che ièra da sfurigàr tii posti //
pì sconti, pì scomodi, se sé voéa / catàr ‘a baràdha che fa deventàr / ‘na zornàdha storia, e memoria //

 

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Caro Jack: con amore e squallore – di Lisa Sammarco

[LISA SAMMARCO]

afterlorca

Caro Jack,

Delle tue poesie mi ha colpito, in particolare, la raccolta “After Lorca”. In essa affronti tematiche che non sono proprie solo della poesia, ma riguardano la scrittura tutta, e non solo. Con “After Lorca”, fai un’incisione in ciò che l’uomo è e il comunicare: il linguaggio, il rapporto significato-significante, la trappola della retorica, lo scollamento fra realtà e finzione che crea infinite finte realtà e altrettante reali finzioni, la barriera di cui la scrittura stessa si circonda isolandosi in se stessa… Questa tua ricerca critica non ha la struttura tipica del saggio teorico, ma è composta di poesie e appassionate lettere a Lorca, a cui addirittura fai scrivere l’introduzione con tanto di firma, luogo (davvero brillante quell’Outside Granada) e data (October 1957), cioè quando Lorca era già morto da moltissimi anni. Continua a leggere Caro Jack: con amore e squallore – di Lisa Sammarco

La volpe (15 luglio 1997-15 luglio 2009) – di Francesca Matteoni

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[…] Ma è vero – la luce è terribile. È terribile avvertire con ogni fibra e centimetro di pelle tutto lo stordimento del dolore e della resa, come una mano enorme che ti scaglia sul suolo, ti tiene, così solamente ti sostiene. È terribile allargare le braccia, dire sì, riuscire a vedere, quando l’oggetto è ormai distante, sfolgora nella sua perdita. La mancanza diventa interezza – ci schianta e ci entra nelle ossa, col vigore di un corpo mai avvertito così tenace e forte. Ciò che è morto soltanto sa vivere nelle parole.

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In memoria di Marco Amendolara

(Marco Amendolara, 1968-2008)
amenmarc
Dopo un incendio di parole
Bisogna che le stelle
Invitino il poeta a riposarsi.
Nella cenere del sonno
Le palpebre si socchiudono,
Il sogno prende ali di rosa
Diviene fiore e sigillo
Del giorno venuto e venente.
Nella Venere del cielo
Gli occhi riconoscono
La propria struttura acquea,
E si chiudono nel bianco
Di nuove ipotesi
(I guanti rosa di Baudelaire
Sono un’altra meraviglia
del mondo).

Nella ricorrenza della scomparsa di Marco Amendolara, oggi, mercoledi 15 luglio 2009, alle ore 20.00, a Salerno, presso lo Spazio Brancaccio Ecostyle (via Papio, 39), alcuni amici:

Alfonso Amendola   Giuseppe Campagnuolo
Olga Chieffi   Alfonso Conte   Mario Fresa
Tonia Marchesiello   Aura Mele   Mattia Mele
Marcello Napoli   Corradino Pellecchia
Paolo Romano   Daniele Santoro

leggeranno i suoi testi poetici per onorarne la memoria.

 

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Poesie sono anche doni (II)

[STEFANIE GOLISCH]

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Betrug der Lippen
schenkt sich den Horizonten
in Wortzügen fremder Augen
auf abendlicher Flucht, bei der Welle
beruhigt sich der minutiöse
Leib des Mondes,
Wind, zu stillen das Andere
seines Brandes,
seines Schwindels, schweigend
in flüssigen Parabeln
kranken Lichts: –

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Il libro dei doni – Capitolo VII, 1

Poesie sono anche doni.
Doni per le creature attente.
Doni carichi di destino.

(fm)

Stefano MORETTI   Ivano FERMINI   Paolo RUFFILLI
Andrea PONSO   Ferruccio MASINI   Matteo POLETTI
Massimo SANNELLI   Davide RACCA   Michele MARINELLI

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