La via del mare – di Manuel COHEN


(Osvaldo Licini, Paesaggio con uomo, 1925-26)

 

Da: Manuel Cohen, La via del mare (inedito)

 

                 (detto per lei)

la porterai sulle lingue
di sabbia o di brughiera
dove un vento di marzo
muove la corsa verso il mare

la lascerai danzare
                         le darai
indizi incerti altre tracce
forse sahara saprai dirle
che in arabo sta per nulla
gorée forse un’isola
un’ingiuria una bugia
per negarle la voragine
                               per non dirle
che ricominciano le cacce
tra i rami e i nidi
per non sentire
spari tra foci e rive (echi poche
d’archi, rare voci e fioche)

più lontano, più vicino

 

*

 

                 (accade)

nulla accade, nulla se non la vita
sera antica nelle piazze esternata
detta sotto i portici, differita
svelata tra sorrisi, a dito indicata
o accanto vista passare, umiliata
nel dire, fuggire come chi s’accomiata
dagli sguardi nella distanza del tramvai
che, se la notte cade, corre verso il mare

 

*

 

                 (la realtà)

che occhi abbacinati lungo le rive
dalla costa al mare vanno di rabbia
a un’ora di ragioni più implosive
abitati da storie, ombre di sabbia
che corpi rivoltati per più vive
menti, le membra ammutolite “s’abbia
dei suicidi la pietà
”, galleggiano
aggelati gli affogati di realtà

 

*

 

                 (nel tempo che ci unisce e che separa)

lei, che dice “abitiamo la frontiera
distanza che divide, e che separa
come una mina, là, vive la sera
lei, che dice “viene la notte, un’ara

per chi immola, al buio, la nostra parola
nel tempo che ci unisce e che separa
lingua a lingua straniera, e non consola
soli, tra soli, sapersi, se avara

s’annotta la folta sera, s’incupa
se non va, da voce a voce, parola
s’affossa nei nostri occhi, e li dirupa
nel tempo, che precipita, e non vola

 

*

 

                 (cobalto)

vita, vita colpita
tritata a questa mola
irredenta, ferita
al giorno che non vola
alto sulla stranita
stanza, cellula viola
impazzita al sudario
alto letto, atro estuario

 

*

 

                 (Ponte Milvio)

poi, malgré tout, è un Tevere cenerino
per certe domeniche in cui Roma
s’accoda all’andantino fiume

pure bello vagare in bici a Ponte
Milvio,
         navigano dalle prime ore
del mattino i vogatori, impettiti
come anatre nei giorni migliori

conti i battiti le bracciate i tic-tac
scintillanti alle riverberate
di luce,
          alle ottobrate perfette

 

*

 

                 (ciao, Dario)

Dario, caro, dieci anni che più non sei
dieci anni che hai smesso di soffrire
di guadagnarti il pane tra i farisei
cercano sempre di farti sparire
mai stato di moda sempre più fuori
di collane accademie antologie
questioni di gusto potere strategie
del consenso- i poeti, le manìe, le malìe –

 

*

 

                 (sempre)

con tutta la distanza che c’era e c’è
tra te e me, è incredibile quanto ti ami
e ti abbia amato sempre, Mario Luzi
mio maestro amico padre cercato
sempre, uomo a cui mi sono abbeverato
o, inquieto, rifugiato, non ti ho mai rinnegato
o tradito, né mi sono approfittato
ti penso sempre, ovunque tu sia andato

 

*

 

                 (copia da “Di fronte ai boschi” di A.Yehoshua)

e ammucchia, lui, raccoglie foglie, prende
fiammiferi, li accende e li ripara
al nuovo vento silenzioso, tende
una mano: “qualcosa si prepara
così pensa, lui, così spera, attende
stagioni, una voce araba, straniera
uno, esitante, riparte, rallenta
non dorme, lui, a un fuoco di tormenta

 

*

 

                 (la via del mare)

c’è sempre un’acqua che unisce o separa
un’acqua, sì, che allontana o che salva
un’acqua che s’apre o si chiude, rara
acqua della memoria, che rinsalda
acqua della storia, della diaspora
acqua della gioia, del vino che scalda
acqua del pane azzimo, dei viveri
acqua per noi, per essere, liberi

 

______________________________
Nota

Il primo testo di questa breve silloge, (detto per lei), è nell’antologia del Premio Lerici-Pea 2008.
L’ultimo, (la via del mare), è uscito su ‘Cartolaria 1995-96’.

______________________________

Manuel Cohen (1967), ha trascorso la parte fondamentale della sua esistenza a Urbino, attualmente si divide tra Roma e Bruxelles. Cofondatore dell’italo-svizzera ‘Profili letterari (1991-96), redattore di ‘Pelagos’ (1991-…), della neo-dialettale ’Il parlar franco’(2001-…), e di ‘Carte Urbinati’ (Rivista di critica letteraria dell’Università di Urbino, 2009-…), dirige con Gualtiero De Santi una collana di scritture neo-dialettali presso l’editore Pazzini. Suoi versi ed interventi critici (saggi su Baldassari, Baldini, Fucci, Guerra, Bellezza, Bellucci, D’Elia, Neri, Piersanti, Volponi, Pasolini, Luzi, Buffoni, Serrao, Franzin, appaiono in volumi miscellanei e su riviste (‘L’area di Broca’, ‘Atelier’, ‘Ali’, ‘Fermenti’, ‘Gradiva’, ‘Periferie’, ‘La Piè’, ‘Vivarte’, ‘Contemporart’, ‘ClanDestino’, ‘Cartolaria’, ’Hortus’, ‘Verso’…). E’ curatore dell’antologia poetica di Umberto Piersanti, Per tempi e luoghi (Porretta Terme, Il Battello Ebbro,1999), e degli scritti critici di Franco Loi, Baldini per me (Villa Verucchio, Pazzini, 2009). Ha pubblicato la raccolta di versi Altrove, nel folto (a cura di Dario Bellezza, Roma, 1990).

______________________________

 

***

71 pensieri riguardo “La via del mare – di Manuel COHEN”

  1. Dico a Manuel, che tanto ha detto di me, solo una parola, una solo non per avarizia ma perché sto attendendo amici a momenti, e lui lo è di più, pur nella distanza; anzi, ne dico tre: grazie, grazie, grazie. e poi ne dico altre due: sublimi, perfette. e poi finisco con una solo: anima.
    Fabio Franzin

  2. Ricordi quì due poeti che ho amato e amo molto anch’io.
    E poi queste poesie in cui ti leggo per la prima volta. Con vicinanza.
    Grazie per Ponte Milvio e Di fronte ai boschi.
    Un caro saluto Manuel.

  3. Grazie a tutti, in primo luogo a Manuel, che forzando la sua naturale ritrosia ci ha fatto dono di questi testi. E di altri… che avremo modo di scoprire tra qualche giorno.

    @ Loredana

    A cosa serve? Non lo so, magari a tenere la morte al di là del confine di un verso: anche solo per pochi istanti: il tempo che basta per riprendere slancio e fare argine, là fuori, contro la marea montante di m…. che ci circonda.

    fm

  4. Scoprire che il critico di rara sensibilità è, anche, raffinato poeta. Non lo sapevo, confesso l’ignoranza. Un motivo in più per seguirne le luminose erratiche tracce…

  5. poesia arte…bello il dipinto ma ancor di più il componimento, sento un sogno, un desiderio di libertà…un mix di sensazioni.
    davvero bello il tuo blog sarò un tuo lettore^^

  6. scusate il ritardo, rispondo con ordine:

    @LOREDANADIBIASE

    anch’io non ho risposte, se non quella che mi suggerisce il ricordo dei versi di Mario Luzi: ?Approdo? Non c’è approdo, ora c’è il viaggio appena’. Grazie per aver lasciato traccia del tuo passaggio.

    @Fabio:

    esagerato! comunque grazie. penso a te come a un amico di sempre, più che a un oggetto (!!!) delle mie analisi…un abbraccio

    @ Ivan Crico

    per una volta ho offerto il fianco a quelli che di solito io flagello! scherzo, grazie per le tue parole.

    @NADIAAGUSTONI
    Cara Nadia, ci siamo spesso incontrati nei commenti a vari post, qua e là. mi fa davvero piacere il tuo apprezzamento. A vario grado, Luzi e Bellezza sono stati molto importanti nel mio percorso. Ponte Milvio piace anche a me, è una delle prime sensazioni avute a Roma, girare in bici, osservare. ‘Di fronte ai boschi’ nasce da un racconto meraviglioso, una fuga nel paesaggio, lontano da tutto, e una speranza di riconciliazione tra due popoli comunque fratelli.

    @FRANCESCO MAROTTA

    Grazie, di cuore, a Francesco che mi ha chiesto ‘qualcosa da leggere’ e che con grande entusiamo ha postato questi versi. Come poi gli ho detto, pur avendo iniziato a pubblicare (anche) versi su riviste cartacee a partire dagli ultimi anni ‘ottanta, non ero mai apparso su internet…e alla fine mi sono arreso anch’io alla tecnologia. (e ci sto prendendo gusto). Sono contento che siano uscite su ‘Rebstei’ dove leggo di voci molto belle. Grazie Francesco, a presto

  7. Mi sono piaciute. In particolare quelle dedicate a Dario e a Mario Luzi, dove è dato conoscere anche l’uomo Manuel Cohen, i suoi valori.
    Complimenti a Manuel, e grazie.
    Un saluto a Francesco e a tutti.
    Giovanni

  8. Caro Manuel, sono io che leggo con grande entusiamo queste tue.
    Davvero una scoperta, di cui ringrazio internet e Francesco, grande
    e profondo conoscitore del mondo poetico. Un verseggiare pieno di padronanza e ricco di ritmo, essenziale, ma anche visionario al punto giusto. Aspetto le altre letture annunciate da Francesco e di nuovo complimenti.
    vincenzo celli

  9. Una grande sorpresa. Sono ovviamente d’accordo con Vincenzo sulla padronanza dello strumento-lingua. Ma la poesia non è solo tecnica, quanto trovare per una sostanza densa la propria forma; il modo in cui Manuel lo fa è, appunto, sorprendente.
    Aspetto con molta curiosità il prossimo post. Intanto complimenti.

    Francesco t.

  10. devo dire che non mi aspettavo tutto ciò. grazie a tutti.

    @GIOVANNI NUSCIS

    Le parole che vengono dal fine ‘lettore’ che sei, mi sono preziose. e’ vero, in quei due testi emerge anche una qualche considerazione privata e pubblica. grazie di cuore.

    @VINCENZO CELLI

    Grazie per il giudizio lusinghiero. E per aver sottolineato l’elemento ritmico sotteso alla scrittura. allora, alle prossime!

    @FRANCESCO TOMADA

    Caro Francesco, una sorpresa anche per me , visto che le nostre scritture sembrano diversissime (ma ho scritto anche altro). La lotta tra forma (e tecnica) e sostanza, sta alla base… faccio di tutto per tendere a un discorso naturale. ti abbraccio e ringrazio di cuore

    @NATàLIA CASTALDI

    la Nàtalia! Grazie per essere intervenuta. Sì, è vero, ma non è falsa modestia… a conferma c’è il fatto che praticamente non do alle stampe un volume di versi dal ‘Novanta..e ne avrei. Ti abbraccio forte, e spero di avere presto ‘quelle’ tue notizie.

  11. @ P.

    perdona se ti ho omesso, una semplice svista. Grazie di cuore per il tuo passaggio. Sogno e Libertà, sicuramente, alla base di questi versi.

  12. Caro Manuel, devo dire che io mi aspettavo “tutto ciò”, e sono estremamente felice di aver ospitato i tuoi testi.

    Hai una grande, naturale capacità di creare “communitas”, perché i valori che la fondano, quando è vera e non risponde a nessun’altra logica che non sia il suo essere pura gratuità dell’atto, del segno e della memoria, fanno tutti parte, in modo coessenziale, di quello che sei come persona.

    Ringrazio ancora tutti gli intervenuti, vecchi e nuovi, con un caro saluto.

    fm

  13. La via del mare, Manuel, cullerà questi testi molto particolari.
    Francesco ha detto che i commenti non sono finiti, lo so, e se scrivo soltanto adesso è perchè mi sono fatta cullare molto dai tuoi versi che ho letto più volte a voce alta e ne riporto uno per tutti, uno che mi ha colpito paricolarmente

    …nel tempo, che precipita, e non vola.

    davvero complimenti e un grazie a fm per averci dato la gioia di leggerti.

    jolanda

  14. Cara Jolanda, i commenti a questo post, come a tutti gli altri, non chiuderanno nemmeno il giorno in cui chiuderà la dimora.

    L’unico problema, allora, sarà che, di tanto in tanto, vi beccherete anche un po’ di pubblicità erotica, qualche anonimo fascio in vena di minacce variamente assortite e uno stuolo di esorcisti…

    fm

  15. Caro Francesco,
    questa dimora non chiuderà, ne sono e ne voglio essere convinta. Ho trovato tanta luce qui che non posso immaginare un ritorno al buio……..

    Per quanto riguarda il resto del tuo commento….ma lo sai quanti siamo?….rimanderemo tutto al mittente!

    ti abbraccio
    j

  16. @CARMINE VITALE.

    Ti ringrazio molto, vedo che segui sempre e leggi tutti, con commenti veri e spesso bei versi. un abbraccio.

    @ JOLANDA CATALANO.

    Cara Jolanda, che piacere il tuo commento, e che colpo che mi dai. Hai fatto una cosa che io faccio da una vita leggendo gli altri e che non avrei mai pensato che qualcuno avrebbe potuto fare con i miei semplici versi: ripetere a voce alta, portarseli in tasca. Hai toccato un nervo scoperto, un testo molto sofferto, per i motivi che contiene, e pure per la sua gestazione. Ti confesso che nasce da un mio colloquio con una poesia purissima : ‘Vola alta, parola’, di Mario Luzi. Purtroppo, l’amarezza è nel constatare quasi apocalitticamente, che nel contesto in cui siamo, di isolamento, di mancanza di dialogo e condivisione, si precipita facilmente, e si vola poco…

    @ FRANCESCO MAROTTA

    – La tua considerazione è preziosa, alta, dignitosa. Non solo hai colto il meglio dai miei scritti, ma , pur non conoscendomi, non ancora, hai colto sicuramente uno degli aspetti ‘migliori’ della mia natura ( sui peggiori, meglio stendere un pietosissimo velo)… Sì, creare ‘communitas’, un proposito che sembra così irrealizzabile. Ma poi, tu mi insegni, con il tuo esempio, i tuoi scritti, la tua infaticabile opera di diffusione culturale, questo è a volte ancora possibile. Si può lavorare su questo, raccogliere la molteplicità di voci, esperienze, esistenze, in una accogliente, virtuale eppure molto umana e ospitale ‘dimora’!

    – faremo tutti il possibile perché la ‘dimora’ resti, per tanti. Grazie.

  17. Caro Manuel,
    in parte condivido la tua amarezza sul “volo”. Allo stesso modo, però, ti dico che due anni circa dentro questa dimora mi hanno dato più carica e più ricchezza sul piano della conoscenza e dell’acquisizione di autori a me prima sconosciuti, piuttosto che tutte le riunioni culturali a cui ho partecipato negli ultimi venticinque anni della mia vita.

    Qui, solo se lo vogliamo, possiamo diaologare, confrontarci, condividere e, per quanto mi riguarda, rivalutare il concetto di amicizia che credevamo smarrito.

    Certo, forse è necessaria quell’innocenza di cui parla Lisa Sammarco un post più su, ma credimi, non c’è popolarità che tenga difronte al non sentirsi isolati e poter condividere anche un solo pensiero.

    Non leggo a voce alta tutto, solo ciò che mi torna sintesi di ritmo,significato e personalità.

    ti risaluto
    jolanda

  18. Grazie, Manuel.

    Un mio caro amico dice sempre che noi siamo esattamente quello che scriviamo: basta, leggendo, immergersi completamente nei testi, e il profilo umano dell’autore ci si palesa nella sua sostanza più vera.

    Per il resto, non preoccupatevi: la carissima Jolanda non vuole che io mi “pascolizzi” :-)

    “L’ultima sillaba dei giorni” dirà – in questo senso.

    fm

  19. E’ un enigma fino a un certo punto, caro Manuel: la mia amica Jolanda s’è messa in testa, leggendo le mie ultime cose, che io sia in una fase di transizione da un maestro (quello di sempre: Leopardi) a un altro (Pascoli). Lei mi preferisce col primo, e non ha tutti i torti. Solo il tempo dirà se la transizione che lei paventa è avvenuta o meno…

    Natàlia, Reb Stein ti ascolta sempre…

    fm

  20. Mah, a me una pascolizzazione di fm sembra improbabile.
    E, caro Manuel, coagulare una comunità attorno ai propri testi è dote di pochi, anche in un luogo accogliente come questo. Si raccoglie ciò che si è seminato, e io ne sono felice per te.
    Un caro saluto al padrone di casa, come sempre.

    francesco t

  21. sono stereofatto dalla sfilza di commenti, non quelli sull’ottimo manuel intendo, ma gli altri su una ventilata chiusura (?!). ho parlato col mio procuratore pasqualin e dunque: ricordo che io sono stato ingaggiato a parametro zero con un profumatissimo contratto triennale. finora sono stato impiegato da tornante sinistro – vabbe’ ho segnato pochissimo, ma da me nessuno pretendeva molti goal. e dunque: w marx, w bosman, w maotsetung!

  22. Caro qp il tuo contratto non andrebbe comunque in disarmo, ne rimarrebbe sempre il profumo nell’aria, a futura memoria.

    Come forma di parziale risarcimento, nei prossimi giorni ti regalo una gemma di db, sono sicuro che ti piacerà.

    fm

  23. in questo periodo arrivo sempre in ritardo… comunque complimenti al poeta, o meglio alla poesia che ci regala. quando uno incontra versi del genere, ringrazia di non essere analfabeta.
    enhorabuena.

    un abbraccio

  24. rientro solo ora e saluto:

    @qp
    hasta la victoria!

    @Alessandro Ghignoli

    Ola Ale! non ci siamo mai incontrati nelle mie stagioni pesaresi (di cui leggerai presto qualcosa proprio su Rebstei nei prossimi giorni, e ci sei anche tu in ‘tutte le voci’… grazie per la lettura. a presto

    @Francesco

    ciao, buona settimana!

  25. caro Manuel,

    complimenti per questa tua “lingua di sabbia o di brughiera”. Sono tornata più volte nella danza tra il nulla e l’isola del primo testo, sulle tracce perse che riaffiorano nella caccia. (Molto bella).
    Ho ritrovato poi nel testo dedicato a Luzi e a Bellezza qualcosa delle tue “cartoline di marca”. In che senso “copia” da Yehoshua?

    un abbraccio

  26. Cara Franca, grazie per essere passata di qui. Sì c’è tutto questo nel primo testo, tra fuga e inseguimento, un po’ visionaria, come più raramente in altri testi. C’è sicuramente quello ‘spirito’ che anima le ‘Cartoline di marca’: la letteratura, la poesia e chi la fa, vissuti con affetto e amicizia. Copia è inesatto, piuttosto ‘liberamente tratto’…i corsivi, poi, sono enunciati presi in prestito dal racconto di Yehoshua. Anche lì, è un rincorrersi, o un inseguire, anche nel fuoco, un senso, o il senso. Ti abbraccio.

  27. grande compostezza, grande dominio formale e un disperato senso di divisione (di visione) in cui, precipitando, si è.
    molto, molto belle manuel.
    un abbraccio caro,
    r

  28. Ciao. Pensate un po’, ho letto per primi i commenti; così mi sono detto: “quanta benevolenza, quanto apprezzamento, cos’è codesto semiproselitismo, chi è mai costui, intoccabile uomo? adesso leggo i versi e gli rovino la festa!” Invece no.
    Magari gliela rovinerò un’altra volta, chissà.
    Complimenti e ciao.
    Massimiliano Bossini_

  29. @MASSIMILIANO BOSSINI

    leggo solo ora, sto combattendo contro i virus nel mio pc. Hai ragione, in fondo chi è (chi sarei) questo Carneade?…grazie anche per la tua benevolenza.

    grazie Francesco.

  30. @fm e mc: scusate (soprattutto per questioni di baratto), mi permetto di calcare un passo sulla via per il mare; ne ho una gran voglia.

    la mia ombra
    respiro nel respiro
    ed è nube
    che s’ingialla di luna
    e mi si imbocca di schiuma
    bianca –

    sale
    saliva

    (si intitola ‘Lampedusa’)
    buona continuazione
    MB.

  31. Amico mio ,tutte le mie acque hanno straripato lungo la via del mare…..e nel tempo che ci unisce e che separa , nulla accade se non la vita ! Riesci sempre a regalarmi parole da ripetere a voce bassa con un sorriso….mi sei caro quanto mi è cara la poesia…

  32. @ Stella e Silvio:

    Grazie di cuore per l’amicizia che sempre mi offrite. un saluto a Urbino e alle Cesane. a presto, un bacio

  33. c’è sempre un’acqua che unisce o separa

    è davvero bella questa “breve silloge” (no, non appare breve) di Manuel. Accurata, e con il mare a distanza – “nella distanza del tramvai / che, se la notte cade, corre verso il mare” -. A leggerla mi è venuta in mente una canzone di Philip Glass, si chiama “Freezing”, le parole sono di Suzanne Vega.

    Un saluto caro
    Adelelmo

  34. caro manuel, finalmente leggo le tue splendide poesie, contrassegnate dalla scarna eleganza della parola che -sai bene- è molto vicina al mio sentire: ‘..,parola s’affossa nei nostri occhi, e li dirupa nel tempo, che precipita, e non vola’.
    Grazie per averci donato questi bagliori di bellezza (e verità).
    un fraterno abbraccio (sperando di risentirti o rivederti presto)
    s.pagliuca

  35. @Salvatore Pagliuca:

    caro Salvatore, non sai che piacere inatteso leggerti qui. Ti ringrazio per il tuo apprezzamento.Sai quanto ci tengo a te, e alla tua bellissima poesia. Ci rivedremo presto, e presto faremo molte cose belle. Un saluto caro a Muro Lucano, alla tua famiglia e a tutti gli amici. Presto avremo modo di festeggiarti!!!un abbraccio caro.

  36. Caro Manuel Cohen,
    vedo ora dal suo post del 30 ottobre scorso sul Blog a proposito del libro di Maria Lenti che dice di avermi scritto. Sfortunatamente non ho ricevuto nulla! Le dispiace riprovare a mandarmi la sua lettera? il mio indirizzo e-mail è chiodo@iol.it .
    Avrei molto piacere di comunicare con lei. E non riesco a trovare il suo e-mail da nessuna parte.
    Grazie e a presto, spero,
    N.C.

  37. Per Manuel parlerei di “disimpegno/impegnato” esperito su una linea di leggerezza calviniana rivisitata modernamente con l’apporto di una precisa capacità definitoria molto personale , riconoscibile .
    Quando penso a testi come “Ponte Milvio” e “ciao, Dario”credo ancora alla poesia e alla sua capacità di “chiamata” : un invito , una mano sulla spalla .

  38. Ti ringrazio, Leopoldo. Una lettura molto stimolante. Che Calvino abbia segnato anche, e in parte, la mia formazione, è indubbio.
    Ho scritto parallelamente a questi testi alcuni poemetti molto attenti ai contesti socio-politici.

    Sulla ‘capacità di chiamata’, ti ringrazio, è una cosa che mi sta molto a cuore. a presto, e magari, parliamo anche un po’.

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