The cats will know – di Stefanie Golisch

[STEFANIE GOLISCH]

cristinaThe cats will know
(A casa di Cristina Annino)

E’ un mondo nel mondo, il mondo di Cristina Annino.
Appena si apre la porta della sua casa romana si è dentro e pian piano il fuori comincia ad allontanarsi.

Qui valgono altre regole.
Qui si gioca a carte scoperte.
Non ci si nasconde davanti a se stessi. Perché il mondo di Cristina, i suoi fantastici quadri, abitati e animati da uomini, donne con lunghi capelli che sembrano incendiarsi verso il cielo e animali reali, surreali, iperreali, riporta l’ospite in un paese lontano, remoto, nascosto o reso invisibile all’io adulto, ben educato, razionale e molto ragionevole.

I quadri di Cristina, appesi in tutta la casa – incluso porte e armadi dipinte! – parlano con un’altra lingua – quella mormorante, balbettante che non ha ancora compreso come funziona il mondo, come ci si comporta opportunamente e cosa si deve pensare e volere per entrare nell’impeccabile mondo degli adulti.

Il mondo di Cristina è il mondo dell’io non ancora violentato dal mondo dei benpensanti, dei finti sapienti e degli opportunisti comuni. E’ il mondo prima che il pensiero devastasse il suo meraviglioso caos, la sua grandiosa incomprensibilità.

Essere senza porre alcuna domanda.
Essere danzanti.
Stupirsi.
Ridere e piangere senza vergognarsi – né davanti a se stessi, né davanti agli altri.
I quadri di Cristina dicono ciò che leggo anche nelle sue poesie e che ho cercato di portare sano e salvo in tedesco, la lingua della ratio sui generis: non ti preoccupare se non capisci nulla. Perché, semplicemente, non c’è nulla da capire.
La vita non è una sfida.
Vivila semplicemente.
Fatti portare da lei come in una barca.
Chiudi gli occhi e fatti cadere nei sogni dell’io tuo nascosto.
Niente paura.
Vedrai che nel momento in cui smetti di funzionare come pensi che gli altri vorrebbero, starai meglio.
Vieni nella mia barca piena di buchi.
E partirono in un colino.
Le mie bestie senza nomi saranno i tuoi fedeli accompagnatori.
Fidati.

Uomo e donna.
Sì e no.
Insieme e no.
Amandosi, desiderandosi, unendosi e separandosi di nuovo – e sopra il loro incerto tentativo d’amore, un collo di animale rosso blu giallo, messaggero dell’altro mondo, altro stato,che avvolge e protegge gli amanti imperfetti.

Niente paura.
Con il mio pelo morbido e i miei denti di seta difenderò il vostro diritto di subire ogni metamorfosi pensabile.
A voi la scelta!
Chiudete gli occhi e fatevi cadere nella morbidezza del tessuto indistinto del sonno e del sogno, dove tutto accade senza ragione – inizia, succede e finisce.
L’ultima parola?
Soltanto the cats will know.

I quadri di Cristina non raccontano l’eternità, ma l’attimo fuggente, il robusto sapore della vita che deriva proprio dal fatto di non essere eterno, ma pietra volante.

E, nella non-salvezza definitiva, siamo – finalmente – salvi.
Non dobbiamo più – che sollievo! – funzionare e non dobbiamo assolutamente spiegare nulla a nessuno.

E’ quel senso di libertà, buono e pericoloso, che mi fa dormire profondamente nella stanza degli ospiti in casa di Cristina che, insieme ai suoi due fedeli gatti o angeli pelosi, mi accoglie generosamente in uno spazio che mi fa diventare totalmente me stessa – e totalmente l’altra.

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Immagine: Cristina Annino, Lina con gatta bianca, 2006.
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11 pensieri riguardo “The cats will know – di Stefanie Golisch”

  1. … la cosa piu´grande che l´arte o l´uomo puo´ dare e´la liberta´ – un profondo respiro TUO che ti collega con il tuo io interiore e che lo fa girovagare in mondi lontani, conosciuti, sconosciuti, compresi non compresi…il resto sanno i gatti…

    un caro saluto da berlino

    stefanie

  2. Sono estremamente contenta di questo intervento di Stefanie, non lo immaginavo nè aspettavo e per questo estremamente gradito. Golisch sa “leggere” tutto bene, perchè “legge” anche quando parla, “ti” legge, le viene naturale come un respiro yoga.
    Grazie a Francesco, il caro, caro amico tanto stimato e mai conosciuto.
    Cristina.

  3. Non ho mai conosciuto la Annino, neppure ora, pur vivendo a Roma dal 2001. Di lei, della sua poesia ho un ricordo indelebile. Ancora ricordo a memoria, quasi, alcuni versi da ‘L’udito cronico’ la silloge bellissima che appare nel terzo quaderno einaudiano dei Nuovi poeti italiani. E nuova, la Annino, lo era pienamente… così divincolata da quei due schieramenti egemoni, sperimentali e innamorati, da esprimere la migliore cultura della sua generazione, tra pubblico (politico) e molto privato…ancora ci si attarda con considerazioni e nozioni accademiche sulla fine della lirica, la sua morte (un’altra! ma com’è che per loro è tutto morto?), quando poi, gli esiti migliori, di autenticità, e, anche per questo, di innato intrinseco antagonismo, si hanno proprio dai lirici tout cour….

    … due considerazioni in margine:
    1) questo bellissimo scritto della Golish, mi ha ricordato che un poeta caro che ho avuto la fortuna di frequentare, Franco Scataglini, amava, tra un verso e l’altro, dipingere acquerelli meravigliosi…
    2) altro ricordo va alla romana ‘gattità’ di Dario Bellezza.

    un caro saluto.

  4. Sono estremamente gratificata, Manuel, da quanto dici. Il fatto che tu ricordi quasi a memoria testi miei così lontani
    nel tempo, è l’unica autentica ricompensa che un autore possa augurarsi. Se vuoi, posso farti avere i miei ultimi lavori di poesia, e grazie per il tuo intervento. Cristina.

  5. Cara Stefanie, che bello! Hanno ragione Francesco e Cristina, tu vedi con gli occhi dell’anima e penetri in profondità nelle cose e nelle persone con sguardo attento, lucido, ma sempre con estremo rispetto e delicatezza. E i tuoi testi, di qualsiasi tipo, non vengono mai meno a questa tua cifra interiore.
    Un carissimo saluto
    m.

  6. Grazie a Cristina, che ritorna su queste pagine attraverso le parole di Stefanie. E grazie a Manuel (anch’io ho conosciuto la poesia di Cristina con quel libro) e Mimma.

    Stefanie, siamo debitori di una ‘risposta’ a qp…

    fm

  7. Ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi il mondo così precisamente e intensamente descritto Stefanie Golisch e senza nulla togliere all’acutezza del suo sguardo non poteva che essere così perchè è il mondo poetico di Cristina Annino, espresso sia in poesia che in pittura, che erompe con prepotenza ma senza violentare colui che ne è testimone ma anzi accompagnandolo in un viaggio che è dentro se stesso che è tutto forza interiore e pienezza di vita. Complimenti a Stefanie e un abbraccio a Cristina.
    P.S. Un caro saluto a parte a Francesco e mi scuso se ultimamente non sono stata molto presente ma sempre vivi in mee sono la stima e l’affetto. Lucianna

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