I Quaderni di RebStein (VII)

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Quaderni di RebStein
VII. Luglio 2009

Manuel COHEN

 

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Manuel Cohen – Cartoline di Marca, 2005 – 2009
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25 pensieri su “I Quaderni di RebStein (VII)”

  1. Versi luminosi. L’affetto che incide le parole commuove.

    “col cuore avete ragionato
    scritto, vissuto, versificato.”

    Le persone, i nomi, i luoghi: il paese che pure c’è stato, che forse (nascosto) un pò c’è ancora.

    Un abbraccio.

  2. Ringrazio di cuore Francesco Marotta, per aver letto e postato questi versi ‘privati’. Uno spazio , quello di rebstein, che è casa ulteriore, couche ospitale, e molto umana.
    La fotografia bellissima ‘It was not a promised land’ di Mellina, splendido artista, dice – meanche a dirlo!- molto!
    Grazie, e buon weekend.

  3. Ragazzi, a quarantuno gradi e passa, il cervello, il mio almeno, non risponde.
    Mi riprometto di leggere con calma, temperatrura permettendo.
    Intanto i complimenti a manuel li faccio ugualmente e un caro saluto anche a nadia e francesco.
    ciao a tutti
    jolanda

  4. Grazie a tutti.

    Se la ‘dimora’ è il luogo dove si coltiva il “prinzip hoffnung” del libro interminato dei doni, queste “Cartoline” sono la manifestazione più concreta della ‘condivisione’: semplicemente splendide.

    fm

  5. le “Cartoline di Marca”, di Manuel Cohen, ci dicono, splendidamente, il cuore di Manuel, il suo amore per la poesia e per i poeti; sono canti “regionali” solo perché ci parlano di una regione, dei poeti che lì hanno o hanno avuto i natali, un inno ad una terra che, da Leopardi in poi, ci ha sempre dato ottimi poeti; il ricordo di Volponi, poi, per me che l’ho amato e sentito come un punto di riferimento, è tenero e straziante.
    Grazie, caro Manuel, grazie di cuore. Fabio Franzin

  6. Grazie Manuel e Grazie Francesco.
    E’ presto per me per dire qualcosa sui testi in sè. Ma l’impressione è quasi quella di qualcuno che apre a tutti un suo album familiare che, per come è raccontato, per le persone che lo abitano, diventa un bene collettivo. Questa lettura fa bene dentro.

    francesco t.

  7. mi associo a quanto scritto da nadia: i post di francesco sono sempre cibo per la mente e per il cuore. leggo sempre, commento di rado. ma volevo lasciare la mia testimonianza e il mio affetto al proprietario di questa Dimora. abbraccio francesco e faccio i miei complimenti a manuel.

  8. Scusate. arrivo solo ora, e leggo i vostri passaggi.
    desidero esprimere un grazie a tutto voi:

    @NADIA AGUSTONI:

    fin troppo generosa!

    @JOLANDA CATALANO:

    sarà pure il fatto che porti il nome di una amica carissima, ma con la tua presenza ai miei post, discreta e affettuosa, amica lo sei tu parimenti!

    @Gaja:

    Grazie per il tuo passaggio e per l’apprezzamento, che contracambio!

    @FABIO FRANZIN:

    Caro Fabio, tu, in fondo, li conoscevi già… sei stato tra i primi a ‘tirarmeli fuori’!… Volponi, che ho avuto la fortuna di conoscere e di ‘vivere’ in Urbino, è riferimento morale per entrambi. Un altro elemento , ‘tenero e straziante’,che ci lega, fratello!…

    @FRANCESCO TOMADA:

    Caro Francesco, tocchi corde molto sentite… se era questo il feedback migliore che io potessi aspettarmi dalla ricezione di questi testi, ebbene, l’ho avuto: ‘qualcuno che apre un suo album familiare’, dici bene, anche col rischio di un minimalismo intimista, che, grazie anche alle tue parole, si fa (è una speranza, insita anche nel sottotitolo che rimanda a una realtà condivisa, a una koiné) bene collettivo. Grazie per le tue parole, e per i tuoi versi!

    @ FRANCESCO MAROTTA:

    Caro Francesco, grazie ancora e per sempre per questo spazio, e pure per la cura e la prodigalità con cui segui (anche in mia assenza!) queste mie cose. Ti abbraccio.

  9. Caro Manuel,
    grazie per l’attestazione di amicizia che ricambio volentieri.
    Una delle mie figlie si chiama Manuela……..

    Per fortuna oggi la temperatura si è abbassata e ho salvato il tuo quaderno e letto i testi.
    Ci sono mille e più sentieri che conducono alla poesia e ciascuno di noi, nei vari e diversi momenti della vita, imbocca ora questo, ora quello.
    Quello scelto da te, in questi testi, è un sentiero fiancheggiato di affetto e natura, una via che ci restituisce in tutta la loro integrità, volti e immagini che scorrono e che, anche se non vissuti da noi, sentiamo comunque vicini e presenti. Grazie.

    jolanda

  10. @CARMINE VITALE:

    Grazie Carmine per avermi letto. Non so quanto ‘purissime’. Certamente, nelle mie intenzioni, il ricorso a parole chiare, il più possibile.

  11. @ JOLANDA CATALANO:

    Sì, Jolanda, ‘affetto e natura’. No è oggi difficile concepire l’esperienza del mondo fuori dal paesaggio. Per quanto deterritorializzati, mortificati nelle nostre esigenze primarie, siamo ancora parte della natura, o almeno spero.

  12. Mi hanno fatto rivivere, questi testi, l’aria inebriante che mi avvolgeva quando, ragazzo di paese, dovevo prendere impossibili coincidenze tra vari treni regionali per riuscire a incontrare poeti, scrittori, artisti, musicisti che amavo. Dai finestrini i paesaggi stupendi del Friuli, del Veneto, la costa triestina, con la pietra a picco che abbraccia l’azzurro del mare. La timidezza di chiedere poi, a cena o in un bar, gli sguardi ed i gesti da cui capivi l’uomo grande che si celava nel grande artista o il grande artista che umanamente deludeva: eppure, sentivi, che oltre i limiti dell’uomo il mistero della creazione è più forte e, come l’acqua, ha bisogno non di pienezza ma di varchi, vuoti per passare, raggiungere la foce. Passaggi, come questi testi, oltre il pensiero che chiude, imprigiona la vita, passaggi verso la poesia.

  13. @IVAN CRICO:

    Caro Ivan, cogli nel segno. A ripensarci, ora, sembrano brani o lacerti per un billdungsroman, per un romanzo di formazione…dove quello che si è cercato e ricercato, più e prima della lettera, era la voce, e la foce.

    C’è poi, se vuoi, la dimensione di un paesaggio adriatico che, a varia latitudine, ci prende e accomuna.

    …’gli sguardi e i gesti da cui capivi l’uomo’… era la cosa più importante, e lo è ancora… per me, come per te, che da sempre abiti nella parola.

    grazie, ti abbraccio forte

  14. Io ho sempre difficoltà a ricordare i nomi, soprattutto se non riescono ad imprimere in me una presenza. la bellezza di questi testi è proprio questa: sono incombre di nomi senza avere il peso che i nomi stessi a volte comportano, cosa che accade solo in certi incontri…

    grazie
    lisa

  15. @LISA

    Grazie Lisa per la tua considerazione. Proprio cercando di evitare il ‘peso’, ho fatto ricorso, per quanto ho potuto, a una lingua chiara, ‘leggera’. un saluto caro.

  16. Segnalo due refusi:

    a p. 15 il nome esatto è MARIO RAMOUS

    a p. 24 la citazione da Franco Scataglini recita: “Ah le bare vote / de nisciun evo / del cimitero Abrevo / portato via dal mare.

    gli errori sono provocati dal mio pc che tende a stravolgere alcune parole o nomi.

    p.s. : i testi apparsi dnel VII° Quaderno di Rebstein sono in realtà le prime due di tre sezioni.

  17. caro Manuel, complimenti. per il risultato per l’idea e per il fatto che la poesia è condivisione, è gli ‘altri’.
    possono sembrare piccole cose, ma proprio lì dietro si nasconde la penna del poeta.

    un abbraccio

  18. Grazie Alessandro. Le parole datte da chi ha scritto una sollige di e su un amico, ‘Tristitia’, hanno valore aggiunto. Un abbraccio forte

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