PostEretico (II) – di Antonio Scavone

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Cieco Tre Occhi – di Antonio Sabino

GustaveCaillebotte_Jeune_homme_a la fenetre- commons.wikimedia.org

 

“… io penso alla vita racchiusa nel punto più interno dell’opera, quella vita che puoi vedere attraverso i colori, la cera, la pietra, quella vita che una mano, una bomba, un pugnale, un fucile, non tocca quando squarcia a morte la tela, brucia la carta, frantuma la ceramica, bombarda il palazzo, rompe il vetro…”

 

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Tra anarchia e religione – di Federico Battistutta

Ferdinando Tartaglia (II)
Tra anarchia e religione

Prete, critico con la Chiesa, scomunicato, astensionista nel referendum istituzionale del ’46, collaboratore della stampa anarchica, poi un lungo silenzio fino alla riconciliazione con la Chiesa. La singolare vicenda di Ferdinando Tartaglia (1916-1988).

La strada dell’eccesso conduce al palazzo della saggezza. Questo aforisma di William Blake viene alla mente pensando al personalissimo percorso di Ferdinando Tartaglia (1916-1988). Chi era questo personaggio sconosciuto ai più e non a caso definito da qualcuno come un maestro sconosciuto? Continua a leggere Tra anarchia e religione – di Federico Battistutta

La disfatta – Poesie inedite di Elio Tavilla

Magritte_l_heureux_donateurSono versi che possiedono la capacità, quasi eraclitea, di definire con esattezza il farsi di un pensiero, gli elementi naturali, la memoria nel suo sorgere e dissiparsi, senza mai imprigionare nulla entro gabbie concettuali, sempre rispettando l’inafferrabilità del loro mistero. Segni di una ricerca di una verità, secondo le parole dell’autore, “che è nel mondo ma non è verificabile nel mondo” e di cui “possiamo solo esperirne il mistero e la fatica di un avvicinamento. (I.C.)

Elio Tavilla – la disfatta

fare caso alla bocca quando
tocca cibo, allungarvi le dita
e restare in ascolto. Mica come
quella retta parallela che tagliava
il buono dal marcio senza il sentimento
che si deve in queste cose

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In memoria di Paolo Volponi

PAOLO VOLPONI
(Urbino, 6 febbraio 1924 / Ancona, 23 agosto 1994)

f9a6ed39a9c5578e627396beb9e273c4_mediumPaolo Volponi era davvero un uomo non comune. Urbinate, grande intenditore di arte (soprattutto del Seicento, il secolo in cui, diceva, il romanzo dell’Italia è stato la pittura, e mai pittura è stata più narrativa di quella), la sua “strada per Roma” fu subito una strada più complessa di quella di tante altre biografie del suo tempo, e fu una strada “italiana”. Essa lo portò dapprima a dedicarsi al “lavoro sociale” nel Sud (e mi capitò a non molti anni di distanza di ripercorrere, dedito a imprese simili, molte delle sue tracce, sentendo storie del suo passaggio da persone che l’avevano conosciuto) e poi, tramite la conoscenza e l’amicizia di Adriano Olivetti – eccezionale individuatore di talenti e suscitatore di energie -, al Nord dell’industria. In entrambi i casi lo muoveva una tensione utopica che sembrava però saldamente radicata in ideali di misura e di armonia, che nascevano dalla sua Urbino, e dal suo Rinascimento. (Goffredo Fofi)

Continua a leggere qui il saggio di Goffredo Fofi (Paolo Volponi e la fine del mondo, “Linea d’ombra”, anno XII, settembre 1994, numero 96), inserito nell’omaggio che Giorgio Di Costanzo dedica alla memoria del grande scrittore urbinate nel quindicesimo anniversario della sua scomparsa.

***

Il libro dei doni – Capitolo VII, 2

Poesie sono anche doni.
Doni per le creature attente.
Doni carichi di destino.

(fm)

Jolanda CATALANO   Marco BIN   Alessandro ASSIRI
Franco ARMINIO   Francesca MATTEONI   Mirko SERVETTI
Massimo SANNELLI   Chiara DAINO   Mario FRESA

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Nuove voci della poesia slovena – di Ivan Crico

Pigna, trottola, dadi…specchio
Nuove voci della poesia slovena

Ivan_Grohar_-_Sejalec
(Ivan Grohar, Il seminatore, 1907)

Perché il canto, emerso dal suo luogo natale,
dopo il compimento, l’errare,
sia che di esso importi o no, debitamente ritorna…

Walt Whitman

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Francesco Mastrogiovanni, anarchico…

SE NON C’E’ LA FINESTRA DI UNA QUESTURA A DISPOSIZIONE, PER UCCIDERE UN UOMO LIBERO VA BENE ANCHE IL LETTO DI CONTENZIONE DI UN OSPEDALE PSICHIATRICO…

Anarchist flag

Si chiamava Francesco Mastrogiovanni, anarchico, è stato assassinato il 4 agosto 2009 in una delle sezioni più violente e criminali delle istituzioni totali di controllo: in un ospedale psichiatrico.

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Il mondo da riprodurre balbettando (II) – di Dieter Schlesak

Il mondo da riprodurre balbettando.
La follia di Paul Celan

shoah
DIE NACHZUSTOTTERNDE WELT,
bei der ich zu Gast
gewesen sein werde, ein Name,
herabgesschwitzt von der Mauer,
an der eine Wunde hochleckt.

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Il mondo da riprodurre balbettando (I) – di Dieter Schlesak

Il mondo da riprodurre balbettando.
La follia di Paul Celan

shoah
DIE NACHZUSTOTTERNDE WELT,
bei der ich zu Gast
gewesen sein werde, ein Name,
herabgesschwitzt von der Mauer,
an der eine Wunde hochleckt.

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Stammtisch – di Antonio Scavone

[ANTONIO SCAVONE]

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(Arturo Martini, L’attesa, 1931)

Stammtisch

     È un rituale, una liturgia laica, un’abitudine indifferibile. Anche stasera ci ritroviamo in questa riunione conviviale per celebrare l’appuntamento mensile che, ormai da anni, Carlo Schollmeier ha instaurato e rinnova secondo l’usanza tedesca della sua famiglia di riunirsi intorno a un tavolo di una trattoria per mangiare con gli amici, almanaccare, svagarsi. Continua a leggere Stammtisch – di Antonio Scavone