Il pezzullo di db (XX) – A Berlino con Aleš Šteger

[db]

AlesSteger_Berlino            A Berlino con Aleš Šteger

     E’ da oltre un decennio che questo splendido trentacinquenne organizza d’agosto i Giorni della poesia e del vino a Medana, sul confine tra Slovenia e Italia[1]. Pure Socrate, in effetti, discuteva sul confine tra vino e verità, giungendo nel Simposio a conclusioni più paradossali che aporetiche, ossia: il confine lo si determina solo praticandolo, ergo togliendolo per continui, microscopici sconfinamenti. E, se vogliamo il poeta, eccolo arante sub utrumque finem: l’Orazio lucanus an apulus di Satirae II, 1.

     Questo per dire che Aleš si colloca decisamente da sé sul versante della metonimia[2], ch’è appunto lo sconfinamento materiale delle parole-cose tra di loro (quando invece la metafora è piuttosto il collante imperiale degli stati-di-cose). Non a caso il suo libro di poesie più recente e maturo s’intitola Libro delle cose[3], dove a miracol mostrare sono le cose stesse che si mettono a parlare, come prima di lui solo Hans Christian Andersen aveva saputo (e, certo, i surrealisti avevano provato).

     Quando uno così, quando uno sloveno così va a Berlino l’anno stesso, a cavallo cioè tra il 2005 e il 2006, con una borsa di studio della DAAD, cosa fa (oltre a tradurre Einbahnstraße di Walter Benjamin)[4]? Praticherà un ulteriore confine, che secoli di koinè asburgica hanno teso a obnubilare: quello tra tedesco e lingua madre, in corpore vili di una città a sua volta obnubilata dalla caduta del Muro[5].

     Il risultato è codesto libriccino, dove in effetti a tratti sembra di percepire l’eco di un’infanzia berlinese, o l’ombra della capitale del XIX° secolo – ma è solo un’impressione, e non tanto perché nel XXI° ormai non ci siano più infanzie né capitali, quanto perché le idee di Benjamin (che poi coincidono con le sue allegorie) servono solamente a mettere in situazione l’autore stesso, che è poeta. Giusto così lo sloveno di Berlino potrà trovare infine suo fratello, paysan de Paris[6].

(Premessa a Aleš Šteger, Berlino, Zandonai, Rovereto 2009)

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Note

[1] Le informazioni essenziali sono sul sito www.medana.org.

[2] Cfr. la sua introduzione a Angels beneath the surface: A selection of contemporary Slovene fiction, North Atlantic Books, Berkeley CA, 2008, pp. vi-xvi. (che, presente anche in rete, è un ottimo viatico per la conoscenza della letteratura slovena).

[3] A. Šteger, Knjiga reči, Študentska založba, Ljubljana 2005.

[4] Cfr. W. Benjamin, Strada a senso unico (1928), a cura di G. Schiavoni, Einaudi, Torino 2006.

[5] Vale la pena osservare che l’unico tentativo di una rivista realmente internazionale del XX° secolo, Gulliver, naufragò nel 1963 proprio in seguito all’erezione del Muro (cfr. Riga 21, a cura di A. Panicali, Marcos y Marcos, Milano 2003).

[6] Che poi era stato il sogno di Walter. Cfr. L. Aragon, Il paesano di Parigi (1926), trad. it. di P. Caruso, Il Saggiatore, Milano 2000.

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19 pensieri su “Il pezzullo di db (XX) – A Berlino con Aleš Šteger”

  1. AL POETA E UOMO FRANCESCO MAROTTA: Sento il dovere di scusarmi per l’impulsivo ed incongruo commento lasciato in merito al termine MODERAZIONE dei commenti.Non sono avvezza alla frequentazione dei blog ed ho vissuto e sentito sulla pelle quella parola come una CENSURA, una LIMITAZIONE alla libertà di espressione.Leggendo il Poeta e le sue considerazioni cariche di umanità ho capito.. di non aver capito.Mi sono informata sulle formule e le motivazioni di controllo ed ho provato mortificazione per aver ferito, se non la persona Marotta, il suo grado di ospitalità.Ammiro, sono affascinata , turbata e commossa dalla Sua profondità ed Intelligenza.Intimidita dalla vasta cultura che mi lascia incredula spesso, nella Lettura delle sue Cose e in ciò che propone.Potrà essere magnanimo con questa spigolosa, talvolta, donna sarda che a costo di dire la Verità rischia l’autocensura? E posso osare un solare caldo saluto da questo angolo di Africa non risolto, che è la città di Cagliari? Spero..Grazie di TUTTA la BELLEZZA che mi ha donato! marlenel

  2. Nessun problema, Marlene.
    Sono felice che tu sia qui e, soprattutto, di aver letto che sei nipote di Francesco Masala.

    Per quanto riguarda la “cultura”, probabilmente non esiste, forse è solo uno, magari il più grande, dei sogni di chi non ha nemmeno gli occhi per piangere.

    Ciao, grazie a te.

    fm

  3. Posso dirti con la spontaneità che mi rassomiglia a zio Cicito, che sei un Tesoro?
    E che hai una straordinaria rassomiglianza con l’ Attore Tino Petilli? Oltre ad essere un caro amico collabora alla nostra Agenzia Musicale /Clair de Lune/ ( Debussy) nei Recital in Duo con Bruno, il mio “micio”, chitarrista classico.I Recital sono le Nozze tra Poesia e Musica.Il prossimo vedrà un sorriso ed una lacrima di più.Le Tue.Grazie mille. Marlene
    PS.Scusami per il Tu ma mi è venuto facile..

  4. Ales me lo ha fatto conoscere il mio amico Michele/Miha Obit. Ho avuto la fortuna e l’onore di frequentarlo e di poter leggere, assieme a lui, le traduzioni dei suoi testi in una piccola chiesa cinquecentesca, a Fogliano, nei pressi di Gorizia. Serata davvero emozionante, per tutti. Attenzione però: Ales non è che la punta, la più visibile ma non per questo più importante, di un magnifico iceberg che si chiama “Nuova poesia slovena”. Se vi fa piacere, se ti fa piacere Francesco, ho nel cassetto un lungo saggio dove presento diversi giovani autori e alcune loro poesie. Merita, davvero, conoscerli.

  5. Ales è un caro amico, oltre che una di quelle persone che conoscendole lasciano il segno. Ho letto il libro ed è molto bello, profondo, curato; sono contento che finalmente esca qualche cosa di Steger anche in traduzione italiana.
    (Ne ho scritto anche una piccola recensione su http://www.alleo.it, senza volermi avvicinare con questo a db).
    Spero che presto ci sia la possibilità di pubblicare anche alcune poesie di Ales in traduzione: sarebbero una scoperta splendida per molti, credo.

    francesco t.

  6. Quali note? Se me le mandi, le inserisco.

    Quello di Ivan più che un “saggetto” è un “saggione”, ci troverai anche una “pagina” su Steger. Pazienta qualche giorno.

    Un saluto a Carla.

    fm

  7. Sì, Isak, comparirà su queste frequenze, come tutte le cose belle in circolazione fuori dai circuiti dell’omologazione e del pattume.

    (Beh, almeno questa è la speranza…)

    E’ un saggio bello davvero, con antologia incorporata. Ivan ci sa fare davvero, e non solo con i versi.

    fm

  8. Bello sì, ma, riprendendo in mano la mia copia del libriccino, mi sono accorto che questa non è la versione definitiva. Certo ciò al pezzullo nulla toglie in sostanza: solo qualche luccichìo. Un motivo in più per cercarsi il libro, dico io, che l’ho trovato ottimo; cosa che avrei potuto confermare – sono sicuro – pur senza leggerlo in situazione, ovvero proprio a Berlino, della quale Berlino mi rimane come un ricordo e un esperimento particolarissimi: leggere, e insieme rileggere per la prima volta un luogo. Tanto destabilizzante quanto produttivo. Che sia per Berlino un destino l’essere la città de La ripetizione?

  9. Isak, per cortesia, tienimi sotto controllo il db, ultimamente sbarella…
    E, a proposito di controllo, dai un’occhiata anche alla posta, non si sa mai.

    @ Roberto

    I’m waiting for, my doctor…

    Se due anni le sembran pochi…

    fm

  10. Il punto fondamentale del pre-testo qui pro-posto è che è un pretesto, mi pare, per dare un’idea forte di poesia, dove parlare di poesia sembrerebbe divagare – e infatti la poesia è nominata giusto e solo nelle primissime righe, per essere poi mimetizzata ad arte nel “medio proporzionale” ch’è il vino.

    *E’ da oltre un decennio che questo splendido trentacinquenne organizza d’agosto i Giorni della poesia e del vino a Medana, sul confine tra Slovenia e Italia. Pure Socrate, in effetti, discuteva sul confine tra vino e verità*.

  11. Perdóname il mi idioma. No puede ser que el pezullo como el db ha propuesto aquí añade algo a la premisa en el libro? ¿Quién tiene el libro (Isak, o presumir db) no puede copiar las diferencias?

  12. Io non posso aiutarti, perché non ho il libro, ma penso che l’autore non ci farà mancare il conforto di un suo intervento chiarificatore.

    Resta il fatto, caro Xavi, che il pezzullo è il pezzullo è il pezzullo è il pezzullo…

    fm

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