In memoria di Paolo Volponi

PAOLO VOLPONI
(Urbino, 6 febbraio 1924 / Ancona, 23 agosto 1994)

f9a6ed39a9c5578e627396beb9e273c4_mediumPaolo Volponi era davvero un uomo non comune. Urbinate, grande intenditore di arte (soprattutto del Seicento, il secolo in cui, diceva, il romanzo dell’Italia è stato la pittura, e mai pittura è stata più narrativa di quella), la sua “strada per Roma” fu subito una strada più complessa di quella di tante altre biografie del suo tempo, e fu una strada “italiana”. Essa lo portò dapprima a dedicarsi al “lavoro sociale” nel Sud (e mi capitò a non molti anni di distanza di ripercorrere, dedito a imprese simili, molte delle sue tracce, sentendo storie del suo passaggio da persone che l’avevano conosciuto) e poi, tramite la conoscenza e l’amicizia di Adriano Olivetti – eccezionale individuatore di talenti e suscitatore di energie -, al Nord dell’industria. In entrambi i casi lo muoveva una tensione utopica che sembrava però saldamente radicata in ideali di misura e di armonia, che nascevano dalla sua Urbino, e dal suo Rinascimento. (Goffredo Fofi)

Continua a leggere qui il saggio di Goffredo Fofi (Paolo Volponi e la fine del mondo, “Linea d’ombra”, anno XII, settembre 1994, numero 96), inserito nell’omaggio che Giorgio Di Costanzo dedica alla memoria del grande scrittore urbinate nel quindicesimo anniversario della sua scomparsa.

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Il libro dei doni – Capitolo VII, 2

Poesie sono anche doni.
Doni per le creature attente.
Doni carichi di destino.

(fm)

Jolanda CATALANO   Marco BIN   Alessandro ASSIRI
Franco ARMINIO   Francesca MATTEONI   Mirko SERVETTI
Massimo SANNELLI   Chiara DAINO   Mario FRESA

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