Repertorio delle voci (II) – di Manuel Cohen

[MANUEL COHEN]

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Ci sono poeti che nella maturità piena e consapevole hanno in dono la possibilità di dire tutto, e con acquisita naturalezza o semplicità dicono l’incanto e lo stupore (e, a proposito, in tempi ormai lontani fu Remo Pagnanelli a preconizzarne parlando di poetica della sospensione e della stupefazione) dicono di una non ingenua felicità che è nelle cose, che travalica le trafitture, una serenità del vivere che va oltre le ferite, che penetra persino il lettore disincantato ben più avvezzo a scritture senza riparo.

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