Il farmacista di Auschwitz – di Dieter Schlesak

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«Sì, io preferisco chiamarlo l’Uno-Tutto, sempre giovane … Lui lo ha voluto, senza quest’Uno non può accadere assolutamente nulla e, se noi ne parliamo con il nostro linguaggio umano e la nostra miopia, diciamo sempre cose inadeguate … oltrepassa di gran lunga la nostra comprensione. Io ho udito là, nel campo di concentraamento, i sopravvissuti alla loro morte e loro hanno vissuto “la tomba nell’aria” e la luce infinitamente chiara al di là del corpo e della storia cruenta, come i molti che ritornano oggi da casi di morte apparente, anche quelli sui campi di battaglia, persino i morti di Hiroshima, di cui sappiamo che hanno udito un messaggio fantastico, bello, inafferrabile: la morte è solo un transito, una liberazione per un mondo luminoso pieno d’amore, proprio come gli antichi saggi sapevano da moltissimo tempo e hanno tramandato, per esempio nel decimo libro della Repubblica di Platone o nei diversi Libri dei morti, e questi messaggi delle vittime erano possibili perché loro si erano ridestati dalla condizione di morti e potevano informarci al riguardo. Sì, e proprio questo mi dà la speranza che il loro dolore non sia stato vano, che i milioni non siano morti invano … E questo, proprio questo è bello! Questo è l’inimmaginabile, l’incomparabile, ciò che il linguaggio non sa dire; anche nel negativo, lo stesso crimine dei nazisti, che trafficavano con la “banalità” senza resti del povero corpo umano, come fosse “dimostrato” che l’uomo è un niente, è pura materialità, da demolire, da annientare a milioni riducendolo a montagne di capelli, di ossa … anzi, trasformandolo in cenere, annientando anche la morte: l’uomo è un numero, un esemplare privo di destino … altrimenti non è niente. Niente? Il campo di concentramento ha mostrato, prodotto, inaugurato esattamente il contrario: Dio, in effettti, in ebraico è il NIENTE. E la speranza? Non è assurdo pensare che essa acquisti terreno attraverso questo paradosso assoluto: ovvero che l’impensabile nella morte sia ora divenuto universale, anzi, storia? No, perché proprio l’indicibile, o l’assurdo, nel tentativo di dirlo diventa la verità!»

(Su Doctor Blue and Sister Robinia qualche pagina del libro di Dieter Schlesak, un’opera che nessuno dovrebbe permettersi di non leggere.)

 

***

8 pensieri su “Il farmacista di Auschwitz – di Dieter Schlesak”

  1. Come si può non leggere questo libro? Come??????
    “SE QUESTO E’ UN UOMO” può non essere letto?
    Quei campi hanno lasciato ferite profonde, ma tanto aperte.
    In coloro che sono nel vento hanno assunto altre forme.
    In noi vivi, a volte; solo perchè residui di aria muovono il mantice desolato dei polmoni. Rimangono le vibrazioni, gli ultimi gemiti, i sussulti di animali al macello, l’ odore del fumo che penetra nelle narici.
    Si ferma a metà delle ombre, il dolore sempre vivo.
    I morti sono vivi e i vivi parlano ancora con essi. Grazie di questo rinnovato strazio che serve a ricordarci la domanda senza risposta di Primo Levi. E’ QUESTO UN UOMO? E la tremenda risposta dobbiamo darla:si, lo è. Marlene

  2. In un’epoca di negazionismi assortiti e imperanti, ribadire che “questa” letteratura deve far parte, sempre, della nostra memoria, del nostro essere e del nostro agire, non mi sembra inutile. E’ un obbligo ineludibile.

    fm

  3. Grande Dieter Schlesak!
    Sono felice che finalmente Garzanti pubblichi questo libro straordinario.
    E sempre Grazie a Francesco che ce ne offre l’anteprima, con quella tempestività che ha del miracoloso.
    un abbraccio
    lucetta

  4. Felice, per Dieter!
    Finalmente! Un libro che doveva uscire dal 2006…
    Il farmacista di Auschwitz, dottor Capesius, Dieter bambino lo conosceva bene…
    Grazie a Francesco.
    Marco

  5. La traduzione in italiano non è delle più felici, ma non importa.
    Schlesak raccoglie un testimone dolente fiorito fra le dita di Ka-Tzetnik, filtrato nelle vene di Primo, riarso nell’urlo di Wiesel.
    Finché avremo Memoria non moriremo.
    Finché vivremo ricorderemo.
    Misero l’uomo che non rispetterà la consegna!

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