Oggi è ogni giorno – di Nadia Agustoni

woodman02
(Francesca Woodman, Untitled, 1977/78)

oggi è ogni giorno (inedito, 2009)

 

ma a me il male è questo dolore quest’ora
in cui il ragno oscilla tra tela e parete e i muri
fino al soffitto costruiscono ombre
e mi si spaccano i denti nella furia di parole
che ritornano: lo vedete voi che c’è il torto
e tutto a nostra immagine?

 

ma a me chi lo dice che c’è il paradiso?
anche il muso dell’animale è attesa è mangiare è chiedere
e guscio è ogni anatomia e il voi e il noi e ogni figura
sono aperti e a volte pensiamo la salvezza
a volte siamo solo vivi e siamo stufi del cuore dell’anima
del giorno che saremo alla destra di chi a fare cosa?
il dolore è questo: è errore nelle parole.

 

 

ma dio se prende i pari vostri se vi somiglia
è messo male: quaggiù è terra io sono cometa
sono miglia di vento nella nuca sono gli occhi
che rimano il mondo e voi aggiustate l’abito ancora
credete all’abito credete di rinascere nella vita.

 

 

ma io la vita la finirei gridando come i pazzi:
andare sui tetti a una finestra e fare il gesto così
e così e tiè e basta, mica coi versi la finirei
vi inchioderei i versi la poesia come la legge alla porta.

 

 

ma io ci inchioderei la carne alla porta
farei a brandelli le braccia mi romperei
ogni vena e gli occhi ve li incollerei
all’aorta a guardare le cellule che avete
di che cancro crepate e a gesù gli direi
che i sepolcri imbiancati camminano
i morti camminano e oggi è il giorno
del giudizio oggi è ogni giorno.

 

***

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36 pensieri su “Oggi è ogni giorno – di Nadia Agustoni”

  1. “ma a me il male è questo dolore quest’ora
    in cui il ragno oscilla tra tela e parete e i muri
    fino al soffitto costruiscono ombre
    e mi si spaccano i denti nella furia di parole
    che ritornano: lo vedete voi che c’è il torto
    e tutto a nostra immagine?”

    per un attimo il cuore si è fermato. si è infilato, attonito, nel mondo di Nadia. un mondo familiare

    sempre grazie
    i.

  2. Cara Nadia, terribili, VERE, bellissime queste tue poesie/Scritture. Desolata speranza? Disperante disperazione? “Oggi è ogni giorno”: com’è tragicamente vero!
    Un abbraccio da
    Mariella

  3. “quaggiù è terra io sono cometa / sono miglia di vento…”. Un verso che colpisce molto, folgore di parole che disegnano senza rinchiudere: grazie Nadia e buon lavoro!

  4. un ‘invettiva contro il male del mondo, una rivolta contro il simulacro delSacro, per il sacro di ogni giorno, brava Nadia in attesa dI “Taccuino nero”, V.

  5. A me sembra che la scrittura di Nadia stia esplodendo in tutte le sue (grandissime) potenzialità, come conferma Il Taccuino Nero, come confermano questi testi lividissimi e tesi.

    ft

  6. Grazie per i commenti.

    Credo, esattamente come ft, che la scrittura di Nadia abbia raggiunto, e stia esprimendo, una maturità espressiva notevolissima.

    Questo “poemetto”, pur nascendo dalla medesima temperie creativa del “Taccuino”, è già un passo oltre, alla ricerca di nuove forme a cui dar corpo e voce.

    fm

  7. Vi ringrazio tutti.

    Grazie a Francesco dell’ospitalità e ai lettori e commentatori.

    Aggiungo solo che mi sembra sempre più di scrivere, con le parole di Viola “per il sacro di ogni giorno”.

    Un saluto.

  8. questa darkness innervata di colloquio quotidiano col nonsenso, questa mi pare la tua cifra più intensa e profonda, ci riconosco le tue impronte digitali, nadia. bellissime. un abbraccio, r

  9. Ogni commento si sovrapporrebbe alle parole che tessono questi versi. Non a caso molti le ripetono. “Oggi è ogni giorno” ci parla di questo eterno presente che ci avvolge e rende tutto de-reale, privo di volume. Lo sguardo non ha più il privilegio della prospettiva. Non abbiamo più “storia”. Resta quel “ma” che apre tutte le strofe. Un “ma” a cui siamo appesi nell’illusione che ci possa in qualche modo sostenere.

  10. ma io la vita la finirei gridando come i pazzi:
    andare sui tetti a una finestra e fare il gesto così
    e così e tiè e basta, mica coi versi la finirei
    vi inchioderei i versi la poesia come la legge alla porta.

    Cara Nadia, arrivo solo ora a leggere questi tuoi comandamenti apocrifi, queste tue urla della carne che esplode fra il silenzio abberrante di questa società… arrivo solo ora per ringraziarti di queste parole da inchiodare ai muri, alle porte, alle croci che ognuno di noi trascina lungo il suo italico Calvario: da Messina alle acque calabresi, dall’Aquila ad ogni luogo in cui dolore e impudicizia rimano orrendi fra di loro, dove ingiustizia e ghigno arrogante ballano la loro macabra danza sopra le scorie e i veleni del nostro oggi, dei nostri possibili domani. Grazie, Nadia, grazie di cuore. Fabio F.

  11. Parole che rimandano con forza fuori dalla “parola”, versi che escono dalla pagina, in questa “spudorata” poesia-bandiera, in cui si riflette tanto della nostra indignazione e della nostro residuo orgoglio civile e morale.
    Viva Nadia!
    Grazie a Francesco.
    f. d. g.

  12. “…del nostro residuo…”, scusate, ho perso l’abitudine di scrivere in queste finestrelle per i commenti, ormai, e lo faccio con poca accortezza.
    Ma a volte non posso proprio farne a meno, come qui, ora.
    Un caro saluto a tutti.
    francesco

  13. “versi che escono dalla pagina”

    “ti trovo, come dire, di una tenerezza feroce”

    anche a chi è intervenuto nel pomeriggio grazie.

    @ Silvia

    ma forse la tenerezza è non-accolta; di solito.

  14. Carissima Nadia, hanno detto tutto gli altri, io posso aggiungere che questa “forza dirompente” squarcia senza sconti ferite già sanguinanti.

    Sempre felice di leggerti, ti abbraccio assieme a francesco.
    jolanda

  15. tra le cose più importanti lette da tempo
    un tuffo al cuore
    dubbi tenerezza e l’aleggiare della vita come foglia
    grandissima nadia
    c.

  16. “ma io la vita la finirei gridando come i pazzi:
    andare sui tetti a una finestra e fare il gesto così
    e così e tiè e basta, mica coi versi la finirei
    vi inchioderei i versi la poesia come la legge alla porta.”

    La tentazione è forte, Nadia:)
    Faccio miei, per ciò, questi versi intensi e di autentica indignazione, e le parole di apprezzamento di chi mi ha preceduto.
    Complimenti!

  17. In coda [cronica pesci ] – m’inchino:
    e concordo – e *questo* sacro è, anche, *questo* suono che spalanca i sensi: e leggere Nadia a voce alta esalta/esprime Musica/Melodie [nel raddoppiamento fonosintattico – la potenza del messaggio è martello preciso: presente che presenta – la verità dell’ora, senza scampo senza sconti. Attacca/aderisce/avvince e appare: CONSACRA, appunto]

    Grazie Nadia e Grazie Francesco, sempre
    Nell’abbraccio

  18. Veramente potenti versi. In bocca al lupo a Nadia, per tutto, e complimenti per una scrittura partecipe, anche viscerale, ma incredibilmente efficace

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