Repertorio delle voci (III) – di Manuel Cohen

[MANUEL COHEN]

maria lentiScansione_06-04-2009 10.33.51Maria Lenti – Cambio di luci

Massimo Canalini, presenza storica nell’editoria di qualità, al timone di case editrici raffinate e innovative quali Il lavoro editoriale, Transeuropa, Cattedrale, ospita nella neonata Canalini e Santoni, la sesta matura prova di Maria Lenti, Cambio di luci. La sobrietà della copertina biancopatinata con al centro l’autrice ritratta a penna su cartoncino grigio da Raimondo Rossi, unitamente al titolo, si offre quale spia di senso, enunciato programmatico del testo. Ricercatezza, da un lato, con prelibatezze lessicali, prelievi e citazioni colte che sembrano opporsi a linguaggi correnti o corrivi, dall’altro, sobrietà formale e una chiarezza espositiva, pure nei testi più marcatamente sperimentali, che avocano a una matrice pittorica, di disegno o acquerello, nelle tonalità duali e gradazionali dal bianco al nero, come nelle variazioni coloristiche e sensoriali, dall’alba alla sera: leit motiv della raccolta proprio quel cambio di atmosfere, quell’attraversamento o passaggio di stato, da registro a registro, lirico, civile, fiabesco, memoriale.

Così, la struttura stessa della suite articolata in quattro sezioni volutamente diseguali, offre al lettore “pagine d’arte e di poesia”, un caleidoscopio di colori in ‘chiaroscuro’, come titola la prima sezione, un ventaglio di opzioni prosodicoritmiche: dagli endecasillabi distesi (“L’estate bella attende un filo d’aria / che spiri dalla riva al mare aperto”) alla cantabilità rimata (“ti fermo così, sbilenco alla marina / pulitura di sabbia e d’acqua fina”) con effetti di levità per scelta di timbri morbidi e ricorso a vocali aperte; alla filastrocca di ‘Facciamo un gioco”, al rigore gnomico di condensazione e rastremazione degli haiku, al riuso di miti classici e archetipi in Diverse, paradigma per exempla dei rapporti interpersonali e intersessuali; ai molti addentellati graffiatamente civili, Stelle e strisce, Chiasmo, dove la retorica si fa strumento critico di denuncia e giudizio: “Sotto strisciate stelle danarose / avide di rose / del deserto”; fino alla confessione e all’esodo nella parlata del Montefeltro, nel testo strategicamente posto alla fine, Storia mia de me, per quell’essere ‘nel vento’ (pascoliano, urbinate, o, con Carlo Bo: ‘vento di risposte’), e in un canto (una dualità riflessa di poesia e cantuccio, couche dialettale del mondo), ‘quando si alza il sole’, del nuovo passaggio di luce, fisico e ontologico.

______________________________

Da: Maria Lenti, Cambio di luci, Ancona, Canalini e Santoni, 2009.

 

gioco a primavera

Passeggero: “Fuori il verde!”
Siepe: “Fuori il tuo, ché il mio non perde!”

 

*

 

in aereo: di ritorno

– Un safari da togliere il respiro. E lei?
– Il Sahara, i Tropici…
– Scherza, suppongo. Non c’è nulla.
– Crede? Giallo-oro e baobab…

 

*

 

tra l’imbra e l’ambra

tra l’imbra e l’ambra i volti
sgranati per la privacy
(o rispetto dell’infanzia
in un bon ton – da poesia
se non fosse un urlo di ribrezzo
per quel prezzo pagato all’infinito)

                  l’ombra ha coperto il viso
bambini lunghi fucili in spalla
bambine e secchi per l’acqua al pozzo
                  non da riso il prima o il dopo
da singhiozzo

niente pane niente abbecedari
niente fuochi d’amore niente giochi
niente sconti niente tornaconti

                  fuori campo
                  patimenti affanni ponimenti
                  ordini ordinamenti
                  scongiuri illuminanti
                  pianti impotenti
                  convegni rotonde tavolate
                  prurigini rimpalli
                                      e cavolate

 

*

 

bonaccia

L’estate bella attende un filo d’aria
che spiri dalla riva al mare aperto.
Nell’apparente calma della sera
una barca s’imbarca alla deriva
…veleggia ondeggia accelera spiata
                         e scampa la nottata

 

*

 

per versi ipotetici

se un giorno tu tornassi
…                        (una canzone?)
tu vivi sempre un se
…                        (bene, un ritorno)
si qua recordanti
…                        (una citazione!)
se posso oltre sottrarre
…                        (ah, uno storno)
se cerchi nuove pose kamasutra
….                       (allora, un porno)
se ricorre un più e non un meno
…                        (un’addizione)
se spartissimo animae dimidium meae
…                        (oh, una divisione)
se obbedienza non è, agiremo
…                        (ah, moltiplicazione)
se il tuo corpo, il tuo corpo
                            (solito: invocazione)
se ieri, no – oggi -, forse domani
…                        (dunque: consolazione)
                se fosse nell’e-mail (o nella cassetta)?
…                        (slungata prolusione)
se il tempo si fermasse e nello spazio
…                        (ehi, là, che strazio)
se un sempre, un tanto, un mai
…                        (ma di che parli?)
se ancora i portici di Urbino
…                        (madonna! ancora lì)
se mai un infinito
…                        (il vizietto! era giusto qui)

 

*

 

domenica d’incontri

podisti
ciclisti
pattinatori skate-boardisti
naturisti salutisti (jogging/footing)
pescatori
birds-watcheristi
cell-telefonisti
IPO-disti
mezzofondisti (inspiranti/espiranti)
camminatori
tavolini e picnic-isti
passeggiatori di cani

tutti soli solisti come cani
(e gatti in cerca delle cucce
fino a sfinirsi)

 

*

 

riflesso

se anche lo volessi non potrei
cancellarti: due visi emergono
da un fondo scuro abraso

           un tondo li sovrasta
           la luce li contrasta
           il colore li rimesta
           …….
           pésto spigo di péste

ti fermo così, sbilenco alla marina
pulitura di sabbia e d’acqua fina

 

*

 

Storia mia de me

Da pcina propri pcina la lagna “fa’ la brava”
m’intronava per via che era morta la mi mama
e io er armasta com’una pulcina
– sal sal sol tla testa.
I fratei le sorelle poco più che implumi
el mi ba , i mi parent, j’ amich di mia,
la comunanza vera di quegli anni,
han fatt per me quel ch’han potut (el massim
dic adess che un po’ le rob le cnosc).
Via via qualca pessa l’ho tacata anch’io:
so’ dventata granda sensa i dann chi gross
me so’ innamorata più d’ ‘na volta
ho lavrat ho insegnat studio ancora
facc politica (me piac se cambia el mond –
per chi sta pegg – in mei).
Bona o trista, chisà. Le pretes
su me sulla mia mente sul mio corpo
j’ho mandat prest t’un chel paes
mentr’ho tenut la primavera tle mi ven
tel cor che batt e arbatt i bei pensier e i brutt.

Te, c’è sempre j’occh sereni. E’ da essa nata sa la camicia
– me dichen quand m’incontren.
(C’han voja da schersè, d’ironizzare,
così non saprò mai chi sono per loro. O c’han ragion su quest?
Vest sempre sa la camicetta de coton, bianca più spess:
d’inverne me salva el cald sott’ a la maja me tien fresc d’estat) -.
O pur – rincarne la dòs – è fatt granata para sa la vitta.

Lunga la mi storia corta la lor memoria
sto sitta mez ridend mo i guard fiss …
…Tla lor cucchia mama e babo c’aveven mess
l’annima e l’intension cla bona per fè gì tutt per el su vers
e non sùbit dentra t‘na tragedia che ‘n s’arconta manca.
El cont de cla scalanca grossa

e de tutt chi atre benedetti inciampament anca d’ogg
en el dmand più da un pess.
M’a chi chiedle? e perché?
Che la somma en è mai tonda, el so ben ben.
E po’ me trov dle volt contenta ‘na gran mucchia
t’un ste vent a fe’ tutt i sant giorne la mi part da ‘n cant
– quand s’alsa ‘l sol.

 

***

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10 pensieri riguardo “Repertorio delle voci (III) – di Manuel Cohen”

  1. Un grazie particolare a Francesco Marotta per la cura di questo post! Mi piace anche, e so che fa piacere a Francesco e agli amici di Rebstein, introdurre autori che non sono mai apparsi su questo sito.

    Maria Lenti ha, una bella storia : il primo libro ‘Un altro tempo’ uscì per le belle edizioni Rebellato nel 1972, cui seguono:

    ‘Albero e foglia’, Forum/Quinta generazione, Forlì 1982
    ‘Sinopia per appunti’, Argalìa, Urbino 1997
    ‘Versi alfabetici’, QuattroVenti, Urbino 2004,2006
    ‘Il gatto nell’armadio’, Fara, Santarcangelo di Romagna, 2005

    è pure autrice di racconti, raccolti in parte in:
    ‘Due ritmi una voce’, Il Vicolo, Cesena, 2006
    ‘Passi variati’, Tracce, Pescara 2003.

    Ha svolto attività di insegnante, negli anni settanta fino ai primi anni ‘Ottanta ha collaborato a ‘L’Unità’ e a ‘Paese sera’,e, successivamente alle pagine culturali di ‘Brescia oggi’. E’ stata parlamentare eletta nel 1994 nelle liste di Rifondazione Comunista e rieletta nel 1996 (fino al 2001). si occupa ampiamente di critica letteraria collaborando a varie riviste, di critica d’arte e cinematografica.

    1. Caro Manuel Cohen,
      l’ho appena sentita parlare alla libreria Odradek, della bella poesia di Cristina Babino “La donna d’oro”, (sono quello a cui ha suggerito di mettersi in prima fila…), e molto apprezzato il suo intervento. Vorrei sottoporre alla sua attenzione i miei versi, che scrivo in inglese (la mia prima lingua) ma gran parte dei quali sono stati tradotti in italiano, e si trovano sul mio sito http://www.nailchiodo.com . Che esemplare “ottobrata romana” stasera, non è vero?
      Cordiali saluti,
      Nail Chiodo

  2. porto ai lettori di rebstein e agli intervenuti i ringraziamenti personali di Maria Lenti, che, ringrazia anche Francesco Marotta per lo spazio. La Lenti ha provato ripetutamente a lasciare un commento ma non è riuscita, sembra che le sia negato l’accesso…La Lenti, come me, ha poca dimestichezza col diabolicissimo web!!! un caro saluto a tutti. Grazie Alessandro.

    @nailChiodo: ti ho scritto.

  3. Manuel, non è mai giunto nessun commento a firma Maria Lenti e non c’è assolutamente nessuna negazione di accesso, a nessuno e per nessun motivo. Resta il fatto che, postando lei qui per la prima volta (come avviene per chiunque), il suo commento va automaticamente in moderazione, fino a quando io non lo sblocco (e se non ho il computer acceso, l’operazione è chiaramente impossibile). Da quel momento in poi, comunque, la macchina dà il via libera a tutti i commenti che arrivano con quell’IP.

    Ti assicuro che “in moderazione” non ho mai trovato nessun commento di Maria. Dille pure di riprovare, se vuole, e vedrà che le cose stanno proprio così.

    In ogni caso, un saluto a te e a lei.

    fm

  4. Grazie a Francesco Marotta, a Manuel, ad Alessandro Ghignoli. Sì, ho poca “mano” con internet, forse un po’ meno che con i versi.
    Ho visionato questo sito, in parte. Bello, interessante, pieno di informazioni e cose particolari. Ci tornerò ancora. Un saluto.
    Maria

  5. Caro Manuel Cohen,
    vedo dal suo post del 30 ottobre scorso che dice di avermi scritto. Sfortunatamente non ho ricevuto nulla! Le dispiace riprovare a mandarmi la sua lettera? il mio indirizzo e-mail è chiodo@iol.it .
    Avrei molto piacere di comunicare con lei. E non riesco a trovare il suo e-mail da nessuna parte.
    Grazie e a presto, spero,
    N.C.

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