Scrivere la ferita – di Giuseppe Zuccarino

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

9782020982832Scrivere la ferita.

Geoffrey Bennington riceve l’incarico di redigere, per la collana «Les contemporains» delle Éditions du Seuil, una monografia su Derrida. I libri di questa serie vertono normalmente su narratori e poeti, non su filosofi (tra i dieci titoli apparsi fino a quel momento, solo uno fa eccezione, essendo dedicato a Wittgenstein), e presentano inoltre un piccolo corpus di fotografie relative allo scrittore oggetto del discorso. Nel caso specifico, il contratto prevede una clausola aggiuntiva, quella che nel volume, oltre allo studio di Bennington, sia incluso uno scritto realizzato per l’occasione dallo stesso Derrida. Continua a leggere Scrivere la ferita – di Giuseppe Zuccarino

Tutte le voci – di Manuel Cohen

[MANUEL COHEN]

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TUTTE LE VOCI (2005 – 2008)

La notte è distante, oltre i rivi della
propria potenza
di sotterrare i vivi
nell’ombra di ogni storia,
di far riemergere i morti
come peso, misura, gloria

(Paolo Volponi, Con testo a fronte)

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La terra mi è di peso – di Marco Ercolani

[MARCO ERCOLANI]

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La scrittura esige un autore assente, alla ricerca di anime in cui rispecchiarsi e dalle quali essere assorbito, e così reinventa destini e opere che rifiutano il cimitero della letteratura come gli archivi delle biografie.

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Rosa Pierno – Su Breviario di novembre di Alessandra Conte

[ROSA PIERNO]

conteNota critica su “Breviario di novembre” di Alessandra Conte.

Dovremo lasciare cadere sassolini dalle mani mentre percorriamo le pagine del libro di Alessandra Conte “Breviario di Novembre”, poiché all’ingresso una luce sinistra ci ha avvisati che niente è come appare e che potremo facilmente perdere l’orientamento proprio mentre leggiamo di letti di noce e di rondoni. Il voltafaccia non è insito solo nell’aspetto delle terrene cose, ma anche nei ruoli e il testo che si mostra in forma di preghiera è una supplica che Conte rivolge a dio, ma che al contempo pretende sia lo stesso dio a rivolgerle. Continua a leggere Rosa Pierno – Su Breviario di novembre di Alessandra Conte

Il farmacista di Auschwitz – di Dieter Schlesak

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«Sì, io preferisco chiamarlo l’Uno-Tutto, sempre giovane … Lui lo ha voluto, senza quest’Uno non può accadere assolutamente nulla e, se noi ne parliamo con il nostro linguaggio umano e la nostra miopia, diciamo sempre cose inadeguate … oltrepassa di gran lunga la nostra comprensione. Io ho udito là, nel campo di concentraamento, i sopravvissuti alla loro morte e loro hanno vissuto “la tomba nell’aria” e la luce infinitamente chiara al di là del corpo e della storia cruenta, come i molti che ritornano oggi da casi di morte apparente, anche quelli sui campi di battaglia, persino i morti di Hiroshima, di cui sappiamo che hanno udito un messaggio fantastico, bello, inafferrabile: la morte è solo un transito, una liberazione per un mondo luminoso pieno d’amore, proprio come gli antichi saggi Continua a leggere Il farmacista di Auschwitz – di Dieter Schlesak

Miklavž Komelj nella traduzione di Michele Obit

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Ricordo di Miklavž Komelj una straordinaria serata in un locale di Udine, qualche anno fa, dove non solo lesse alcuni suoi versi, ma tenne una sorta di lectio magistralis, nel suo italiano studiato soprattutto sui libri d’arte e quindi forbito, a proposito di alcuni autori italiani del Trecento. Poi lo ricordo sempre a Udine, dove era venuto apposta per assistere alla proiezione di un film degli anni Venti, “Napoleon”, dove recitava anche Antonin Artaud. E poi non lo ricordo, ma so che c’è stato, anche se né lui né nessuno me l’ha detto, davanti alla tomba di Pasolini, a Casarsa. Continua a leggere Miklavž Komelj nella traduzione di Michele Obit