Dacci oggi il nostro lager quotidiano

RESET ITALIA


antipsichiatria2(Doriana Goracci, 5-11-09)

Carissimi Compagni,
come qualcuno di voi sa lavoro presso una struttura psichiatrica denominata “CSM 24 ore” a S. Polo di Torrile (PR). Sono un educatore che si riferisce alla Pedagogia Libertaria, ai principi della “Escuela Moderna” di Ferrer, alla deistituzionalizzazione di Basaglia ma soprattutto sono un aderente alle idee dell’Antipsichiatria di Giorgio Antonucci e di tanti altri che si oppongono alla psichiatria. Voglio segnalare che dopo una serie di episodi di maltrattamento subiti da un ragazzo ricoverato in struttura, la madre ha deciso di denunciare il tutto ai C.C. Sappiamo benissimo che certe denunce non fanno molta strada, sicuramente chi sapeva ha avuto un improvviso e strano buco di memoria: ricorda benissimo quello che è accaduto prima del ricovero del ragazzo, e dopo la sua dimissione da questa specie di manicomio non dichiarato, ma se chiedete se ha sentito o avuto notizia di qualcosa, vi risponde con i soliti non c’ero, non ricordo, non mi risulta. VERGOGNA!!!
Stranamente anche chi mi confermava le cose che ho denunciato è stata affetta da “dimenticanza opportuna da inchiesta giudiziaria”, per cui difficilmente mi troverò a testimoniare fatti e personaggi in numerosa compagnia. Ma la cosa non mi spaventa. Quello che mi spaventa è il silenzio che si cerca di costruire attorno a questa faccenda. Per quanto mi riguarda ho già avuto modo di assicurare al ragazzo ed ai suoi parenti la mia disponibilità ed il mio aiuto. Penso però che il mio solo aiuto non sia sufficiente. C’è il rischio che passata la bufera ci si ritrovi ancora con persone maltrattate in strutture sanitarie pubbliche, senza che l’opinione pubblica ne sappia niente, con tutto il fardello di queste atrocità unicamente sulle spalle di chi le subisce, senza avere il coraggio e la possibilità della denuncia, anzi con la vergogna di avere in casa un parente “malato di mente”. La madre di questo ragazzo, da quello che dicono i giornali (Informazione di Parma del 27-10-09 e Gazzetta di Parma del 29-10-09) ha denunciato 6 persone tra infermieri e operatori sanitari. Ha potuto fare questo anche perchè non è stata lasciata sola: nella sua lotta contro l’ingiustizia e la vigliacca violenza, di chi pensa di avere il potere di decidere della salute e della vita stessa degli altri, ha trovato delle persone che, in coerenza con il proprio quotidiano lavoro di solidarietà e vicinanza, hanno deciso da che parte stare, e lo hanno fatto concretamente. Se la Solidarietà è un’arma, io la uso per esprimere la mia più totale vicinanza e condivisione alle vittime (pazienti e parenti), esprimo la mia più totale distanza da pratiche manicomiali che non dovrebbero avere spazio in una società che voglia definirsi umana. Chiedo a tutti la disponibilità, nel possibile, ad esprimere la propria solidarietà alle vittime anche con atti concreti: pensiamo ad organizzare, per esempio, un sit-in in città per poter denunciare meglio alla pubblica opinione quello che succede al chiuso delle stanze…
Vi rigrazio per la vostra disponibilità.
Se volete prendere contatti direttamente con la madre del ragazzo: Fortuna Renata, 329-9867106.

 

***

2 pensieri su “Dacci oggi il nostro lager quotidiano”

  1. tanta stima, da qui, a sud. E solidarietà. Possa davvero diventare arma di non-violenza contro ogni forma di violenza armata. E’ sì vergognoso. E inquietante e allarmante è tanto e più sapere che le presunte forze dell’ordine, i “civili” e chi dovrebbe sostenere chi ha bisogno, sia invece “contro”, in corruzione, bugia, scorrettezza e disumanità. Saluti. Giampaolo

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