Dal desiderio di morte al godimento sensoriale – di Elisenia Gonzalez

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DAL DESIDERIO DI MORTE AL GODIMENTO SENSORIALE
Breve analisi comparativa tra le opere di Clarice Lispector e Maria Luisa Bombal.

     Le mani, attraverso esse, possiamo vedere e, al di là di quello che osserviamo grazie ad esse, è possibile innanzitutto sentire, ascoltare, palpare e godere. Come è possibile instaurare un rapporto con coloro che amiamo soltanto coi sensi. Un po’ come fanno Lori e Ana Maria, i due personaggi femminili dei romanzi «Un apprendistato o il libro dei piaceri» di Clarice Lispector e «La amortajada» di Maria Luisa Bombal.

     Entrambe le opere percorrono una linea tematica comune: la ricerca della comprensione, della consapevolezza di sé per così riuscire ad avvicinarsi all’universo dell’«altro». Questo percorso viene vissuto per mezzo di esperienze di coppia che lasciano intravedere un quadro umano capace di raccontare in modo molto profondo il divenire esistenziale dei personaggi delle due opere.

«Lo sguardo di lei era diventato sognante, astratto, un po’ vuoto. Pensava: se Ulisse pretendeva che lei prendesse coscienza di qualcosa, per diventare una specie di iniziata alla vita, doveva accadere lentamente, se fosse stato all’improvviso qualcosa in lei poteva fulminarsi. Ma sapeva che anche Ulisse lo sapeva, e che lui già conosceva la pazienza. Chi stava perdendo la pazienza e cominciando a sentire un’impaziente avidità era proprio lei.» (Un apprendistato…)

«Oh, Ana Maria, se avessi voluto, dalla tua disgrazia e della mia sfortuna avremmo potuto costruire un affetto, una vita; e molti avrebbero girato attorno invidiosi alla nostra unione, come si gira attorno ad un vero amore, alla felicità.» (La amortajada)

     Lori, la donna del romanzo della Lispector, «mentre dormiva, era delicatamente viva». Al contrario quando era sveglia doveva accettare con tenerezza di trovarsi nel mistero di essere viva, placarsi l’anima e pregare per poter sentire meno pesante il fatto di essere.

     Ana Maria, invece, la donna che «dorme» davanti a tutti, quella del romanzo di Maria Luisa Bombal, interroga il suo essere già scomparso, già assente dalla vita dei suoi che sono ancora lì attorno a lei, ma lei ormai non c’è più. Sente però, vede e ricorda «che i capelli sciolti donano a tutte le donne distese e dormienti un’aria di mistero, un perturbatore incanto».

     Ana Maria sa di non essere. Lori vorrebbe non essere, ma comunque c’è un sottile piacere nel fatto di essere e non voler essere, quando ancora si può decidere sulla nostra condizione di esistere. Sono due posizioni diverse ma che allo stesso modo si trovano nel punto del «piacere». Quello primordiale che ci dona il fatto di possedere un corpo con il quale poter sentire e godere di noi stessi e degli altri; e quello con il quale godersi anche i piaceri meno accessibili agli uomini… Il mistero di esistere, di essere, di volere, insomma tutta quella corteccia che copre l’invisibile che c’è in ognuno di noi e che ci fa anche più vulnerabili a noi stessi, ma comunque piace perché inscrutabile.

     «Il corpo si trasformava in un dono» che spingeva Lori verso un’allegria tranquilla, dove poter essere e avere coscienza di sé senza provare paura, avvicinarsi alla consapevolezza di esistere amando un altro… Per capire la propria esistenza nel darsi e alimentarsi in un altro nella cieca ma illuminata emozione di chi sa di essere nell’amore; quel tessuto nella trama del dare e ricevere.
Perché si sa che, come scrive Lispector, «il sapore di un frutto sta nel contatto del frutto col palato, e non nel frutto in sé».

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Clarice Lispector (1925-1977) nacque in Ucraina da una famiglia ebrea, a due anni si trasferì in Brasile. «Un apprendistato o il libro dei piaceri», pubblicato in originale nel 1969, usci per Feltrinelli nel 1992.

Maria Luisa Bombal (1910-1980), scrittrice cilena, deve la sua fama soprattutto ai romanzi «La ultima niebla» e «La amortajada», quest’ultimo scritto nel 1938 e non ancora tradotto in italiano.

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8 pensieri su “Dal desiderio di morte al godimento sensoriale – di Elisenia Gonzalez”

  1. Delicatissime annotazioni, intriganti. Quante cose che non conosco e non ho letto… Clarice la conosco. Ma vorrei leggere “La amartojada” o comunque sapere qualcosa in più della sua trama. La donna che dorme… Grazie a Elisenia. Un tema appena accennato, che resta nella mente e nel corpo. Marco

  2. Della Bombal conosco solo “L’ultima nebbia”, una raccolta di racconti tradotti da Angelo Morino per Sellerio una decina di anni fa. E’ un libro che ti consiglio, qualora fosse ancora in circolazione.

    Nel caso Elisenia passasse di qui, potrebbe dirci qualcosa di più di questa autrice.

    fm

  3. Voglio ringraziare Francesco Marotta per considerare quello che ho scrito.
    Della Bombal ti posso dire che è considerata una voce molto importante per la letteratura sudamericana. Si può dire che Bombal e Juan Rulfo (Mexico) hanno segnato la ruta letteraria del XX secolo: quello che è stato chiamato realismo magico. La belleza della sua opera e la particolare imaginazione da lei esplorata nella scrittura hanno fatto dire allo scrittore argentino Jorge Luis Borges che, «Non si era scritta e non si scriverà prosa simile a quella da lei scritta». La narrazione della Bombal rispechia il suo rapporto col luogo dove è nata, Viña del Mar (Chile), ambienti avvolti in una nebbia chiara e delicata attraverso la quale e possibile intravedere i suoi personaggi femminili che si muovono in spazi che fanno ricordare eroine di altri tempi.

  4. Cara Elisenia, ho letto con vivo piacere e sottile sorpresa questo tua intrigante doppia indagine sulla letteratura femminile sudamericana. Tanti complimenti, davvero, e mille grazie per avvicinarci ancor più ad una letteratura fra le più meravigliose. Un abbraccio anche da Alessandra. Baci. Fabio Franzin

  5. Hola Eli, si eres tú. Te felicito por esta iniciativa. Infortunadamente no se italiano, pero logró percibir que motivas al cibernauta a interactuar con tus preocupaciones estéticas y eso está muy bien. Un abrazo, Mónica

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