Poesie di Gregor Podlogar

“Qui a Lubiana – mi ha scritto qualche giorno fa Gregor Podlogar – è come fosse primavera in anticipo, per questo tutto accade in maniera più semplice, oltre a ciò sono diventato padre per la seconda volta, il mio secondo figlio si chiama Jurij, adesso la vita familiare sta al primo posto, beh, le ore notturne e quelle del pranzo le dedico a me stesso, scrivo, ordino, cancello, spedisco lettere…” Gregor si è dimenticato di dire che gira la città in bicicletta, non può non farlo, almeno io lo immagino sempre così, sfrecciando per le vie della capitale slovena, dribblando i passanti, senza fiatone, senza riposo. Come senza fiatone e senza riposo è la sua poesia, versi densi, approcci di pensieri che scardinano le distanze ed i tempi: siamo a Lubiana ma anche a Manhattan, siamo ora ma anche un milione di secondi più vicini. Pochi poeti come Podlogar rappresentano così bene una città viva, giovane, abituata a confrontarsi con esperienze diverse, capace di percorrere (ed a volte precorrere) il mondo e di ritornare senza alcuna supponenza, solo con la voglia di mettere su carta alcuni versi, che comunque resteranno. (Michele Obit)

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