Mostra di Peter Flaccus a Bari – di Rosa Pierno

Mostra di Peter Flaccus a Bari
presso la Galleria d’arte Contemporanea Ninni Esposito
dal 28.11.2009 al 10.01.2010

Su quello che del tutto istintivamente definiremmo asola di cielo procurata da banchi di nuvole che si stiano minacciosamente addensando, segni galleggiano in primo piano, o meglio, su un piano la cui posizione non è individuabile. Quasi parrebbe che stia fra noi e il cielo, il piano scritto, ma osservando tali segni ce li sentiamo impressi sulla pelle: noi stessi divenuti tavola di cera. Scritti, evidentemente, dal nostro sguardo, essi sono mobili, ingovernabili, non stanno fermi, escono dal nostro campo visivo, non sono leggibili…

Con questa inaudita sproporzione tra fondo e segni in primo piano, ancora una volta, Peter Flaccus, nell’occasione della sua mostra presso la galleria Ninni Esposito a Bari, inaugurata il 28 novembre 2009, ci sorprende, indicando sia mancanza di rapporto, sia capovolgimento tra fondo e primo piano, tra superficie materica e incisione mentale operata dal segno. Peter ci mostra che nessuna relazione si dà per scontata, né definizione può essere avvicinata con strumentazione inadeguata e ci fa sperimentare, contemporaneamente, che anche l’attribuzione di senso al significante deve essere mantenuta in uno stato indefinito.

Dal cielo, dicevamo, che abbiamo impunemente riconosciuto – ma che in realtà è solo fondo distanziatore e approfondente, indicante cioè una dimensione profondissima nel quadro – al segno, con uno scarto tra i due piani che appare irriducibile. Eppure, si riconosce anche un invertito rapporto nei quadri bianchi, in cui fondo e segno stanno in un rapporto scambievole e metamorfico, creando uno spiazzamento che costringe ancora una volta il fruitore a verificare continuamente le relazioni tra i nomi e le cose. Leggerissime screziature, bianco su bianco, un bianco panna in cui si sprofonda, su cui una linea continua e sotterranea emerge e riaffonda, mostrando che il segno è parte della sostanza stessa delle cose e che efflora dalla materia, prima ancora di essere ideato e riconosciuto. Il dialogo tra segno e fondo si attua, dunque, esclusivamente attraverso una relazione – o sua negazione – che non coinvolge l’essenza delle cose.

L’attuale fase della ricerca di Peter Flaccus non perde il filo che la lega con il lavoro precedente, poiché ne sviluppa alcuni fili rossi che valgono quanto una firma: le linee che corrono come una faglia nella tavola ad encausto, i passaggi del colore causati da un coagularsi della materia, per consunzione alchemica si direbbe, la decantazione di un materiale che sa divenire trasparente come ambra intrappolando venature e pigmentazioni preziosissime. Questa continuità, anch’essa al limite del capovolgimento, è la tappa del lavoro attuale che Peter, con la presente mostra, consegna alla nostra attenzione, mostrando la pervicacia di una ricerca che non conosce soste, ma che nonostante le brusche impennate, si sviluppa con un rigore e una necessità che è possibile riscontrare soltanto in artisti in cui morale e ricerca coincidono.

 

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Inaugurazione mostra di Peter Flaccus

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3 pensieri su “Mostra di Peter Flaccus a Bari – di Rosa Pierno”

  1. artista interssante che non conoscevo, e che spero di approfondire, immaginifici commenti della pierno… suggestiva in particolare l’immagine iniziale dell’asola di cielo…

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