Sento le voci – di Marco Ercolani e Lucetta Frisa

Cosa attendi? Cosa dardeggi
verso la mia regina? Trovo
carta, esprimo. E la tua musica?

Movimento dell’arto destro
che muove il lapis e presto
cancella il mondo manifesto.

Sono potenza e respiro. Sono
l’unico poeta uscito dalla
placenta della terra desolata.

(Lorenzo Pittaluga)

Sento le voci prosegue il discorso già iniziato con Anime strane (Milano, Greco & Greco, 2006) e raccoglie brevi monologhi dei miei “matti”, che ho ascoltato e annotato in forma di diario dal dicembre del 2006 al febbraio del 2008 e in seguito trascritto e riscritto con Lucetta Frisa. I monologhi-racconti tornano e ritornano nel libro allo stesso modo in cui i miei “matti” tornano e ritornano a parlare con me, giorno dopo giorno, nella mia stanza di un Centro di Salute Mentale. Le loro parole sono schegge di un discorso interminabile, chiuso nel vortice di una domanda senza risposte. In questo “diario” le voci di coloro che “sentono le voci” non sono commentate né dallo sguardo degli scrittori né dal giudizio dello psichiatra. Si presentano e basta – frammenti reali e straziati di confessioni in assenza di colpa. (Marco Ercolani)

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