La Biblioteca di RebStein (III)

etretatlibraryyq7La Biblioteca di RebStein
III. Dicembre 2009


Giuseppe ZUCCARINO

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Giuseppe Zuccarino – Scritti su Edmond Jabès (2009)
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2 pensieri riguardo “La Biblioteca di RebStein (III)”

  1. “Diventiamo immensità di sabbia così come scrivendo siamo il libro”. L’enigma di questa frase di Jabès riassume il senso stesso della scrittura. Perché non è affatto un enigma, è la semplice realtà per chi traversa il linguaggio.

  2. “Non c’è fine, dicevi, per il mare e per il libro.
    I vocaboli srotolano i fili trasparenti dei giorni nel continuo andirivieni della loro vita e della loro morte abbandonate a se stesse.
    Il libro, con una penna sempre meno ferma, continua tuttavia a scriversi fino alla fine in caratteri bianchi”.

    Fare il libro significherebbe, forse, scambiare il nulla della scrittura con la scrittura del nulla.

    (Niente è più lo stesso. Resta ciò che è da trattenere; ciò che si regge ancora in piedi, tra quello che fu e quello che non è più: simulacro d’oggetto, di lingua, di luce.
    La scrittura è aurorale solitudine della lettera).

    (E. J.)

    fm

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