La Biblioteca di RebStein (IV)

etretatlibraryyq7La Biblioteca di RebStein
IV. Dicembre 2009
Marco ERCOLANI

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Marco Ercolani – L’opera non perfetta (2009)
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10 pensieri riguardo “La Biblioteca di RebStein (IV)”

  1. Se mai questi testi vedranno la luce in volume, sarà con questa copertina, Francesco. Non aggiungo altro: è il dono più bello che ho ricevuto da molti anni. Grazie. Marco

  2. Grazie a te: far circolare in rete, integralmente, un proprio libro inedito, non è da tutti: mi vengono in mente pochissimi nomi, oltre al tuo e a quello di Antonio.

    Due note.

    1) Ho dovuto passare in rassegna tutti i miei “amori”, prima di trovare l’immagine più adatta alla copertina (dal mio punto di vista, certo) – per scoprire, a scelta avvenuta, che l’avevo in mente fin da quando ho letto l’opera per la prima volta. Solo adesso, riguardando il tutto, mi sono accorto dell’esergo di Klee…

    2) Il libro, tra l’altro, spunta dalle radici di un pino solitario e regge tutta l’architettura dell’albero di Natale preparato da Rebstein. Ma qui, prima di osservare la costruzione, puoi solo provare a immaginarla – almeno per un paio di giorni ancora ;)

    fm

  3. Grazie, Alessandro, sono lieto della tua lettura. Ho voluto essere il più chiaro possibile in questo libro addentrandomi in una materia abbastanza difficile e molteplice. Mi ha aiutato il mettere in contatto tra di loro l’universo poetico, psicoanalitico, filosofico, con la versatilità del dilettante. Non essendo di “professione” né poeta né filosofo né psicoanalista, e quindi non soffrendo la sindrome del “claustrum” ideologico. Ciao, Marco

  4. Io vi ho scoperto delle cose “interessanti” anche sul mio conto…

    Grazie Marco, anche a nome delle tantissime persone che hanno scaricato il pdf.

    fm

  5. caro Marco, non direi che si tratti di un lavoro da dilettante, anzi mi è parso molto alto e al contempo scritto in modo leggibile /che non è sinonimo né di facile né di leggero/.
    ci sono spunti (oltre a informazioni interessanti) che fanno approfondire anche sulla propria scrittura. mi è piaciuta l’idea di ‘introflesssione’ (solo per citarne una) e mi pare che è svalicabile a più forme artistiche. includendo la poesia.
    ancora complimenti.

    un abbraccio

  6. Alesandro, io intendevo “dilettante” nel senso per me più bello: “delectare”. Provare piacere in quello che fai senza essere arido e erudito specialista. Sì, l’idea di “introflessione” può essere applicata a più forme artistiche. A me ciò che piace di più, e di cui parlo spesso, è il concetto di un’arte che trova il suo limite a partire dal fuoco che la genera. Un atto quasi impossibile, come tracciare bene i bordi della fiamma e scottarsi quel tanto che è necessario, senza l’ustione assoluta del matto.
    Ciao e buon anno, Marco

  7. che bella quella immagine dei bordi della fiamma sena scottarsi, senza “l’ustione del matto”.

    Posto qui qualche appunto sporadico sulle parti che ho letto
    l’incipit, il paragrafo “le vibrazioni del vuoto” (d’altra parte in un troppo pieno le vibrazioni non sono permesse, o altamente limitate)
    è davvero ottimo, un ottimo attacco (anche nel senso della musica che suoni e che non è la solita :)- naturalmente scherzo)
    Mi piace come argomenti de i rapporti dei viventi come risonanze, cioè energia vibrante (e non si dice infatti “essere nelle corde”?).
    in particolare quando descrivi l’etimo di mythos, del muggio di fondo ecc… ecco, ho pensato al rumore del big bang, a quel suono della radiazione di fondo dell’universo
    e di come quindi,dal punto di vista delle vibrazioni (anche degli umani), tutto un panismo (Pan suona il flauto, così come il Pifferaio magico).
    Poi, poi il discorso si lega anche a quel “sentirsi di vetro” più sotto, cioè estremamente fragile, certo al tocco o all’urto, ma soprattutto sensibile al suono, se certe risonanze o certe note acute per es, hanno la capacità di mandare questo materiale in mille pezzi.
    Ancora, il discorso sul respiro e l’armonia e al contrario sulla sua alterazione (Wahnstimmung), da qui il legame con le immagini, la materia dei sogni ecc–
    ecco di nuovo mi porta al suono, per es. all’om om per indurre un respiro atto a favorire la meditazione.

    per ora questo e
    Buon Anno!

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