Non andare spegnendoti


Geh nicht als
Erlöschender.
Wir sind Brennendes,
Steigendes,
oder wir sind nicht gewesen.

(Hilde Domin)

Non andare
spegnendoti.
Siamo fiamme
che salgono
o non siamo stati.

(Hilde Domin/Tr. Stefanie Golisch)



***

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48 pensieri su “Non andare spegnendoti”

  1. L’albero più bello e vero che io abbia mai visto.
    Grazie Francesco per la fiamma che tieni viva e che ci aiuta a riscaldarci, a stare uno accanto all’altro in questa tua Dimora magica che accomuna, sempre con un pensiero rivolto ai più deboli esteso per tutto il mappamondo.

    Auguri di cuore a te che ci ospiti, ai poeti, scrittori, artisti di ogni tempo e luogo, ai lettori tutti. Un bacio particolare ai piccoli Marotta.

    jolanda

  2. “Vivere ardendo e non sentire il male”, forse impossibile, ma comunque sia anche il male ci fa sentire vivi.

    Un affettuoso augurio a Franceso e a voi tutti
    m.

  3. Auguri perché l’albero serbi le sue radici, il suo tronco, i suoi rami e il suo vero frutto – la stella comune della Dimora.
    Sempre.
    Marco e Lucetta

  4. Caro Francesco, mi unisco anch’io a questo coro che dice l’altro lato di un tempo ostile, e che dice anche quanto ti siamo grati, tutti noi, per tutto quello che ci hai fatto, e ci fai.
    Tanti cari auguri di un sereno Natale, caro Francesco, e che l’anno Nuovo continui a risplendere, nella tua preziosa Dimora.
    Con gratitudine e affetto. Fabio F.

  5. La scoperta di questo spazio magico è stata, per me, una delle cose più belle che mi siano capitate in questi ultimi anni. Innanzitutto perché ho trovato in Francesco un interlocutore sensibile, preparato e attento come pochi e, in più, grande, grandissimo poeta. E poi perché qui ho trovato tante persone con cui sento una straordinaria consonanza di pensiero, persone sparse in tutto il nostro paese, persone care, colte e semplici, dirette come piace a me. Mi sento meno solo, adesso, e con molte speranze in più perché so che, nella notte, vi sono fiamme vegliate giorno e notte, che nessun vento o pioggia può spegnere.
    Bon Nadal a duti e bon prinzìpio!

  6. Grazie Francesco, per gli auguri e per questo luogo.
    Auguri anche a te e ai tuoi cari.
    vincenzo celli

    siamo legni
    che il fuoco aggiusta
    mentre li consuma

  7. Buon Natale anche da parte mia: come dice uno dei tipetti appeso all’albero, per chi non ha più speranza ci è dato sperare, ed è bello imparare a farlo dove il tempo è sospeso e i ragionamenti contano poco.
    Grazie di tutto il lavoro che fai!

    Michele

  8. E’ questa onesta dimora di Francesco e il coro di tutti coloro che vi passano, che mi fa dire: possiamo ancora resistere, sperare, l’alba del 2010 sarà limpida

  9. questo discrimine che tu Annamaria ricordi, il 2010…la data, e già scriverne mi sorprende che ancora vivo, l’attesa che quando sei bambina è di un regalo del piacere di stare assieme e oggi che siamo cresciuti? Forse la conferma che pure sparpagliati ci siamo, limpidamente, ma forse sarà la tecnologia, un modo diverso di comunicare tra sconosciuti, gente che non si è mai vista in faccia…ma io non ricordo niente venti anni fa di tutti questi messaggi d’amore di darsi energia di lotte poetiche e musicali e sento invece ahimè un vuoto brutale di Offerte e Saldi che il potere propina in Giornate e giornate. La dimora di Francesco mi ha catturata proprio per questo tempo sospeso…

  10. Grazie a voi per essere qui.

    Il 2010 sarà un anno cruciale come pochi: o si fa argine, tutti assieme, contro il tracimare del “partito dell’amore”, o più nessuno si salverà dalla stretta del più mortale degli abbracci. Smascherarli, usando ogni spazio libero a disposizione, sarà la parola d’ordine.

    fm

  11. fidati, Doriana. in questa dimora sento di percorrere, insieme ad altri di cui non conosco il viso, ma avverto la luce interiore, proprio quei territori dove l’Invasore non può arrivare, quelli della limpidezza e della bellezza, che sempre hanno salvato dalla barbarie.
    in un tempo sospeso perchè sempre in attesa di consonanze profonde, di un cammino solidale, senza antagonismi e diffidenze. il tempo del guardarsi, anche virtuale, diritto negli occhi, mai con sfida ma con indulgenza.

  12. infatti. qui la “macchina è rinsavita”, le maiuscole compaiono random lungo le righe nella trasmissione privata di avviso. serena notte.

  13. “in un tempo sospeso perchè sempre in attesa di consonanze profonde, di un cammino solidale, senza antagonismi e diffidenze”

    L’importante, e credo lo pensi anche Anna Maria, è che il tempo sospeso, la riscoperta e la protezione di limpidezza e bellezza, non siano rifugio ma rinascita, non consolazione ma conforto. L’importante, insomma, è essere pazzi come Don Chisciotte e non come Madame Bovary.

  14. Dal momento che è stata nominata la “pazzia”, ritengo utile per chi volesse invitarvi alla lettura di quanto ho scritto e sopratutto alla discussione che ne sta derivando su Reset-Italia.net e Fb, dove peraltro ho citato nelle conclusioni la dimora del tempo sospeso e dove ho scelto come “immagine” la Pazza di Balla del 1905.
    Susanna Maiolo la donna che scavalcò la transenna
    http://www.reset-italia.net/2009/12/27/tso-per-susanna-maiolo-la-donna-che-scavalco-la-transenna/

  15. Grazie a te, Margherita, e auguri di buon anno.

    Sappi che il dono dei tuoi commenti, e della tua presenza qui, non è meno prezioso dei testi che leggi.

    fm

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