Il ritorno di Carson McCullers

Giorgio Di Costanzo dedica due splendidi post alla figura e all’opera di Carson McCullers, riproponendo la recensione di Caterina Riccardi (il manifesto, 6 marzo 2009, ora qui) e quella di Marisa Bulgheroni (Lo Straniero, n. 104 – febbraio 2009, ora qui) alle recenti riedizioni, rispettivamente, di Riflessi in un occhio d’oro (Reflections in a Golden Eye, 1941) e Il cuore è un cacciatore solitario (The Heart Is a Lonely Hunter, 1940).
Riprendere in mano questi libri, sfogliarli e rileggerne qualche pagina a caso, a distanza di tanti anni (in attesa di recuperare il tempo necessario per completare l’opera), mi ha suscitato le stesse emozioni che quelle scritture aliene e fuori quadro seppero regalare a un ragazzo di sedici-diciassette anni, svelandogli gli anfratti, le luci e le ombre di una bellezza incomprensibile, tanto più vera e reale quanto più inafferrabile e sfuggente. Tutti elementi, inutile ribadirlo, praticamente sconosciuti ed estranei alla stragrande maggioranza delle produzioni letterarie attuali. (fm)

Ecco l’incipit dello scritto di Marisa Bulgheroni.

Se Carson McCullers pubblicasse oggi il suo romanzo d’esordio (Il cuore è un cacciatore solitario, 1940) qualche editor sapiente la indurrebbe a manipolarlo o a mutilarlo su misura del presunto lettore. Del libro che abbiamo amato per la sua sregolata unicità rimarrebbe, forse, il titolo, felice, scelto da un editor di allora.

(Continua a leggere qui…)

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5 pensieri riguardo “Il ritorno di Carson McCullers”

  1. Davvero bellissimo il pezzo della Bulgheroni. Grazie per la segnalazione, Francesco. Non conoscevo questa autrice e vedrò di colmare, al più presto, questa mia ignoranza perché mi sembra un’autrice molto, molto importante.

  2. Pur avendo tutti i suoi libri e leggendola da quando la scoprii molto giovane, ho ricomprato le edizioni con nuova traduzione perchè la penso come Francesco che scrive:

    “Riprendere in mano questi libri, sfogliarli e rileggerne qualche pagina a caso, a distanza di tanti anni (in attesa di recuperare il tempo necessario per completare l’opera), mi ha suscitato le stesse emozioni che quelle scritture aliene e fuori quadro seppero regalare a un ragazzo di sedici-diciassette anni, svelandogli gli anfratti, le luci e le ombre di una bellezza incomprensibile, tanto più vera e reale quanto più inafferrabile e sfuggente.”

    Grazie quindi del post.

    Buon anno a tutti.

  3. “Riflessi in un occhio d’oro”… Anni che non vedo il delicato, morboso film con Marlon Brando e Elizabeth Taylor tratto dal libro di Carson Mac Cullers…La bellezza inafferrabile e sfuggente, sì… Buon anno a tutti. Marco

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