Radici delle isole

Sebastiano Aglieco

Vorrei che questo libro fosse letto come un racconto dell’attenzione e della cura, non come un saggio letterario. Non si discute alcuna teoria. Si indica, piuttosto, un compito: il racconto dei libri, degli incontri che li hanno preceduti e accompagnati, come ci cercano e ci accompagnano le presenze nel corso dei nostri anni. A volte questi incontri finiscono dietro l’angolo di una strada, si esauriscono nello sguardo quando intuiamo una cattiveria, una furbizia non necessaria. Altre volte proseguono. La poesia continua a sfidarci: nei sogni, nelle pieghe delle nostre giornate. Allora si sente il bisogno di conoscere da vicino l’autore delle parole, o di leggere i suoi pensieri come fossero striature della pelle, cicatrici nascoste o esibite come trofei. Quest’incontro, a volte, è avvenuto. Altre volte la poesia ha continuato ad alimentarlo.

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Esilio nella Selva dei Poeti

(da Esilio di voce, 2009)

prova a trattenere il crepuscolo
prima che l’estremo sbiadire
dei colori scivoli via dal tuo volto
ascolta la squilla sul filo delle pietre
il varco sonoro dove sabbia e radici
restituiscono il duro lavoro del giorno
qui non un gesto che dica il prossimo
squarcio il morso del fuoco
che indurisce cristalli nel palmo
neanche il buio che preme e squama
le impronte degli occhi solo il ritmo
fraterno delle cose immaginate
in piena luce materia vivente
visibile appena il tempo di passare

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