I più fortunati avranno anche un volto

Lisa Sammarco

“Se il signore m’avesse dato
mani abili con la chitarra
e un canto di miele
avrei fatto un altro mestiere.”

(da: Due colori esistono al mondo, il verde è il secondo

Sergio Atzeni)

 

 

Lisa Sammarco, Sa Sardinna (inedito, 2009)

 

Sa Sardinna : Silenzi

potrei tornare ad essere
selvatica, primitiva
pisciare dietro l’angolo di un muro
potrei farmi crescere i peli delle ascelle
o mettermi accovacciata contro un uscio
e sarei una donna, femmina di questo futuro
ma se solo dicessi una parola
una sola
crollerebbe tutto il paese.
Qui anche le fondamenta sono fatte di silenzio
e questa mia poesia è la pazzia.

 

Sa Sardinna : Case

Sono rimaste poche ombre
delle tegole storte
colate sul grigio dei gusci,
smerlano la storia muta delle case.
Resta qui e là qualche uncino arrugginito
delle finestre, ad arpionare l’aria
sottile sottile:
le punte che bucano un vuoto
così vuoto
che anche il silenzio
se n’è andato via.
Scrivo come se
fossi anch’io
un pezzo, un mattone
tolto alle ore
come se a un tratto
mancassi anche a questa debolezza
dei muri,
scrivo in questo pugno di vento
legato al niente, e
anche scrivere è
leggero leggero.
Come un lenzuolo steso
aspetta che il tempo lo asciughi, e
il ricordo lo cancelli

 

Sa Sardinna : I vecchi

Qui i vecchi non parlano
raschiano dalla gola boli
di antichi addii
densi come universi
che sputano per terra
come fanno gli dei.
Se ne stanno seduti e
reggono sul filo delle schiene
lo squadro dritto dei muri
per quando verrà la sera
a sagomare le ombre
e i loro contorni
da lasciare in testamento : i vecchi,
la morte li disegnerà a figura intera
nella piazza del paese
i più fortunati avranno anche un volto.

 

Sa Sardinna : Anime

chi è andato via
dice – le poche anime che restano
per dare un corpo alle ombre di chi è rimasto

 

Sa Sardinna : Controra

Da qualche punto nel brullo
arriva il suono come di campanaccio:
é così tanto il desiderio
di vedere che qualcosa si muove
che resto alla finestra
cercando la bestia.
Ma è solo il vento che
chissà dove scuote ferro contro ferro.
Nella controra rimane questo, e a lungo,
l’unico suono, l’unico muoversi
ma così nascosto
che posso a stento immaginarlo
poi, ad un tratto, anche il vento,
come un’anima
lascia il paese
e se solo mi muovessi
sentirei sotto i piedi
lo spezzarsi delle sue ossa

 

Sa Sardinna : Bella ragazzetta

Tu bella ragazzetta
cammini sottobraccio alle altre ragazzine
e sorrido, perché mi viene da aggiungere
“sul Corso del paese”.
Ma tu bella ragazzetta dalla frangia
che ti copre il nero degli occhi
giri soltanto su te stessa
e sai che ora devi solo farti un po’ guardare
prima che venga
anche per te
il tempo di andare
ché qui le strade diventano
lunghe, diventano il tutto del mondo
solo sotto i passi lenti dei vecchi

 

Sa Sardinna : Le vecchie

È il poggio della chiesa antica
dove si alzano in volo, a volte
le piccole vecchie
su su
fino al blocco di roccia
fino alla muraglia immobile
che disegna la rappresentazione di un orizzonte.
Loro, le vecchie aprono ali di grifone
e mettono il cuore a favore di vento
anche quando sembrano ferme.
Ma a volte vengono qui
ad ascoltare solo il silenzio
che hanno dentro
una poi mi dice- quel fico guarda,
l’han fatto seccare

e che ha cinque figli
tutti sul continente
poi ritorna a casa- a riposare– dice
e anch’io voglio andare, fuggire.

 

***

10 pensieri su “I più fortunati avranno anche un volto”

  1. sempre un grande piacere leggere la Sammarco.
    poesie notevoli, pare di sentire respirare le case, i vecchi… una meraviglia
    tre versi che mi arrivano dirompenti:

    la morte li disegnerà a figura intera / nella piazza del paese
    i più fortunati avranno anche un volto.

    complimenti e grazie per l’emozione

  2. ..che, noto ora, perchè ho il brutto vizio di non leggere i titoli – già Francesco ha messo in evidenza in apertura (e questo non può farmi che piacere:)

  3. Bentornata, Lisa, a dirci-darci una poesia che sa guardare con attenzione alle molteplici sollecitazioni che vengono da un mondo dove accanto alle scadenze, convivono aspettative sulle frange di ragazzette.
    grazie per aver saputo alternare, fra luci e ombre, un universo umano cui tengo molto. E anche il verso ripercorre e contiene quelle emozioni che tu, col tuo sguardo oltre, hai saputo percepire sul volto fisico e un po’ malinconico di un pezzetto di terra di questo nostro variegato universo.

    spero di leggerti ancora, un abbraccio a te e francesco
    jolanda

  4. Non conoscevo la poesia di Lisa Sammarco, e mi inchino alle sue parole, così pure e dense di sconforto e delle menzogne di questo tempo assurdo come quel falso suono di campanaccio udito nella controra, come quei ferri ritorti a uncino ad arpionare un’aria che non porta più i suoni umili e magnifici della vita.
    Grazie alla tua poesia, Lisa, e grazie a Francesco per le perle che continua a estrarre dai gusci scabri di questa epoca.
    Con affetto. Fabio F.

  5. Ringrazio Francesco e tutti voi che mano a mano sto conoscendo proprio attraverso il lavoro che Francesco sta facendo in questo suo blog.
    Volevo solo aggiungere una cosa. Ho scritto questi pochi versi durante il mio brevissimo soggiorno in Sardegna, di certo troppo breve per conoscere a fondo questa terra così complessa. L’idea che me ne sono fatta trascorrendo ore e ore a guardare la gente, le pietre, le stradine, il silenzio del paesino che mi ospitava è che vi è uno straniante rapporto fra l’antico e la modernità, due realtà che si toccano come se quasi mancasse la mediazione del vecchio, e di fronte a questo tessuto cicatrizzato è difficile porsi senza apparire presuntuosi distanti magari anche un po’ snob , e allo stesso tempo essere piccini e inadeguati.
    Credo che la lingua poetica di Atzeni (ormai difficilissimo reperire qualche suo libro) interpreti questa sorta di cheloide che percorre chiunque vivi questo tipo di realtà , questa rugosità che si crea quando la scelta è decidere dove sia più giusto collocare il futuro, se sia nell’immobilità di un passato o in un alienante e fugace presente.

    grazie
    lisa

  6. Lisa sono poesie in cui c’è l’attenzione che solo un certo sguardo ha in sè qualunque cosa guardi. Complimenti. Un caro saluto.

  7. Lisa, se ti va, mi piacerebbe leggerle all’incontro del 9 maggio su Atzeni poeta alla libreria Trebisonda. Dimmi che ti va. Oppure dimmi che vieni e le leggi tu. Francesco sarebbe bello vedere anche te. effeffe

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