I beniamini

Antonio Scavone

 

 

I beniamini

     Leggiamo un poeta, uno scrittore, un regista, un pittore, uno scultore: ma come leggiamo un intellettuale? Leggiamo, certo, quello che ha scritto (saggi, articoli, prefazioni) ma cosa ci resta di questa “lettura”?
     Gli intellettuali, oggi, nel clima sciatto e rozzo della sottocultura contemporanea, è meglio che muoiano o che emigrino o che non diano più da pensare.
     Beniamino Placido lo ha fatto: aveva lasciato l’Italia, aveva lasciato da tempo le rubriche o i programmi che conduceva e infine ci ha lasciati sul serio. Ci ha liberato della sua presenza con discrezione e in silenzio: non sentiremo più quella dizione lucana delle “o” chiuse, non ci sperderemo oltre nei complessi labirinti di senso nei quali ci introduceva indicandoci non solo la via d’uscita ma la bellezza dell’impianto svelato o del monumento visitato e non dovremo sentirci stimolati a ripercorrere percorsi esaltanti, a scoprire passaggi segreti, a ritenerci prossimi o familiari con i grandi della letteratura, della storia e addirittura del costume.
     Dobbiamo e vogliamo sentirci liberi: liberi di pensare quello che ci passa per la testa senza fermarsi all’interno, liberi di credere che tutto sia oggi molto più semplice e pratico, liberi di passare da una parte all’altra senza traumi, di perdere o trovare una fede, di buttare alle spalle tutto ciò che non ci serve più: la conoscenza.
     Dovevamo finirla con questi intellettuali danteschi, socratici, kantiani, hegeliani e, piano piano, la stiamo finendo.   Ci aspettano momenti migliori, riforme istituzionali, riduzioni delle tasse, sentimenti d’amore che avevamo smesso di provare. Dobbiamo tutti sentirci liberi e liberali: chi non lo è stato per nascita o scelta lo diventerà per acclamazione e chi lo era già, liberal, continuerà a esserlo e continuerà a non essere servil.
     Quando si perde un altro dei propri beniamini non si può restare indifferenti e placidi.

______________________________
Beniamino Placido (Rionero in Vulture, 15 maggio 1929 – Cambridge, 6 gennaio 2010)
______________________________

***

8 pensieri riguardo “I beniamini”

  1. Mi dispiace tanto, era un pensatore che amavo e verso cui provavo una grande simpatia. Penso alle parole di Antonio e penso all’altro giorno quando, a casa di mia cognata, è entrata all’improvviso una sua nipote, che frequenta le Scuole Medie, con una copia della “Divina Commedia”, dicendoci: “Avete visto? Questo libro si chiama come la nostra scuola, “Dante Alighieri”!”. Mia moglie le ha detto: ma, scusa, non sai chi è Dante? E lei: “No, nessuno a scuola me la ha mai detto. Alcuni miei amici dicono che si tratta di un barbone”. Ecco, arrivare alle Medie senza che nessun insegnante abbia mai accennato ad uno dei padri della nostra cultura, questo è, anche, oggi il nostro paese.

  2. A me mancheranno le sue parole.

    Come dicevo a un altro poeta, sono strani giorni questi, ma giorni intensi. Di assenze che hanno segnato fortissime presenze.

    un abbraccio FM.
    Liz

  3. pensare è pesare,soppesare, mettere a confronto, perché questo è il significtao della bi-lancia, e ci si trova nel labirinto segnato da quell’ascia bipenne. Oggi si preferisce il gioco a quello che si ritiene il giogo del pensare.
    Mi dispiace moltissimo.fernanda.

  4. Se ne va un altro pezzo di un’Italia coltissima e umile, lontanissima dal servilismo putrescente che, con la sua chiacchiera senza respiro e senza voce, è diventata la bandiera oscena di questo tempo, refrattaria a ogni compromesso e a ogni pratica che comporti anche la minima cessione o dismissione etica – quella libertà covata nel profondo, e agita, che rimane l’unica traccia percorribile, con dignità, nei propri giorni.

    Grazie a voi della testimonianza.

    Un abbraccio grande a te, Elisabetta.

    fm

  5. aveva un eloquio e un taglio di scrittura personalissimi. le sue recensioni ai film partivano da lontano, inglobavano libri diversissimi: ti ritrovavi con tre o quattro indicazioni di lettura, oltre ad una originalissima recensione ad un film, che rimandava ad altri legati per tema, regista, epoca. partiva da lontano, beniamino, ma arrivava vicinissimo al lettore e lo educava alla critica televisiva e cinematografica, lo educava con il bello della sua scrittura.
    belle le tue parole, francesco. ho scoperto per le vie infinite il tuo blog: anche tu mi mancavi. felice di averti trovato.
    lucy

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.