Seicentomila volte grazie

[…] Nur wahre Hände schreiben wahre Gedichte. Ich sehe keinen prinzipiellen Unterschied zwischen Händedruck und Gedicht. Man komme uns hier nicht mit “poiein” und dergleichen. Das bedeutete, mitsamt seinen Nähen und Fernen, wohl etwas anderes als in seinem heutigen Kontext. Gewiss, es gibt Exerzitien – im geistigen Sinne -, lieber Hans Bender! Und daneben gibt es eben, an jeder lyrischen Strassenecke, das Herumexperimentieren mit dem sogenannten Wortmaterial.
Gedichte, das sind auch Geschenke – Geschenke an die Aufmerksamen. Schicksal mitführende Geschenke.

[Soltanto mani autentiche possono scrivere poesie autentiche. Io non vedo nessuna differenza sostanziale tra una stretta di mano e una poesia. E non ci si venga a parlare di “poiein” e altre cose del genere. Perché ciò significava, con tutti gli annessi e i connessi, qualcosa di completamente diverso rispetto al suo attuale contesto. Esistono certamente degli esercizi – in senso spirituale – caro Hans Bender! E, in relazione ad essi, esiste ad ogni angolo di strada la sperimentazione senza limiti con il cosiddetto “materiale linguistico”.

Poesie sono anche doni.
Doni per le creature attente.
Doni carichi di destino.
]

(Da: Paul Celan, Brief an Hans Bender, in Über Paul Celan, a cura di D. Meinecke, Frankfurt am Main, 1970)

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Buzz Spector

Rosa Pierno

Se con i libri si potessero costruire muretti, grotte, dighe, fortini, case, patii, basiliche, torri, si realizzerebbe un luogo del tutto utopico, eppure il senso di concretezza che si sprigiona dalle installazioni di Buzz Spector richiama alla mente la volontà costruttiva che innerva la cultura, da cui, peraltro, l’ordine non è mai assente. In fondo, la cultura è un processo che filtra, trasforma, modifica e ricrea; inoltre, i libri usati come materiale da costruzione si prestano a essere utilizzati per l’esplorazione di possibilità metaforiche inerenti all’oggetto in questione che ampliano infinitamente il suo uso. Spector mette insieme una vera e propria enciclopedia di tali occorrenze sia per quello che riguarda la forma sia per quello che concerne il contenuto. Continua a leggere Buzz Spector

Apartheid di Rosarno: Dov’è la collera di Dio?

Domenico Ciardulli

D’ora in avanti anche la Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi dovrà valutare bene l’opportunità di inviare vescovi, prelati o diaconi di colore nelle parrocchie dei paesi della piana di Gioia Tauro. Attenzione, dunque, all’abbronzatura nel caso si dovesse fare sosta o soggiornare nella rinnovata e ripulita cittadina di Rosarno. Probabilmente è solo una minoranza di rosarnesi che si è dedicata alla caccia armata contro i braccianti africani, ma già si riesce ad immaginare quale sarà il programma elettorale di qualche candidato a sindaco di Rosarno. Magari viaggi di studio verso Città del Capo per importare nuovi modelli culturali. Come dire, per una volta il Sudafrica diviene punto di riferimento culturale dell’Italia che è la settima potenza mondiale. Ma quale è stato a Rosarno il ruolo delle autorità civili e religiose locali in questi vent’anni in cui i migranti africani hanno pagato il pizzo ad autisti di furgoni e ai caporali per poter raccogliere mandarini, olive e pomodori per pochi euro al giorno? Quanti parrocchiani che la domenica frequentano la messa hanno dato in affitto a 50 o 100 euro un materassino nei fabbricati rustici e inabitabili dei loro terreni agricoli? E quale percentuale incassano i grandi e piccoli proprietari calabresi per far alloggiare i numerosi ambulanti del Senegal che quotidianamente percorrono con le loro mercanzie artigianali decine di chilometri a piedi sulle spiagge delle coste ioniche e tirreniche?

(Continua a leggere su Reset Italia…)

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