Dai Libri di Lettura

Nadia Agustoni

chiedi se la cenere è fuoco
o un altro ritorno, domandi chiedi se hai becco d’uccello
o bocca che parla chiedi se hai parole
chiedi se hai dimenticato qualcuno chiedi
se li hai accanto”

il paese

          a Francesco Tomada

*

il paese è orbo
non vede qualcuno che ha forma di uomo
d’insetto di rana di spino.

non vede
e si perde a pensare: “quando cambia il tempo
suoneremo campanelli qualcuno verrà alla porta
e entreremo come i poveri e i santi nel regno dei cieli”.

 

**

il paese c’è che diluvia
e c’è il pane contato
nel vento i fiori vanno via
e c’erano i nidi di rondine nelle stalle
quando entravo a guardare.

i giorni sono il giorno che sale dalla terra
forse dal cielo e dalla terra
e la sera e la notte e in girotondo il mattino ritorna.

 

***

il paese a novembre
non sapeva più chi era “di noi”.

a gennaio la neve due volte suggerì pazienza
e chi sbarrò la porta chi sbraitò e chi crede nei morti:

ma il lutto non è più sicuro della storia.

 

****

il paese è fatto di mare
nel mare i morti hanno alghe pesci e non vedono il sole.

se piove sul mare
nel mare non si accorgono
se il mare racchiude le ossa non lo sanno.

 

______________________________
Viola Amarelli – Nota su Il Paese di Nadia Agustoni.

Immoto ma affollatissimo, cieco e sordo, il “paese” della Agustoni è in realtà un fondale atopico, un non – luogo universale che l’autrice ci restituisce in queste stanze come metafora dell’umanità. Tutto è fermo eppure in continuo fluire: dallo spino alle rondini, dalla neve alle alghe, ma è un fluire dove persino la speranza di entrare nel “regno dei cieli” si scontra con il crudo della “storia”, inesorabile più del lutto. E’ su questo palcoscenico – che trasmuta dal rovo dei monti ai pesci marini – che si consuma misteriosa la gioia dei fiori portati via dal vento, la paziente tenacia della neve, quasi la forza, ottusa e miracolosa, che congiunge vita e morte. Non a caso il testo è dedicato a Francesco Tomada: nel radicamento fisico, concreto, della parola è infatti il sottile fil rouge che unisce i due autori, l’esperienza comune dell’umano come spazio, e visione, della poesia.

______________________________

 

***

12 pensieri su “Dai Libri di Lettura”

  1. leggere nadia agustoni è come leggere una consolatio. ma non è poesia consolatoria: ciò che consola è scoprire il miracolo oltre ogni ragionevole resistenza dettata dal brutto imperante, dalla de-solazione. ciò che consola è la profondità unita alla grazia lieve, un soffio, una carezza, una stretta di mano che ci vengono incontro dalle sue parole: parole per tutti, riconoscibili, ma non scontate.
    grazie infinitamente.

  2. Difficile per me dire qualcosa, se non ringraziare Nadia per tutto ciò che è e che scrive, in questo post e nel successivo che raccoglie gli inediti. Una scrittura che si evolve attorno alla sua profondità, a volte alla sua durezza, con coraggio e coscienza.

    Grazie a Nadia e a Viola, e come sempre a fm.

    Francesco t.

  3. Le parole sostengono e accompagnano lo sguardo, quieto e profondo, mobile e inclusivo. Non dimentica questo sguardo, serbano memoria di ciò che hanno visto e udito, di ciò che hanno percepito o anche solo intuito le parole, proseguono il cammino, ma la loro orma è indelebile. Grazie, Nadia

  4. Le poesie di Nadia Agustoni ancora una volta ci trasmettono quel suo senso di non appartenenza a ciò che vede e vive dandoci quasi l’idea di entrare contemporaneamentre in tre livelli: quel che realmente esiste, quel che lei osserva, quello che poi scrive. Alla fine, il coinvolgimento del lettore è triplice. Tutto il lavoro complessivo di Agustoni ha l’eleganza e il “disarmo” o leggero spaesamento di chi è insieme calata in due mondi, la realtà effettiva e quella sua intimità a volte consolatoria. Da qui – tra le tante altre sue espressioni- le affascinanti favole che spesso ci regala. Rinfrazio pertanto Francesco Marotta per aver raccolto in “sezioni” di estrema accuratezza, il lavoro complessivo e così multiforme di Nadia, dando a tutti l’occasione di comprendere appieno la necessaria bellezza di questo autore. Cristina Annino.

  5. Un grazie a tutti per i commenti.
    La poesia di Nadia c’è.

    fm

    p.s.

    Cristina, nei prossimi giorni ho in serbo una “sorpresa” per te.

  6. Grazie, Francesco, anche perché so che le tue “sorprese” sono sempre delle gran belle sorprese.
    Con affetto, Cristina.

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