La Biblioteca di RebStein (VII)

etretatlibraryyq7La Biblioteca di RebStein
VII. Marzo 2010


Nadia Agustoni

______________________________
Nadia Agustoni – Dai Libri di Lettura (2007-2009)
______________________________

 

***

10 pensieri su “La Biblioteca di RebStein (VII)”

  1. un’opera semplicemente perfetta. Un equilibrio inimitabile di parole e di immagini. Parole “bianchissime” per dire un mondo fedele all’essenza, sottilmente struggente, senza sbavature.
    Bravissima
    roberta b.

  2. Concordo in pieno, Roberta: siamo di fronte a una scrittura di assoluto valore, che teme pochi confronti nell’odierno panorama poetico.

    fm

  3. Poesie intense, spesso visionarie. La lingua aderisce benissimo al mondo che esprime, e ferisce. La poesia desolata dei sommersi, delle ossa sotto il mare, è quella che più mi ha colpito. Complimenti a Nadia. L’abbraccio a Francesco. Marco

  4. cara Nadia,
    di recente ho scoperto che in comune abbiamo un humus, quello che sicuramente è “ol paìs”, che tu conservi nella tua poesia, che ho avuto ancora una volta la fortuna di leggere.

    Nella terra bagnata dal Serio sono nato e ho vissuto per 30 anni. Lo so che è troppo facile dire, una volta appreso che la recente presentazione del tuo ultimo libro, curata dal nostro Marotta, accadeva a Bergamo perché oggi è la tua terra, se non ancora il tuo retroterra, è troppo facile dire: ci avrei scommesso! Eppure…

    Non sono gli oggetti, le parole, le citazioni, in sé ad appartenere in via esclusiva ad un humus, ormai, ma la sintassi sì, eccome, l’ordine-cosmos dei pensieri e dei discorsi, che è l’intelligibilità del mondo, aperta alla dimensione valoriale della sintassi del posto che si fa mondo e se ne lascia attraversare.

    Grazie a te e a Francesco per questi inediti! (e anche all’altro Francesco-ispiratore…
    Un momento di luce in mezzo all’ansia dei giorni

  5. Cari amici,

    vi ringrazio Roberta, Marco, Mario e Francesco degli interventi e delle vostre note.
    I testi appartengono a questo libro che sto assemblando.
    Escono qui in “Quaderno” , ma sono apparsi (come dice la nota) negli ultimi due anni e mezzo circa su vari lit-blog e/o in rivista.
    La vostra lettura e quel che dite mi fanno piacere ovviamente ( un invito a continuare) e del commento di Mario sottoscrivo molto.
    Un caro saluto

    ps: Francesco bellissima la scelta dell’immagine, come sempre.

  6. Ho scaricato il PDF e so già (dalla prima scorsa) che avrò da essi la conferma di una grande scrittura. UN abbraccio, E.

  7. Leggere Nadia è ogni volta, e ogni volta più a fondo, penetrare in un magma di segni attentissimi e precisi. Sempre più la sua opera è il cardiodiagramma di questo tempo, le cose prendono anima, le parole le infilzano in versi asciutti, in spiedini che si fanno corpi, sculture come alberi nel buio.
    Un grande abbraccio e tanti complimenti. Fabio

  8. Nadia Agustoni porta nelle sue poesie un filo espresivissimo di tenue paura o timore o disturbo o cautela che la fanno esistere con molta forza negli intersizi tra un sintomo e l’altro. La sua statura di poeta è un crescere quasi sonoro lì dentro, con quella vigilanza della ragione di chi ha preso vita e parole tra le mani guardando bene a non farle traboccare in nessun “decoro”. Leggendola, ho la sensazione di un tuffo, perché l’acqua sembra realmente scorrere risucchiando quel che ci portiamo addosso. Ora questa paura persistente e interminabile, si capisce raggiunta stilisticamente con un’esperienza di scrittura molto severa e importante, ma che non intende regalare nessuna
    conservazione di sè. Questo, per me, costituisce parte del fascino intensamente obliquo delle poesie di Nadia.

    Cristina Annino.

  9. Nadia carissima,
    con un ritardo quasi imperdonabile, sono qui per dirti che la tua poesia, ormai riconoscibilissima, è un soffio che si posa sulle cose ma anche sulle emozioni scaturite da sentimenti intensi che abbracciano tutto il creato. Il tuo dire, silenzioso e per nulla presuntuoso, riesce a catturare chi ti legge, la tua forza, infatti, si dipana in questi versi che circumnavigano, a volte con lentenza, altre con più velocità, i sentieri reali del nostro passaggio, ma anche quei sentieri più difficili da esplorare che riguardano l’umana esistenza.
    Grazie per quello che scrivi e sei.

    un abbraccio a te e Francesco
    jolanda

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...