Corona

Cesare Greppi

“Concentratissima, misteriosa, segreta e splendente a un tempo, [questa poesia] si fonda sul rifiuto dell’ordine dei significati: vale a dire delle strutture canoniche del discorso e delle procedure acquisite di designazione delle cose. Rifiuto di cui attestano, nella «lucida caverna» dello spazio mentale – che è lo spazio stesso della poesia – le gocce-bacche dei «no»: sillabe essenziali poste a designarne la volontà di separazione, per urgenza e vocazione di unicità, ma anche di fedeltà a quel reale cui il Soggetto riserva la sua sorvegliatissima, solitaria, gelosa auscultazione.” (Stefano Agosti)

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